Sul Piano Triennale della Lingua Sarda

28 giugno 2011 17:478 commentiViews: 131

224di Giovanni Masala
Nel nuovo piano triennale (alla pag. 21) si annuncia la necessità di una nuova legge regionale per sostituire e migliorare quella esistente e si scrive tra l’altro che: “La dottrina internazionale della pianificazione linguistica sostiene che a questo scopo bisogna che la lingua abbia prestigio, sia presente nello spazio pubblico comunicativo, abbia una sua utilità sociale. Queste sono le premesse per cui in famiglia si riprenda a parlare in sardo”

Ma la parola “scuola” è per il legislatore sottintesa? Oppure la verità è che non è interessato e vuol continuare a spendere centinaia di migliaia di euro per segnaletica, traduzioni di leggi, correttori ortografici, corsi di sardo per i dipendenti degli uffici pubblici, atlanti e balle varie? La lingua si salva in un altro modo, non distribuendo prebende agli amici!!!

Nel dicembre 2008 era stato elaborato un disegno di legge che, anche se abbondantemente copiato dalla legge regionale friulana, prevedeva pur sempre 1-2 ore di sardo nelle scuole. Io mi chiedo: perché dopo quasi 3 anni quel disegno di legge non è stato migliorato e ripresentato in Giunta e in Consiglio Regionale? Quanti anni devono ancora passare? Lo si vuole ripresentare di nuovo un mese prima delle prossime elezioni? Non mi si dica che “non è possibile in quanto la norma verrebbe dichiarata anticostituzionale, come è già successo per qualche altra regione d’Italia” perché sono tutte fandonie.

Un’altra cosa: la stragrande maggioranza dei sardi desiderano che l’80-90 per cento delle risorse finanziarie vengano destinate ad insegnare ai bambini delle scuole materne ed elementari a scrivere, leggere, parlare la propria variante locale per 2-3 ore alla settimana, esattamente come si fa per l’inglese. È triste ma è così, il sardo è oggi per la quasi totalità dei bambini sardi pressoché una lingua straniera e così va insegnato.

Pretendere dall’oggi al domani di insegnare le altre materie in sardo è utopico in questo momento; al massimo l’insegnante di sardo potrà insegnare (sempre nella variante locale) un po’ di storia sarda e altre cognizioni inerenti la Sardegna ma dopo alcuni anni e dopo che i bambini padroneggeranno perfettamente la loro variante di sardo.

Perché allora non rispettare questa volontà? Contemporaneamente continueranno ad esserci scrittori che usano il campidanese generale, il logudorese, la lsc, la limba de mesania, la variante locale ecc. E per i partiti politici sarà lo stesso. Anche irs e progres lo fanno già. E spero e credo che progres al prossimo congresso utilizzerà il sardo, almeno nei manifesti e nei materiali pubblicitari; e saranno naturalmente liberi di utilizzare la variante che preferiranno, che può essere anche la lsc. Ma la scuola è un altro paio di maniche.

Chi insegnerà il sardo nelle materne e nelle elementari? Chi è laureato in scienze dell’educazione e abbia dato con successo esami di sardo all’università. Ma si deve trattare di persone che lo fanno oltreché perché ne posseggono i titoli, anche perché ne sono appassionate, che preparino, anche insieme ai bambini, il materiale didattico nella variante locale. E così anche la creatività e la fantasia degli scolari verrà stimolata e quando torneranno a casa potranno parlare con i loro nonni nel loro sardo, non in lsc! La scuola non può continuare a promuovere il mutismo tra i familiari o condannarli a parlare soltanto in italiano (porcheddino) o in lsc (porcheddina). Questi sono i requisiti oggi per insegnare una lingua nella scuola primaria, non altri. L’unificazione della lingua è e sarà un passo successivo, adesso si deve cercare di salvare quello che c’è non quello che non c’è!!!

Se un insegnante di sardo deve insegnare per 20 ore la settimana riuscirà a farlo esattamente in 10 classi con 2 ore per classe. È quindi necessaria una nuova materia: “lingua e civiltà sarda” come esiste anche “lingua e civiltà inglese” alle elementari.
100 nuovi insegnanti potrebbero quindi insegnare in 1000 classi. Ma quanto costano 100 nuovi insegnanti di scuola materna ed elementare?
3600000 euro all’anno. 25000 bambini potrebbero così riappropriarsi in pochi anni della loro lingua. Con 200 nuovi insegnanti e una spesa di 7000000 di euro annuali 50000 bambini potrebbero reimparare la propria variante locale della lingua sarda, ma la regione cosa fa?

E così siamo di nuovo al piano triennale:

I finanziamenti si dividono in 4 Aree di intervento:

1. Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale delle varietà linguistiche della Sardegna
2. Promozione, rivitalizzazione e pianificazione linguistica e culturale
3. Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna a scuola e nell’università’
4. Promozione e rivitalizzazione della lingua sarda nell’ambito liturgico ed ecclesiale.

Nell’area di intervento 1 sono previsti, tra gli altri non ancora definiti, questi finanziamenti:

1.1. Acquisizione di diritti per il web di opere di traduzione di classici della letteratura internazionale in sardo dall’italiano o da altre lingue e di opere didattiche per l’apprendimento della lingua sarda: es. finanziario 2011 euro 117.000,00; es. finanziario 2012 euro 117.000,00; es. finanziario 2013 euro 117.000,00.
1.2. Valorizzazione della lingua sarda attraverso l’organizzazione di festival letteratura, teatro, musica e cinema; spesa ancora da definire.
1.3. Implementazione dell’Atlante Toponomastico Sardo e della segnaletica bilingue. Spesa ancora da definire.
1.4. Carta delle minoranze linguistiche in Sardegna: es. finanziario 2011 euro 80.000,00; es. finanziario 2012 euro 80.000,00; es. finanziario 2013 euro 80.000,00.
1.5. Implementazione dell’Alimus, Atlante Linguistico Multimediale della Sardegna e promozione di tutte le varietà linguistiche della Sardegna: es. finanziario 2011 euro 73.000,00; es. finanziario 2012 euro 0,00; es. finanziario 2013 euro 0,00
1.6. Dizionario normativo della lingua sarda: La Giunta si impegna a reperire adeguate risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013
1.7. Dizionario generale delle varietà linguistiche della lingua sarda. Opera del Vocabolario generale della lingua sarda: La Giunta si impegna a reperire adeguate risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013

Nell’area di intervento 2 sono previsti, tra gli altri non ancora definiti, questi finanziamenti:

2.1. Promozione dell’informazione e comunicazione in lingua sarda e nelle varietà alloglotte (radio, tv, giornali, internet ecc.): es. finanziario 2011 euro 398.000,00; es. finanziario 2012 euro 0,00
es. finanziario 2013 euro 0,00
2.2. Sostegno finanziario e organizzativo agli sportelli linguistici sovra comunali a regia regionale: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari
2012 e 2013

2.3. Implementazione Sportello Linguistico Regionale – Ufìtziu de sa Limba Sarda: es. finanziario 2011 euro 60.000,00; es. finanziario 2012 euro 60.000,00; es. finanziario 2013 euro 60.000,00

2.4. Visibilità della lingua sarda: Sa Limba sarda a campu: adesivi,
locandine, monografie, volumi divulgativi, manifesti, brochures, opuscoli, segnalibri, diari scolastici, agende, calendari in formati diversi, gadget vari. La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari
2012 e 2013.

2.5. Correttore automatico della lingua sarda: es. finanziario 2011 euro 50.000,00; es. finanziario 2012 euro 50.000,00; es. finanziario 2013 euro 50.000,00

2.6. Realizzazione del T9 in sardo e altri applicativi high tech: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013

2.7. Interventi a favore della cultura sarda fuori dalla Sardegna e all’estero; es. finanziario 2011 euro 100.000,00 es. finanziario 2012 euro 100.000,00; es. finanziario 2013 euro 100.000,00

2.8. Conferenza annuale e monitoraggio degli interventi: es. finanziario 2011 euro 25.000,00; es. finanziario 2012 euro 25.000,00
es. finanziario 2013 euro 24.000,00

2.9. Valorizzazione delle varietà alloglotte presenti nel territorio regionale: La Giunta si impegna a reperire adeguate risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013.

2.10. Progetto di valorizzazione e normalizzazione del catalano di Alghero: La Giunta si impegna a reperire adeguate risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013

2.11. Favorire uso del sardo nei settori di promozione economica in etichettaggio, insegne, immagine coordinata delle imprese private: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013

Finalmente arriva l’Area di intervento 3 di Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna
nell’istruzione

3.1. Implementazione dell’Istruzione in lingua sarda nell’orario curricolare: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari
2012 e 2013. Ma poche righe prima si legge parla di 50000 euro (annuali?)

3.2. Borse di studio: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013

3.3. Finanziamento all’Università di Cagliari e Sassari per l’espletamento di corsi universitari in lingua di minoranza: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013

3.4. Formazione degli insegnanti e/o degli operatori linguistici – Sostegno a istituti privati: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari
2012 e 2013

3.5. Promozione di elaborati in lingua sarda nelle scuole di ogni ordine e grado: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari
2012 e 2013

3.6. Sorigheddu – Topolino in lingua sarda: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013.

3.7. Campagna di alfabetizzazione della popolazione sulla lingua sarda e sulla diversità linguistica e i vantaggi del bilinguismo precoce: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013

3.8. Attività di divulgazione della lingua sarda nelle ludoteche: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013

Area d’intervento 4: Promozione e rivitalizzazione della lingua sarda nella liturgia e nel campo religioso

4.1. Istituzione di una commissione Regione – Conferenza Episcopale Sarda al fine di facilitare la valorizzazione della lingua sarda all’interno della liturgia: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari
2012 e 2013

4.2. Promozione delle traduzioni in sardo del lezionario e del messale in uso nella messa cattolica e di altri testi religiosi: La Giunta si impegna a reperire le risorse per finanziare questo progetto negli esercizi finanziari 2012 e 2013

Insomma, pare che per insegnare il sardo a scuola siano stati destinati 50000 euro che corrispondono al 3-4 per cento delle somme disponibili, mentre per tutto il resto 1-2000000 di euro. Questo piano triennale è scandaloso, spero che il Consiglio Regionale se ne accorga e lo faccia modificare al più presto.

Insomma era vero che il legislatore non lavora per i bambini ma per i suoi amichetti più grandi. Riassumendo, la stragrande maggioranza dei sardi vuole/vorrebbe l’80-90 per cento dei finanziamenti per il sardo locale a scuola e questi ne destinano invece il 3-4 per cento. Incredibile! Capirei la destinazione di 1-2 milioni di euro a cose non scolastiche se ci fosse una disponibilità di 10-20000000 di euro ma non è così. La Sardegna non è la Catalogna. I soldi sono pochi e vanno spesi nella direzione giusta.

Nonostante le decine di milioni di euro spese negli ultimi 15 anni le inchieste sociolinguistiche dimostrano che i giovani parlano sempre meno il sardo, come ammettono anche ormai i più accaniti difensori della limba. Non sarebbe quindi il caso di invertire la destinazione dei finanziamenti e vedere si vi sarà un’inversione di tendenza?

La parola al Consiglio Regionale.

Giuanne Masala

8 Commenti

  • Giovannino Piseddu

    Modello di riferimento linguistico – Nuovo progetto di legge per la lingua sarda a cura di Giovannino Piseddu Perfugas genn. 2016

    Lingua sarda – Dal momento che il progetto linguistico in Sardegna, nonostante le iniziative ed i molti anni di gestazione non ha potato a nessun risultato valido ed operativo. Evidentemente, di questo passo il sardo come lingua unificata, anche se riconosciuta dall’Unesco, sembra non approdare da nessuna parte e così pure il cosiddetto sportello linguistico regionale o “Ufitziu de sa limba sarda” o “Limba Sarda Comuna”. Diventando nel contempo, una specie di pasticcio colossale a favore di pochi amici e portaborse affiliati alla classe politica e dirigente di turno e, non al servizio della lingua e letteratura sarda.
    Purtroppo; accade sempre più spesso nella pratica quotidiana, messa in atto della classe politica e dirigente. A distanza di anni e dopo essere riusciti a ripartire agevolmente i generosi contributi regionali, non è ancora ben chiaro, quale sia l’obbiettivo finale per la lingua unificata ed i suoi tempi di attuazione.

    Se è vero che la lingua da sempre, è stata la compagna inseparabile dei popoli, come sosteneva Antonio Martinez de Nebrija, (studioso spagnolo vissuto nella prima metà del 1500). È anche vero che molte lingue del passato, ancora oggi, sono in continua trasformazione. Pur rispettando il valore primario di una lingua, non possiamo sottovalutare il fatto che ancora oggi, tanti fanatici o linguisti occasionali, affidano alla lingua tante speranza e parecchie aspettative, a volte eccessive e ingiustificate per la crescita moderna e naturale di un popolo.

    Nel contempo no possiamo trascurare che la lingua in alcuni contesti, è sicuramente un ulteriore valore aggiunto, una importante risorsa a vantaggio della propria identità, del territorio, del proprio carattere. Anche in ambito linguistico, volendo superare quel detto famoso attribuito a Carlo Quinto, Re di Spagna (1500-1558), che dopo una breve visita in Sardegna, ebbe a definire il popolo sardo: “Pocos, Locos e Malunidos”. Sono fermamente convinto che per promuovere la Sardegna e la sua economia, non basta ascoltare qualche fanatico separatista, non basta semplicemente schierarsi a favore o contro la lingua sarda.

    Se veramente si vuole cambiare passo, come amano ripetere alcuni politici autorevoli e superare il pantano dentro il quale ci siamo arenati per decenni. Invece di restare bloccati, continuando ad oltranza sul progetto “Limba Sarda Comuna”. Si potrebbe valutare la possibilità di modificare lievemente lo stesso progetto, dividendo la Sardegna in tre macro aree linguistiche fondamentali quali: il logudorese nella parte centrale, il campidanese in quella meridionale ed il gallurese nella fascia costiera del nord dell’isola.

    Forse solo così, si potrebbe trovare un compromesso possibile in grado di giungere in breve tempo a qualche risultato operativo. Soltanto in una seconda fase, una volta superata la parte più controversa, si potrebbero stabilire delle direttive comuni su come coinvolgere le altre lingue minoritarie. In quei territori dove per motivi diversi, non sia possibile seguire regole comuni a queste tre macro-aree linguistiche, si potrebbero adottare quelle varianti e le regole grammaticali messe in pratica dai grandi poeti del passato i quali: per quanto riguarda la letteratura e la poesia scritta, a partire da Gerolamo Araolla (secolo XVI), non hanno avuto bisogno dei suggerimenti e delle polemiche che caratterizzano invece, i linguisti di oggi.

  • Gian Piero Zolo

    Caru Ivo, lezo como ebia su chi as iscritu,ca in mesu ‘e sas atteras cosas tzapo una inza e un’ortu…Oh Paulu cando cheres ses su ben’ennidu…ma m’est dovere de t’amentare chi su chi ti pessas ti lu sonas e ti lu cantas a sa sola. Des lezere bene cando iscrio deo ca soe troppu diligu in su chrcare sas neghes anzenas ca pro primu pesso a sas mias,mi naras chi deo apo nadu o fatu a cumprendere chi sos poetas logdoresos sian sos unicos…boh!!! E cando l’apo nadu?E mi naras chi sos poetas chi conosco deo e chi piaghen a mie e chi iscurtamos in logudoro sunu solu custos…e torra boh!!! E nd’as’a ischire meda de su chi mi piaghede tue!
    Deo faeddande de limba e no de poesia,(cando cheres faeddamos de efisio pintor sirigu,pompeo calvia,don bainzu pes, anna cristina serra,aquilino cannas,paola alcioni,rafael sari…..)apo postu unu parrer chircande una sola de sas tanta s modas de cantare o mezus relatare in sardu, e tue che caddu chi li pitigat sa sedda deretu a cumoradas. Si faeddamos de literadura in sardu chi podet essere de azudu a unu filogo o a unu linguista cheria narrer depimos torrare a sas primas operas chi sende antgas azuan sos istudios e tue torra a dortu mi cumprendes ponindemi in conca cosa chi no bistan. Pro me m’as male cumpresu in su totus e como no t’ofendas tue ca deo no lu soe,mi paret chi timas chi calicunu in sas zonas nostras bos tenzat in pagu cussideru ca fortzis pessades chi siemas pagu tziviles pro bos cumprendere si nono m’ispiega proite naras chi nois conoschimos e bantamos solu sa cosa nostra ma a mie
    no mi furriat in sa cherbedera mancu su’e isardizare de sa cultura sua nè campidanesos ne carlofortinos o catalanos ca sun pro totu siendas de costoire, ma si faedamos de limba deo naro su chi m’est a cumbeniu e no che poto ponner milli chistines in mesu. Faedamos de limba e cando cheres faedare de poesia apo a fagher a modu de ti nde dare manera in zona nostra in carchi aboiu ‘e cultura ma como semus trattande ater’una cosa…

  • M’est doveri a torrai un’arrespusta a Gian Piero Zolo, ca in su cumentu de issu presentat un’idea de Sardìnnia prus pòbura meda de su chi est! No t’ofendast Gian Piero ma mi tocat a aciungi unu pagu a su chi as scritu tui. Tui chistionas de is cantadoris logudoresus comenti e chi fessint is ùnicus in logu nostu, cosa chi no est, giai ca connotu de cantu de sei (poesia improvisada/cantadoris) ndi teneus assumancu de cuàturu calidadis: a otadas in Logudoru, a mutetus longus in Campidanu e in su Surcis, a s’arrepentina in su Campidanu de mesu e a mutos in su Mandrolisai e Barbàgia de Brebì. Is poetas chi connoscis tui, chi ti praxint a tui, chi ascurtais a is partis tuas funt is logudoresus e andat beni, ma no funt is ùnicus in Sardìnnia! Est bessiu de pagu su lìburu de Paolo Bravi sceti po sa cantada campidanesa, ddu at pubricau s’ISRE, e funt giai 600 pàginis, chi podis gheta-ddi un’oghiada: http://files.splinder.com/fb249a054e756e854a5b4d054cb38238_medium.png
    Candu eus fatu su progetu europeu “Incontro” cun poetas sardus, corsicanus e toscanus, po sa Sardìnnia ddoi fiant sèmpiri campidanesus e logudoresus, ca nci eus tentu a fai connosci totu s’arrichesa nosta in poesia, ca no est pagu, antzis: http://www.incontrotransfrontaliero.com/
    E insandus poita si depeus presentai prus pòburus de su chi seus narendi ca de traditzioni ndi teneus una sceti candu funt medas?!
    Deu tengu amigus chi tenint millas e millas de libureddus de cantadas campidanesas, de arregistratzionis no ndi chistioneus, e ita faeus, faeus sa finta chi custa sienda de poesia no s’agatit? E po fai unu praxeri a chini?!
    No bollu mancu intrai in sa chistioni de ita est s’otada, (betia de toscana), e de ita est unu mutetu longu (forma autòctona sarda) ca nci at pubricatzionis chi si-ddu podint nai prus beni de mei: http://www.edizionigoree.it/recensioni.php?id=194
    Bollu aciungi ancora chi no est berus nimancu chi no teneus literadura, Antoni Arca in su lìburu suu “Benidores” at contau giai 200 romanzus in sardu, totu cosa originali, chena de contai tradutzionis, poesia, sàgius, cantadas, tiatru etc. No mi parit aici pagu: http://www.condaghes.com/scheda.asp?id=978-88-7356-122-4&ver=it
    De s’àteru potzu essi de acòrdiu puru, chi si cumprendaus apari intra Sardus ndi seu siguru, connòsciu e stimu a Benvenuto Lobina ma est berus puru ca unu contu est su sardu fueddau e un’àteru contu est su sardu scritu e sa literadura chi teneus.
    Si lassu custu comentu po donai un’agiudixeddu a s’arrexonada e no po abetiai po su gustu de abetiai, po chi s’arrexonu bessat prus cumpretu e arrispetosu de sa cumplessidadi e de s’arrichesa chi nci teneus in logu nostu, agoa donniunu ligiat e giudichit cunforma a sa sensibilidadi cosa sua.
    Saludus a Gian Piero e a totus.

  • Franca Maria

    Mi permetto di rilanciare un commento di Gavino Chessa, che mi sembra un distillato di spirito critico:

    “Da quando intorno alla questione della lingua hanno cominciato a girare un po’ di soldi si è verificata la saldatura tra etnofascismo ed etnobusiness. E’ una storia triste, ormai ben nota in Sardegna come altrove: una piccola casta di professionisti della lingua (che partono dalla posizione di forza di una militanza “urlata”, che offre visibilità e legittimità in certi ambienti politici codardi) diventano i “padroni della lingua”, e più il modello di lingua è artificiale e autoreferenziale, e pertanto lontano dall’uso parlato, tanto più è gestibile in proprio e, una volta assunto dalle istituzioni, al sicuro dalla “concorrenza”. Il tutto in nome della tutela dei patrimoni linguistici tradizionali, che vengono invece distrutti, come è stato scritto, in nome di questa “limba bodia, chene istoria, chene sambene, chentza bida chi sun fravicande commo in carchi sostre”, e la cui imposizione non fa che riprodurre gli errori e gli orrori che a torto o a ragione vengono imputati al centralismo italiano. Il dissenso sassarese è espressione della società civile sarda, quella veramente civile, nella quale per secoli lingue e dialetti diversi hanno convissuto armoniosamente.”

  • Franca Maria

    Segnalo un utile contributo alla discussione:
    http://www.manifestosardo.org/?p=9178

  • Gian Piero Zolo

    M’apento pro piaghere meu de ischire e cumprendere sa limba chi, che fizu ‘e disterradu,apo potidu impreare solu a pustis des sos ott’annos de edade. Finzas a tando faedaìo solu su frantzesu. Pro ite apo imparadu? O menzus Gratzias a ite?
    Ca tenia bisonzu de relatas cun cumpanzedos e omines e feminas de ‘idda…no est chi tenzera seberu meda no!
    Como sas relatas si faghene in italianu e finamentras in ingresu ca est mudadu su relatare, e ca ancora in medas meledamos chi sa limba de iaios e iaias nostras caras, pro amentare a tiu Remundu Piras, pobera e ruza la creimos…
    A mie custa lsu lsc no m’at amachiadu dae su comintzu ca pro me est zustu de costoire su chi amos e pensare a pustis de aunire su chi si podet…e apo nadu podet no cheret…
    Sa limba Sarda no tenet faìnas de literadura comente ateras limbas,e cun custu no cherzo narrer chi no nd’apat,est chi nois amos una “produzione letteraria” chi leat fortzis prus de ateras sustantzia dae sa limba chi la criat. No b’at orazionales mozarabicos o indovinellos veronesos e subra de custu Paulu nde podet arreionare menzus de me, e no amos fainas iscritas a muntones si est beru chi tottu partit dae sa vida de sos Martires Turritanos…ma…
    ma si faedamos de limba tocat a nos amentare chi pro nde narrer una su Sardu de Pisurzi,Padre Luca,Mossa,Murenu;Maloccu,Caria,Montanaru e la segamos cue,est bistadu atzetadu e cumpresu e torradu a narrer in tottu sa Sardigna. E sos Poetas nostros Piras ,Cubeddu,Farina,Cucca,Moretti,Tuccone,Piga tra sos betzos e Masala Mura Pazzola Zizi Carta Agus in mesu ‘e sos noso,sunu totucantos LOgudoresos de paschìda e de limbazu e an ziradu s’isula intrea dae cabu a coa improvisande garas in faeddu ‘ logudoro. O calicunu pessat chi Piras e Sotgiu cantande in Nurallao mudaìan limba? Nono mizi! E sa zente los cumprendiat chena si b’apentare mancu un’asiu! E tando deo mi naro a bit’est chi no semus trobeinde a sa sola? Nademi su proite! Si nos cumprendimos unu cun s’ateru e si deo lezo Mialinu Pira e Benvenuto LObina in Sardu e los cumprendo proite depo ponner manu a sas provettas e depo fagher una limba pro tottus sena chi tottus la cherzana? Proite no sarvamos su connotu e a pustis cun s’asiu chi custas cosas meressent si ponet manu paris a una limba de UNIDADE? Provamos a nos aboiare e a nos iscurtare pari pari ca est beda s’ora de chircare de nos cumprendere de aberu…si nono si iogamos a fagher su barone onz’unu in s’ortu sou che la finimos chi no ch’inseramos intro ‘e lacanas malas a ch’imbolare.
    No fetemas che Carlo Felice e sos compares suos…cussos de Tancas serradas a muru fatas a s’aferra aferra…

  • Mario Pudhu

    Cundivido cust’artículu de Giuanne Masala: s’agiornamentu de sos docentes, in sardu e pro totu su chi est sa limba sarda (totu su sardu) e s’imparu de su sardu in iscola est sa cosa prus urzente e si podet fàghere impresse puru. Sa matessi cosa tocat de la fàghere pro sas àteras limbas de minoria in Sardigna. Unu pagu prus in artziada est a fàghere una matéria curriculare in sardu, ca presuponet chi su docente iscat manizare bene cun seguresa su sardu ‘normalmente’: solu a custu puntu si podet pessare chi lu manizet pro ispiegare un’àtera matéria de istúdiu (pro custu si prestat de prus s’istória, e mi paret fintzas ‘naturale’ chi s’imparet s’istória de sos Sardos). Si tiat pòdere comintzare cun nessi una o duas oras de limba sarda a sa chida e donzi tantu una letzione dedicada a un’argumentu de istúdiu de àteras matérias.Pro su personale chi serbit, sunt chentinas de istudentes de “Lettere” chi ant fatu unu labboratóriu de limba sarda in s’Universidade de Castedhu (e medas àteros ant fatu unu master) e ateretantu si niat de sos docentes chi ant fatu carchi cursu de agiornamentu de e in limba sarda (e bi tenent passione e capatzidade de manizare su sardu). Bi tiat chèrrere una cosa organizada comente si depet e so de su pàrrere chi pro afrontare totu sas chistiones de pronúntzia e de iscritura de su sardu (fonologia e ortografia) bi cherent bonas chimbanta oras de letzione e de pràtiga de letura/iscritura, ateretantu bi ndhe tiat chèrrere pro fàghere sa morfologia e sa sintassi. Tocat a fàghere contu de totu su chi est sa limba e no de bàtoro cositedhas de sas “Norme di riferimento” o de àteras “Normas” o “Arrègulas”, chi puru si depent leare in cussideru pro su chi andhat bene (ma mescamente pro su meda chi bi mancat!).

  • Bellus fueddus Giuanne, beni arrexonau diaderus.

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