L’art. 175 del Codice degli appalti prevede in primo luogo che le opere pubbliche realizzate in partenariato pubblico privato siano precedute «da una valutazione preliminare di convenienza e fattibilità».
In secondo luogo prevede che, le opere “di interesse nazionale” che superino i cinquanta milioni di euro debbano obbligatoriamente essere sottoposte al parere non vincolante del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile e del Nucleo di consulenza per l’Attuazione delle linee guida per la Regolazione dei Servizi di pubblica utilità.
Lo stadio del Cagliari è un progetto di interesse nazionale, ai sensi dell’art. 9 ter, comma 2 del Decreto legge 30 giugno 2025, n. 96, e supera i cinquanta milioni di euro di investimento.
Il parere ministeriale sarebbe di grande aiuto alla valutazione della fattibilità e sostenibilità finanziaria e amministrativa dello Stadio. Non solo, sarebbe di grande aiuto al Consiglio comunale di Cagliari che deve approvare il progetto.
Perché ancora non è stato richiesto?
Perché il Pef è depositato con così tanto imbarazzo?
Posso sbagliarmi, ma dopo aver letto il Piano Economico Finanziario il profumo della subordinazione pubblica al privato si è sprigionato dalle carte. Per fare bene i partenariati bisogna che essi siano realmente il punto di incontro tra l’interesse pubblico e l’iniziativa privata, non l’acconciamento tardivo, l’accomodamento pubblico di una logica e di una strategia privata. Ne riparleremo, ma resta un punto: sarebbe stato opportuno che il progetto fosse stato trasmesso agli organismi ministeriali con adeguata sollecitudine, invece sembra potersi notare una certa paura a farlo o addirittura un dubbio a doverlo fare. E ci risiamo: è difficile interpretare la funzione pubblica quando si è troppo interessati ad essere accolti nei salotti. L’ambizione del prestigio sociale indebolisce la funzione pubblica, la subordina, e il risultato si vede.

La città di Cagliari e la Sardegna devono avere e gestire uno stadio per grandi eventi e manifestazioni senza dover chiedere il permesso al sig. Giulini il quale sta già usando il nostro territorio per farci le sue discariche . Ritengo e sono sicuro che lui stia usando la Sardegna
Solamente per i suoi affari, come ha fatto già qualche altro Milanese ..
Date retta a me nn lo faranno mai ancora meno x gli europei, solo una massa di qua qua ra qua punto
Buon Giorno a tutti i Sardi come o sempre sostenuto da quando questo personaggio a acquistato il Cagliari Calcio il mio pensiero va al noto presidente Giulini sempre furbo e astuto a fare u suoi interessi e no quelli della intera amata Sardegna . Non usate il nome di un mito come Quello di Gigi Riva a scopo di lucro pensando solo a fare i vostri affari Che per Noi Sardi e stata una persona che non dimenticheremo mai, Sempre Forza Cagliari. (Comune Di Cagliari non Farti Fregare)
La PA non è a scopo di lucro, e la parte dei contributi in capo a se avranno un ritorno economico in parte marginale rispetto appunto all’ammontare complessivo che quanluno chiama impropriamente investimento. Bensi’ trattasi di un ”investimento” su struttura assente nel panorama regionale, atta a far si che si possano avere eventi di un certo tipo con il relativo flusso turistico, dal quale ovviamente ne gioverebbe indubbiamente l’indotto, nonche’ l immagine del territorio tutto.
Non esistono politici che cacciano fuori i soldi: esistono politici che inventano ed approvano leggi e norme mediante le quali si estorce denaro in modo diretto ed indiretto a chi guadagna lavorando.
Egr.Prof.
nutro una radicata stima pluriennale nell’avv. Macciotta e non credo si giochi la sua reputazione di valente professionista con i voltagabbana che guidano il Comune e che con i loro salti mortali (ahimè, per noi) che hanno condotto al NON governo della Regione
l’ innominabile.
Come andrà a finire questa storia,che non sarebbe mai dovuta iniziare,e che pian piano si scopre sempre più intricata e sempre più difficile da dirimere con la piena soddisfazione non solo economica,ma, soprattutto,morale degli enti pubblici che si sono mascherati (ma tra poco inizia la quaresima) dietro il falso mito dello stadio dei sardi, coinvolgendo anche la memoria del mito calcistico per eccellenza volendogli intitolare lo stadio per convincere tutti che
l’ impianto appartenga all’intera isola,da Capo Testa a Capo Teulada. e non ad un bauscia milanese che ritiene di aver trovato la sua isola del tesoro grazie ad una fabbrichetta e ad una squadretta!
Non so,ripeto, come evolverà questa storiella.
A meno che non termini per l’avv. Macciotta come per il prof Fercia!!!
Cordialmente.
Qualifica in Europa League. e si gioca altrove ,
Siamo arrivati a quasi 20 anni di attesa
…e supera i cinquanta milioni di INVESTIMENTO?
Quale investimento?
Un esborso di denaro per chiamarsi “investimento” prevede che produca vantaggi economici in futuro.
Non conosco la cifra esatta ma dopo quanto tempo si otterrebbe il R.O.E. (return on equity) dello stadio del Cagliari? 50 anni?
Chi godrebbe degli utili, il pubblico (comune/regione) o il privato Giulini/Cagliari Calcio?
L’incasso dei biglietti verrebbe suddiviso in percentuale tra gli “investitori”? Non credo proprio, in questo caso mi sembra che solo il privato goda dell’esborso pubblico e ne tragga utili.
L’unico ritorno che intravedo mi sembra quello di immagine per i politici che cacciano il soldo e per Giulini che incasserà soldi per biglietti, affitti dei locali annessi (bar, ristoranti, albergo, SPA, sale convegni etc.).
FORZA CASTEDDU sempre e comunque.
Buongiorno Prof il Signor Giulini di suo non ci vuole mettere un centesimo e vedrà che sarà il pubblico a pagare, mi dà l’impressione che una volta fatto lo stadio venderà la società