Sul FITQ dei dipendenti regionali: conferme sulla correttezza dell’impostazione scelta dalla Commissione. Buon risultato ieri nel confronto con il Comitato per la Costituente

2 dicembre 2011 07:5610 commentiViews: 46

214Sul FITQ dei dipendenti regionali è stato positivo notare come la Commissione abbia anticipato ciò che oggi è su tutti i giornali per quanto riguarda la riforma delle pensioni.
Benché si tratti sempre di previdenza complementare, è positivo notare che il modello che sta prevedendo il ministro Fornero per gli altri cittadini della Repubblica italiana (oltre i sardi) per il calcolo della pensione (e cioè: retributivo per chi aveva al dicembre 1995 18 anni di contributi versati; misto (retributivo e contributivo) per quelli che non li avevano – e dunque, retributivo per gli anni fino al 1995 e contributivo dal 1996 in poi; contributivo per gli assunti dal 1 gennaio 1996) è lo stesso che sta alla base della riforma che approveremo la prossima settimana in Commissione per il FITQ dei regionali.
La sostanza è la seguente: dal 1 gennaio 2012 tutti i nuovi assunti della Regione attiveranno il loro assegno integrativo con i fondi pensione nazionali (Sirio e Perseo o simili): il FITQ per questi non esisterà più. Per gli iscritti al FITQ al 31 dicembre 2011 si passerà per tutti al contributivo dal 1 gennaio 2012. Per gli anni precedenti, varrà la tripartizione di cui sopra, determinata dalla posizione che il contribuente aveva nel 1995. Sui meccanismi di calcolo si è deciso di assumere, per la frazione o l’intero di meccanismo retributivo, la media della retribuzione lorda degli ultimi dieci anni determinata sulla base dell’imponibile Inpdap; per il contributivo, i versamenti netti più il rendimento Inpdap.
Data la natura anomala del Fondo (giacché non si comporta come un vero e proprio Fondo pensione nella gestione finanziaria, essendo nato molto tempo prima che il sistema nazionale disciplinasse la materia), si è deciso di assumere come indice di rendimento per il calcolo del Tfr e dell’assegno integrativo l’indice di rivalutazione Inpdap.
Infine, ovviamente, avendo deciso di mantenere il FITQ riformato solo per condurlo progressivamente alla chiusura, fino al suo riequilibrio finanziario, il Consiglio regionale concorrerà con stanziamenti annuali in finanziaria alla sua sostenibilità. Ogni opinione in merito è benvenuta.
Ieri ho ricevuto il Comitato per la Costituente. Si è deciso di mantenere uno stretto rapporto tra la Commissione Autonomia e il Comitato. Mi è parso, anzi è stato detto con chiarezza, che ciò che preme più di ogni altra cosa è il coinvolgimento ampio nelle scelte che si andranno a fare, senza rigidità sulle forme di partecipazione. Mi sembra un buon inizio.

10 Commenti

  • Per Emilio, a disposizione per scendere in piazza (ma, per carità senza sindacati e/o pseudo rappresentanti del popolo)per chiedere non un pò di giustizia ma giustizia a tutto tondo ed equità sociale.E se c’è bisogno del…peggio a cui alludi, niente paura, ..peggio di così si può solo…morire. O no?

  • Vero tutto Sig. Emilio, ma il cittadino contribuente perchè è stato chiamato, ma non è finita, a tappare il bucccccco di un Fondo che non gli appartiene? Questa è la domanda di fondo cui bisogna rispondere. Io do la mia di risposta: il cittadino non c’entra un beato cazzo. Quindi fallisca il fondo o l’equilibrio finanziario ricada sui dipendenti che ne beneficiano.

  • Per Quinto Moro ma non solo. Gentili tutti, badate bene che noi la nostra pensione integrativa già la pagavamo di tasca nostra e col sistema contributivo!!! Il fatto è questo Quinto Moro, che la politica by partizan, nonostante le nostre proteste (prova che il cittadino medio non conta nulla), negli anni ha generato dei mostri giuridici con promozioni per legge, con incarichi per legge, con iscrizioni al Fitq per legge di chi non aveva invece mai contribuito. E le leggi le fa il Consiglio su proposta della Giunta, non certo il dipendente regionale. Chiaro il concetto? Il rag. “Ugo Fantozzi” a fine carriera andava in pensione con un integrazione pari a quanto versato negli anni. Il “Mega Direttore Galattico” invece, magari promosso per legge nell’ultimo periodo di carriera, andava in pensione con un’integrazione dieci, venti, trenta volte maggiore rispetto a quella che per cui aveva contribuito. Ecco allora che oggi, stante un buco clamoroso di diversi milioni di € generati da questo fare malsano in aggiunta al fatto che il Fitq pagava le colonie estive ai figli dei dirigenti o ai pensionati d’annata dell’Amministrazione (e queste si che sono storture da “uccidere”), e il tutto sempre grazie al contributo del povero rag. “Fantozzi”, è a lui e solo a lui che si vogliono scaricare le colpe del crack con una riforma beffa fatta per uccidere i fondi pubblici sani (quelli di Ersat ed Enas ad esempio) e favorire al contrario l’avvento dei fondi privati. Tradotto, quelli delle banche. Capito il vero traguardo qual’è? Perchè invece non si riforma il fondo previdenziale del Consiglio regionale se proprio si vuole dare un esempio di lealtà sociale e di esempio morale? Caro Quinto Moro, mi sa che presto ci troveremo per strada a chiedere assieme un po di giustizia ed equità sociale, per non dire di peggio…

  • Per Emilio, condivido in pieno il tuo sfogo ma consentimi alcune considerazioni: ma perchè quando accadevano le cose che dici nessuno di voi dipendenti ha immediatamente e giustamente protestato per l’utilizzo “anomalo” dei suoi accantonamenti! Forse perché a “sanare” il tutto ci pensava “la politica” con il denaro di tutti i sardi, o no? Ora che la crisi sta facendo aprire gli occhi a tutti gli esclusi dai “privilegi” e molti chiamati a grossi sacrifici economici non tollerano più, giustamente, certe “zone grigie”. Sai quanti “fondi integrativi” negli anni hanno chiuso i battenti perchè non più sovvenzionati? Allora, tutta la mia solidarietà personale ai dipendenti regionali, ma è ora che l’integrazione ve la paghiate coi vostri soldi.

  • Purtroppo in ogni blog che si rispetti si leggono interventi sempre meno pertinenti perchè frutto della rabbia e dal pozzo senza fondo dell’ignoranza (nel senso letterale del termine) latente. Chi parla di Fitq e delle sue storture dovrebbe prima documentarsi adeguatamente, sennò fa la fine di quelli che anni fa hanno creato Abbanoa e oggi invece la vogliono abbattere, come se tutto ciò che è successo intorno al gestore idrico non fosse responsabilità dei suoi padri ispiratori. Il Fitq non è altro che un fondo integrativo di pensione come tanti altri, e come gli altri è alimentato da ogni dipendente con un contributo individuale oltre che, ovviamente, da uno analogo aziendale. Cosa c’è dunque di strano? Ve lo dico io: Ogni anno pochi eletti figli della poco onorevole classe politica che ci governa da anni a prescindere dal colore, nell’ultimo periodo lavorativo veniva promosso a dirigente o ad alto incarico, questo faceva in modo che il suo tabellare crescesse in maniera esponenziale. Siccome il calcolo della pensione integrativa veniva fatto sull’ultimo stipendio percepito, ecco quà la frittata. Gente che per anni ha versato mille, andava in pensione prendendo cinquemila. Così il gioco era fatto.
    Se prelevi più di quanto versi, prima o poi qualsiasi fondo, per quanto ricco, viene “sfondato”. Inoltre non esistendo fondi individuali ma uno solo collettivo, ciò che uno qualunque versava serviva ad alimentare le superpensioni di quei pochi privilegiati di prima. Oggi è in discussione la riforma del Fitq. A chi è stata affidata? Ma ai padrini di quei privilegiati, ovviamente. E voi, ignari cittadini su chi picchiate? Sui privilegiati? Sui padrini di turno? MA no… sui dipendenti regionali da 1200/1300 € al mese. Bravi cittadini, grazie per la solidarietà. Ripeto è come quando si parlava di privatizzare l’acqua. Ci dicevano: “beni fattu. Aicci imparaisi a traballai…”. Ma certo, come no. Tariffe alle stelle, bollette pazze, organizzazione in tilt, guasti non più riparati, dipendenti e imprese non pagati (tranne i suoi super dirigenti e consulenti ovviamente). Ecco fatto. Bella riforma. Oggi c’è Abbaona. Un mostro di efficienza non c’è che dire. Forse come il nuovo Fitq? Bah, stiamo un po a vedere. E comunque cari cittadini, ben ci stà!!!

  • Preg.mo Nino, vedrai che la Casta dei Dirigenti verrà toccata appena, poi non prendertela con i dipendenti tutti – È stato proposto che la stessa venga conteggiata in quarantesimi, cioè esattamente proporzionale ai versamenti – NON SARA’ COSI’ – dagli stessi dirigenti potrebbero recupersi 2milioni di euro abolendo l’indennità di risultato, come pure potrebbe essere ridotto di altri 2milioni di euro il finanziamento per le indennità di posizione – NON SE NE FARA’ NIENTE – queste indennità: la prima non ha alcuna valida motivazione di esistere, la seconda è sproporzionata rispetto all’organizzazione e COSTANO AL FITQ. La colpa è poi dei dipendenti ?!

  • Per rimpinguare il FITQ a tutti i dipendenti regionali (esclusi ultimi concorsi), viene detratta ogni mese dalla busta paga una somma che va da circa cento euro in su. In pratica si tratta di alimentare un fondo per una seconda pensione che viene pagata mese per mese dal dipendente. Al dipendente sono concessi dallo stesso fondo prestiti agevolati (al 4% circa) da resituire in 24 o più mesi. Non si tratta quindi di regali della regione ma di fondi accantonati da tutti e tolti da uno stipendio che perlomeno per la stragrande maggioranza certo ormai non può dirsi più ricco e senza dimenticare che in contratti resteranno bloccati per un altro po’ di anni.

  • Orwell, piccola stilla purezza suprema. Il fondo è in dissesto e va liquidato ora, non domani. Con ciò si evita una seconda fregatura a carico dei cittadini che non hanno preso gusto alla prima. Quì la ciccia è plurimilionaria! Al cospetto, una inezia, la norma approvata alcuni mesi orsono che, non effetto retroattivo, ricosce l’indennità per i contributi previdenziali anche agli assessori tecnici non dipendenti, equiparandoli, così, agli assessori tecnici dipendenti.Quando mai il contrario! Però si parla di bilancio ingessato.

  • @Nino
    Quanto da Te detto e’ condivisibile, ma quali potrebbero essere le alternative praticabili giacche’ coloro che devono trovare la miglior soluzione, sono gli stessi ( in quanto casta trasversale e maggioritaria) che negli anni hanno determinato questo stato di cose. In altre parole, quand’anche si proponesse una alternativa giusta ed equa, sempre attraverso le forche caudine di una maggioranza che condividesse la proposta si dovrebbe passare, e credo che se fosse veramente giusta, sarebbe avversata.
    Ma qualora volessimo decidere semplicemente di voler indicare un giusto principio, Secondo Te, quali argomenti dovremmo portare, per contro, sulle piazze?
    Ti prego di credere che non vi e’ intento polemico nelle mie parole.
    Tu cosa proporresti?
    Saluti

  • Si sta mettendo una pietra sul passato già costata alle tasche di tutti i cittadini??? e che costerà ancora??? Fino all’equilibrio finanziario, state tranquilli!L’unico responsabile di questo disastro finanziario -DITECI L’AMMONTARE ON. COMMISSIONE- è l’ignaro cittadino che di fondo integrativo dei regionali non conosce l’esistenza. Andiamoglielo però a spiegare in tutte le piazze della Sardegna. E il bilanco regionale, sottolineo della Sardegna, è servito, ben presidiato da due eserciti di roditori: la sanità (scadente) e le spese obbligatorie, alias spese per il funzionamento della macchina regionale, sempre più autoreferenziale. Risorse residue disponibili ZERO. Sardi poveri, disoccupati abbiate speranza!
    Una brutta pagina!

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