Economia

Sulcis accantonato

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di Luca Sarriu

Negli ultimi giorni si assiste ad una serie di avvenimenti, apparentemente lontani ma sintomatici di una situazione generale, che mettono in evidenza un preoccupante disinteresse da parte delle istituzioni per il Sulcis e le sue problematiche. Il Coordinamento provinciale per il Sulcis Iglesiente del Partito dei Sardi, nell’esprimere la propria preoccupazione per questa situazione di stallo, sta avviando una serie di colloqui conoscitivi con i rappresentanti dei settori maggiormente interessati da questo immobilismo, per comprenderne meglio le problematiche e condividere le possibili vie d’uscita ad una situazione divenuta ormai insostenibile. Queste iniziative si svolgono in costante sinergia con il segretario politico Franciscu Sedda, impegnato nel difficile compito di armonizzare le risposte alle diverse problematiche dell’intera Sardegna e, quindi, in termini di una visione ampia e generale, del Sulcis Iglesiente. 

La recente condanna degli operai Alcoa, che manifestavano legittimamente per ottenere risposte concrete sul futuro del proprio posto di lavoro, rappresenta solo la punta dell’iceberg di quella che si prefigura come una progressiva politica di dismissione del territorio. La risposta dell’Assessore Piras, cui non si può attribuire alcuna responsabilità data la sua recentissima nomina, riguardo allo sblocco dei fondi per gli ammortizzatori sociali, appare, politicamente, frettolosa ed insoddisfacente.

Anche le prospettive di uno sviluppo alternativo del territorio sembrano quanto mai nebulose, e si scontrano con l’immobilismo o le eccessive complicazioni burocratiche di uno Stato italiano che sembra sordo ai problemi della Sardegna. Il Piano Sulcis è ormai un ricordo sbiadito, e il bando 99 ideas, in cui tanto il territorio aveva investito in termini di impegno ed investimento di risorse, si avvia al totale fallimento, nel silenzio generale delle istituzioni e dei referenti territoriali del progetto indicati dal governo centrale. Il Partito dei Sardi, grazie al proprio presidente Paolo Maninchedda, assessore regionale ai lavori pubblici, sta intrattenendo un dialogo serrato con la Presidenza della Giunta Regionale affinché sia possibile fare definitivamente il punto sulla gestione dell’intero Piano Sulcis, per avere ben chiare le problematiche ad esso legate ed avviare un processo di ripresa efficace dell’intera misura.

La recente conferma della gestione commissariale di Igea, affidata ad un tecnico proveniente dal mondo dell’industria petrolchimica, non rappresenta certo una svolta in una delle aziende che dovrebbe, invece, rappresentare un’opportunità di cambiamento del territorio, permettendo l’avvio di uno sviluppo basato sulle risorse ambientali del territorio e sulla valorizzazione dello straordinario patrimonio di archeologia industriale mineraria, la cui bonifica e messa in sicurezza costituisce il primo passo fondamentale per l’avvio concreto di attività di turismo culturale. L’immobilismo e la gestione poco risoluta del Parco Geominerario, e la recente polemica per la mancata prosecuzione del progetto “PREMIO TESI DI LAUREA E DI DOTTORATO PARCO GEOMINERARIO – RENZO PASCI”, creato dall’Associazione Pozzo Sella e recentemente affidato alla gestione del Parco, costituiscono un’altra gravissima fonte di preoccupazione e perplessità.

L’agricoltura, altro settore additato come trainante per una diversificazione dello sviluppo del territorio, non sembra navigare in migliori acque, con la questione sempre aperta della gestione dei Consorzi di Bonifica, cui si è aggiunta recentemente la polemica relativa all’attività del Gal Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari rispetto alla reale capacità di intervento nello sviluppo del settore agricolo ed alle complesse procedure di erogazione dei fondi alle aziende aggiudicatarie di finanziamenti. La sovrapposizione di competenze in questo settore, e l’eccessiva semplificazione delle problematiche di agricoltura, allevamento, pesca e trasformazione dei prodotti agricoli non ne facilita la soluzione, accomunando settori e problematiche intrinsecamente differenti. Per il Partito dei Sardi, impegnato nella Commissione Attività Produttive con il proprio consigliere Piermario Manca, risulta ormai indifferibile l’emanazione di una legge quadro sul settore agricolo, che snellisca la legislazione sovrabbondante in materia e permetta una diversificazione tra settori produttivi che agevoli una semplificazione normativa e burocratica ed avvii una nuova fase di sviluppo per il comparto agricolo.

Spiace che, a fronte di un territorio la cui crisi sembra aggravata da una mancanza di risposte strutturali e di alternative concrete di sviluppo in qualsiasi settore, dal turismo all’agricoltura, dall’artigianato al commercio, si debba prendere atto della percezione che le altre aree della Sardegna hanno del Sulcis, visto come un territorio privilegiato rispetto agli altri, ed interessato da misure fiscali vantaggiose di cui altri territori non godono. La realtà è purtroppo ben diversa, e le agevolazioni previste dalla Fiscalità di vantaggio prevedono delle semplici compensazioni fiscali rispetto a quanto maturato con la propria attività, senza migliorare in alcun modo la capacità produttiva delle singole imprese, strette nella morsa della progressiva diminuzione della capacità di consumo delle troppe famiglie costrette a vivere di sussidi e ammortizzatori sociali. La situazione delle imprese artigiane è infatti al collasso, così come in gravissime condizioni versa il settore del commercio, interessato da una contrazione del volume di affari che sta assumendo dimensioni drammatiche e al quale la politica non sembra in grado di dare alcuna risposta.

È tempo, per il Sulcis, che tutti prendano atto delle proprie responsabilità, e si mobilitino con azioni di intervento costruttive e mirate, che rimettano in campo le potenzialità di sviluppo di un territorio cui non sono più sufficienti misure di tamponamento delle emergenze attuali. Il territorio ha bisogno di essere messo in condizioni di ridefinire e disegnare in maniera autonoma il proprio futuro, senza attendere l’intervento esterno dell’ennesimo “Salvatore della Patria” ma mettendo in gioco la propria forza e le proprie capacità di cambiare una situazione sociale ed economica prima che essa diventi esplosiva, con conseguenze che non vogliamo neanche immaginare.

Luca Sarriu, Coordinatore Provinciale per il Sulcis Iglesiente del Partito dei Sardi