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Soru contro Trump

Posted on 13 Dicembre 202513 Dicembre 2025 By Paolo Maninchedda 22 commenti su Soru contro Trump

Trump è un pericolo universale, ma non è tonto.
Ha firmato l’ennesimo ordine esecutivo, questa volta per frenare le iniziative dei governatori americani rispetto alla regolamentazione dell’uso e della produzione di intelligenza artificiale (AI).
L’idea del presidente americano sembrerebbe essere quella di cercare una sorta di standardizzazione normativa federale dell’AI in modo che le aziende produttrici non si trovino a dover rispettare un’infinità di normative territoriali.
È sempre più evidente che l’organizzazione e l’efficienza degli Stati passerà per la disciplina di produzione e di utilizzo dell’AI.
Moltissimi programmatori oggi stanno utilizzando l’AI per velocizzare la scrittura, l’efficientamento, la modifica o la produzione stessa dei programmi di gestione di tantissimi processi.
Come spesso accade quando la scienza e la tecnologia fanno passi in avanti, ciò che diviene comune non è il sapere, ma la facilità del suo uso.
Il volto popolare dell’AI passa per una delle sue forme, la cosiddetta LLM, Large Linguisic Model, cioè un modello massivo di apprendimento e di utilizzo della lingua che consente alla macchina di “copiare” il comportamento del linguaggio umano, cosa che la rende “umana” agli occhi degli utenti. Le AI più diffuse sono tutte partite dall’inglese, per poi “allenarsi” e “apprendere” le altre lingue. Più una AI si è formata sul patrimonio culturale di una lingua, più ne “copia” e “interpreta” la cultura. Più dati di quella lingua e di quella cultura una AI riesce a indicizzare e gestire, più essa sarà “diversa” e “competitiva” con le sue concorrenti.

Soru (quello vero, Renato, intendo) iniziò con Istella diversi anni fa e la nascita di questa società venne salutata ambiziosamente come l’alternativa europea a Google. Ovviamente, l’augurio positivo non fu sardo, per effetto dell’invidia, sommo fattore di regolazione sociale della nostra Isola e che colpisce anche gli imprenditori (ogni tanto gli imprenditori sardi si perseguitano a vicenda per vilissima invidia e io comincio ad avere l’età giusta per raccontare questi odi fratricidi: forse lo farò).
Fatto è che Istella andò avanti, e divenne il più grande archivio italiano on line, con collaborazioni importantissime come quella con la Treccani (che è la fonte più saccheggiata da Wikipedia).
Mentre provava a fare la concorrenza a Google valorizzando la tradizione linguistica e culturale europea, Istella si sviluppava nella direzione dell’AI, nel senso che oggi è un potentissimo strumento di analisi di dati e di sviluppo di AI.
L’altro giorno è stato dato l’annuncio  dell’ingresso nel capitale sociale di Istella, con una quota del 39%, di Dedagroup, una delle società italiane più internazionalizzate e specializzate nell’applicazione dell’AI allo sviluppo aziendale. In uno degli articoli della stampa specializzata dedicati a questo argomento si legge: “Istella ha costruito negli anni un patrimonio tecnologico unico nel panorama europeo, fondato su un’infrastruttura proprietaria dedicata alla raccolta e all’analisi massiva dei dati. Nel tempo, il sistema ha indicizzato oltre 6 miliardi di pagine web – circa la metà in lingua italiana – più di 4 miliardi di interazioni social e centinaia di milioni di contenuti multimediali, generando un imponente knowledge graph, una “mappa” che collega tra loro milioni di informazioni e permette all’AI non solo di comprenderle, ma anche di utilizzarle con maggiore precisione”.

Se leggiamo queste notizie e le confrontiamo con le raccomandazioni del Rapporto Draghi, scopriamo che Istella e i suoi alleati e soci rappresentano oggi una delle più avanzate possibilità europee di avere un AI non americana, nella concezione, negli archivi di apprendimento di partenza, nelle logiche di sviluppo.

Adesso vorrei porre delle domande.
Soru ha mille difetti, meno uno: certamente ha visione.
Nel 2024 molti andarono con la Todde più per paura della personalità di Soru che per riconoscimento del valore della signora.
Io venivo da un secolare scontro con Soru, eppure preferii la fatica di un rapporto dialettico ai vantaggi di un accordo con chi non ritenevo all’altezza del compito.
Oggi chiedo: non sarebbe stato meglio avere a che fare con la personalità di Soru (non semplice, ma certamente decodificabile e intellegibile) piuttosto che subire la prepotenza vuota e inconcludente della Todde?
Soru, per esempio, non avrebbe mai rovinato la principale società pubblica sarda quale è Abbanoa, che nei prossimi due anni andrà a sbattere sugli scogli in modo fragoroso e rovinoso, come invece ha fatto la Todde per difetto di intelligenza delle cose.
Soru non avrebbe mai isolato la Sardegna per incapacità di visione sui trasporti.
Soru non avrebbe mai lasciato l’assessorato alla Pubblica Istruzione (sebbene anche lui lì qualche cantonata l’abbia presa, ma almeno si corresse in tempo) in balia di una gestione da economia domestica, come dimostra la recente Conferenza sulla lingua ridotta a un’assemblea di condominio con qualche decina di persone.
Soru non avrebbe mai accettato che per curarsi in Sardegna sia necessario essere benestanti per pagarsi le cure o per andare nei centri specializzati del continente europeo.
Soru non avrebbe mai fatto l’inconcludente casino di norme sbagliate che ha messo in piedi la Todde per fronteggiare la speculazione energetica.
Soru non avrebbe mai sigillato, zincato e interrato l’Autonomia sarda come è stato fatto negli ultimi dieci anni, nella perfetta continuità tra Solinas (Curto) e Todde.
Soru non avrebbe mai regalato 50 milioni di euro a Giulini per fargli fare la spa, il ristorante ecc.

Soru sarebbe stato il prepotente di una volta?
Forse sì, forse no.
Ma comunque, e nel caso, sarebbe stato un prepotente intelligente.
Si poteva rischiare sulla prepotenza e investire sull’intelligenza.
Si poteva essere costretti a fronteggiarlo, ma certamente il livello del confronto sarebbe stato di vantaggio per la Sardegna.

Resto dunque della mia idea: meglio uno intelligente con un brutto carattere che una stizzosa che si atteggia a Napoleone.

Soru, Vetrina

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Comments (22) on “Soru contro Trump”

  1. Arturo ha detto:
    14 Dicembre 2025 alle 08:34

    Jonn: condivido perfettamente la tua analisi sin troppo intelligente relativamente al pensiero espresso da paolo. Di uno come Renato Soru , da come vanno le cose ne sentiamo tutti la mancanza, amici e nemici.

  2. Francesco Porcu ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 22:40

    Il sig Stefano Locci che ringrazio,ha il merito di essere la prova vivente che da noi ..” ne ammazza più l’invidia che la peste bubbonica “….ne abbiamo tanti come lui in Sardegna…sicuramente troppi

  3. Ex ESAF ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 21:46

    Se Soru fosse stato eletto Presidente della Giunta RAS, tra le altre cose avrebbe cercato di fare applicare realmente la L.R. 25 luglio 2008 n. 10 in quanto nei contesti dove è stato dichiarato che la stessa è stata applicata, nella realtà “è stato cambiato tutto per non cambiare niente”.

  4. Ariovisto ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 17:57

    Ribadisco il concetto “degasperiano”: se chiudessimo le regioni non vi sarebbe necessità di Soru o di altri intelligentoni. Ripartiamo dal basso: alle donne delle pulizie gli incarichi di organizzazione e programmazione della macchina statale. Se sono riuscite a campare una famiglia con due spiccioli, riusciranno anche a gestire la sanità sarda.

  5. Antonio ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 16:14

    Signor Locci la casa sul mare non è stata costruita da Soru esiste dagli anni 70 come Funtanazza esiste da oltre un secolo lui ha bloccato nuove costruzioni nelle coste che avrebbero distrutto tutto come mai Cappellacci, Pigliaru,Solinas non hanno cambiato la legge e Todde non la cambierà invece se applicata blocca la distribuzione del territorio dall’ assalto eolico e fotovoltaico

  6. Henry ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 15:51

    Leggo adesso,e non posso che essere d’accordo 👍👍👍

  7. luca ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 14:29

    Precisamente caro Prof., quando l’invidia e paure si associano alla “cattiveria” quella ben descritta da Pasolini all’ ignoranza, alla perdita del senso di realtà,d i comunitá (cioe: ma,ti rendi davvero conto di ciò che sta accadendo intono a te?? E non solo per te??Di come vanno le cose??)il risultato è sotto gli occhi di tutti noi.Purtroppo non solo in Sardegna. E molti, pensano anche di avercela fatta. Sigh!

  8. Mm ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 12:34

    @giuseppearesu Perfetto. Uno dei mezzi per nullificare le persone intelligenti è accogliere nel silenzio ciò che dicono. Dopo un po’ si ripresenta l’ idea e le prassi che si erano criticate…

  9. Stefano Locci ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 12:08

    Ahi ahi Egregio. Condivido il suo pensiero che, probabilmente, Soru avrebbe affrontato diversamente certe problematiche ma, non essendoci la controprova, restiamo alle tesi accademiche. Viceversa I fatti, quelli storicizzati, dicono che quando governo’ la Sardegna furono parecchie le str…..ate da lui fatte. Ad inizare dalla sanità (che devasto’) per proseguire con la presunta autosufficienza fiscale fino alla legge di tutela delle coste che fu resa poco credibile nel momento in cui emerse la proprietà di una sua villa sul mare in quel di Villasimius. Ce ne sarebbero anche altre ma qui mi fermo. No, a me Soru non manca proprio. Saluti.

  10. Luigi ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 11:48

    Che Soru fosse il migliore candidato ,lo sapevano anche le pietre dei nuraghi !!! Che Todde potesse diventare un’incubo lo sapevano anche i passeri !!!!! La Sardegna ed i sardi hanno preferito l’incubo che sta dimostrando tutta la sua fisastrosa virulenza ; pensiamoci bene ,la prissima volta ( spero presto) la scelta sarà obbligata se non vogliamo essere scientificamente depredati e colonizzati

  11. Antonio ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 11:39

    prof contro Soru Astio da vendere Basta fare il suo nome e vieni aggredito. pensi al Ppr non sarà mai attuato perchè fatto da Soru come stanno distruggendo Abbanoa per dare le colpe a Soru basta andare in piazza e sentire quello che dice la gente che non si informa, tutti contro Soru, le elezioni gli sono andate male perchè secondo me era circondato da persone che non erano viste bene dalla popolazione. Prof ha visto che i sindaci hanno votato per la restituzione dei soldi

  12. Marco Casu ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 10:43

    Non penso mai in termini di migliore o peggiore. È una voce che ascolto dentro , con imperio, “si deve intelligere” , si deve selezionare, raccogliere, mettere insieme, COMPRENDERE, .. contenere.

    Dunque, esistere; questo è l’orizzonte di senso. Ho poi e sempre contestato il secondo aggettivo “Artificiale” della coppia; non certo per innocuo vezzo linguistico ma perché non è pensata a fondo. Ben inteso, il fatto non mi procura terrore ma curiosità e spero non si tratti di perversione ma , posto di fronte e in prospettiva, non posso non pensare a una INTELLIGENZA, differente dall’Uomo , che pensa se stessa e di conseguenza diviene per sé. Ripeto, in prospettiva.

    Certamente, una Intelligenza come quella fatta in casa , Istella, contiene negli Algoritmi SEMI, di un possibile sviluppo di Cultura assai diverso da quella di Oltre oceano e qui, precipitiamo dritti dritti nel campo della VISIONE. Mi si permettera’ un appunto, barboso quanto giustamente pensate perche’ l ho scritto a sfinimento, ma mi ostino: VISIONE e POLITICO si coappartengono. Tento di strappare un barlume di senso a queste maledettissime parole ma e’ impossibile pensare Politico senza VISIONE e viceversa, perche’ pensare la Comunita’ e tracciare il suo cammino e’ di una complessita’ che non puo’ essere agita da nessun SPECIALISMO . Ci deve essere un qualcosa che precede e che indica la direzione e certamente poi verranno le singole parti, gli scienziati, i medici, gli ingegneri i Ragionieri geometri ecc ecc ecc.

    E questa VISIONE , certamente non sarebbe compiuta se personalizzata ma , timidamente accolta e fatta propria attraverso una propria e singolare Cultura che in un contesto come questo non e’ da intendere come Colonizzazione.

    C e’ moltissima VISIONE in Soru e sarebbe auspicabile sempre piu’ in altri, insieme.

    Su Todde, Personalmente, colgo il sociale insieme alle sue piaghe e dunque non un qualcosa che sta sopra, in alto, che Guarda e nello sguardo Immagina un cammino .

    Pertanto non mi sento attribuirli nessun giudizio , nessun valore perche’ e’ assente totalmente VISIONE , o vero POLITICO. Qui non ci sono ne’ pagelle ne’ penne rosse;

    se entrassi in campo con la Juventus voi stilerete una pagella per me?

  13. Paolo ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 10:08

    Soru prepotente? non credo, a mio avviso una grande mente imprenditoriale, proprio quello che in questo momento abbiamo bisogno. Il problema di Soru anche la candidatura della figlia non ha giovato a suo favore, perchè vedere la figlia in un altro schieramento non ha certamente contribuito a fare una buona pubblicità.

  14. Luisa pittau ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 09:27

    Se non fosse che l’ignoranza regna direi che il suo ragionamento è lapalissiano. Ma il voto non arriva più dall’intelligenza ma, banalmente, dall’ottusita’ e incapacità di autodeterminarsi.
    Seguire il bastone ‘più cazzuto’ appare Il miglior modo per procedere senza dover cercare i percorsi con le mappe e tracciare il proprio cammino. E poi, sotto sotto, si scopre anche che aleggia una certa paura nei confronti di chi maneggia con disinvoltura il sapere. Confrontarsi con la conoscenza porta ciascuno a scoprire dentro di sé la propria ignoranza. Allora meglio indirizzarmi verso il mal comune che di ignoranti ne trova tanti con cui condividere le proprie incapacità.

  15. Silvio Usala ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 09:27

    Sottoscrivo il concetto che maggiormente ha contribuito e contribuisce a rovinare la Sardegna; “l’invidia, sommo fattore di regolazione sociale della nostra Isola e che colpisce anche gli imprenditori (ogni tanto gli imprenditori sardi si perseguitano a vicenda per vilissima invidia”.
    Se prendessimo coscienza di questa maledetta condizione antropologica la Sardegna potrebbe diventare un’isola prospera e felice.
    I Sardi preferiscono tentare di abbattere quanto ha costruito il proprio vicino anziché impegnarsi a competere per fare di più e meglio.

  16. Pauleddu ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 09:12

    Sarebbe stato “MEGLIO SORU” . I danni della Todde e’ del suo non fare si pagheranno nel prossimo futuro. La Todde non sa cosa sia il sardismo. Quello che esiste secoli prima di Cristo. Prendiamo atto e sopportiamo con pazienza.

  17. Mm ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 09:10

    In questo periodo non vincono le persone intelligenti, ma i furbi. A noi è dato solo assistere agli abusi di potere, isolati come Soru.

  18. Giuseppe Solinas ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 09:09

    Hai completamente ragione, purtroppo esiste qualche virus che contagia gli elettori, inducendoli a votare i propri simili e odiare i visionari.

  19. Jonn ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 08:58

    Il punto non è Trump.
    Il punto non è nemmeno Soru contro Todde.
    Il punto è il tempo storico in cui siamo entrati.

    Siamo entrati in una fase in cui il potere non passa più solo dalle leggi, dai bilanci o dalle alleanze politiche, ma dalla capacità di governare sistemi complessi. E tra questi sistemi, l’intelligenza artificiale non è uno strumento in più: è l’infrastruttura invisibile che decide velocità, priorità, efficienza, asimmetrie.

    Trump lo ha capito a modo suo, rozzo e autoritario quanto vuoi, ma lo ha capito. Quando blocca l’iniziativa dei governatori sull’AI non sta difendendo la libertà d’impresa: sta impedendo che il sistema produttivo americano venga frantumato da una giungla normativa. Sta dicendo una cosa molto semplice e molto dura:
    chi governa l’AI governa lo Stato.

    In Europa questo ragionamento arriva tardi, impacciato, carico di burocrazia e paura. Il Rapporto Draghi non è un documento visionario, è un referto clinico: l’Europa rischia l’irrilevanza perché non controlla le sue infrastrutture strategiche, digitali e cognitive. Non controlla i dati, non controlla i modelli, non controlla le piattaforme. E senza controllo non c’è sovranità, c’è solo amministrazione del declino.

    Dentro questo quadro, Istella non è un episodio. È un segnale.
    Un’anomalia europea che nasce da una intuizione semplice ma radicale: la lingua non è solo comunicazione, è struttura del pensiero. E un’AI addestrata su patrimoni culturali specifici non replica soltanto una lingua, replica una visione del mondo.

    Qui Soru – piaccia o no – ha avuto visione. Non perché sia un genio solitario, ma perché ha sempre ragionato in termini di architettura, non di consenso immediato. Ha sbagliato, certo. Ha forzato, spesso. Ha imposto, talvolta. Ma ha sempre avuto una mappa mentale di dove voleva andare.

    Ed è qui che il discorso diventa sardo, nel senso più profondo.

    La Sardegna non soffre solo di povertà, isolamento o carenze infrastrutturali. Soffre di una cosa più grave: la paura dell’intelligenza forte. La diffidenza verso chi pensa in grande, verso chi disturba equilibri, verso chi non chiede permesso. Preferiamo il mediocre rassicurante al conflitto fecondo. Preferiamo la gestione minuta alla visione strategica. Preferiamo il carattere accomodante all’intelligenza scomoda.

    Per questo il confronto Soru–Todde non è personale. È simbolico.

    Da una parte un modello di potere duro, decifrabile, discutibile ma coerente.
    Dall’altra un potere fragile che si traveste da decisionismo, ma che produce norme confuse, strategie monche, scelte difensive. Un potere che reagisce invece di governare, che rincorre invece di orientare.

    La differenza si vede nei fatti, non nei toni.

    La sanità: quando curarsi diventa un privilegio economico, non è solo un problema di risorse, è un problema di governance.
    I trasporti: l’isolamento non è una fatalità geografica, è una rinuncia politica.
    L’energia: la confusione normativa a volte non ferma la speculazione.
    L’autonomia: non si perde con un atto solo, si consuma lentamente, per mancanza di intelligenza istituzionale.

    Soru non avrebbe risolto tutto. Nessuno lo fa.
    Ma avrebbe capito che questi non sono dossier separati: sono un unico sistema. E un sistema o lo governi con una visione, o ti travolge.

    Qui sta la sintesi della frase più vera dell’articolo:
    > meglio un potere scomodo che sa dove mettere le mani, che un potere debole che si illude di comandare.

    La prepotenza è un difetto.
    L’inconcludenza è una colpa.

    E in tempi di trasformazione tecnologica, la colpa pesa più del difetto.

    La Sardegna non ha bisogno di leader simpatici, né di amministratori prudenti. Ha bisogno di menti capaci di leggere il mondo che cambia, di accettare il conflitto, di sostenere il peso delle scelte. Ha bisogno di persone che capiscano che l’AI, l’energia, i dati, la lingua, la cultura non sono settori: sono leve di potere.

    Se non lo capiamo ora, non lo capiremo quando sarà troppo tardi.
    E allora non discuteremo più di Soru o Todde, ma di perché abbiamo perso l’ennesimo treno.

    “Il testo è stato strutturato con la collaborazione di GPT 5.1 e Sonnet 4.5”

  20. Nanneddu ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 08:48

    Credo che problema non sia nel differente valore politico di Renato Soru rispetto a quello di Alessandra Todde, che il primo ha dimostrato nella sua prima esperienza di Governo, a mio avviso la piùilluminata della storia dell’autonomia. Credo che l’esito elettorale sia stato determinato da un insieme di fattori, quali l’incapacità di tanti sardi di comprendere il valore e la credibilità delle persone, le promesse elettorali da venditori di pentole di Alessandra Todde, la mancanza di coraggio per un cambiamento rispetto al bipolarismo nazionale, e, infine, l’invidia e l’astio verso Soru, principalmente per il suo carattere.

  21. Alessandro ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 08:42

    Sottoscrivo e condivido tutto.
    E il più grande rammarico, sarà paradossale, è quello di non aver potuto assistere a quei confronti, anche aspri e forti, perché sarebbero stati il motore, comunque, di una possibilità di riscatto di questa nostra isola.

  22. Giuseppe+Aresu ha detto:
    13 Dicembre 2025 alle 08:37

    Buongiorno, anche per questo il mio voto è andato alla sua lista.
    Professore, questa notizia è stata riportata da un solo giornale online locale… magari anche questo aspetto, l’omissione, rientra in quel sentimento umano dall’invidia?

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