Sul sequestro di Rossella Urru

27 gennaio 2012 08:072 commentiViews: 4

urruIeri è stata discussa in Aula la mozione presentata, a favore di Rossella Urru, dalla collega Claudia Zuncheddu. Quello che segue è il mio intervento (in vero ero un po’  – molto- incazzato).

Userò meno dei dieci minuti canonici, Presidente, però vorrei ricordare ai colleghi di che cosa stiamo parlando e per capirlo bisogna capire che cosa significa, in Africa, quando si viene rapiti, che il proprio Governo taccia.
Ci sono due silenzi, quando qualcuno viene rapito in Africa, qualche occidentale, dico. Il silenzio della trattativa e il silenzio del disimpegno.
Il silenzio del disimpegno, e lo dico con parole dedotte da ciò che ha detto la collega Zuncheddu ma che sono vere, il silenzio del disimpegno ha un prezzo, che è la vita dell’ostaggio.
Sono argomenti che non interessano evidentemente le persone che culturalmente con i sequestri hanno fatto il callo, ma sono, altrettanto evidentemente, invece, argomenti che toccano chi si muove pensando che la legalità internazionale debba essere garantita. Nella fattispecie del caso Urru, bisogna che diciamo con chiarezza una cosa: lo Stato italiano non è impegnato.
Che cosa determina il disimpegno dello Stato italiano? Determina che la fazione che ha rapito la nostra concittadina può essere tentata di aumentare il valore mediatico e politico del sequestro, di creare, cioè, un’escalation sulla pelle della Urru, per porre il problema politico che ha tentato di sollevare con questo gesto.
In altre circostanze, lo Stato italiano fa due cose: paga, paga riscatti, attiva diplomazie, si confronta con gli altri Stati della Regione, in particolare la Francia, e cerca di negoziare con queste potenze le azioni politiche necessarie per salvare una vita umana.
Sarà sbagliata, ma si ha la sensazione che l’interesse della Farnesina sui propri cittadini dipenda dalla loro provenienza, dal peso, dalle relazioni che hanno attivato, dai circuiti a cui appartengono. Noi non abbiamo la percezione del pericolo di vita di questa donna, non l’abbiamo; non l’abbiamo perché il suo caso non è all’ordine del giorno del Governo italiano. Non è all’ordine del giorno, non è all’ordine del giorno di iniziative della Farnesina, ed è sintomatico che questo accada quando l’Italia vanta, sullo scacchiere internazionale, relazioni privilegiate nell’area libica e nell’area algerina.
Noi trattiamo col Governo algerino per il gasdotto, non trattiamo, invece, per un ostaggio rapito nel loro territorio.
Noi decidiamo sulla Libia, addirittura riceviamo i complimenti del Governo libico perché l’ENI ha ripreso a esportare petrolio, ma l’Eni, che è il nostro vero ambasciatore in quell’area, non ha all’ordine del giorno la nostra concittadina, e non ce l’ha perché i sardi non la difendono adeguatamente.
Se un Consiglio regionale accoglie una mozione di questo genere, che è di tipo umanitario, ma è di tipo nazionale, colleghi, con il disinteresse vergognoso che si registra stasera, secondo me le bombe intelligenti troveranno un altro obiettivo dove colpire, troveranno un altro obiettivo, perché noi le attireremo con certezza, perché in genere colpiscono dove l’intelligenza non c’è.
Noi stasera non stiamo discutendo di una gazzarra politica. O il Consiglio regionale iscrive questo caso nell’agenda di questo Ministro degli esteri inesistente, o questa donna rischia la pelle.
Se non lo facciamo noi – non lo può fare il comune di residenza o la famiglia – chi lo fa? Chi lo dice a un Ministro della Repubblica che viaggia sulle vette siderali dell’Europa, che ci teniamo alla vita di una nostra concittadina, chi lo dice? Questa sta rischiando la pelle per il silenzio dell’Italia, e l’Italia può muovere l’ENI, perché non lo muove? Perché non lo muove? Può parlare con la Francia, o con la Francia si parla solo dell’euro? Perché chi è che non sa che sono i servizi segreti francesi ad avere il controllo di quel territorio, chi non lo sa? Basta leggere un po’ di riviste internazionali. E lo deve dire un consigliere regionale questo? Riusciamo a iscrivere nella nobilissima agenda del premier Monti un problema che ha il nome della nostra concittadina? Ci riusciamo, o lui vive a distanze superiori di quelle del Papa?

2 Commenti

  • Quinto moro

    Ecco un altro esempio della “considerazione” italiota nei confronti della gente sarda. E i nostri onorevoli? Sempre più preoccupati dal pericolo della riduzione dei loro privilegi. VERGOGNA!

  • Mario Pudhu

    Cundivido in prenu s’arrennegu de s’On. Maninchedha: comente si podet nàrrere in itl.? «Non c’è che dire!» E su mínimu chi si potat fàghere, s’interessamentu de chie rapresentat totu sos Sardos, su Cussizu regionale, si no lu faghet est prus miseràbbile de su guvernu italianu, ca za l’ischimus dae meda chi a sos guvernos italianos, «ignobile» o «nobilissima agenda», lis frient àteras chistiones fintzas in tempos prus trancuillos.

Invia un commento