Ieri, un gruppo di coraggiosi ex dipendenti della Conad del punto vendita un tempo aperto nel centro commerciale di Pirri, hanno promosso una manifestazione di protesta, dal sapore gandhiano (non hanno aperto bocca, hanno solo esposto uno striscione) dinanzi
alle sedi della CGIL, della CISL e della UIL e dell’assessorato del lavoro.
Il testo dello striscione esposto era inequivocabilmente una contestazione dell’accordo sindacale, mediato dall’Assessora del Lavoro Desiré Manca (che allora non ballò, ma firmò) con il quale le organizzazioni di settore della CGIL, della UIl e della CISL acconsentirono prima al trasferimento di 15 lavoratori dalla società Nordovest insieme alla società Marconi Supermercati Srl e poi a che essi venissero licenziati da quest’ultima nel giro di sei mesi.
La denuncia dei lavoratori consiste nel ritenere che sindacati e assessore non potessero non aver compreso che la società cui veniva ceduto il ramo d’azienda dalla Nordovest (che è del Gruppo Conad) era una scatola vuota, nata per assorbire le maestranze e poi liberarsene, com’è puntualmente avvenuto.
Noi ci eravamo già occupati della vicenda, non solo perché politicamente rilevante, ma anche perché la giudicammo un simbolo della crisi morale del mondo delle imprese nate dalla cooperazione, come Conad, e finite ad essere artefici delle più dure azioni contro i lavoratori, nel segno del più feroce dei capitalismi.
A Conad non costa nulla, ancora oggi, assorbire 15 lavoratori e distribuirli nei suoi punti vendita; invece ha messo su un’operazione con un titolare di suoi negozi, che ha aperto un’azienda ad hoc per gestire un punto vendita in via di chiusura e poi ha licenziato i dipendenti assunti da poco.
Le persone non si giudicano, ma le azioni sì e queste sono azioni profondamente ignobili.
Fatto è che i lavoratori non si sono arresi e hanno continuato a protestare.
Ieri, nel silenzio dei giornali che scrivono ormai solo su commissione, essi hanno pacificamente protestato dinanzi alle sedi sindacali.
Mentre sostavano dinanzi alla sede della Uil, qualcuno ha chiamato la Digos. Io non intrattengo rapporti con la Digos perché mi difendo da tutti gli apparati dello Stato fuorché dai Carabinieri, per cui non ho potuto verificare chi l’abbia chiamata, fatto è che è giunta a fronteggiare, si pensi un po’, la protesta silenziosa di una decina di persone abbandonate dai sindacati, tradite dall’assessora, considerate come appestate
da Conad (perché troppo vecchie, troppo costose per un’azienda che oggi associa la sua immagine all’equilibrio mentale… ma per favore!).
E qui è accaduta una cosa che sarebbe piaciuta a Pasolini.
La Digos, che è fatta di persone pensanti, avendo compreso che la chiamata era stata assolutamente ingiustificata e inutile, ha scortato i manifestanti dinanzi agli uffici dell’assessorato del lavoro e ha protetto la piccola e considerata fastidiosissima manifestazione.
Una cosa è certa.
I sindacati sardi hanno perso la bussola.
L’altro giorno il segretario regionale della Cisl ha firmato un articolo di fondo sull’Unione che hanno capito in cinque per quanto era fumoso, pomposo e inutile.
I sindacati sono imbrigliati tra Caf e Enti di formazione (che non sono in ottima salute, almeno alcuni, anzi sguazzano nei debiti e per uscirne si affidano a società di consulenza – e questo l’ho visto con i mei occhi in un atto predisposto per un assessorato che rientra tra i suoi clienti- che preparano atti gestionali facendo il taglia e incolla di quelli già disponibile in rete…) , ma poco e nulla impegnati nella tutela del lavoro.
I sindacalisti fanno politica come politici di serie B.
Oggi gli arbitri delle politiche del lavoro stanno diventando i giudici del lavoro e gli avvocati di parte, con le aziende, come la Conad, infastidite dalle disgrazie che esse stesse procurano. La politica? Assente, grazie all’assoluta incapacità degli assessori di turno di saper essere arbitri dello scontro e facilitatori delle soluzioni sostenibili (balla Desirè, balla che ti passa!).
Ma aver visto la Digos chiamata dai sindacati è stato proprio assistere alla caduta degli dei, al passaggio degli ufficiali all’intesa col nemico.
D’altro canto, osservare la Digos essere capace di non farsi usare dalla ferocia e dalla stizza sindacale, dà conforto, dà speranza.

mediato dall’Assessora del Lavoro Desiré Manca (che allora non ballò, ma firmò)
Ahi ahi l’apparenza inganna ahimè mostrarsi ma non concludere sarebbe meglio dimostrare cose meno legate all’apparenza ma alla sostanza
Ballando con stelle ha accusato il colpo. Ha fatto l’ennesimo post risentito, con argomenti soppraffini, come quello sull’assessorato che non da lavoro – e anche qui ci sarebbe da dire e ridire, o ridere -, prima o poi qualcuno indagherà sul suo passato…
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È trascorso un anno da quando siamo stati licenziati, inizialmente tante promesse di reintegro e un “NON VI LASCEREMO SOLI” da parte di Sindacati e Assessora al Lavoro, poi…il SILENZIO assoluto. Ieri questo SILENZIO lo abbiamo usato per manifestare io e i miei ex colleghi/e, facendo tappa nelle sedi sindacali e per ultima la sede dove opera
l’ Assessora al lavoro. L’ unica cosa che parlava per noi, uno striscione di mt. 4×1, dove abbiamo racchiuso in una frase la nostra disperazione e l’ennesima richiesta di ridarci il lavoro che ingiustamente ci è stato tolto. Non solo… Mentre il nostro SILENZIO urlava, il Segretario della Uiltucs, riferiva a tre dei miei ex colleghi che sarebbe arrivata la Digos. La Digos è arrivata in breve tempo, dimostrandosi assolutamente comprensiva fermandosi ad ascoltare le nostre motivazioni. Poi… Cosa avrebbe potuto fare contro il nostro ASSOLUTO SILENZIO????
Non è vero che Landini abbia firmato contratti a 5 euro l’ ora; è una diffamazione messa in giro dall’ apparato mediatico della destra: ha firmato la CISL, la CGIL non c’ entra nulla.
sabri.limer@live.it
Niente di nuovo sotto il sole. Una battaglia persa. Tutto da rifare. Basta ribellarsi.
Quando i sindacati chiamano la Digos contro i lavoratori, non è più solo “perdita di bussola”: è il cortocircuito di un mondo che da difensore si fa guardiano. Conad gioca a fare l’impresa spietata, l’assessora a fare la mediatrice distratta, i sindacati a fare i pompieri della protesta. Risultato? Dieci lavoratori muti con uno striscione fanno più rumore di interi apparati.
Che vergogna senza nessun pudore. I si dati nn esistono piu’ da tanto tempo.
uno schifo dovrebbero tutelare invece chiamano la Polizia , Prof un articolo sui Sindacati del polo di Portovesme anche li non scherzano con gli accordi
Grazie professore per aver dato voce per ciò che da un anno stiamo vivendo
Persone e non cose…
Donne e uomini usati e poi lasciati per strada senza più possibilità di trovare un posto di lavoro perché troppo vecchi per lavorare e per giunta promesse “tranquilli non ci lasceremo soli”
Senza pensare che dietro queste persone ci sono figli,mutui da pagare,monoreddito e tanto altro
Grazie ancora
Signori miei, la mia memoria, nel merito di questo articolo, traccia una panoramica del comportamento sindacale dal 1974 con frasi emblematiche del tipo : “rovelli – nioi ottana è servita a voi” in cui, preciso per chi non lo sapesse, il primo era il padrone (nell’accezione più ampia del termine) ed il secondo un sindacalista; a tempi moderni in cui del contratto di mobilità lunghissima proposto da eni e prontamente accettato dalle 3 confederazioni sindacali (7 anni di prepensionamento con 80% dello stipendio percepito) i primi ad usufruirne e dunque a fuggire (dal posto di lavoro, si fa per dire, perché erano sempre in “distaccamento sindacale” e dalle proprie responsabilità) furono proprio i sindacalisti dell’epoca poi, guarda un pò la casualità, opportunamente ricollocati negli uffici provinciali del pd…
Ergo, comportamenti beceri ed ignobili come quelli descritti in questo articolo sono il frutto di “tecniche sempre più avanzate e sopraffine” messe in atto da padroni scaltri e miserabili di concerto con deuteragonisti di quart’ordine i quali con la legge n°300 del 1970 ci si sono puliti le orecchie!
D’altronde, come affermava qualche anno fa sull’espresso un imprenditore ed economista (manco a dirlo!) americano : “…già da trent’anni abbiamo intrapreso una guerra (mica un civile scontro dialettico) contro la classe operaia e la stiamo vincendo…”
…e siamo in una delle periferie del mondo, se appena appena alziamo il tiro, mi corre un brivido lungo tutta la schiena!
Ma proite a lis nàrrere ancora «sindacati sardi»?!
Nois in sa Babbilónia de sa dipendhéntzia e de un’iscola (de Istadu, de partidos, sindhacados e no solu) assurda, ingannile, ingiusta e infame semus bonos meda a repìtere sas peràulas che papagallos?!
“Giai est ora ‘e ballari a Camisa”, metafora fulminante, che sintetizza la situazione attuale….
I sindacati hanno perso da tempo immemore ogni credibilità. Sono diventati la rampa di lancio dei vari big che poi si candidano ad occupare poltrone in parlamento.
Non dimentichiamo Landini che ha firmato contratti remunerati con €5 per ora di lavoro.
Se,come pare,ad aver chiamato la Digos è stata la UIL,non mi pare un buon inizio per la nuova segretaria,urge corso di formazione sul ruolo dei sindacati…
Parafrasando il loro slogan: Persone come le cose!