Sono stanco di dire la verità da solo

3 aprile 2011 23:5112 commentiViews: 40

105Ieri il Corriere della Sera ha aperto con l’evasione fiscale. Veniva pubblicata una cartina dell’Italia con le regioni distinte per colore in base al tasso di evasione. Ovviamente le regioni più povere della Sardegna (Oristano, Nuoro, Ogliastra) sono anche quelle che, secondo l’Agenzia delle entrate, evadono di più. Io ho spiegato mesi fa che questi dati sono ottenuti attraverso una formula che stima l’evasione, ma che a detta anche di chi la presentò in un’università del Sud qualche anno fa, interpreta come spia di evasione il perdurare di pratiche di sussitenza e di ‘baratto’, molto diffuse nelle aree rurali e pastorali dell’Italia. Nessuno mi ha ascoltato. Ho polemizzato in Aula con l’Idv che accettava questo dato terribilemnte ingiusto. Nessuno ne ha parlato. Ieri la pagina del Corriere ci ha danneggiato moltissimo nei rapporti di forza con le altre regioni d’Italia. Ma noi non reagiamo, non promuoviamo la nostra virtù. No, noi paghiamo pagine per l’Unità d’Italia. Posso dirlo? Sono veramente stanco. Un altro esempio? Da anni dico che Onorato è il padrone del periplo della Sardegna. Ebbene, poi scopro che metà classe dirigente della Sardegna lo omaggia e riverisce. Sono stanco. Stanco della mediocrità al potere, dell’irresponsabilità sociale, delle trasse e delle lobbies, del vuoto culturale e della morale del tirare a campare, del parassitismo politico-finanziario.

12 Commenti

  • Giovanni Porcu

    Per capire le dinamiche dell’evasione fiscale leggere i dati sottostanti. La Sardegna e in particolare le Provincie di Nuoro, Oristano, e Ogliastra non esistono perchè l’attività di accertamento effettiva non produce numeri data la pochezza economica. Il dato riportato dal Corriere è desunto da un quadro statistico formulato da un software ( Dbgeo )che calcola redditi induttivi confondendo Milano con Loculi . ………..
    Gli accertamenti fiscali diminuiscono ma diventano più fruttuosi. Nel 2010 l’Agenzia delle Entrate ha effettuato seimila controlli in meno rispetto all’anno precedente ma ha aumentato il ‘bottino’, almeno in termini di evasione scovata anche se resta un certo scarto tra quanto accertato e quanto poi viene effettivamente riscosso.

    La maggiore imposta accertata si attesta a 27,8 miliardi di euro, il 5,7% in più rispetto al 2009. In alcune aree del Paese i controlli sono stati particolarmente incisivi: a Trento la maggiore imposta accertata e’ aumentata, dal 2009 al 2010, del 71,6%, a fronte di un numero di controlli che e’ rimasto costante: 7.251, solo 2 in più rispetto all’anno precedente.
    Anche in Lombardia la caccia agli evasori ha fatto registrare un aumento della presunta evasione: +48,6% rispetto all’anno precedente, per un ammontare di 8,2 miliardi di euro. In crescita invece la fedeltà fiscale in Emilia Romagna, dove i controlli del 2010 hanno fatto emergere un calo dell’evasione (sempre in termini di maggiore imposta accertata) del 54,9%. E’ quanto risulta dai dati della lotta all’evasione nel 2010 dell’amministrazione fiscale, divisi regione per regione.

    In termini assoluti e’ ancora la Lombardia in cima alla classifica per accertamenti e imposta accertata. E’ evidente però che sul dato incide il peso che la Regione ha nell’economia nel Paese. Al secondo posto, per maggiore imposta accertata dall’amministrazione fiscale figura il Lazio (5,5 miliardi di euro, ammontare che però registra un calo del 4,8% rispetto all’evasione scovata nel 2009). In questo caso va sottolineato il fatto che in questa regione si sono registrate importanti operazioni (come Telecom Sparkle) che hanno fruttato importanti introiti per l’erario.

    Terzo posto per la Campania con poco più di 2 miliardi di euro, pari a quelli dell’anno precedente. Per quanto riguarda le tipologie di contribuenti, 5,4 miliardi dell’evasione scoperta nel 2010 arriva dai 2.609 ”grandi” contribuenti oggetto di controlli, le società con un giro d’affari superiore ai 150 milioni di euro.

    Considerato il tessuto economico dell’Italia, il lavoro del fisco tra i ”paperoni” e’ stato pressoché tutto concentrato al Centro-Nord. La metà dei controlli sono stati fatti tra Lombardia e Lazio. Al Sud i controlli sui ‘big’ sono stati una manciata: 46 in Campania (16,9 milioni l’evasione rintracciata), 33 in Puglia (con 33 in Puglia (con 88,9 milioni di maggiore imposta accertata), 20 in Sicilia (3 milioni), 6 in Calabria (2 mln).
    (da Redazione Tiscali del 9 aprile 2011 )

  • piero atzori

    @Felix, se fosse vero ci vorrebbero processi per truffa. Io so a un mio parente invalido al 100% hanno disposto il reintegro immediato della pensione che gli avevavo sospeso. Talvolta le lettere arrivano ad un vecchio indirizzo e l’Inps senza aspettare ricevute di ritorno o riscontri provvede a sospendere le pensioni. Occorre stabilire in quale misura ciò può capitare e fra qualche tempo, non subito, rifare i calcoli. Occorre anche vedere se ciò capita di più a Sassari, o a Milano. Comunque sia credo che dietro i falsi invalidi ci siano responsabilità che vanno perseguite.

  • Gentile Maninchedda, non è chiaro cosa si intende ciò che ha scritto in questo passaggio: “interpreta come spia di evasione il perdurare di pratiche di sussitenza e di ‘baratto’”.
    P. Atzori, la questione falsi invalidi è invece confermata. Direi che c’è da vergognarsi.

  • Augusto Secchi

    Volevo solo ricordarti che ci sono anche degli altri che si indignano, che non omaggiano e che non riveriscono. Per questo ti allego una roba pubblicata da poco sulla Nuova e sul blog di Gianfranco Pintore sul caro traghetti. Per gli altri quattro interventi, dove si parla anche di assessori regionali silenti – e completamente ignorati anche da te – ti rimando al sito della Nuova e a quello di Gianfranco Pintore. un saluto augusto secchi

    Non c’è niente da fare: per avere ascolto bisogna incatenarsi a un cancello o issarsi su una gru. In alternativa si può bivaccare per un mese su una torre. Se i mesi sono tre, e la torre è aragonese, le probabilità d’essere ascoltati salgono vertiginosamente. La cosa migliore, ma non è cosa certa, è quella di rinchiudersi per sette anni nell’ex carcere dell’Asinara, possibilmente a digiuno. Un anno e trentaquattro giorni – e magari avendo l’impudenza di fare colazione, pranzo e cena – è stato provato empiricamente sulla pelle dei cassintegrati del Vynils, non basta. E non basta neppure scrivere un libro corale, e accorato, che parli del loro dramma e del dramma vissuto dalle loro famiglie.
    Se poi uno soffre di claustrofobia o di vertigini, deve limitarsi a scrivere ad un giornale o a un blog per non farsi venire travasi di bile che sono sempre dietro l’angolo. Ovviamente anche questo, di per sé, non è sufficiente. Il giornale e il blog devono avere anche direttori che pubblichino quello che si scrive. È il mio personale caso: dopo quattro interventi sui vergognosi aumenti dei biglietti applicati dalle compagnie di navigazione sono giunto al quinto. Mi piacerebbe parlare anche d’altro, a dire il vero. Parlare dei miei alunni, ad esempio, delle loro domande sulla limba sarda che a loro parere gli è stata rubata, parlare del bellissimo intervento di Michela Murgia sugli intellettuali silenti che non merita certamente il silenzio. Ma non c’è niente da fare: appena esco da casa vengo circondato da persone che mi riferiscono i loro disagi: “ma lo sai che un’intera comitiva di fiorentini ha disdetto la prenotazione nel mio albergo? Ma lo sai che quest’anno non ho affittato neppure per quindici giorni? Ma lo sai che quest’estate mi devo grattare la pancia perché nessuno mi ha chiamato come stagionale?”
    E siccome non bastano le lamentele di persona me ne sono giunte una caterva via mail, compresa una di un tale che, in un gesto estremo di protesta, cercherà di fare la traversata su una zattera di bancali e bombole. Per tirare un po’ il fiato, e non diventare monotematico, mi sono barricato in casa e ho deciso di non aprire più la mia casella elettronica. Quando io e la mia bile eravamo tranquillamente stravaccati sul divano mi è arrivato questo messaggio di un collega: “Caro Augusto, ti scrivo perché quest’anno io e la mia famiglia non possiamo rientrare a casa per le vacanze pasquali. Mio padre non sta bene e sicuramente avrebbe avuto piacere di vedere me e, soprattutto, sua nipote che ha compiuto proprio oggi un anno. Ti giuro che mi dispiace da morire, ma davvero non posso. Una traversata che prima costava duecentottanta euro oggi mi costa quasi seicento euro. Ti sembrerà strano ma lavorando solo io non posso davvero permettermi questo lusso”.
    Ed è stato proprio alla parola “lusso” che ho pensato che il divano, la limba e l’articolo su Michela Murgia potevano attendere. Perché se in una Italia una e indivisibile prendere una nave per le vacanze pasquali è diventato un lusso c’è qualcosa che non quadra. E quelli che nel lusso ci sguazzano devono capirlo, così come lo devono capire i nostri politici pigri e silenziosi e gli armatori come Vincenzo Onorato che, a parole, dicono di amare quest’isola da generazioni. E se non lo capiscono con i primi quattro interventi che sono stati completamente ignorati, lo capiranno, spero, con questo. E se non lo capiranno neppure con questo ce ne sarà un sesto e, chissà, un settimo. Giornale, blog e direttori permettendo, s’intende. Ma, almeno su questo, sono fiducioso.

  • Enzo Desole

    Prof. in altri post ho scritto che lei fa un buon lavoro nel cercare di smontare il cdx sardo. Non la vedo altrettanto determinato nello spendere qualche giudizio sul lavoro finora svolto dal presidente Cappellacci. Non è una cima e questo lo sanno tutti ma da qui ad essere del tutto inetti davvero ce ne passa. Non la vedo a punzecchiare più di tanto il fido di Priapo. Eppure se lo merita e non poco.

  • Ma poi l’evasione su cosa l’han stimata? Sui soggetti evasori? Sulle singole poste evase? Mah..urgerebbe interrogazione all’agenzia delle entrate Sardegna perchè scopra le sue carte, vediamo se hanno il coraggio di dire che c’è una evasione di massa. Chiaramente è un battistrada per il tanto osannato federalismo fiscale che ancor più potrà essere proposto come la cura necessaria..

  • Paolo, non sei El ingenioso hidalgo don Quixote de la Mancha, bensì un uomo che ha l’onestà intellettuale di fare il politico secondo etica.
    I tuoi vari colleghi che agiscono da semplici omuncoli motori, purtroppo riflettono la natura umana del sardo italico: autentici scendiletto.
    Non mollare.

  • ” No poltrone no Impianti” verrebbe da parafrasare una nota pubblicità di un aperitivo che rimanda ad un’altra fase storica ” la Macomer da bere ” di qualche anno fà, ripartiamo da “Zero”, tutte le energie e le parole che alcuni esponenti del partito di opposizione di Macomer ( e non solo loro a dire il vero) stanno spendendo per arrivare alla chiusura dell’impianto di Tossilo sono sospette? sono opinioni dovute ad impeto ambientalista? sono l’incipit di una campagna elettorale permanente?
    NO!!!… siamo realisti, più di venti posti di lavoro occupati in un paio di anni parlano da soli, si và dal poco più che ventenne allo sfigato quasi 60 enne di Enicheniana memoria, Macomer all’Annozero ? S1, qualche politico dovrà spiegare prima o poi alle centinaia di giovani emigrati verso altri lidi in base a quali criteri hanno creato il deserto ( non solo lavorativo ) in questo posto dovranno spiegare perchè hanno diritto al lavoro solo gli amici degli amici e perchè i loro padri perdendo il posto di lavoro e la dignità con esso dovrebbero strisciare ai loro piedi per avere poche centinaia di euro di assistenza, è questo il modello di Macomer che hanno in mente? poveri idioti, l’arroganza e la presunzione che li muove è enorme ma altrettanto enorme sarà la rabbia di chi avranno ingannato con le parole e con i fatti.

  • Maninchedda è di tempra buona ed il suo grido di dolore non credo sia un segnale di resa. Tutt’altro! Ne condivido appieno la seconda parte con l’aggiunta, per evitare che si offenda, di Moratti. Ciascuno poi , a piacimento,può allungare l’elenco.
    Interrogativi,senza risposte plausibili,per quanto concerne la prima parte.La formula indica una percentuale alta di evasori,però una evasione non altrettanto significativa in termini di valore.Questo sta a significare che la Sardegna è povera,ed è la sostanza del problema.La percentuale è la facciata di un benessere che, purtroppo, non c’è.O meglio c’è per pochi.
    Non vorrei però si passasse per difensori degli evasori e Maninchedda sicuramente non lo è.
    Bisogna sicuramente affinare lo strumento di indagine che però non potrà che essere deduttivo e perciò stesso fallace.
    Certo che perplessità ne ingenera scoprire ad esempio che gli attici (nelle città sarde)sono i primi che si vendono, che nelle vetrine si espongono jeans a 400 euro, che i brand delle automobili di lusso non conoscono crisi,che i private banking fanno budget e coì via. Mi rifiuto di credere che possa essere un mercato alimentato da 80 consiglieri regionali e da 27 parlamentari nazionali (italiani).
    Questo mercato sicuramente non trova il sostegno del PSD’Az.

  • Paoletto, mi sa che rimpiangiamo il bel tempo che fu :-)

  • siamo alla deriva sociale ed economica, non riusciamo a dire no al potente di turno però se qualche Sardo prova ad alzare la testa la nostra gelosia fà di tutto per distruggerlo. A breve forse riapriranno la base alla Maddalena e noi che facciamo? niente come sempre ormai siamo diventati terra di conquista e di sfruttamento dei nostri giovani disoccupati. On. Maninchedda forse è giunta l’ora di dire addio a questa maggioranza e di cercare alleati veri e concreti per le prossime elezioni.

  • Piero Atzori

    Diffamare la Sardegna e fotterla è pratica costante nella storia. Un altro esempio c’è stato poche settimane fa sulla questione dei falsi invalidi. Secondo le notizie apparse sui giornali la Sardegna avrebbe il primato dei falsi invalidi. A Sassari i tre quarti degli invalidi sarebbero truffatori. Vorrei che si aggiornassero i dati sulla base degli errori commessi dall’Inps. Il problema della Sardegna sono innanzitutto i suoi rappresentanti non all’altezza. Siamo vittime di noi stessi perché non controlliamo chi ci dovrebbe rappresentare. Bene fa Maninchedda a ricordarcelo. E se poi si vuole iniziare dalla coda diminuendo a sessanta i consiglieri regionali credo che i sardi non siano in disaccordo. Si inizi pure dalla coda piuttosto che mantenere lo status quo.

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