Sono un consigliere regionale non altro

1 agosto 2011 17:5733 commentiViews: 39

345L’articolo che segue è stato pubblicato oggi su Sardegna Quotidiano.

Da settimane sui giornali c’è una gara a gettare discredito sui politici. Sebbene vi sia più di un motivo perché ciò avvenga, c’è anche un pericolo qualunquista, che costringe, per riuscire a contrastarlo, a parlare in prima persona.
Sono un consigliere regionale, non un ladro. Per molti l’essere l’una cosa equivale all’altra, perché l’indennità è alta e a nessuno importa che il Consiglio regionale, per abbassarla, stia preparando e facendo da tempo cose ben più significative di quelle operate da Napolitano. Nessuno ci crede.
Non gioco a golf, ma so occuparmi sia di ciò che c’è ordinariamente all’ordine del giorno che degli eventi straordinari: si può fare l’una e l’altra cosa. Ma nessuno crede più che ci siano politici che lavorano.
Sono il padre delle leggi che consentono ai cassintegrati di lavorare per i Comuni con un reddito aggiuntivo; di quelle sui cantieri comunali e per il contrasto alla povertà; della legge sul dimensionamento scolastico e di quelle sui comuni spopolati e montani. Sono il promotore della nuova programmazione negoziata. Sono il redattore della censura a Tremonti, quando era l’uomo più potente d’Italia.
Sono un indipendentista. Ho concorso non poco a iscrivere comunque nel Bilancio 2010 le entrate che il Governo deve alla Sardegna, proprio mentre il Governo diceva che per farlo servivano le Norme d’attuazione. Lo abbiamo fatto lo stesso, senza le Norme, sovranamente.
Ho lavorato, anche in condizioni personali difficili; ho commesso errori, ma non sono né un ladro né un parassita. E come me anche altri.
Per questo mi oppongo a chi (gruppi, giornalisti e chiacchieroni) vuole gridare allo scandalo ogni giorno e affermare che i politici sono tutti pigri, inutili e cinici, quando non anche puttanieri e truffatori.
Non ci sto.
Non è vero che gli insulti, suggeriti e ripetuti dalla piazza, sono sempre giusti.
Gli insulti sono le avanguardie dei prepotenti.
La gogna indistinta è l’anticamera del disordine, della crisi del diritto, del tramonto della libertà.
Si vuole affermare che al tempo di Facebook i parlamenti e la politica non servono? Bene, si sappia che si sta affidando il potere non a chi lavora, fatica, studia, collabora fraternamente con gli altri, ma a chi dà sempre la colpa agli altri e vagheggia l’anarchia della Rete come modello di governo del mondo.
I politici non sono tutti uguali, né tutti innocenti o tutti colpevoli.
La campagna per dichiararli tutti ignobili e portarli al patibolo ha un solo nome: fascismo.

33 Commenti

  • Angelo Piras

    Quando penso al Partito dei Sardi non penso ad un ennesimo partito, penso piuttosto ad un processo di partecipazione dei sardi, i tanti sardi che hanno voglia di “esserci”, di contribuire ad un sogno politico che dia vigore al fare politica. Che traduce la politica in un’arte accessibile a tutti, che non escluda nessuno. Fare politica non vuol dire necessariamente andare a ricoprire incarichi in consigli di amministrazione. Anche se sto diventando un nostalgico, visto che da trent’anni ho la tessera del PSd’Az, non penso sia il caso di pensare che io e tanti altri vogliamo rinnegare il nostro partito. Lo vorremmo più grande, più attivo, più vitale, più determinate e se dovesse cambiare nome non grideremo allo scandalo.
    Caro Paolo capisco il tuo scoramento,la tua rabbia, di fronte ad attacchi insulsi e volgari. Va compresa l’apatia di chi è deluso da una classe politica regionale che non sta dando grandi speranze ai sardi, non sta mettendo in campo grandi strategie o progetti, anzi… lo spettacolo dell’ultimo rimpasto per favorire l’obbligato ingresso della quota femminile ne rappresenta in maniera eloquente tutte le contraddizioni e l’insipienza.

  • Adolfo Vargiu

    A me pare, che le distinzioni (giustissime peraltro) che vengono fatte in questo articolo tendono più a dimostrare che l’impegno di taluni c’è e giustifica (non del tutto) persino la remunerazione mensile.
    Appare evidente che è un distinguersi da tutti quegli altri che invece sono ” …pigri, inutili e cinici, quando non anche puttanieri e truffatori”.
    Da sempre però il lavoro viene valutato per i risultati che si ottengono, e dai risultati, a me pare, che questa classe politica regionale (destra e sinistra)non rimarrà certamente nella storia, se non in negativo.
    Giusta la difesa personale, che peraltro condivido, ma quanti altri Maninchedda ci sono in Consiglio Regionale?
    E quanti sono invece i “pigri, inutili e cinici, quando non anche puttanieri e truffatori”?

  • Per Michela, pur concordando con te reputo estremamente difficile che sia possibile all’interno del psd’az “selezionare in modo diverso la classe dirigente’. Credo che tu abbia centrato il problema, questa e’ la difficoltà maggiore di questo partito.

  • Michele Pinna

    Caro Nicola, volendo potrei anche capire il tuo discorso sulla segreteria del PSd’Az, sulla direzione, sul centro destra, sul sito del PSd’Az. Su tutto ti potrei capire. Ma l’alternativa qual è il centro sinistra, questo centro sinistra? Il partito dei sardi che ci assorbirà? Ma dov’è questo partito dei sardi? Gente come noi, poi, non è così facile da assorbire, purtroppo. Che poi dentro il PSd’Az sia necessario lavorare molto, sia necessario proiettare questo partito tra la gente, sia necessario selezionare in modo diverso la classe dirigente, sia necessario dotarsi di strumenti comunicaivi più consoni a ciò che oggi serve per farsi ascoltare dalla gente, su tutto questo trovi in me una porta aperta. Una grandissima porta. Nel P.S.d’Az cambiare una segreteria o una direziione, cosa già fatta nello scorso congresso, e chi sa in quanti altri congressi si farà ancora, non serve a nulla se non si riforma seriamente la mentalità del fare politica, la mentalità del sardismo, la mentalità dell’agire in generale in una società come la nostra. Credi che tutto ciò sia già pronto e fatto nel “partito dei sardi” di cui parli tu, Nicola? Io credo di no. Lavoriamo, invece, per costruire una nuova classe dirigente e un nuovo ceto politico e intellettuale seriamente indipendentista e sovranitario; di questo si, coltzi noi, che la Sardegna ha veramente bisogno, non dell’ennesima ammucchiata elettorale che, bontà sua, vorrà pure chiamarsi “partito dei sardi”.

  • Mi scuso se sono apparso sgradevole, si immagini cosa hanno pensato i lavoratori dell’inceneritore quando è stato bocciato per l’ennesima volta (di fatto ) il revamping dell’inceneritore. I soldi per bruciare meglio ci sono. La regione (ma qui è meglio informato Lei) ha sempre messo a disposizione i quattrini per i rinnovi dell’impianto, ci si è da anni bloccati davanti a una discussione se esistono o no alternative. Bloccati da almeno 15 anni, nel frattempo la discarica è piena e i rifiuti del nuorese finiscono a Chilivani e le tariffe per i Cittadini aumentano.La soluzione l’aveva trovata anche L’On. Soru da Presidente della Regione voleva costruirne uno (troppo grande) a Ottana ma con le nuove tecnologie, Lo stesso che voleva fare L’Ass.Dessi a Tossilo e le forze politiche tutte non si sono messe d’accordo.
    Non è una questione di soldi, prima bisogna decidere la filosofia, ma lo devono decidere chi è preposto ( gli eletti nelle varie amministrazioni) e non i comitati che sorgono tutte le volte che c’è da fare un opera. Nel frattempo che si decida la filosofia, se bruciare o no, l’impianto di Tossilo non serve più, in questo ha perfettamente ragione, non riesce neanche a prodursi l’energia che consuma figuriamoci. Ma perchè non fate una visita al Tecno casic di Macchiareddu dove gli impianti sono stati revampati già 2 volte per vedere come funzionano gli impianti moderni e producono energia elettrica da mandare in rete o ,questo spetterebbe al territtorio proporlo, far revampare gli impianti di Tossilo e l’energia che potrà produrre metterla a disposizione delle attivita ubicate nel Consorzio.
    In questo modo l’energia serve, metterla sotto in discarica( quante se ne sono riempite in questi anni?) non serve a nulla se non a lasciare ai nostri figli una bomba ecologica.
    Mi scuso ancora per la prima
    saluti
    peppino

  • Per Nanni:
    “una delle poche rivoluzioni intelligenti che la coalizione ha approvato”…
    Ma che opinione hai della tua coalizione?

  • Sebastiano Manconi

    “Ho lavorato, anche in condizioni personali difficili; ho commesso errori, ma non sono né un ladro né un parassita” tutto condivisibile e ancora -“Per questo mi oppongo a chi (gruppi, giornalisti e chiacchieroni) vuole gridare allo scandalo ogni giorno e affermare che i …………. sono tutti pigri, inutili e cinici, quando non anche puttanieri e truffatori.
    Non ci sto.
    Non è vero che gli insulti, suggeriti e ripetuti dalla piazza, sono sempre giusti.
    Gli insulti sono le avanguardie dei prepotenti.
    La gogna indistinta è l’anticamera del disordine, della crisi del diritto, del tramonto della libertà”.
    Gentile On. Maninchedda queste parole Le fanno onore, però non si dimentichi che anche nel Suo Blog troppo spesso si assiste a critiche da avanspettacolo come quelle da Lei Criticate, quindi propongo moderazione e ogni tanto Noi Tutti Chiedamo scusa o facciamo mea culpa, sperando che di renderci conto degli errori che commettiamo nella quotidianità, perchè se è vero che nella vita esistono critiche e i rimproveri e anche vero che rimarcare e rivendicare verbalmente con violenza il tutto è troppo spesso proveniente dalla Vostra Nostra Classe politica -Lei Compreso-Grazie
    Sebastiano Manconi

  • Egregio On Maninchedda, io ho avuto e penso anche in futuro avrò posizioni diverse dalle sue, ma indipendentemente da ciò non credo che politico sia uguale a ladro o altro. Credo però che in questo momento così duro in cui sono necessari sacrifici concreti da parte di tutti, fosse necessario che la classe politica intera (intera intendo destra, sinistra, centro, indipendentisti e altro) dare un segnale concreto della volontà di rinunciare a qualcosa, magari a parte della indennità che si percepisce in virtù della carica. Il mio non vuole essere un discorso qualunquistico nè tantomeno è caratterizzato da invidia verso coloro che hanno mentre io non ho. Il punto è che le persone che a stento arrivano a fine mese mal digeriscono tutto ciò che sta accadendo a livello nazionale e a livello regionale. Lei pensi solo a quanto previsto nella nuova manovra finanziaria statale. Se per primo il governo avesse tagliato le indennità parlamentari non crede che le persone avrebbero meglio capito il sacrificio richiesto? Il taglio sarebbe stato un segnale forte e un po come dire “il momento è difficile, sono necessari dei sacrifici ed io sono il primo a farlo”. Non so…io non la conosco personalmente ma solo attraverso ciò che Lei scrive e non posso esprimere giudizi di carattere personale (i nostri scontri sono stati sempre sul piano delle idee) ma penso che il problema sia la mancanza di fiducia che ormai pervade tutti noi, mancanza di fiducia nelle persone e soprattutto nel futuro. Si pensi a quanti in questi ultimi tempi hanno perso il lavoro o a quelli che ancora non l’hanno trovato. Dovremo tutti trovare la forza di fare qualcosa, di mettere a disposizione le proprie abilità per superare questo momento. A voi politici è richiesto uno sforzo maggiore, soprattutto quello di far rinascere la fiducia nel futuro. La saluto

  • Maninchedda vuole scappare dal PSdAz?
    Forse (ribadisco FORSE, ed è una mia personale congettura) Maninchedda ha qualche problema all’interno del Partito.
    Forse (ribadisco FORSE) alcuni all’interno del partito non gradiscono una presenza così ingombrante: può fare ombra (troppa) a chi persegue micro-obiettivi personalistici e non macro obiettivi collettivi.
    I panni sporchi si lavano in famiglia ma nelle poche occasioni che ho avuto di frequentare persone del PSdAz ho riscontrato passione ma anche tanto opportunismo.
    A volte mi è sembrato che il PSdAz fosse più simile ad un comodo autobus piuttosto che ad un partito impegnato nella lotta per conquistare l’indipendenza!
    Impressioni di uno sprovveduto, sia ben chiaro, però confortate da un certo sentir comune.
    Piuttosto che costruire ex novo e confluire in un partito dei sardi non sarebbe opportuno riformare uno storico PSdAz?
    Le istanze ideologiche sarebbero così differenti?
    Il PSdAz è una proprietà di pochi o di una collettività politica chiamata base?

  • x->Mcm
    sedersi sui banchi della maggioranza non sono cose “difficili da digerire e matabolizzare”? Hai scritto così si o no? La maggioranza è espressione della maggioranza del Popolo Sardo per cui non mi appare una zuppa tanto indigesta da digerire quella di sedersi sullo (allo) stesso tavolo del governo dell’Isola. Bene ha fatto il Psd’Az a pretendere il suo spazio politico all’interno della coalizione del centrodestra. Male fanno alcuni esponenti sardisti quando si mettono a fare i distinguo (ricordano i finiani alla briguglio-bocchino), gli schizzinosi per es. sul Piano Casa; una delle poche rivoluzioni intelligenti che la coalizione ha approvato, ma che rischia di non essere attuato cedendo alla demagogia del fondamentalismo ambientalista, spesso campato in aria.
    mn

  • Bravo, anzi Bravissimo Michele Pinna..
    Hai ragione, bisogna lavorare per crescere. Ma con questa segreteria siamo due anni col freno a mano tirato e succubi di un appiattimento della direzione sulle posizioni del centro destra. Che sia perche ‘ ogni tanto un ossicino ce’ lo lanciano o altro non lo so.
    L’unica cosa che so’, da allevatore evoluto come dice Efisio, è che bisogna darsi una mossa o il partito dei sardi ci assorbirà.
    Io vivo la mia mia esistenza in mezzo a coloro che tutti i giorni hanno grosse difficoltà a campare con 900 euro al mese..
    Forse sbaglio, ma quando su dieci persone, ne sento 5 che mi dicono finalmente il Partito dei Sardi.. Qualcosa che si muove c’è… Sta a voi dirigenti capire il vento.. Io personalmente, se leggo e scrivo su questo sito e non sul blog ufficiale del partito, forse un motivo c’è…
    Ischidaebos.

  • Michele Pinna

    Fare di ogni erba un fascio è, come sempre, fare un pessimo servizio all’intelligenza, alla democrazia, alla libertà. La confusione, come sempre, serve ad oscurare la verità e a tenere, invece, nascosti i veri disegni dei veri delinquenti e dei veri disonesti. I politici, purtropo, sono esposti, e pagano di persona, anche, per coprire, talvolta, coloro che stanno dietro i muriccioli. Paolo Maninchedda che è un generoso, un passionale, un sanguigno anche, come tutti gli uomini veri, intelligenti e di buona volontà che si donano per le cose in cui credono, (uomini veri, intelligenti e di buona volontà, se ne trovano sempre meno) talvolta paga il conto, anche, di coloro che si nascondono dietro lui (anche questo è da mettere in conto). Dico questo non contro Paolo, ma per Paolo.
    Il partito dei sardi? Ma crediamo, o credete davvero che i sardi abbiano bisogno di un altro partito per di più fatto e diretto, magari, da riciclati di altri partiti(di destra e di sinistra) che hanno già fregato i sardi e che ora vogliono continuare a farlo sotto un’altra sigla? Costoro sono come quelle imprese che falliscono: azzerano tutto, lasciano i creditori in balia delle onde e s’iscrivono al registro delle imprese con altro nome; e poi avanti come prima. Il registro della politica, però, se davvero vuole essere, ancora, preso sul serio dai cittadini, dai lavoratori, dai giovani, dalle donne, dai sardi, deve respingere questi assalti cinici e disonesti alla democrazia, alla libertà e all’intelligenza delle persone. Paolo Maninchedda, per quanto mi risulta, è già nel partito dei sardi, quello vero: quello che fondarono i reduci della prima guerra mondiale novant’anni fa ad Oristano, quello di Bellieni, e, per molto tempo, anche di Lussu, di Battista Puggioni, ma del congreso indipendentista di Porto Torres e dei dodici punti di Carbonia (continuità territoriale, zona franca, flotta sarda, università sarda etc. etc.) e direi, anche, di quello che oggi fa parte dell’attuale maggioranza in regione con il suo programma che comprende, tra le altre cose, l’inserimento curriculare della lingua sarda a scuola. Il vero partito dei sardi dovrebbe lavorare, come già sta facendo, (se pur con difficoltà) per realizzare, in questa legislatura, i suoi programmi, nutriti e ambiziosi: questo si, lottando, anche, contro i tentacoli e le spire insidiose del leghismo, del tremontismo e del berlusconismo. Questo partito, però, è gia nato. Bisogna lavorare molto per farlo crescere e renderlo ancora più forte e più incisivo.

  • Per Mario Nanni: leggi con piu’ attenzione:
    “la presenza del PSd’Az nei banchi della maggioranza e nella Giunta sono cose difficili da digerire e metabilizzare, ma sarebbe altrettanto se il PSd’Az fosse in maggioranza con la sinistra italiana…”
    Si evince che il PSd’Az lavora con le alleanze solo su basi programmatiche finalizzate al raggiungimento di obiettivi prefissati.
    Per me più chiari di così non si puo’ essere.
    Non fare di tutte le erbe un fascio.

  • Paolo Maninchedda

    Per Peppino, nessun grazie per la risposta che Le é stata data per onorare le consuetudini di questo sito, non certo per i suoi toni sgradevoli. Il documento votato dal Consiglio comunale di Macomer non è nella direzione da Lei indicata, ma nella mia. Nella sostanza dice che così non si può andare avanti, che se ci sono alternative alla combustione Le salutiamo con molto piacere e le vogliamo valutare, e che se la Regione ci obbliga a bruciare, da piano dei rifiuti e per non aumentare il conferimento in discarica e di conseguenza le tariffe, deve darci i soldi per bruciare meglio.

  • Franco Cappai

    Tribagliasa e ti narana male, non tribagliasa e tinde narana su matessi……. s’imbidia este cosa mala, sa peusu maladia de sa Sardigna.
    Tue Paulu, sighi s’istrada chi asa signadu e frange a una ala sos denigradores, cussa razza de zente non l’ada accuntentada mancu Deusu…. tue , Deus non sese!
    Ammenta chi bin’ada atteroso chi creene in su trabagliu chi ses faghinde e isperana cun sa boghe tua, de biere realizzadu unu progettu chi pianu pianu este faghinde istrada.
    Deo bi creo semmusu in medas, seo cunvintu chi b’ammoso a resultare.
    Bonas cosasa, e Fortza Paris.
    Franco Cappai

  • Grazie intanto per la risposta.
    Il revamping vuol dire rinnovo degli impianti e sfruttare le nuove tecnologie sia per la combustione che per il trattamento fumi.
    Questo è stato bocciato dalla maggioranza di macomer dopo l’intervento del consigliere Succu.
    Altri tipi di revamping ,vorrebbe dire chiusura dei due forni ,obsoleti, ma i rifiuti che arrivano ogni giorno senza discarica che fine faranno? perchè questo non lo dice nessuno in modo chiaro?
    distinti saluti
    peppino

  • Caro Paolo sono contento che ogni tanto fai vedere i denti . in questo momento ci sono politici come Te e come tutto il gruppo sardista che lavorano,però non viene recepito dal popolo in qunto il messagio non passa e non vogliono che passi.in Sardegna abbiamo tre quotidiani, due di sinistra, uno di destra.Il pisdaz non appartiena a nessuna di queste categorie, pertanto anno tutto l’interesse ad oscurarci,meno ne parlano e meglio stanno.Noi siamo per la Sardegna e per i Sardi.Loro sono per i padroni del continente.Complimenti a quei giornalisti che ci oscurano scribachiando quello che il padrone vuole far vedere,(vedi la crisi ecconomica sempre negata) forse non si rendono conto che oltre non essere onesti deontologicamente fanno danno alla loro terra.l’onestà come in politica serve anche nelle altre professioni,perchè il giorno che avviene queto avremmo una sociatà più giusta e forse anche più ricca. I politici Isolani oggi vorrebbero diventare tutti Sardisti inventando altre sigle partitiche (forse sentono il fiato sul collo del nuovo vento Sardista)vogliono cambiare l’abito, ma non capiscono che bisogna cambiare la testa. Si sono accorti adesso che il governo centrale ci à datto schiaffi.ma è tutta la vitta che lo à fatto. Qundo Soru era presidente trattò le entratte col governo di sinistra e firmarono per pagarcele il governo di destra.Oggi il governo di destra vuole rinviarle a quando entra la sinistra.I governi centrali ragionano bene per loro interessi ma non per la Sardegna (forse è giunto il momento di tagliare lecatene) Sono complici i nostri politici di destra e di sinistra perche a Roma votano ogni uno per il proprio padrone e guarda caso mai per la loro terra.Oggi si sono accorti dell’inganno (meglio tardi che mai se si arriva ad otteneri i nostri diritti)e qundi per inbonirsi gli elettori Sardi inventano altri pariti. Certo è che oggi vista la portata della crisi bisogna essere tutti in prima linea, e fare guerra a questo governo che ci à sepre tratatto da figliastri e non da figli (Berlusconi ci aveva detto che alla Sardegna ci pensava lui,in efetti à pensato alla sua parte di Sardegna che purtroppo si à comprato,meno che ai Sardi).Qindi cari politici, sindacati,imprendittori, lavorattori,disocupati, mondo della scuola mobilitiamoci tuti insieme e faciamo valere i nostri diritti.Comunque riccordatevi che il PSDAZ non è ne di destra ne di sinistra ma Paolo e i nostri consiglieri Regionali con la onestà e il loro attacamento alla nostra terra pur essendo in cinque stanno ottenendo dei grandi risultati.Andate avanti cosi perchè moltissimi Sardi stanno iniziando a capire cosè il PSDAZ. e in tanti vogliono seguirci.
    MARIUS

  • Paolo Maninchedda

    Egregio Peppino, che io non abbia mai parlato dell’inceneritore di Macomer è puramente falso. Informati. Io non ho prestanome. Non solo: io ho dichiarato pubblicamente che l’inceneritore così com’è è va chiuso e che la Regione deve pagarne il revamping o consentire al bacino di Macomer di non bruciare senza aumento della tariffa. Il Consiglio comunale di Macomer e nella fattispecie la maggioranza ha approvato una mozione perfettamente coerente, quasi alla lettera, col programma con cui si è presentato agli elettori. Informati, se hai interesse a farlo.

  • Caro Efisio. La tua di evoluzione la conosciamo tutti.. Non ce’ alcun bisogno di commentarla.
    Nicola Acca

  • Comprendo lo sfogo dell’On. Maninchedda e condivido la sua analisi: non tutti i politici sono ladri e incapaci; ci sono tanti politici che lavorano con competenza e fanno il loro dovere. Condivido anche l’analisi di chi mi ha preceduto e dice che solo chi ha avuto esperienze amministrative comprende realmente quanto sia pesante, stressante e spesso poco gratificante l’attività di chi si occupa della cosa pubblica. Lo dico per esperienza diretta. Dovremo ricordarci del proverbio che dice di non fare di tutta l’erba un fascio. La distinzione tra chi lavora e si spende e chi non fa assolutamente nulla per incapacità, pigrizia, ignoranza è valida anche nella pubblica amministrazione regionale e nelle agenzie, che spesso sono considerate “covi” di parassiti.
    Lavoro in una agenzia regionale, vivo ogni giorno il dramma di una agricoltura sarda che sta morendo e purtroppo mi sento impotente a contrastare dinamiche che dipendono da tanti fattori. Faccio ciò che posso con i soli mezzi dati dalla mia preparazione, esperienza e voglia di fare. Eppure in tante occasioni devo difendermi dall’accusa di rubare lo stipendio fatta da chi, appunto, “ fa di tutta l’erba un fascio”. Certo, è più semplice dare dei giudizi complessivi, generali, in quanto sono di più immediata evidenza. E quale è l’evidenza della situazione che stiamo vivendo? Di certo è evidente il livello di insufficienza della classe politica regionale ma anche degli apparati burocratici e dei sindacati. Come negarlo!!
    Allora come uscirne da questa situazione..? Sono convinto che ognuno debba fare meglio possibile il proprio lavoro, con abnegazione, competenza, impegno e sono certo che prima o poi chi lavora e produce sarà riconosciuto. Io mi sforzo di far così.

  • Massimiliano

    Il partito dei Sardi dovrebbe essere l’insieme dei partiti indipendentisti e di tutte quei sardi che pur non avendo tessere votano Sardo e si riconoscono in un progetto per la costruzione della repubblica sarda.. Non credo che il partito dei sardi possa nascere da chi nel simbolo oltre al nome porta il tricolore italiano, spero davvero di sbagliarmi ma cosi a naso mi sembra che le solite vecchie volpi abbiano fiutato quale vento stia spirando, quindi per mantenere saldo il posto in poltrona si inventano una nuova sigla accativante, ci ritroveremo i soliti noti dentro le liste che si riciclano in questa nuova sigla e gli indipendentisti che tutti noi conosciamo che a spese proprie girano la Sardegna per diffenderla a casa.
    Ribadisco che spero davvero di sbagliarmi.
    Paolo facciamolo il partito dei sardi con gli indipendentisti quelli veri.
    fortza paris

  • Mcm scrive: “Certo, la presenza del PSdAz nei banchi della maggioranza e nella Giunta sono cose difficli da digerire e metabilizzare, ma sarebbe altrettanto se il PSdAz fosse in maggioranza con la sinistra italiana…”. ringrazia il padreterno che il Psd’Az non è rimasto in purgatoio. però ti do un consiglio spassionato; manda un sms a quegli altri che dicono “a manca po s’Indipendenzia”. che farete molta strada.
    mn

  • Efis Pilleri

    Così Nicola ha completato la sua evoluzione politica: dal partito dei contadini e dei pastori al partito dei tennisti e dei golfisti…

  • Paolo, faccio una proposta provocatoria: il Partito Sardo non e’ maturo per dar vita al Partito dei Sardi. Tu ne sei stato il promotore e oggi leggo che i Riformatori si impegnano sul progetto.
    Dico! Mandiamoci a quel paese chi non ci sta e buttiamoci in questo progetto spendendo le nostre energie tutte.
    Io la mia tessera la Lascio a Colli, entro a far parte di un circolo del partito dei Sardi.
    Seguici… Abbiamo tanto bisogno di te..
    Con enorme ammirazione
    Nicola

  • Ac Macomer

    Il problema è uno solo: distingure le persone corrette e oneste dalle altre,sia in politica che nella vita di tutti i giorni.
    È innegabile caro Paolo che ci siano politici diciamo non corretti, tutti i giorni non si sente altro che qualche parlamentare, qualche assessore o consigliere regionale o provinciale o anche qualche sindaco o amministratore comunale di ogni parte d’Italia,che viene indagato o beccato in flagrante e ce ne sono sicuramente molti altri che ancora non sono stati ancora messi sotto inchiesta.
    È altrettanto vero che ci sono politici che operano in modo corretto e dedicando una buona parte della loro vita al miglioramento del proprio paese. È come nella vita delle persone comuni, ci sono i ladri e ci sono gli onesti.
    Il problema è che bisogna seguire e premiare chi si comporta onestamente e diligentemente. Tu sei sicuramente uno di questi e molta gente ti segue,il tuo consenso cresce di giorno in giorno dando fastidio a chi, di destra e di sinistra, ha una grossa paura di questo e ti teme moltissimo.
    Avanti così,chi non intende la politica come ricerca di favoritismi è con te, e siamo in molti.
    FORTZA PARIS

  • Renato Orrù or Simonmossa

    Scusi sig. Massimu, ma la presenza del PSD’AZ in una giunta di Centrodx (?), sarà difficile da digerire per Lei che evidentemente riesce ancora a dividere la Sardegna fra due parti politiche distinte. Come allo stadio: curva Sud e Curva Nord. Per me che sono Sardo la differenza non esiste, come non esisterebbe in una, sempre possibile, maggioranza con la sinistra italiana in parlamento a Roma ?).
    Il Psdaz ha l’obbligo, se permangono le condizioni programmatiche, di andare sempre e comunque al governo, anche perchè gli altri partiti sono comunque partecipati da Sardi e noi non ci possiamo permettere di escludere alcuno a priori. A meno che lei non sia un nostalgico del “corriamo da soli, a giocare con il muro fuori dallo stadio”…. e allora quanto sopra è inutile e mi scuso per l’entrata a gamba tesa.

    saluti e forza paris

  • Sarai anche un consigliere regionale onesto, come tanti altri ovviamente,
    ma non ti ho mai sentito dire la tua (in prima persona) sul termovalorizzatore di Macomer. I tuoi prestanome cambiano idea ma non saprei se parlano a titolo personale o per tuo tramite. Vorrei sentire la tua opinione.
    saluti

    Peppino

  • Paolo, non avertene a male: frequento tante persone della sinistra le quali ritengono che tu sia uno dei pochi onesti e preparati.
    Sicuramente ti vedono come una minaccia: non sei organico all’omologazione e tanto meno agli accordi da manfrina.
    Certo, la presenza del PSdAz nei banchi della maggioranza e nella Giunta sono cose difficli da digerire e metabilizzare, ma sarebbe altrettanto se il PSdAz fosse in maggioranza con la sinistra italiana…
    Lasciali perdere e vai avanti, il popolo sardo necessita di persone che vogliano spendersi come te.

  • Caro Prof., potrei risponderle in modi differenti: in maniera qualunquista “hai voluto la biciclietta…..?”;
    in modo più serio analizzerei un problema attualissimo, la questione morale in politica.
    E faccio un esempio: è normale che un ministro della repubblica “pare” abbia pagato l’affitto in contanti?
    Sai bene che pagare in contanti significa non tracciare quei soldi, sai che esiste un tetto per pagare in contanti che prima era x, poi è diventato x-1, ecc..;
    È normale che lo stesso ministro sia ancora al suo posto?
    Queste domande sono ovvie, civili e anche educate, un po’ malandrine lo ammetto.
    Ma non tutti ragionano in questo modo: l’assioma politico=ladro è un classico che purtroppo difficilmente riusciremo a far scomparire.
    Qualcuno in Grecia diceva “belli e buoni i politici”, sono passati molti anni dai tempi di Socrate….
    In Inghilterra tempo fa un deputato acquistò, con la carta di credito parlamentare, un film hard; fece pubblica ammenda e si dimise.

    Secondo me si dovrebbe creare un sistema di “valutazione” dell’operato dei politici, non in funzione di leggi proposte o mozioni presentate, dovrebbe esserci un meccanismo più efficace, per esempio la trasmissione in diretta, totale di sedute, di commissioni, di votazioni; la pubblicazione quotidiana dei consiglieri presenti e assenti, i motivi delle assenze; ripeto, dovrebbe essere una sorta di comunicato quotidiano, diffuso ampiamente, senza limitazione di banda e senza le difficoltà informatiche del sito del consiglio.
    Lo chiamerei “su bandu”.

    Infine ricordo una cosa: siamo quattro gatti in questa splendida isola, possibile che non si riesca a metterci d’accordo e fare prima i nostri interessi di sardi?? siamo 1600000 anime, meno di alcune città della penisola, meno di qualche asl del Lazio.
    Saluti.

  • Caro on.le Maninchedda, io difendo la politica, non dico mai ladro a nessuno meno che mai offendo, denigro od insulto un rappresentante del popolo. sono garantista a 360 gradi. testimoni sono i miei post nel mio blog e non solo, il mio impegno in difesa persino del deputato Papa di non essere spinto in carcere prima ancora di essere interrogato da un magistrato, da un atto di vigliaccheria politica. sono per la difesa senza se e senza ma della presunzione d’innocenza e giudico la pratica del carcere preventivo una barbarie giuridica, per chiunque applicata. difendo il parlamento e i parlamentari dall’aggressione illiberale del partito delle procure, sono, per farla breve, per la riesumazione dell’art. 68 della costituzione, e detesto l’irresponsabilità civile della magistratura italiana. se la politica viene sottomessa dal giustizialismo, viene ad essere minata l’esistenza stessa della democrazia e della libertà. uno stato che soffoca la politica è uno stato dittatoriale, un regime despota. detto questo però difendo la decenza della politica e la nobiltà di diritto, della democrazia e della libertà. la decenza della politica la si ottiene con la buona politica, quella politica che guarda con rispetto i cittadini, che è degli stessi nobile espressione, ne cura i suoi interessi, ne placa i suoi bisogni. la politica che vessa i cittadini non è la buona politica ed allora i cittadini s’indignano, ma non contro la politica, ma contro la mala politica. questa di oggi è mala politica ora più che mai avversata dai cittadini. appartiene alla mala politica non il rubare che è di per se un reato, ma ignorare, non ascoltare, perpetuare una condizione di evidenti e non più sopportabili privilegi, che si traducono in inaccettabili disparità e provocazioni sociali. non possiamo dire buona politica se questa ha costi eccessivi, e se ha “organico” eccessivo. se un presidente della giunta (una a caso) delle Puglia guadagna quanto il capo della casa bianca Usa, se un consigliere di una qualsiasi regione d’Italia (in Sardegna siamo in vetta) guadagna ed ha pure gli stessi privilegi di un senatore, se il Quirinale costa il doppio dell’Eliseo, se un parlamentare italiano “prende” il doppio dell’omologo spagnolo, se noi abbiamo 315 senatori, più 7 di nomina presidenziale e siamo a 322 e negli Usa (51 stati) 102, e non ascolta il mormorio del popolo, rientriamo nel canovaccio della mala politica, e non delle male lingue della politica. la politica deve riconquistare la stima dei cittadini come valore irreprimibile delle sua essenza, della sua dinamica sociale, finalmente riscoprendo la passione, il civismo, la militanza, il senso di servizio e di appartenenza, la dedizione a tutto ciò che riguarda la partecipazione dei cittadini alla vita e alle speranze del proprio Paese (che può essere passione, dedizione, speranza alla propria Regione) senza i costi aggiuntivi di una politica che scambia il senso del servizio con il diritto al privilegio; questa non è la buona politica. se il popolo si ritiene vessato dal fisco del suo stato, se il popolo soggiace alle restrizioni in difesa dell’economia e però scorge che i suoi rappresentanti (del popolo) schivano le restrizioni, allora non se la prenda (la politica) col popolo se urla il suo disagio e persino il suo disprezzo chiamandola casta. lei, caro Maninchedda è una persona perbene, e lo capirà al volo di quanto lo sono anch’io.
    saluti
    mn

  • Mario Sanna

    Sicuramente un Consigliere Regionale viene pagato “troppo” per quelli che sono gli attuali limiti economici di gran parte delle persone. Questo non vuol dire sicuramente essere ladri, però ben vengano tagli sostanziosi: agli stipendi in primis e anche al numero eccessivo di consiglieri regionali. Ci sono poi i Consiglieri che lavorano, studiano e propongono e quelli che non fanno nulla salvo farsi accreditare gli stipendi. Ecco bisognerebbe “stanare” questa gente e rispedirla a casa. Sparare nel mucchio non serve…..gli ATTI DELLA REGIONE, sono disponibili (seppur qualche difficoltà…) nel sito della Regione. Ci vuole molto tempo e pazienza….per capire chi produce e chi scalda la sedia. Ci vorrebbe una maggiore trasparenza……e anche una maggiore educazione……

  • Salvatore C

    Come disse il Sommo, “NON TI CURAR DI LOR, MA GUARDA E PASSA”.
    Mai accettare il dialogo con loro, mai abbassarsi al loro livello.
    Prima o poi, più poi che prima, sarai abbondantemente ripagato.
    FORZA PARIS

  • Renato Orrù or Simonmossa

    … “LA CAMPAGNA per dichiararli tutti ignobili e portarli al patibolo ha un solo nome: fascismo…”. CIAO Paolo.
    Credo che si possa definire anche IGNORANZA, ma sopratutto VERGOGNA.
    La prima è evidente ed anche normale : bisogna partecipare e vivere la politica da militanti per poter almeno percepire il lavoro spesso duro e, a volte inutile(causa terzi) che un qualsiasi atto di governo (o di opposizione) comporti. Specie se da una parte ci si ritrova uno Stato Disonesto e, dall’ altra un Popolo che chiede (spesso giustamente) prendendosela con la Regione (sbagliato, quasi sempre).
    Per la seconda, LA VERGOGNA è più complessa, perchè nessuno è capace di dire che ha votato per un T.de C. che ha sbagliato partito o che la segreteria che lo regge, dovrebbe andare a vivere in un altro posto.
    Siccome tutti votano con la fissa de : “… abbiamo ragione noi.”, diventa difficile poi riconoscere di aver sbagliato. Senza considerare poi coloro che tra gli eletti sono prontissimi a chiedere dimissioni altrui, ma mai disposti a cedere il posto a chi a idee , men che mai se del proprio partito. In compenso aizzano .
    DAI PAOLO, FORZA PARIS… che c’è sempre tanta gente che non insulta i politici: quella che tutti i giorni corre, fatica e stringe i denti, ottiene poco ma ha fiducia e sa dove votare.

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