Su Ottana e sul mercato elettrico abbiamo vinto: l’Autorità per l’energia si muove

8 ottobre 2012 07:1410 commentiViews: 22

Il 4 ottobre, il giorno di san Francesco, l’Autorità per l’energia ha assunto questa delibera. È una vittoria per la Sardegna. È una vittoria per gli operai e i sindacati. È una vittoria che ci deve insegnare un fatto molto semplice: abbiamo vinto perché abbiamo studiato e siamo diventati competenti in materia energetica quanto i nostri interlocutori. Abbiamo vinto perché siamo stati uniti intorno a un tema su cui era evidente che avevamo ragione. Così si combatte contro lo Stato: col sapere, col volere, con la solidarietà autentica.
La delibera dice che Terna ha, finalmente, rispettato gli impegni: ha dichiarato infatti che per la sicurezza del sistema elettrico sardo, Ottana Energia è indispensabile.
In secondo luogo, la delibera dice che l’Autorità per l’energia ha avviato un’indagine sul fatto da me denunciato della differenza tra l’energia comprata sul Mercato del Giorno Prima e l’energia effettivamente dispacciata. Una differenza in positivo che ha garantito, secondo i miei conti, una speculazione del valore di almeno 200 milioni di euro nella zona Sardegna, proprio mentre la Sardegna vedeva le fabbriche andar via per il caro-tariffe energetiche.
Sono contento. Abbiamo fatto una battaglia insieme con Bustianu Cumpostu, con i sindacati, con la Confindustria (per una volta uscita dalla pigrizia parassitaria che la contraddistingue), coi Comuni di Ottana, Bolotana, Noragugume, Borore e Macomer e abbiamo vinto. Adesso, il passo successivo, non appena Terna riprenderà a servrsi dell’energia del Centro Sardegna, è occuparci dei 100 lavoratori ex Legler che finiranno la mobilità a dicembre e che verranno licenziati. Adesso, se Terna si muove, possiamo realizzare le serre col vapore fornito gratuitamente dalla centrale di Ottana sui terreni del fallimento Legler. Adesso, posso occuparmi a tempo pieno di zone franche, impegno solenne che ho preso con i Movimenti, cui va il merito di aver riproposto con forza l’argomento.
P.S. Oggi l’Unione mi intervista. Ho cercato di spiegare la truffa del prezzo marginale, non so se ci sono riuscito. C’è un refuso: io ho parlato di egemonia del mercato sulla politica, non sull’economia (che non ha senso). Ma il dato politico è che l’Unione mi intervista e intervista anche Bustianu. L’Unione sa che io sono un potenziale candidato alla Presidenza della Regione. Se l’Unione si sposta sull’indipendentismo intelligente (e la smette con quello baffuto e garibaldino che ci fa tanto danno), se si sposta sui temi fiscali, sul rinnovamento della classe politica (importantissimo e urgentissimo; il rinnovamento principale è che le persone capaci non si devono candidare sotto le bandiere dei partiti italiani che da sempre antepongono altri interessi a quelli sardi), insomma se l’Unione ci dà una mano per una proposta di governo sovranista, allora possiamo realmente convingere i sardi a non militare in partiti italiani e ad andare per esempio alle elezioni politiche sotto un’unica bandiera per far contare la Sardegna. Vedremo, la prudenza è d’obbligo.

10 Commenti

  • Egregio Doddore,
    se sia una bella o una brutta figura lo dirà la storia, quella piccola ovviamente, a cui partecipo io, non quella dei grandi eroi rivoluzionari.

  • doddore meloni

    Cara Rosella senza cognome, come vedi il tempo e maestro .Pertanto mi e bastato aspettare alcuni giorni, per leggere e veder prendere forma reale il contenuto delle mie affermazioni scritte qui sopra.. Devo dire che non ti conosco e da’ questo mio parere, presumo che tu non conosca bene la storia del Partito Sardo D’Azione..? Non parlo della storia letterale ,ma’ di quella reale e inerente le persone che oggi lo guidano… Il nostro caro amico nel congresso non a fatto certamente una bella figura..??? Detto questo se va bene a te..va bene a tutti…pertanto ti saluto sempre KUN AMISTADE STAIMMI ENE.

  • Per Sig. Doddore
    Esprimo una modesta e personale opinione sul suo intervento.
    Leggo nelle sue parole tutta la scarsa conoscenza di questo sito (di chi lo crea giorno per giorno, includendo anche coloro che lo frequentano) che l’ha visto ospite. Non conoscenza che ha generato in lei l’atroce dubbio in merito alla pubblicazione o meno del suo scritto. Dunque a mio avviso l’incipit non è stato un biglietto da visita edificante. Quanto all’attenzione riservatale dall’Us, io penso che due possono essere i motivi di interesse: o lei gode di “particolari attenzioni” (e non di genere!)da parte di certa parte del quarto potere sardo; oppure la sua opera è considerata pittoresca e folcloristica, tanto da attirare interesse alla pubblicazione per contribuire anche se in minima parte ad incrementare oltre che la lettura, anche la vendita (perché sappiamo che il malloppo proviene dai contratti pubblicitari).
    Inoltre se di autoesaltazione si vuole parlare, quella è la sua mi pare, che emerge ampiamente annebbiando e confondendo la questione dell’intelligenza. Infatti da un’attenta lettura, il pezzo del blogger parla di “indipendentismo intelligente”, che ha evidentemente generato in lei un senso di esclusione sfociato poi in un sentimento di contrarietà, che ha fatto sì che la sua attenzione si spostasse sull’intelligenza del Maninchedda, mettendola in maniera troppo improbabile, a confronto con la sua, per poi cadere inesorabilmente e in maniera al quanto scontata all’attacco personale, e ironicamente(?) offensivo. Unica arma a mio avviso, avezza a coloro che non hanno argomenti di confronto intelligenti e sostenibili. Su un’unica cosa le do ragione ed è quella che il tempo e i risultati elettorali, indicheranno la via maestra.

  • Ecco qui chi è Doddore Meloni.

  • doddore meloni

    Caro Paolo,la differenza fra noi e che serve la tua autorizzazione a che’ la mia risposta venga pubblicata in questo sito…?? Detto questo,quando una persona si propone da se come fai tu, chiedendo a L’Unione di spostarsi da’ L’indipendentismo “BAFFUTO E GARIBALDINO” su di te..! che sei piu ((intelligente..??))Ma’Su questa tua affermazione… TI POSSO ASSICURARE CHE NUTRO DEI FORTI DUBBI…!!INFATTI:: MAI, COME QUESTA VOLTA LA TUA AUTOESALTAZIONE FU’COSI AVVENTATA… IL GIORNO CHE TU DIMOSTRERAI DI AVERE UN MILLESIMO DELLA MIA INTELLIGENZA, SARA’ IL GIORNO CHE VEDREMMO GLI ASINI VOLARE…!! Caro Paoletto, TI DO UN CONSIGLIO A GRATIS , dai tempo, al tempo, e vedremmo i risultati che verranno decisi dalle donne Sarde, e dagli uomini Sardi e ripeto ” UOMINI SARDI” Ti saludu sempri kun amistade.Doddore Meloni.P.S.Scusa Paoletto. Mi stavo dimenticando di ricordarti: Che’il giorno che tu sarai fuori dal potere dispensatore di favori..sparirai dal panorama politico Sardo come nebbia al sole..staimmi ene..

  • BRAVO PAOLO un colpo seccu alle palle a quelli che non credevano alle cose che dicevi sulle manfrine di TERNA…

  • Paolo, avanti così.
    Sai bene che su altri temi ci siamo anche noi per darti una mano.
    Fortza Paris.

  • Soddisfazione legittima, adesso le piccole aziende si aspettano che si parli anche di energie alternative.
    La REGIONE sta chiudendo anche i pochi spazi rimasti. Vi invito a leggervi la delibera 34|33 del 7.8.2012, in particolare l’allegato D che riguarda i piccoli impianti per le aziende agricole. È PENOSO, qualche funzionario regionale è decisamente peggio di Terna.
    Un saluto

    Francesco

  • Bachisio Morittu

    Paolo sei ben al di sopra di chi opera qui. Non so se serve ma hai la mia approvazione piena su come operi. Mi dispiace solo di non essere al Congresso per esternarla in modo più forte. Complimenti e sighi gai semper….

  • Evelina Pinna

    E’ necessario studiare e comprendere quanto i vincoli tecnici influenzino il corretto funzionamento del mercato energetico in Sardegna, così come è fondamentale che in un mercato univoco, arbitrato ed integrato nella libera concorrenza, i prezzi pagati dai consumatori e i prezzi pagati ai produttori debbano contenere le stesse informazioni. Bene sarebbe una authority sarda e un borsino locale per l’energia, preposti non soltanto a vigilare sugli effetti della deregolamentazione nei settori chiave, ma capace di tutelare il ‘destino’ del bene distribuito, analizzando a scopi industriali e non, i prezzi spot e all’ingrosso, laddove si possa sfruttare appieno la cosiddetta ‘cravatta’ del prezzo. La deregolamentazione se da un lato consente un più libero accesso al sistema del monopolio di trasmissione dell’energia elettrica, dall’altro svincola infatti il mercato delle obbligazioni future, occasionando nel tempo i mutevoli equilibri tra chi produce energia, chi la compra, chi la trasmette e chi la distribuisce. La deregolamentazione nel tempo rilascia i clienti vincolati. Da qui l’importanza del monitoraggio continuo. Perché una vittoria di oggi può non essere per sempre, non vincolando le parti in maniera definitiva. La battaglia politica che inizia fin da oggi a parer mio, è quella per garantirci a livello di Regione, liberi punti di accesso ai sistemi energetici (lo stesso discorso vale anche per la rete internet e le telecomunicazioni) e in tal senso torna attuale la necessità d’istituzione di zone franche nell’isola. Tra l’altro la Sardegna deve curare il sistema delle utilities energetiche, le soluzioni offerte dalla cogenerazione per soddisfare il fabbisogno di medie e grosse imprese, laddove la mancanza di liquidità oggi limita fortemente l’espansione dei cluster energetici. Dovremmo iniziare a pensare a una rete di trasmissione minore dell’energia elettrica. L’idea sembra assurda per il monopolio naturale di Terna e il limite rappresentato dall’aspetto economico. Ma in realtà è come dire che Cagliari e Sassari possono collegarsi tra di loro soltanto attraverso la superstrada. Le regole della strada molto spesso ispirano un ordine intrinseco delle cose più semplice e vantaggioso rispetto a tanti ragionamenti complessi, fatti anche per confondere e fuorviare.

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