Stati generali della debolezza e della confusione

16 marzo 2012 22:055 commentiViews: 6

inutiliHo partecipato stamane alla riunione degli Stati generali della Sardegna. Il Presidente del Consiglio Claudia Lombardo ha cercato di incanalare la discussione verso livelli e tensioni morali adeguati all’altisonanza del titolo dato alla riunione (‘Stati generali’ evoca eventi rilevanti prodotti da persone competenti e coraggiose). Lo sforzo è stato vano. Il ceto dirigente sardo, non solo quello politico (i consiglieri regionali non avevavno diritto di parola ma solo dovere di ascolto) è debole e confuso quando non parassitario. Il difetto principale? Non sapere guidare il popolo. Monti e altre quattro persone ogni volta che si riuniscono decidono per tutti. Ogni volta che parlano tra loro, decidono. Decidono e non sono stati eletti. Oggi, alla riunione sarda, c’erano imprenditori sindacalisti, deputati, senatori, intellettuali: tutti parlavano ma nessuno ragionava come sa farlo chi sa decidere. Risultato? Chi si riunisce per descrivere la realtà quando la realtà ha un bisogno estremo di essere guidata ottiene un grande e terribile risultato: comunica l’inutilità della discussione. Monti parla e decide, quindi è utile. I sardi arieggiano i denti quindi le loro assemblee sono inutili.
In Sardegna siamo afflitti da un ceto dirigente che pensa che basti descrivere la crisi per scongiurarla. È il rito scaramantico del parlare del male per scacciarlo: roba da neolitico. Un disastro. Gli Stati generali francesi erano stati convocati perché li si riteneva poco più che inutili. Invece hanno deciso e hanno cambiato la storia.
Mi sto sempre più convincendo che dopo l’occasione mancata del 2004, diventi sempre più urgente costruire proposte non scontate per le prossime elezioni. I partiti non godono più della fiducia della gente; il movimentismo vince talvolta le elezioni e poi si affida necessariamente alle tecnocrazie perché non ha cultura di governo. È possibile o no costruire una proposta nazionale sarda fatta di persone coraggiose, coese, libere da Eroi e da Profeti, capaci di governare e di risolvere problemi? Mi dicono che un ex assessore capellone ha riunito un po’ di amici a Oristano, dicendo loro che bisogna fare (in contatto con Alfano, chi vuole può ridere) un movimento vestito di indipendentismo per poi vincere le elezioni e continuare a non fare nulla. Ecco, bisogna difendersi non solo dai chiacchieroni, ma anche dai furbacchioni da supermercato.

5 Commenti

  • Il rischio è che la fotocopia sostituisca l’originale se quest’ultimo viene tenuto in bacheca. Con grande soddisfazione dei mestieranti di ieri che vedono rafforzato il loro futuro.
    In Sardegna bisogna prendere i voti (che non arrivano dal cielo) per porre in campo decisioni coraggiose.

  • Giuseppe Bellu

    L’Assessore capellone, uno molto PRATicO, si sta dando un gra da fare…qua a Ozieri ha organizzato un movimento di giovani, anch’essi pratici, ragazzi in buona fede, ma non è chiaro di cosa esattamente siano pratici! Scrive sul giornale locale della curia (che ingenuamente si presta a queste cose), quello che entra nelle case degli anziani, e che è l’unica fonte di informazione per molte persone. Usa la sua rubrica con evidenti fini elettorali, usando temi e linguaggio da “furbacchione”, ma non tutti sono attrezzati per capirlo!
    Onorevole, ci dica come difendersi da queste macchinazioni gattopardesche! Questo Signore parla di rinnovare il PdL, ed associare il PdL al futuro della Sardegna sappiamo già cosa significhi!

  • Al di là delle tue considerazioni, che condivido interamente (ormai su tutti i canali tv non senti altro che gente che si parla addosso), mi pare comunque di avvertire un certo cambiamento, una maggiore sensibilità, una presa di coscienza sempre più profonda, che si allargano a macchia d’olio.
    Il momento è sempre più favorevole per chi decide di scendere in piazza: tutti i partiti lo dicono perchè avvertono l’esigenza di avvicinarsi all’elettorato, ma nessuno prende l’iniziativa, compreso il nostro partito.
    Che sarà?
    abbiamo paura del confronto?
    non abbiamo proposte da fare?

    beh, se non altro sentiamo almeno cosa ha da dire il popolo!

    buon fine settimana e FORZA PARIS

  • No, Federica, ti sbagli e impara, da questo episodio, a non berti tutto quello che ti passano gli organi di stampa, tendenzialmente molto superficiali. Sbaglia l’Agi. In Sardegna, per una legge che feci io la scorsa legislatura, il commissario lo nomina il Presidente della Giunta regionale e nomina chi gli pare, senza vincoli se non quelli dei requisiti previsti dalla legge. Per il resto, i fatti dimostrano che abbiamo fatto bene a non votare la legge già pronta, non foss’altro perché abbiamo avuto conferma che il Governo si stava muovendo nella stessa direzione, cioè: nessuna elezione nel 2012, tutto va al 2013. Noi abbiamo fatto di più: abbiamo detto che qualora non intervenga una nuova legge, le province diventeranno organi di secondo livello. Su Cagliari, adesso, sono possibili due scnari, che verranno risolti il prossimo giovedì: o si nomina il commissario e si va a elezioni nel 2013 col vecchio sistema elettorale e per tre anni (in modo da riallineare la provincia di Cagliari alla scadenza delle altre); o si nomina il Commissario e si va a elezioni col nuovo sistema per tre anni. Come vedi siamo svegli ma non a sufficienza da far sì che tu ci consideri più capaci dell’Agi. Tieniti l’Agi.

  • Caro onorevole, ma dove si vuole andare se non riuscite neppure ad approvare in commissione le nomine di riordino delle province, tanto che il prossimo commissario per Cagliari lo nomina Monti! Sveglia!

    PROVINCE: CANCELLIERI, PRESIDENTI 7 PROVINCE NOMINATI COMMISSARI
    (AGI) – Roma, 16 mar. – I presidenti delle sette Province che avrebbero dovuto votare nel prossimo maggio – Genova, La Spezia, Como, Vicenza, Belluno, Ancona e Cagliari – saranno nominati commissari delle province stesse, in attesa della nuova legge sul voto. Lo annuncia il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, a “Quello che? Regioni”, il settimanale di Rai Parlamento in onda domani, 17 marzo, alle 10.50 su Rai2. Anche questo e’ un segnale di riapertura di un dialogo dopo la dura contrapposizione tra Governo ed Enti Locali su tagli, patto di stabilita’ tasse regionali e Tesoreria unica, cosi’ come la decisione del ministro degli Affari Regionali, Piero Gnudi, di riconvocare la Commissione paritetica mista per il riassetto del sistema istituzionale. Temi sui quali interviene anche – ospite in studio – il responsabile della Consulta per i Piccoli Comuni dell’associazione Nazionale Comuni Italiani, Mauro Guerra. Nei servizi in sommario, alcuni dei momenti che hanno scandito la ripresa di questo dialogo: l’Assemblea Straordinaria dell’Unione Province Italiane, con l’intervento del presidente Giuseppe Castiglione e del ministro Cancellieri; e il Tavolo sul Pubblico Impiego di cui parlano il ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi e il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Ma obiettivo anche sul ricorso del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, contro gli aumenti dell’Irpef regionale. A “Quello che? Regioni”, infine, la storia di un piccolo comune “virtuoso”, Spilamberto, in provincia di Modena, che sta attuando una raccolta differenziata innovativa.

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