Silanus: quando si sparano cazzate anche in Quaresima

1 aprile 2011 07:3513 commentiViews: 150

facciaChe cosa succede quando si è strabici e da una parte si vuole caricare di indignazione la piazza e dall’altra si guarda in giro per vedere se c’è qualche buon affare da portare a casa? Succede che si sparano fesserie colossali. Eccone un esempio. L’augusto Consiglio comunale di Silanus, il 23 u.s. ha approvato un ordine del giorno contro, udite udite, “il secondo inceneritore di Tossilo”. Il consiglio comunale si è dunque pronunciato contro una proposta e un progetto inesistente, perché nessuno vuole costruire un secondo inceneritore. Noi siamo contrari al primo, quello esistente, figuriamoci al secondo, al terzo, al quarto e al quinto. Per cui anche i nostri amici, volentieri hanno votato l’Ordine del giorno. Sono pronti a votarne un altro contro la lebbra, l’Aids, il cancro ecc. Però, se si fa la gara a chi la spara più grossa, allora il Consiglio comunale di Silanus deve bandire una gara a evidenza pubblica e alla fine premiarsi come vincitore. Ma, siccome anche quando tenta di nascondersi, il diavolo ha quell’accidente di coda che non sta mai ferma e si fa vedere da tutti, ecco che vien fuori nell’ordien del giorno anche il nome magico: Vedelago. Qui non siamo più nel mondo delle fesserie ma dell’impresa e degli affari. Chi era a colloquio nella zona di Vedelago con un noto ingegnere e poi conferenziere? Bisogna chiedere in giro se per caso abbia attività e residenze nel Marghine. Seconda domanda impertinente: Vedelago risolve il problema del secco, cioè il problema di Tossilo, oppure è semplicemente un impianto di riciclo e riuso, cioè quello che vogliono portar via da Macomer? Mi rendo conto che sono domande da non fare in Quaresima, ma dinanzi alla creatività strabica del Consiglio comunale di Silanus, ci sta fare domande, come quest’ultima: perché si vogliono acquistare terreni intorno a un’area dove si prevede di fare una discarica di inerti? Ai tanti furbetti bisogna ricordare De Andre: dai diamanti non nasce niente, dal letame nascon i fior.

CONSIGLIO COMUNALE DEL 23.03.2011 approvazione O.d.G.
TRATTAMENTO E RICICLO RIFIUTI

Dopo la discussione sul trattamento e riciclo dei rifiuti, alla luce
dell’esperienza di Vedelago che, praticando la raccolta differenziata sta
ottenendo dei risultati eccellenti arrivando a differenziare e riciclare fino al 95%
dei rifiuti, come è emerso da quanto illustrato nel convegno sulla materia
tenutosi a Macomer il 19 u.s., Il Consiglio Comunale nella seduta del
23.03.2011 ha espresso la propria posizione contraria ,all’unanimità,
all’annunciata realizzazione del secondo termovalorizzatore nella zona
industriale di Tossilo.

13 Commenti

  • Ho dato uno sguardo l sito del Comune di Silanus, in particolare alla delibera.
    Che cita:
    ” Il Consiglio Comunale In merito all’argomento, il Sindaco riferisce che incenerire i rifiuti causa l’emissione nell’atmosfera di polveri sottili e nano particelle di microscopiche dimensioni che si insinuano
    nell’organismo umano e nei terreni limitrofi all’impianto.
    E’ emerso ed è documentato da alcuni studi svolti dalla ASL di Nuoro che nei comuni di Silanus e Bolotana si registra un’alta percentuale di incidenza di morti per tumori”.

    Dico… se è vero bisogna attivarsi immediatamente e chiudere l’impianto.. da queste frasi pare che sia la stessa autorità pubblica a confermare fatti gravi.

    Se fosse una balla del Sindaco, bisognerebbe querelarlo.. ” provocato allarme???2

    lA SECONDA PARTE E’ quella lobbistica..

    Qui bisognerebbe andare a vedere l?atto con cui passa a maggioranza la varazione del PUC. “”” Non solo frantoi, per chi conosce il paese tanti iccoli favori e affarucci sistemati”

    ECCO LA SECONDA PARTE INTEGRALE..

    Infine si riporta della recente visita alla struttura di Vedelago da parte del Sindaco dove si è potuto appurare che lo smaltimento dei rifiuti è possibile anche senza bruciarli.
    Questo è possibile con il riciclo dei rifiuti, che con un’accurata selezione, permettono il riutilizzo di buona parte degli stessi, con notevole risparmio dei costi che incidono sul conferimento determinando così minori costi per l’utenza ed infine eliminando totalmente i problemi di tipo ambientale.

    Si approva un o.d.g. in conformità al testo predisposto dai capigruppo consiliari:
    “Dopo la discussione sul trattamento e riciclo dei rifiuti, alla luce
    dell’esperienza di Vedelago che, praticando la raccolta differenziata
    sta ottenendo dei risultati eccellenti arrivando a differenziare e
    riciclare fino al 95% dei rifiuti, come è emerso da quanto illustrato nel convegno sulla materia tenutosi a Macomer il 19 u.s., Il Consiglio
    Comunale nella seduta del 23.03.2011 ha espresso la propria posizione
    contraria ,all’unanimità, all’annunciata realizzazione del secondo
    termovalorizzatore nella zona industriale di Tossilo.”
    Si approva l’o.d.g. all’unanimità.

    Proviamo a fare il riassunto:

    – Variante al PUC ( Date uno sguardo alle vie indicate )
    – Ordine del giorno, e cosi ci agganciamo l’impianto; nella relazione di variante si parla di zona degrata.!! Ragazzi che acutezza tecnica direi, se è degrata quella zona…

    Aggiungiamoci le ultime delibere di Giunta prsenti sul sito e vediamo che incaricano Ingegneri di progetti senza copertura e a buon fine, ” COSA CHE NON SI PUò FARE, VEDI SENTENZA A FAVORE ORDINE ING, SE VOLETE VE LA GIRO”

    Insomma Caro Onorevole…
    Onore al merito
    Ha scovato un altro Furbetto…

    Angelo

  • Giovanni Manca

    “Noi siamo contrari al primo, quello esistente, figuriamoci al secondo, al terzo, al quarto e al quinto.”

    Queste, on. Maninchedda, son parole che mi rincuorano. La sua decisa contrarietà alla realizzazione del nuovo inceneritore era la presa di posizione che aspettavamo, senza se e senza ma, come suo solito. Ci pensi lei ora a riportare il Marghine nel cammino della green economy, alla larga da quelle fonti di inquinamento che tanto hanno danneggiato il nostro bel territorio. Vinciamo questa battaglia come fu per l’inceneritore di Ottana!
    Mi stupisco del silenzio di stampa e comitati nei confronti di questa sua decisione ma forse non hanno colto o voluto cogliere il messaggio.
    Cordiali saluti,
    Giovanni Manca

  • Perchè tutte queste elucubrazioni sulle 200 t/anno?
    L’unica cosa realmente interessante, nel documento a cui fa riferimento Federico Castori, è che viene dimostrato, senza ombra di dubbio nè equivoci di sorta, che Vedelago può trattare tutti i rifiuti, anche quelli cosidetti “indifferenziati” che noi bruciamo, perchè LE TECNOLOGIE ESISTONO, SONO STATE SPERIMENTATE E SONO SUL MERCATO! Ognuno può attrezzare il suo centro riciclo adeguandolo agli obiettivi che vuole raggiungere e alle quantità che vuole trattare! Tossilo deve gestire più di 200 t/anno? Bene, si dovrà dotare di più linee di trattamento e serviranno più posti di lavoro (che non ci fanno schifo!).
    Alcuni Comuni non fanno bene la differenziata? Allora dovranno pagare di più per conferire al Centro Riciclo e i loro rifiuti saranno “differenziati” all’interno del Centro su piattoforme speciali. Al contrario, i Comuni virtuosi che differenziano bene potranno conferire gratuitamente.
    Ma insomma, li vogliamo fare questi posti di lavoro per tutti oppure facciamo finta?
    E non disprezziamo i filosofi, ci hanno insegnato che si deve usare la testa anche per pensare, non solo per grattarsela!

    Ps. La Dott.ssa Farci che ha trovato il tempo per chiedere alla Provincia di Treviso il documento a cui fa riferimento Federico Castori, potrebbe prendere a modello un buona pratica di democrazia e consegnare il documento che gli chiediamo da mesi, infatti non solo a Treviso gli atti della pubblica amministrazione sono pubblici, ma anche al Consorzio di Tossilo come in tutta Italia.
    Per chi vuole approfondire http://nonbruciamocimacomer.blogspot.com/2011_02_01_archive.html

  • Franco Cappai

    “Rifiuti zero” davvero possibile ???

    Gli scenari tanto auspicati a ‘rifiuti zero” (non proprio zero, ma insomma……), così di moda, sono praticabili in determinati contesti, non in tutti. In ogni caso, ‘rifiuti zero” implica che i flussi di materiali buttati via finiscano da qualche parte, con impatti ambientali non necessariamente minori.
    Va molto di moda Vedelago, ebbene anche nella ridente provincia di Treviso, spesso citata come esempio, cdr e compost non vengono recuperati, ma finiscono in qualche discarica autorizzata per rifiuti speciali.
    Il famoso centro recupero di Vedelago ricicla, è vero, tutti i rifiuti che gli vengono conferiti,ma non tutti i rifiuti della provincia di Treviso possono essere conferiti a Vedelago.
    Se potessimo scegliere quali rifiuti ricevere e quali no, saremmo tutti capaci di riciclare il 100%, dei rifiuti che produciamo ma tant’è………
    I sostenitori/strateghi dell’iper-riciclaggio dovrebbero avere ogni tanto, l’onestà di ammettere che i loro schemi logistici hanno una falla, che spesso per comodità e non velato interesse, viene omessa :
    se i materiali avviati ai vari cicli di recupero poi non trovano mercato, come finora è spesso capitato a tutto ciò che risulta dalla selezione meccanica del rifiuto indifferenziato, diventano rifiuti speciali che dovranno a loro volta
    essere smaltiti o pseudoriciclati.
    Ma siccome per i rifiuti speciali non vale il principio di autosufficienza, ma solo l’obbligo di rivolgersi a un operatore accreditato e autorizzato. questi materiali, che nessuno vuole, prendono la strada delle discariche sparpagliate in mezza Italia e nel nostro specifico caso, nelle strade/campagne di tutta la Sardegna.
    E comunque, visto che poi tra un passaggio ( la politica del non fare ) e l’altro non si sa mai bene dove vanno a finire, ecco spuntare, anche, in modo insospettabile, dietro le anime belle del “no all’incenerimento”, l’ombra dei vari speculatori ambientali.
    E…. avanti così con l’indignazione che continuera’ ad accompagnarci, nel vedere ancora i nostri rifiuti sparpagliati dappertutto.
    Buon lavoro a tutti
    Franco Cappai Borore

  • Maria Luisa

    Egregio Carlo,
    c’è qualcosa che non quadra. Perché proprio la dott.ssa Farci e il dott. Biccai sono stati additati al pubblico ludibrio come fautori dell’incenerimento, non del paradiso Vedelago. Quindi, secondo te, Biccai e Farci non sono ‘inceneritori’? Ne prendiamo atto. Ma nel caso Farci e Biccai fossero diventati Vedalaghiani, potrebbero esserlo diventato per aver avuto l’onestà dio andare a vedere per poi fare una piattaforma di riciclo pubblica, non privata, perché i soldi della regione sono esclusivamente per un’iniziativa pubblica. Invece, quel giorno, a Vedelago, la missione marghinesa era di privati con privati. È un po’ diverso, non credi?

  • Il consiglio comunale di Silanus è un’assemblea elettiva (= eletta dal popolo), composta da 12 consiglieri: 8 della maggioranza, 4 dell’opposizione. Il consiglio regionale sardo è composto da 80 consiglieri (in futuro, grazie alla Giunta Cappellacci, 60).
    Ciò che decide un consiglio comunale, o regionale che sia, credo vada sempre rispettato, perchè frutto di un complesso processo partecipativo, anche quando non si è d’accordo. Se poi ci sono gli affari di un sindaco, occupiamoci di quelli, ma portiamo rispetto per il consiglio comunale augusto, eletto appunto dal popolo…

  • “Chi era a colloquio nella zona di Vedelago con un noto ingegnere e poi conferenziere?”
    La dott.ssa Bruna Farci e il Dott. Giovanni Biccai, commissario liquidatore del Consorzio Industriale di Macomer e Presidente della Tossilo Spa, tra gli altri.

  • Federico Castori

    Si fa un gran parlare di Vedelago e voglio fornirvi qualche dato.
    Premetto che secondo me (come è evidente) fanno un ottimo lavoro perchè riescono a lavorare la totalità del rifiuto differenziato compresa quella frazione di “sporcizia” che ancora si trova nel rifiuto separato.
    Il 90% circa del rifiuto trattato dal centro di riciclo di Vedelago è, appunto, rifiuto differenziato mentre ha un’autorizzazione della provincia di Treviso (prot. 92656 del 10/09/2009) che risponde alla richiesta della Ditta (prot. prov. 70950 del 1/7/2009) per il trattamento di 200 tonnellate l’anno di rifiuto indifferenziato (200301) del quale ne valorizzano il 95%. Noi di rifiuto ne trattiamo 60.000 tonnellate l’anno (come da piano regionale dei rifiuti era Soru, Deriu Presidente della provincia di Nuoro e Marco Mura Sindaco di Macomer) cioè 200 tonnellate al giorno.
    Nell’autorizzazione è espressamente scritto che dovranno trattarsi di 200 tonn/anno di rifiuto da raccolta differenziata spinta. Cosa forse facile in una provincia con una cultura della differenziazione di anni. In provincia di Nuoro si parla di raccolta differenziata da circa 5 anni e taluni (vedi Siniscola che conferisce 7000 tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati) ancora non la fanno. Per essere chiari: non solo dovremmo trattare, e riuscire a ri-mettere nel mercato, 300 volte tanto il rifiuto che tratta Vedelago ma anche un rifiuto ricco di frazione umida, carta e quant’altro.
    Purtroppo a Macomer di questo non si può parlare perchè si viene insultati e presi a voci non appena ci si alza dalla sedia senza nemmeno aver raggiunto il microfono e, chiaramente, i responsabili della Ditta si guardano bene da dare spiegazioni sulle quantità trattate.
    Le domande rimangono sempre le stesse: cosa ne facciamo e in che tempi di un impianto vecchio 17 anni e che non dà nessuna garanzia per il futuro? Cosa ne facciamo di 200 tonnellate di rifiuti al giorno? Astenersi filosofi, il problema è oggi.

    Federico Castori

  • Che sia la replica della puntata precedente dal titolo “Rifornitore nell’area vicina al nuraghe Santa Sabina, il famigerato SARB OIL?”
    unica regia e sempre gli stessi attori?
    questa volta in versione ecologico-differenziata…

    Chi sà di quella vicenda capirà,s oprattutto i tanti elettori di Silanus che puntualmente ad ogni tornata elettorale vengono ipnotizzati da abili professionisti del fotti fotti….. con il sorriso stampato in faccia.

    Saluti da Silanus comune determovalorizzato e un abbraccio ai Vedelaghesi.
    Qualunquemente a vostra disposizione Michelino Pinna.

  • Signor Bonaventura

    Franco, se l’incerenimento resta a Macomer non è che poi Silanus ci guadagna… ma c’è non c’è una base scientifica su cui discorrere prima di passare a chiacchiere e insulti?

  • Mi piace molto il pensiero di Franco Cappai,e propio vero che cavalcando qualsiasi tipo di argomento scuole, acqua, rifiuti, tutti si fanno la belle campagna elettorale.”vedi Deriu a Nuoro.”Quando a Gavoi volevano chiudere due classi dell’ ist. Tecnico c’è stata una mobilitazione popolare,con lavaggio di cervello, dicendo che i tagli della gelmini erano per gavoi una scure .
    Nascondendo la verità, cioè il preside non aveva presentato le liste di fatto degli alunni, per l’anno scolastico succesivo.
    E qualcuno ha accusato anche Paolo Maninchedda di fregarsene della situazione scolastica, dicendo che a Gavoi andava solo per cercare voti.
    Purtroppo mi dispiace che in quel momento nessun sardista era presente per poter ribadire.
    In sintesi ognuno usa quello che il ” MERCATO” offre in quel momento.
    A Silanus addirittura per poter cavalcare la campagna elettorale si sono inventati il problema che non esiste.
    Ma: meno male che Paolo c’è: “come direbbero altri”

  • Caro onorevole, colpito e affondato…
    Vedo che come è suo stile, ed è per questo che l’ammirano, non guarda in faccia nessuno.
    Per quanto riguarda l’eventuale imprenditore non mi esprimo in quanto quello è il mestiere, fare affari.
    Il fatto abbastanza grave sarebbe se il Sindaco avesse accompagnato un imprenditore a Vedelago a visitare un impianto (ancor più grave se ci fosse stato anche il vicesindaco di un comune vicino); sull’ingegnere, sarebbe grave se da un lato fosse impegnato nella convegnistica per spaventare la gente e dall’altro piazzasse impianti di riciclaggio! Ma chissà se le cose sono andate così, oppure no. Ma sappiamo anche che piano piano la cacca viene a galla.
    Se poi consideriamo che dopo un viaggio (ipotetico) del genere si riunisce il consiglio comunale (ovviamente non quello di Silanus) con all’ordine del giorno una variante al PUC e per non finire poi si scopre che proprio in quel sito oggetto di variante è presente un impianto per la frantumazione di inerti, ( di un proprietario ovviamnete sconosciuto) e casualmente capita che qualcuno cerchi aree da acquistare in quella zona…….Bhee Ragazzi!!!! E’ un romanzo, non la realtà! Oppure è una realtà talmente assurda da fornire materia per un romanzo?
    Silanus……caro onorevole, l’80 % dei lavori privati sono riconducibili ad un solo studio Tecnico di proprietà ovviamente di un comune e sconosciuto cittadino…..
    Per terminare le espongo il mio Pensiero in merito.
    Un sindaco furbetto (ovviamente ipotetico, non reale) ha fiutato l’aria e gioca a fottere Macomer, lo fotte cercando di portare il buono a Silanus, ( differenziata avanzata) e lasciando la parte sporca a Macomer ( incerenerimento ).
    Tuttavia io concordo col sindaco di Silanus: in paese bisogna fare pulizia!

    Angelo

  • Franco Cappai

    Ripropongo un mio precedente commento perché ritengo che l’ipocrisia non abbia confini
    Parole, parole, parole… fatti…non pervenuti.
    Sono molto sincero nell’affermare che la delusione rispetto a questo argomento è tanta e non può che lasciarmi sgomento.
    In questi anni (almeno una decina) e lo dico con cognizione di causa, si è fatto un gran s/parlare , spesso in maniera molto inutile e ideologica (perché ancora non è stato deciso un bel niente), dello smaltimento dei rifiuti che riguarda il nostro territorio.
    In prossimità delle turnate elettorali, vediamo spuntare come i funghi tutti coloro che, per avere visibilità a tutti i costi, in qualche modo si inventano e diventano improvvisamente tecnici/scienziati del settore.
    È veramente penoso assistere a questa farsa, le amministrazioni, alle quali noi cittadini abbiamo dato un mandato preciso per decidere , stanno ancora lì a cincischiare su un problema che ci vede esposti da tempo e che continuano a rimandare negli anni per allontanarlo.
    L’argomento è sicuramente un bel cavallo di battaglia (elettorale) , e ben se ne guardano i nostri signori politici dal metterci di prima persona la propria faccia, e sì, ne pregiudicherebbe la possibilità di essere rieletti ma tant’è , che prima o poi ci dovranno comunque sbattere il naso, e allora si che sentiranno da vicino la puzza (come da tanti anni sentiamo noi lavoratori dell’Impianto).
    I rifiuti sono in aumento, non spariscono nel nulla e molto probabilmente fintanto che non ce li ritroveremo sotto casa , il problema potrebbe sembrare degli altri….. non è così , il problema è il nostro e anche molto serio e come tale, siamo noi ( con i nostri amministratori) a doverlo risolvere e in tempi molto brevi.
    Le notizie relative allo smaltimento dei rifiuti in Sardegna non sono certo molto confortanti, vedi la situazione che si sta’ venendo a creare nel Medio Campidano, la Regione Sardegna, obbliga le amministrazioni di quei territori a smaltire i propri rifiuti urbani a Macchiareddu (inceneritore di Cagliari), perché, dove venivano smaltiti, con costi gia’ di per sé molto esosi (Villacidro), è strapieno e non li puo’ piu’ accogliere, discorso che vale indistintamente per tutte le discariche esistenti in Sardegna.
    Gli amministratori Campidanesi rispondono in modo molto deciso (e lo faranno anche con manifestazioni) che non sono d’accordo a causa dell’aumento dei costi che questo spostamento comporterebbe, e quindi si andrà all’ennesima discussione di come e di dove si dovranno smaltire questi rifiuti.
    Spesso ci riempiamo la bocca della bella parola “differenziata”, e non lo dico con ironia perché ci credo fortemente, ma andatevi a fare dei giri nelle nostre campagne per le strade di penetrazione agraria, e vi renderete conto di persona dove siano i reali aumenti in percentuale di questa benedetta raccolta, magari fosse vera!
    La cultura non è barattabile o si ha o non si ha, il sistema Sardo, è ancora molto lontano dalla capacità di insegnare le regole per una comunità organizzata e fattiva, ognuno pensa per se e alle proprie comodità (del bene pubblico non gliene può fregar di meno) e vale la pena ricordare l’atteggiamento: Not In My Back Yard, (purchè non nel mio cortile), quindi pur di liberarmi del rifiuto che io stesso produco , è molto più semplice sbarazzarmene nelle campagne o pensare di portarlo il più lontano possibile dai miei occhi saranno gli altri a raccoglierlo.
    Non penso sia questo il miglior metodo per la soluzione del problema, pensiamoci bene e proviamo e essere più pratici (la politica del non fare non ha mai portato benefici ). Prendiamo subito una ferma ma fattiva decisione di cosa fare, immediatamente, non abbiamo altro tempo.
    Buon lavoro a tutti

    Franco Cappai
    Borore

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