Situazione sociale e finanziaria grave. Maninchedda scrive a La Spisa

25 marzo 2010 06:0710 commentiViews: 7

298I rilevamenti dell’Istat sulla disoccupazione nell’ultimo trimestre del 2009 forniscono un dato molto preoccupante: il tasso di disoccupazione della Sardegna è quasi doppio rispetto a quello medio dell’Italia.
In questo quadro, la finanza regionale resta in ostaggio di meccanismi e di incapacità che impediscono la spesa tempestiva delle risorse. Maninchedda ha scritto questa lettera a La Spisa, chiedendo una forte iniziativa sul Bilancio regionale, con scelte coraggiose e appropriate.

10 Commenti

  • Per Mariga, Salvatore e Marcello
    Quando si inizia? Peccati, peccatori e danni conseguenti sul piano erariale! E io pagooo! Cioè… Noi paghiamoooo!
    Se siete d’accordo e mi date il via io parto!

  • ma anche senza i peccatori l’elenco ha comunque la sua validità, aiuterà chi di dovere a metterci le mani, e noi cittadini a controllare che venga posto rimedio

  • va bene mettiamo anche i peccatori

  • Marcello Simula

    In precedenti interventi ho precisato il mio punto di vista sulla brutta abitudine di condannare il peccato ma non denunciare il peccatore. Mi chiedo:come può esistere il peccato senza il peccatore? Altrimenti tutto ciò si riduce ad un mero esercizio retorico e, francamente ,in periodi di profonda crisi come questi, quando si deve puntare più al pragmatismo che ad allenamenti teorici,potremmo farne benissimo a meno.
    Saluti domenicali a tutti!!

  • Pensano erroneamente che siano misure anti popolari e non si rendono conto che invece ne trarrebbero vantaggi… Valli a capire!
    Perchè non iniziare a rendere partecipi tutti degli enormi sprechi… Facciamo un elenco e lo pubblichiamo… se sei d’accordo e l’author ce lo consente, io direi di iniziare… Ho un elenco interminabile!

  • Brava Varekina hai evidenziate le cose che i poltici dovrebbero fare ma non fanno neanche sotto tortura.

  • Stante la situazione perchè non iniziare a repertare gli sprechi, tagliare costi inutili, eliminare le consulenze non necessarie, verificare i fitti passivi pagati dalla RAS, gestire al meglio gli immobili di proprietà etc. etc. etc.
    Questo tipo di lavoro non mi risulta possa essere precluso dal patto di stabilità. In questo modo si misura il coraggio di questa classe politica.

  • Vorrei portare all’attenzione degli amici ed i patioti quanto pensano i francesi dell idee della Merkel sui sacrifici da fare … meditateci sopra ok? a si biri kitzi Vaturu

    Angela Merkel ha ventilato una riforma del trattato europeo, onde consentire l’espulsione dall’euro delle cicale: Grecia anzitutto, ma la minaccia vien fatta pesare su tutto il Club Med. Thilo Sarrazin, della Bundesbank, ha rincarato: se la Grecia non può pagare gli interessi sul suo debito, non deve fare altro che com…portarsi come ogni debitore insolvente: sottoporsi alla procedura fallimentare. «Ciò sarebbe un utile esempio terrorizzante per ogni altro Stato poco sano».
    Commenta Evans Pritchard «Il dottor Sarrazin dovrebbe essere internato in un manicomio francofortese. Ciò che suggerisce è l’atteggiamento che portò al disastro della Lehman, e che ha richiesto salvataggi nella metà del sistema finanziario mondiale».

    La Germania vuole spaccare l’euro, sospetta l’inglese. Ebbene: e se la prendessimo in parola? E’ la proposta di Jacques Sapir, l’economista che alla francese EHESS (Ecole des hautes études en sciences Sociales) dirige il CEMI, Centro-Studi sui modi di Industrializzazione, e che propone con buoni argomenti il protezionismo europeo come riparo dalla crisi.
    la Germania dice agli altri Pesi europei: fate altrettanto anche voi. Gestite meglio la spesa pubblica, risparmiate, riducete il costo del lavoro. Bel consiglio: solo che, se in questa fase di recessione tutti facessimo così, la Germania sarebbe la prima a soffrirne. Perchè le sue merci «competitive», le esporta molto nei Pesi europei – quelli stessi che critica perchè spendono troppo. Se spendessero meno, comprerebbero meno Made in Germany.
    Christine Lagarde, Il mondo ideale del liberismo è un mondo dove tutti sono competitivi, tutti esportano e nessuno importa. Un simile mondo è impossibile, come ha fatto notare la ministra francese Christine Lagarde, e rincara,consigliando ai tedeschi di rilanciare la loro domanda interna.
    Secondo i francesi, la Germania ha sottratto mercati ai partner europei non tanto perchè questi sono meno produttivi, ma essenzialmente perchè i tedeschi hanno fatto «dumping sociale» smantellando le loro previdenze e – sopratutto – perchè noialtri europei dobbiamo vendere in euro: euro forte, che è il marco tedesco, e ci rende meno competitivi. La Francia è in passivo nell’import-export verso la Germania quasi quanto verso la Cina: 16 miliardi di euro (verso la Cina, 20).
    Il destino della Grecia sarà anche il nostro, se cediamo.
    Da qui la paradossale proposta di Jacques Sapir: «Rovesciare la logica» e giocare il tutto per tutto «sulla espulsione dlela Germania dalla zona euro per comportamento non cooperativo». «Basterebbe lanciare l’idea che Francia, Italia, Spagna (e Grecia e Portogallo) studino l’ipotesi di una uscita congiunta dall’euro, onde fondare una propria moneta comune», e «la paura cambia campo».
    La zona della nuova moneta comune (svalutata sull’euro) sarebbe liberata dagli eccedenti tedeschi e dalla sua sopravvalutazione strutturale. Che la Germania si riprenda il suo Deutsch mark: «una moneta non annacquata dai deficit dei Paesi meridionali, e dunque una moneta insopportabilmente sopravvalutata per il suo detentore». (Rendons donc leur Deutchmark aux Allemands!)
    Nel parlamento europeo è stata costituita una Commissione per la valutazione della crisi economica (l’acronimo è CRIS);
    Lo scopo della Commissione è:
    «1 – analizzare e valutare l’ampiezza della crisi finanziaria, economica e sociale, il suo impatto sull’Unione e sugli Stati membri, nonché la situazione a livello della governance mondiale, proporre misure appropriate al fine di ricostruire a lungo termine mercati finanziari sani e stabili, atti a sostenere la crescita sostenibile, la coesione sociale e l’occupazione, a tutti i livelli, e fornire una valutazione dell’incidenza di tali misure e dei costi dell’inazione;

    2 – analizzare e valutare la situazione attuale dell’attuazione della legislazione comunitaria in tutti i settori interessati, nonché il coordinamento delle azioni avviate dagli Stati membri per sostenere una crescita sostenibile e qualitativa e gli investimenti a lungo termine, onde lottare contro la disoccupazione e rispondere alle sfide demografiche e climatiche, nel rispetto del principio di sussidiarietà;… Mostra tutto

    3 – a tale scopo, stabilire i contatti necessari e organizzare audizioni con le istituzioni dell’Unione Europea e le istituzioni e i forum nazionali, europei e internazionali, con i parlamenti e i governi nazionali degli Stati membri e di Paesi terzi, nonché con rappresentanti della comunità scientifica, delle imprese e della società civile, comprese la parti sociali, in stretta cooperazione con le commissioni permanenti».
    discussione in corso sul canale
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  • Alberto Cossu

    L’inadeguatezza della politica è evidente a tutti. Non vale, o non basta, accampare la giustificazione/scusa che la macchina amministrativa è ingolfata quando i punti di riferimento politici sono persi nella nebbia. Qualcuno riesce a spiegarmi a cosa è servita la gita a Bruxelles di presidente e assessore? A reggere la coda ai sindacati, veri protagonisti dell’iniziativa? E’ accettabile che la rappresentanza di una parte (i sindacati) possa superare in attenzione ottenuta i legittimi e universali rappresentanti della Regione? E’ stato sconfortante vedere Ugo sotto tutela in campagna elettorale, ma vederlo “tutelato” e accompagnato da Medde, quasi che fosse la sua badante, mi ha definitivamente portato il latte alle ginocchia.

  • In millenni non è mai accaduto che i vecchi mangiassero il futuro dei loro figli.Con il debito pubblico Italiano ci tocca vedere pure questo. Bene fa l’Europa ( non penso mossa da sentimenti materni ) a imporre regole di rientro. Come pure fa bene il governo a estendere queste regole alle Regioni. Meno bene fa quando concede deroghe dettate da opportunità più che discutibili. L’imperativo dei politici non deve essere spendere a prescindere, deve essere spendere per creare sviluppo e dare servizi che servono. Comunque la regola principe deve essere che si spende dopo che si sono pagati i debiti. Quando un esecutivo accentra a se un fattore di crescita come la costruzione di siti per la produzione di energie rinnovabili, privando le imprese di un possibile abbattimento dei costi energetici,Lei onorevole Maninchedda come tutti i suoi colleghi dovrebbe scrivere anzichè a La Spisa a Cappellacci preannunciando la sua uscita dalla maggioranza se non viene abbandonata questa strada di rapina.

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