7 settembre: si discute di indipendenza. Sui giornali abbondano i gechi

26 giugno 2010 09:3436 commentiViews: 20

109Ieri, la conferenza dei capigruppo ha fissato la data del 7 settembre per discutere la mozione sull’indipendenza e avviare la settimana delle riforme istituzionali. È un risultato importante, ottenuto principalmente dai partiti minori: noi, l’Udc, i Riformatori, Sinistra e Libertà e Italia dei valori. Ieri si svolgeva a Sassari il solito convegno dell’Associazione Paolo Dettori, con i soliti nomi, con le solite cose. Basta leggere la cronaca che ne fa Filippo Peretti sulla Nuova e si capisce che le stesse cose si sarebbero potute dire cinque anni fa e forse dieci anni fa. La politica non si fa con i convegni, ma i convegni svelano chiaramente il vuoto pneumatico della politica. Perché se si chiamano i professori a determinare la rotta, allora vuol proprio dire che non si capisce nulla. Non si capisce che da sempre l’Università in campo politico e istituzionale è tendenzialmente o descrittiva, cioè meramente impegnata a glossare le leggi esistenti (e quindi incapace di vedere le novità della storia e anzi preoccupata di negare il fatto sempre evidente della realtà che supera la norma), oppure è rivoluzionaria, cioè talmente proiettata sull’insufficienza delle leggi rispetto alla realtà, da non ritenerle riformabili (è il professore alla Toni Negri). Ora, il primo tipo di professore è tendenzialmente un eunuco ricco: buoni consigli a caro prezzo e poca pratica; il secondo tipo è un satiro cazzuto, pochi consigli e molta pratica, che gioca tra l’amore e la morte (cioè ama la vita spasmodicamente perché ha più coscienza degli altri della morte). Scegliete voi chi collocare tra i metaforici eunuchi e i metaforici satiri dei presenti di ieri. Ma  il dato evidente è che nella casa di riposo di Sassari il centrosinistra ha mostrato di non avere una rotta perché non riesce a ragionare se non all’interno del perimetro ereditato dalle guerre per l’Indipendenza dell’Ottocento, dalla Resistenza e dalla Lotta al Terrorismo. Il feticcio è l’idea unitaria dell’Italia; il feticcio consiste nel non capire che come non esiste una letteratura italiana ma esiste una letteratura degli italiani, così non esiste l’Italia ma esistono i popoli dell’Italia. Da qui questi vecchietti permalosi devono partire. Invece no: e c’è chi se la prende con Soru e chi dorme con la sua immaginetta sul comodino; chi ti riscrive in bella copia uno statutino inutile; chi parla per marcare una presenza; chi fa l’accompagnatore; chi pensava di andare a un party e si è trovato in un confessionale; chi cercava un’esperienza eterosessuale fly and drive e si è trovato a partecipare al classico rito sado-maso con cui la sinistra interiorizza i propri errori. Insomma, un casino.  Poi ci sono gli immemori: scrive Peretti che Onida, “moderatore” (!!!!) della tavola rotonda dei politici, ha invitato i politici a «evitare gli inutili nominalismi come quello della sovranità del popolo sardo». “Minchia!”, ho pensato, mentre leggevo la cronaca a pesi ponderati di Filippo il Canuto, “ma questo Onida l’ho già sentito”. Era quello, a proposito di abuso di parola, che ha fatto fare a Soru la più grande stupidaggine del suo mandato, la promulgazione della Statutaria nonostante la nostra vittoria al referendum. Onida, scrisse un parere, a proposito di abuso di parola, nel quale suggeriva a Soru una promulgazione extra ordinem, cioè, commentava allora Andrea Pubusa, una promulgazione che si discostava, e dunque era in violazione, di un percorso scandito minuziosamente dallo Statuto e dalle leggi ordinarie, che indicano anche le formule da usare. Ma per Onida moderatore, meglio Gessa, più attivo, creativo, frizzante, chimico, e che diamine!
E va bene, così gira il mondo. Ma la cosa più simpatica è la pratica gechiana (da geco, animale brutto e simpatico, divoratore di zanzare, specialista nello scalare le superfici viscide) del mio amico Mario Bruno, brava persona, miracolo della scienza perché ogni tanto lo fanno ripassare nel tritacarne e lui ne esce sempre intero (è caduto nell’acqua santa da piccolo, come Obelix). Questa volta gli hanno affidato il compito di rimediare alla clamorosa figuraccia e all’isolamento che Spis-Spis Fott- Fott, il nuovo aerosol in dotazione ai dirigenti sassaresi del Pd, aveva regalato a Silvio Lai. Ricorderete che Silvio si era infilato nella corrispondenza (e questo è anticostituzionale) tra me e Giuseppe Cucca. Si era messo in mezzo perché le molecole di Spis Spis Fott Fott lo avevano indotto a dire ai sardisti: “Ma che cosa volete? Di indipendenza non si parla, si parla di federalismo e quando lo diciamo noi”. Risultato: Pd isolato e costretto a inseguire la Lombardo che felicissima ha fissato le date per la discussione delle riforme, con il Pd che corre ansimante per ultimo a gridare: “Vengo anch’io”. Leggete cosa è costretto a dire il gechissimo Mario per rimediare alla figuraccia del suo segretario. E’ un capolavoro: cammina sull’olio e non scivola!
Infine, oggi, sull’Unione – che, ricordatelo sempre, non ama i sardisti e fatica ogni volta che deve citare il mio nome – il Pdl ci ricorda che non è indipendentista. Capirai! E chi ha mai pensato che lo fosse. Una cosa è certa:  il Pdl fa scelte dinamiche solo sotto stimolo. Al naturale, sta fermo.

36 Commenti

  • Riprendo l’argomento: quando se ne parlerà?

    http://www.consregsardegna.it/testoNews.asp?id=583

  • Bachisio Morittu

    Pierì, va bene per lunedì 12, ma ricordati anche di giovedì 8 luglio, sempre in federazione alle 18,30.
    E faghe a fizu ‘onu.
    Adiosu

  • Pietro Delussu

    Per Michele Podda, Bachisio Morittu, Oliviero, e tutti gli altri che fossero interessati, lunedì 12 alle 18.30, nei locali della Federazione di Cagliari, una riunione per rilanciare il Blog psdaz-cagliari.

    P.S. per Mmc. Sono contento che tu abbia scoperto che i sardisti di Cagliari esistono e che non mangiano i bambini.

    a Si biri sanus

  • Bachisio Morittu

    Va bene, a tutti quelli che possono e vogliono, giovedì 8 alle 18,30 sempre nei locali del Partito in Piazza Repubblica?
    A nos bidere, adiosu.

  • Ieri ho incontrato, presso la sede cittadina, il segretario della sezione PSdAz di Cagliari Giuseppe Atzeri ed altri iscritti.
    L’incontro, fortemente voluto da Bachisio, è servito per iniziare a conoscerci.
    Auspico, come bene ha detto Bachisio, altri momenti di dialogo e confronto fra iscritti e simpatizzanti, al fine della promozione della causa.
    Ringrazio i convenuti.
    Alla prossima.
    Marco.

  • Bachisio Morittu

    Penso che tutti i segretari delle sezioni di Cagliari, anche se siamo in luglio, debbano attivarsi per procurarsi la mozione indipendentista che si discuterà in consiglio regionale il 7 settembre e quindi promuovere incontri con iscritti e simpatizzanti per illustrarne il contenuto e promuovere discussioni,anche con la presenza fisica di almeno un consigliere regionale. Io lo propongo con la speranza che…… vengano aperti i cassetti!
    FORZA PARIS (Non sarebbe male che qualche volta partecipasse anche il segretario nazionale del Partito).
    Adiosu.

  • Ho sentito telefonicamente Bachisio Morittu e Giuseppe Atzeri, che incontrerò stasera a Cagliari alle 19.00 presso la sede PSdAz di p.zza Repubblica a Cagliari.
    Chi fosse interessato..

  • Marcello Simula

    @Michele Podda: grazie per l’invito,sono disponibilissimo a qualunque incontro fra persone che hanno voglia di FARE, anche perchè, come già ribadito su queste pagine, quando ho voglia di “onanismo mentale” (in realtà non ne ho mai voglia)*, scrivo da solo.Qui abbiamo solo da proporre azioni concrete, mirate al raggiungimento, almeno si spera, della nostra autodeterminazione come Nazione Sarda.Saluti ottimisti a tutti!!
    *onanismo mentale significa “pippe intellettuali”, ma sono sicuro che tu già lo sapevi!!!
    CIAO

  • Michele Podda

    Per dirla con Marcello Simula, capirei “NANISMO MENTALE” ma con “onanismo” mi perdo un po’.
    L’indipendenza, se si farà, la si farà sul campo, non sui blog o sui tavolini, dunque a 0 m. slm.
    Antonio caro (Gavo-i?), poiuttosto che le barriere di confine delle Associazioni varie, Chiesa, stampa ecc. forse si potrebbe guardare semplicemente alle SEZIONI PSDAZ, semplicemente, per cominciare.
    Siccome da qualche parte bisogna pur partire, forse Cagliari sarebbe la sede più opportuna, considerando numeri e incombenze (comunali).
    Vorrei rispondere all’invito di Bachisio Morittu e conoscere Mmc, e vorrei che ci fosse anche Marcello Simula e tutti coloro che ne hanno le scatole piene di parole, per valutare se ci sia anche qualcosa da fare.
    Poichè Bachisio ha proposto il suo cellulare, intendo chiamarlo.
    PARIS SEMPER.

  • @ Marcello,
    mi sembra che di ermetico-esoterico non ci sia proprio niente se leggi nell’ordine :
    i discorsi “asseati” dell’ex on. Pietro Soddu da Sassari….
    L’intervista sulla nuova di Silvio Lai
    La richiesta di Paolo per la mozione di Indipendenza ai partiti minori che non è stata firmata ne da PD ne da PIDIMENOELLE.
    La risposta di Diana sull’unione che dicesi contrario…(all’indipendenza)
    L'”inseguimento”dell’on. Bruno (del geco appunto) che dice che si può discutere di federalismo ancora…. Ma non di Stato Sardo!! … Ma si può discutere…
    Qualche colpo di blog di Sardegna Democratica(Blog del PD) dei vari Campus, Tanda etc,etc.
    Qualche colpo di blog di Beppe Grillo…

    Il tutto condiscilo con un po’ satira, solo un pizzico di sana ridanciana satira ed allora ,si capisce magicamente tutto!!
    Il barattolo ….. “ermetico”…Tac! Si apre … Magicamente.
    Poi , per carità,nessuna pretesa per niente e per nessuno! Basta che solo due o tre riescano a sorridere anche con qualche onanismo mentale (lo prendo in prestito!!). Chissà se anche questo tipo (di onanismo) fa perdere la vista!! Capperi, bisogna che rifletta!
    Ah … Per il narcisismo: non me lo posso permettere, ahimè, in tutti i sensi.
    Ti sei pentito prima, adesso altri tre atti di dolore e ripentiti
    …. Di avermi riletto…
    Purtroppo non ti posso assolvere.

    Ciao ed ermeticamente parlando (un blog è bello anche per questo..)…
    … Ci vediamo al rettilineo…..

    Luciano

  • Paolo caro,
    come al solito sui grandi temi di discussione, e questa volta possiamo dire davvero grandi, ottimi contributi e qualche, raro, esempio di onanismo mentale.
    Notevole l’intervento di Giacomo Meloni/CSS sui precedenti e attualità della Indipendenza-Mozione, merita tutte le valutazioni del caso e forse è utile che esca dal blog per diventare oggetto di pubblico dibattito.
    Operativamente concordo con Salvatore: di qui a Settembre ci aspetta un lavoro capillare di informazione in modo che si arrivi al momento della discussione ad avere tutta la Sardegna con gli occhi puntati sul lavoro del Consiglio Regionale. L’importanza della mozione va sdoganata attraverso le barriere di confine di associazioni di volontariato e culturali, industriali, sindacali, Chiesa, stampa, radio e televisione.
    Deve restare vivo oggetto di discussione per tutto il tempo che ci aspetta da qui a Settembre.

    Antonio Gavo

  • Marcello Simula

    Per Luca: mi paridi una pigara po su culu a mimme puru!

  • Marcello Simula

    Lucià, non avevo nessuna voglia di leggere con attenzione, ma adesso che l’ho fatto quasi quasi mi pento: a fare gli ermetici si rischia di essere incomprensibili, ma a parlare in codice ristretto si rischia di essere classificati fra quelli che “parlano tra di loro”. Io riesco a capire, ma gli altri? Tutto questo,oltre a metterci in mostra, serve a qualcosa? Per quanto mi riguarda, ho già scritto su questo sito che l’andare in vetrina con linguaggio intellettual-snobistico non serve a nulla, tanto più per il fatto che sarebbe un esercizio meramente sintattico difficilmente comprensibile ai più! Restiamo a 0 metri slm che così riusciamo a conquistare qualcuno, altrimenti è solo narcisismo. Non possiamo compiacerci di noi stessi se poi siamo da soli, no?

  • Bachisio Morittu

    Dici bene, Mmc, non ti conosco e quindi mi son basato su quanto scritto da una sigla, ma comunque non era mia intenzione offenderti. Se così hai interpretato quanto da me scritto te ne chiedo scusa e vediamo di costruire qualcosa. Incontriamoci se ritieni, anche con altri amici con i quali sto già dialogando. Vediamo di scambiarci le idee e le proposte per arrivare a concretizzare azioni condivise sulle cose e problemi del Partito. Dobbiamo assolutamente coinvolgere in tutto la Federazione ed essere da stimolo e sostegno per chi ne ha la responsabilità. Ti lascio il mio numero di telefono, se ritieni chiamami. Un contatto più diretto rende più brevi anche i tempi delle iniziative. Non volermene per prima.
    Adiosu e saludos meda.

    P.S. il mio numero telefonico è 3493526373.

  • Marianodiarborea

    Non sono ancora riuscito ha capire che modello economico vorreste attuare per la nostra Nazione
    Grazie e Forza Paris

  • Faccio i miei complimenti a PAOLO e a tutto il GRUPPO, che con un lavoro di squadra sono riusciti a portare in aula uno dei punti più importanti tra quelli sottoscritti con questa maggioranza.
    Facciamolo sapere alla gente, usiamo di più il mezzo di comunicazione più antico al mondo, la NOSTRA VOCE.

    Due cose sulla PROVINCIA DI CAGLIARI , abbiamo avuto un buon risultato, siamo passati dal 4,66% del 2005, al 6,35 nel 2010, considerato l’astensionismo , che è la Provincia che più ha subito l’uscita dei rossomori, che la FEDERAZIONE di CAGLIARI in meno di un anno è stata ricostruita su un deserto lasciato dai precedenti; è vero su CAGLIARI CITTA’ siamo carenti, infatti ci stiamo lavorando, naturalmente, se contribuisse anche chi parla e sparla senza poi dare nessun apporto alla causa, si riuscirebbe più facilmente. Ricordiamoci sempre FORZA PARIS non solo a parole .

  • Giancarlo Mameli

    Attobiusu in tott’ue.

    Condivido il pragmatismo di Salvatore, occorre comunicare.
    il problema che ha in questo momento il partito secondo me è proprio questo, comunicare l’azione politica.
    in attesa di strumenti più tecnologici,ritengo che un metodo efficace possa senz’altro essere quello de is zattobiusu”, incontri, o convegni all’ialian-sassone; da tenersi in tutti i territori in modo da propagandare lo storico risultato politico ottenuto dal PSd’Az.
    Coinvolgendo in questa serie di confronti anche persone che politicamente non sono a noi vicine, ma che intellettualmente possono essere dei validi interlocutori.
    Il problema n.2 del partito è anche il fatto che molti hanno perso il concetto di “azionismo”, imborghesendo il sistema dirigenziale.
    per realizzare il nostro sogno, dobbiamo metterci a lavorare tutti quanti,attivandoci per soperire alla carenza di mezzi di comunicazione.
    Di questo, io per primo,voglio parlarne coi dirigenti della federazione del Sulcis e vedere cosa si può fare, in modo che il 7 Settembre, non passi come una data,solo per gli adetti ai lavori.
    fortza paris

  • Salvatore C.

    le sedute in diretta dovrebbero essere disponibili nel sito del consiglio regionale (non ho avuto modo di verificare).
    dallo stesso sito riporto “25/06/2010

    La presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo esprime soddisfazione per la decisione unanime della conferenza dei capigruppo di avviare la stagione delle Riforme.
    “Dal 7 settembre – ha detto la presidente – in Consiglio si aprirà finalmente il confronto sulle riforme. E’ un momento determinante, non più rinviabile. L’Assemblea, senza distinzione di schieramento politico, è chiamata a costruire il futuro della Sardegna e a definire il nuovo ruolo da protagonista che deve avere nei processi di riforma che si stanno attuando a livello nazionale.
    Sono particolarmente soddisfatta – ha aggiunto la presidente – che dalla riunione di stamattina dei capigruppo sia emersa la precisa volontà, da parte di tutti i gruppi politici, di dare un nuovo, urgente impulso alle riforme per disegnare l’architettura istituzionale del nuovo “Sistema Sardegna” del futuro.”
    il 7 settembre tutti ad ascoltare i nostri eroi!

  • Per Bachisio Morittu: mi sono esposto (e non da ieri) mettendo la firma su diverse note, anche su questo sito, in forma critica o meno, partecipando a diverse riunioni fisiche con sedicenti organismi di partito, facendo proseliti e favorendo contatti…
    Mi sembra indoverosa la tua uscita indolente, priva di fondamento, emessa senza nemmeno conoscermi.
    Ringrazio Enea Dessì per il consiglio datomi, ma per coerenza non amo cambiare sigla di riferimento.
    Ero in attesa di conoscere strategia ed implementazione di una nuova sezione cittadina ma il responsabile designato ha nicchiato, non se ne è fatto nulla e sono state perse le tante persone contattate personalmente.
    Non posso che essere in sintonia con Zinnibiri che dice che a Cagliari ci vorrebbe un sindaco indipendentista.
    E’ necessario però muoversi per tempo per creare i presupposti per una piattaforma di consenso condiviso.
    Il 13% del PSd’Az a Nuoro è merito di Paolo; merito personale ed esclusivo.
    Nelle altre Province il risultato è perfettibile mentre a Cagliari è ancora tutto da fare.
    Ora lascio a Bachisio Morittu l’iniziativa per promuovere un incontro, visto che è sicuramente più esperto e scaltro di me.
    Attendo tue notizie sul sito.
    Saluti.

  • Bachisio Morittu

    Per la verità, caro Giacomo, De Mita definì i sardisti tutti “mezzo terroristi” e non soltanto il Presidente Melis. “La Sardegna ha un Presidente che fa parte di un Partito di “mezzo terroristi”. Bontà sua.

  • Suonate la sveglia alla Giunta visto e considerato che lo stato Italiano che ci deve una calasciata di soldi intenderebbe venderci beni appartenenti al demanio. Mi paridi una pigada po su culu, e bois atteros ite ‘nde pensadese?

  • Caro Compatriota,
    cavolo, stai volando molto alto!

    Sicuramente a più di un metro da terra (…E per nani e ballerine, nane pure loro, questo è un problema!!) con un’azione dissacratoria e stimolante che attizza il fuoco di un nuovo Sardismo che .. Dalle e dalle… Verrà capito,eh se verrà capito!! Credo che alla fine ci riusciranno anche i vari Lai,il nominativo “singolare” Campus, i vari Tanda, Bruno et All.et alia; se lasciassero da parte incazzitudini, apriorismi, noismi, cioè dicono sempre no a tutto quello che non passa nel “plasma” della loro ragione, eliminassero qualche avanzo di segreteria fighettaro e disilluso che continua a trincerarsi nell’anonimato di federalismi inesistenti; staccassero la corrente ai ripetitori TIPOBADDEURBARAORTOBENE che continuano a tirarsela perchè “partiamo da un grande successo di popolo del 16,50% o giù di lì del 30 % dei votanti”!! E che caso!!

    Bel colpo,emozionante,complimenti!!

    Chiaramente la nuova Pravda e l’Union jackal si sono molto limitate a dirlo,per carità, sottovoce !!!
    Tra un colpo di cannone a salve ancora mesto residuo della festa della Repubblica Unita e un concerto rave con seicentomila watt di potenza !!Sai la cronaca,molto più importanti questi ultimi,Dio mio!Assordanti più che altro le dichiarazioni dei big dei Partitoni che sottolineano la loro contrarietà per l’indipendenza da una parte,quasi una minaccia a mano armata,e dall’altra l’”inseguimento” ,del geco appunto,(..Che pure è un animaletto innocuo ,ma brutto come la fame …E fa tenerezza ,a volte,perché viene sempre schiacciato ritenendolo,a torto, Velenoso!! O no?).
    Con un sacco di se e ma ,si ripete la storiella dell’inciucioinutilfederale.Dramma referendario!
    Chissà se il PIDIELLE è uguale al PIDIMENOELLE :del resto uno ha solo un MENOINPIU’…Quindi,chiamiamo BEPPE GRILLO e chiediamoglielo.
    Ma tra il serio ed il faceto,posso lanciare una proposta ? Prima della Grande kermesse di settembre perché non organizzare un convegno duegiorni sull’indipendenza dei popoli invitando Corsi,Baschi,Maltesi,NSP e Scozzesi con Sean Connery? Secondo me con lui ci tiriamo dietro anche i due Ilvio ,senior e junior:Il primo perché, figurati se si perde una vetrina così ed il secondo perché metti che lo voglia conoscere per mostrargli i colpi di lampada (..Solare).Magari folgorazione!!?
    Scherzo non molto molto ,comunque!!
    Beh chiudo perché troppo prolisso e forse ti ho stancato,caro compatriota,non prima però di averti rifilato tre,si almeno tre, post scriptum.

    Primo P.S.
    Meglio un Cazzuto Charlie che un Farinelli della politica.
    Col primo si può parlare ,anche se molto pericoloso e ti può anche sparare!!
    Col secondo anche se stonato si ascolta e si finge e lo si lascia cantare…Cantare…Cantare…
    Voglio tornare accasa!!Ma la casa dov’è?Voglio tornare accasa!!..Ma la casa dov’è,dov’è?
    Secondo P.S.
    Attenzione ,attenzione,un sacco di nani,ballerine ominicchi e quaquaraquà stanno risalendo la china dell’”incipiente indipendentismo”.
    Attenzione a questi che vogliono fare un Stato Sardo scimmiottando l’attuale Stato Italico!
    Mamma Mia !!!
    Terzo (ed ultimo) P.S.
    Secondo me ad avermi esortato a chiamarti Patriota ti beccherai almeno altri tre o quattro intercettatori e nell’ordine :un colonnello in pre congedo permanente effettivo ,un capitanmaggiore,il sergente forestale già interceptor fuit,e due caporali velociraptormobile con l’obbligo della linea fissa.Amemi zaccheranno solo due caporalmaggiore….Ubi Major….
    Non volermene. Forza…Tottus…Paris …Un abbraccio Luciano

  • Chi è già arrivato prima di noi.
    Altri popoli hanno intrapreso questa strada con successo conquistando l’indipendenza in modo democratico:
    A) REGNO di NORVEGIA ( indipendente dal 1905 dalla Svezia)
    B) REPUBBLICA di FINLANDIA ( indipendente dalla Russia dal 6 dicembre
    1917 (dichiarata),4 gennaio 1918 (riconosciuta))
    C) REPUBBLICA d’ IRLANDA ( indipendente dal 6 dicembre 1921 dal Regno
    Unito)
    D) REPUBBLICA d’ ISLANDA ( indipendente dal 17 giugno 1944 dalla
    Danimarca)
    E) REPUBBLICA di LITUANIA ( indipendente dall’URSS da 11 marzo 1990
    con Referendum)
    F) REPUBBLICA di LETTONIA ( indipendente dall’URSS dal 4 maggio 1990
    (dichiarata), da 6 settembre 1991 riconosciuta)
    G) REPUBBLICA di CROAZIA ( indipendente dalla Jugoslavia dal 25 giugno
    1991)
    H) REPUBBLICA SLOVENA ( indipendente dalla Jugoslavia dal 25 giugno
    1991 (dichiarata), riconosciuta il 15 gennaio 1992 )
    I) REPUBBLICA di ESTONIA ( indipendente dall’URSS dal 20 agosto 1991
    con referendum)
    J) REPUBBLICA SLOVACCA ( indipendente dal 1° gennaio 1993 )
    K) REPUBBLICA CECA ( indipendente da 28 gennaio 1993 (separazione
    della Slovacchia) con rivoluzione di velluto)
    L) N) REPUBBLICA di MONTENEGRO ( indipendente da Serbia e
    Montenegro dal 3 giugno 2006 con referendum)
    P.S. Dal 1905 al 2006 ben 12 popoli hanno ottenuto la autodeterminazione.
    12 Stati nuovi che derivano dalla “ frammentazione “ di Stati plurinazionali!!!
    Sono Popoli che hanno finalmente hanno creato, costruito, realizzato il proprio Stato.

  • L’indipendenza non è un sogno, bensì un percorso reale e realizzabile.
    Se noi sardi ci convincessimo della giustezza di questo assunto,non staremo a perdere tempo a dividerci,ma saremo impegnati ogni giorno a costruire la nostra Patria Sardegna.
    Dico questo partendo dalla mia esperienza personale e da quella di Segretario Nazionale della Confederazione Sindacale Sarda,da molti accusata di non avere un Progetto per la Sardegna.
    Ho già respinto al mittente questa accusa,dovuta in gran parte alla conoscenza incompleta degli atti della mia Organizzazione,documenti disponibili in qualsiasi momento nel sito della CSS, dove sono presenti le relazioni ai cinque Congressi
    Nazionali,tenutisi a partire da quello costituente del 1985 all’ultimo VI Congresso Nazionale dell’11 maggio 2008.
    Sono estremamente soddisfatto della decisione del Consiglio Regionale della Sardegna di mettere all’Ordine del Giorno dei Lavori del Consiglio del 7 settembre 2010 la Mozione del PSD’AZ sulla
    INDIPENDENZA DELLA SARDEGNA.
    Aspetto con commozione quel giorno e vorrò essere presente nelle tribune del Consiglio Regionale per seguire con attenzione il dibattito e vedere in faccia ogni singolo consigliere, che con le espressioni del viso,con i cenni , con gli interventi e con il voto finale daranno avvio al processo di indipendenza della nostra isola.
    Noi della CSS siamo per la sovranità della Nazione Sarda, che ha un territorio ben delimitato, una propria storia millenaria, una propria cultura, una propria lingua nelle sue varianti, un popolo distinto, i cui elementi identitari sono inconfondibili.
    Siamo per una sovranità statuale all’interno dell’Europa, dove già convivono in pace molti popoli e nazioni.
    Non è assolutamente vero che si parte da zero,se si tiene conto dell’elaborazione anche teorica di Tuveri, Asproni , del nostro grande Antonio Simon Mossa, di Bellieni e di altri.
    Ma anche nella ormai sessantennale esperienza autonomista ci sono segni non solo di attenzione e richiami a maggiore incisività di questa fase storica,ma vi sono stati e vi sono donne,uomini politici , rappresentanti delle Istituzioni democratiche e della società civile che hanno tracciato la strada verso l’indipendenza,magari semplicemente non ostacolandola o non combattendola come fenomeno separatista e “terrorista “.
    Mi vengono in mente i commenti sulla presenza all’Assemblea Costituente della CSS dell’allora Presidente della Regione on. Mario Melis.
    Si mossero tutti con commenti ed interventi infuocati sui giornali ed alla televisione e Mario Melis, fu definito “mezzo terrorista” dall’on. Ciriaco De Mita,Segretario della DC -Partito di Maggioranza relativa.
    Intervenne lo stesso on. Giovanni Spadolini,Presidente del Consiglio dei Ministri per stigmatizzare la presenza inopportuna del Presidente della Regione Sarda alla nascita di un Sindacato etnico. Come non posso dimenticare le critiche violente di Giorgio Benvenuto,Segretario Naz .le della UIL che- preoccupato che i quadri sardisti della sua UIL potessero aderire in massa alla CSS- bollò il sindacato etnico sardo come un Sindacato che attentava all’unità sindacale e alla stessa unità nazionale Ricordo queste cose perché-a mio avviso-non è possibile parlare di Indipendenza della Sardegna,lasciando fuori dalla discussione la necessità del riconoscimento della CSS come Sindacato maggiormente rappresentativo dei lavoratori dell’Isola e come Sindacato della Nazione Sarda.
    Ricordo che,quando venne in visita ufficiale a Cagliari il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,fui ricevuto in Prefettura a colloquio privato insieme agli altri Segretari Sindacali Regionali. Tutti si stupirono di questa eccezione ed il Presidente Ciampi mi ascoltò per un tempo pari agli altri Segretari . Alle mie osservazioni e richieste di aiuto perchè la CSS non fosse più discriminata e venisse riconosciuta alla pari delle altre Confederazioni in Sardegna,-tenete conto che il Segretario Generale della CSS era privo di permessi sindacali ed allora si trovava trasferito d’autorità per ragioni di lavoro ad Oristano,il Presidente Ciampi mi rispose che era abbastanza singolare che rivolgessi a Lui questa istanza,sembrandogli più valido il ricorso al Consiglio Regionale e alle forze politiche sarde ,godendo la Sardegna di Autonomia Speciale.
    Da allora, nonostante i ripetuti solleciti,le forze politiche sarde hanno ignorato la richiesta della CSS ed il Consiglio Regionale non ha mai discusso alcuna mozione sulla CSS ;al contrario di ciò che è avvenuto in Valle d’Aosta dove il Sindacato Valdostano – il SAVT –ha avuto il riconoscimento come Sindacato maggiormente rappresentativo il Valle d’Aosta con una mozione votata a larghissima maggioranza dal Consiglio Regionale.
    Al danno, la beffa.
    La CSS, che in Commissione aveva proposto ed ottenuto che nella Legge costitutiva del CREL, ci fossero previsti due posti per la rappresentanza del Terzo Settore, si è vista negare la presenza in questo importante Organismo consultivo sia dalla Giunta Masala,sia dalla Giunta Soru ed ora dalla Giunta Cappellacci,nonostante nel CREL ci siano ben dieci posti a disposizione delle Organizzazioni Sindacali.Ma alle proteste mie e della mia Organizzazione, è stato risposto che si sono applicati rigidamente i criteri di rappresentanza stabiliti dalla legge. Come dire che chi è più forte nei numeri può negare il diritto di esserci e di esprimersi ad un sindacato tutto sardo ancora piccolo e povero di risorse finanziarie ed estremamente svantaggiato nella sua possibilità di crescita.
    La stessa battaglia vinta,portata avanti dalla CSS in prima persona e da tutte le Confederazioni Autonome per il ripristino del contributo alle OO.SS – contributo azzerato,lo ricordiamo, dal Presidente Soru che se ne faceva vanto- detto contributo per il 2009 per effetto proprio dei criteri di maggiore rappresentanza numerica e diffusione di sedi nel territorio,su 800 mila euro in bilancio,ha visto la CISL Sarda beneficiaria del 50 % dell’intero contributo in quanto ha in assoluto più iscritti in Sardegna e possiede ben 156 sedi.
    La CSS nella ripartizione ha avuto 29 mila euro perché non potrà competere mai con le Confederazioni maggiori,che tra l’altro godono di forti rimesse dalle loro Sedi Centrali Nazionali.
    Mi chiedo se non sia giusto introdurre un correttivo nel Regolamento,in modo che il contributo sia sempre in rapporto alla maggiore rappresentatività numerica e organizzativa in Sardegna,ma sia diminuito proporzionalmente sulla base dei contributi provenienti dalle Sedi Nazionali;altrimenti un Sindacato come la CSS che è tutto sardo dalla testa ai piedi e che vive solo dei contributi dei propri iscritti nella sola isola, non potrà mai avere un contributo congruo che lo faccia crescere. Se poi si considera che dal 2010 la CGIL,che si era autosospesa dal contributo regionale,rientrerà in campo,queste 800 mila euro poste in bilancio fino al 2013,andranno tutte ripartite a favore e solo di CGIL/CISL/UIL.
    Direte cosa c’entra tutto questo con l’INDIPENDENZA della Sardegna ?
    C’entra moltissimo. Come c’entra avere un Teatro della Nazione Sarda, come vi è a Barcellona per tutta la cultura e lingua catalana.
    C’entra moltissimo come c’entra avere l’insegnamento obbligatorio della lingua sarda nelle Scuole e nelle Università Sarde,a partire dall’insegnamento nelle scuole materne della lingua parlata nel proprio paese.
    C’entra moltissimo come c’entra avere un trasporto locale e le Ferrovie sarde.
    C’entra moltissimo come c’entra avere la Zona franca nei porti e aeroporti sardi.
    C’entra moltissimo come c’entra avere una continuità territoriale navale e aerea senza il monopolio del disastro della Tirrenia Navigazione con una sana concorrenza di pluri vettori navali e aerei.
    C’entra moltissimo come c’entra avere una autonomia energetica derivata soprattutto da fonti pulite e rinnovabili e non solo da petrolio e gas (quando sarà operativo il gasdotto) e comunque sempre sotto il controllo diretto della cabina di regia regionale.
    A chi come l’on. Macciotta, già sottosegretario al Ministero dell’Economia,ci ricorda che la Sardegna non è autosufficiente nell’entrate e lo sarebbe ancor meno con il Federalismo Fiscale e con l’Indipendenza,voglio ricordare che agli atti del Consiglio regionale c’è una relazione di un professore dell’Università di Trento,che,in occasione dei 50 anni dello Statuto Sardo,ebbe ad affermare che la Sardegna, se potesse trattenere nelle proprie casse il volume di tasse che versa allo Stato Centrale, avrebbe un deficit di 3 miliardi delle vecchie lire,esattamente i 1.500 milioni di euro
    che la Sardegna rivendica allo Stato come dovuti e ancora non resi disponibili in quanto soggetti anch’essi al grande “ imbroglio “ del Patto di Stabilità che per il SUD e per le isole,insieme alla distrazione dei Fondi FAS, sono i due capi al collo che strozzano la nostra economia ed impediscono ai sardi di volare nei cieli liberi dell’EUROPA,lasciandosi dietro la zavorra degli Stati ottocenteschi,perché anche noi sardi dobbiamo imparare sempre di più a parlare di popoli e nazioni numerosi e diversi che possono e devono convivere pacificamente nella grande Europa e nel Mondo.

    Cagliari, 27/06/2010

    Giacomo Meloni
    Segretario Generale Naz. le della CSS.

  • Per Pintore: credo che Macciotta si riferisse alla Sardegna allo stadio attuale inserita in un contesto di economia globale. E’ chiaro che prima di una ipotetica indipendenza serve il passaggio (in cui molti di noi Nazionalisti si riconoscono) del “sovranismo”. Costruire per gradi la sovranità (e quindi un’economia che sappia starci in quel contesto globale). Perché l’autarchia ovviamente rimane un mito del fascismo…Ma il “sovranismo” è il tabù a cui ancora molti indipendentisti non vogliono guardare…perché altrimenti non saprebbero più cosa inventarsi per dividersi….

  • A Cagliari ci vuole un Sindaco Indipendentista.
    Fatevi avanti

  • Gian Paolo Marras

    Credo che dovremo ottenere la diretta tv di tutti i dibattiti di quella settimana, in alternativa bisognerebbe collegare delle web cam all’interno dell’aula collegate a questo sito per avere la possibilita di seguire i lavori in diretta, altrimenti le notizie verranno filtrate, minimizzate e rese confuse dalla stampa

  • Enea Dessì

    Per MMC. Scusa c’è la fed PSD’Az di CA dove so che l’ex CR G. Atzeri è molto attivo. Perchè non prepari un piano di lavoro e lo sottoponi all’attenzione di qualche sezione? O se no, se non trovi referenti nel PSD’AZ, prova con quelli di IRS, io nel Sulcis mi sono trovato bene. So che molti lettori di questo sito non trovano giusto che sia così ma per me l’impegno per costruire l’indipendenza(quando non si perseguono carriere) vale con gli uni come con gli altri. Da quello che ho capito da altri tuoi post vorresti costituire un terzo polo per le comunali a CA ma questo dipende molto dai numeri e dagli equilibri in campo regionale. Intanto impegnati per convincere le persone ad abbracciare la causa e questo è un lavoro quotidiano che puoi fare in tutte le situazioni.

  • Bachisio Morittu

    Per Mmc, ma possibile che tu sia così prezioso? Sicuramente non lo sei, ma vuoi apparire l’unto del Signore. E pone sos pes in terra una bona orta. Materializzati e proponi qualcosa di concreto. E vediamo se si può lavorare.

  • Cazzo, come mi piacerebbe poter partecipare attivamente alla realizzazione del sogno e lavorare su Cagliari!
    Purtroppo però nessuno mi si fila!
    Ammesso che esista un qualcuno sulla piazza!

  • Di certo la propaganda negativa fatta dai nostri quotidiani sardi non giova minimamente a una presa di coscenza da parte dei molti che hanno i paraocchi e preferiscono non sentire o fare finta di niente su quanto accade alla sardegna. Bisogna controbattere con forza in modo da distogliere l ignoranza delle persone che non vogliono vedere la realta delle cose; Il tempo e poco e bisogna sfruttarlo bene in modo che tutti capiscano come uscire fuori da questa crisi che resta soprattutto nostra..

  • Salvatore C.

    Dopo aver letto i commenti precedenti, ripropongo qui con maggiore forza e convinzione il mio commento all’articolo precedente.
    Alla luce delle ultimissime novità ho voluto rileggere con attenzione la mozione sull’indipendenza (nel sito del consiglio regionale, è la n.6).
    Ancora una volta sono rimasto colpito dalla forza che emana dalle affermazioni espresse in modo così sintetico e chiaro: ci sono tutte le premesse per una rivoluzione, nel senso di voler rivoluzionare il rapporto stato regione che finora ha caratterizzato quanto dall’alto ci è stato imposto, direttamente o attraverso i vassalli locali.
    La sua lettura ha l’effetto iniziale di interessare, poi di colpire, poi di stupire, in un crescendo di emozione che alla fine esplode in un entusiasmo irrefrenabile.
    Subito dopo però arriva lo sconforto: riusciranno i nostri eroi a raggiungere la meta, o quanto meno a convincere anche altri, non dico gli altri, a provare a tracciare un percorso per poi percorrerlo insieme?
    Una speranza ce la da il commento di Franco Sabatini, al quale va riconosciuto il merito ed il coraggio di essersi schierato apertamente: avrà la forza di andare avanti contro i suoi compagni di partito e di schieramento?
    Non possiamo che augurarcelo, anche perché leggo nel suo intervento una ferma volontà di battersi per la sua Ogliastra, riprendendo così coscienza e consapevolezza dell’impegno che egli stesso ha preso nei confronti dei suoi elettori.
    Un’ultima considerazione.
    La mozione sull’indipendenza è così bella, così semplice, così chiara che merita di essere porta a conoscenza del popolo sardo: di qui a settembre si dovrebbe organizzare una campagna di informazione capillare in modo che si arrivi al momento della discussione ad avere tutta la Sardegna con gli occhi puntati sui lavori del consiglio regionale.
    Dobbiamo fare come i pescatori, che prima di gettare la lenza preparano la zona con il brumeggio, ed arrivare al giorno fatidico con tutta la Sardegna che trattiene il fiato aspettando le decisioni dell’aula.
    L’informazione di quanto accade in consiglio regionale mi sembra molto importante, soprattutto perché tutti i consiglieri, di qualsiasi gruppo, devono sentire la responsabilità delle loro azioni di fronte ai propri elettori, che potranno giudicarli non alla fine della legislatura, come sempre accade, ma in corso d’opera, davanti ad un problema che è ormai sulla bocca di tutti: non ne possiamo più delle imposizione e delle angherie dello stato e dei suoi enti, eni in prima fila.
    Sempre di più Forza Paris

  • Caro Paolo,
    a proposito del professor Onida, pochi conoscono o ricordano come egli convinse Mario Melis a mettere da parte la proposta di Statuto che il Psd’az elaborò nel 1987/1988. Una proposta avanzata, per l’epoca, in cui si parlava di nazione sarda. Scrisse Onida (31 marzo ’88): “Il concetto di”nazione sarda” sul piano giuridico non sembra chiaro, posto che esso viene definito con riguardo a elementi eterogenei come il popolo sardo, il territorio, la lingua e la cultura”. C’era anche di peggio nelle sue nove cartelle di parere, fatto sta che di quello statuto non si parlò più. Come dici bene, quando la politica pensa di doversi affidare ai professori per assumere decisioni, vuol dire che c’è qualcosa che non va.
    Ricordo anche alcuni titoli di giornale di quei giorni, di dileggio della proposta: “Oltre lo stato unitario senza progetto” di Costantino Cossu, “Qualche potere pronto per l’uso” di Fulvio Dettori; “Storia di una terra felice e inesistente” di Antonello Mattone, “Nel lucido cilindro un vecchio coniglio” di Angelo De Murtas e persino “Lo statuto è vecchio. E le idee?” di quel Guido Melis che ieri a Sassari ha, come è noto, ha benedetto gli astanti con idee vecchie già nel 1988.
    Ma, a parte questo, ho la sensazione che la politica e la cultura politica in Sardegna e in Italia siano nelle condizioni dei marines negli acquitrini del Mekong; invece di muoversi con calma per uscirne, si dibattevano freneticamente affondando, così, sempre di più. La retorica unitarista non tiene più (solo il 46 per cento degli intervistati da Mannheimer si riconosce cittadino italiano), le regioni in blocco si fanno antistato, persino il pallone come collante di “sentimento nazionale” non tiene più. Ma la liquidificazione dello stato unitario (senza perestroika e glasnost, anzi), pur non essendo così alle viste, non ci trova preparati. E potrebbe capitarci quel che capitò agli indipendentisti di Queimada. Troppe e troppo inutili divisioni fra – mi dicesti un secolo fa in un’intervista – chi si schiera con questo o quel principe alla Corte di Madrid e, ancora peggio, fra chi non ha principi di riferimento.
    Spero proprio che la discussione sulla mozione sardista serva a tracciare per terra un bel segno al di qua e al di là del quale si schierino, anche se si vuole, indipendentisti e antindipendentisti, ma soprattutto sovranisti da una parte e dall’altra chi ha terrore della sovranità. Considerando – come la Nuova di oggi mette in bocca a un partecipante a quel seminario sassarese – che “numeri alla mano, la Sardegna da sola non ce la può fare”. Che scempiaggine. Quasi che gli Stati uniti da soli ce la potessero fare.

  • Enea Dessì

    Il PDL non è indipendentista e infatti ha perso il 50% dei voti. Il PD è federalista-confusista e ha perso il 30% dei voti. Andiamo avanti così che ne vedremo delle belle. Il 7 settembre non tarderà ad arrivare, propongo che i referenti PSD’Az, rossomori e IRS nei consigli comunali in quel mese si facciano promotori di iniziative per far discutere le comunità di indipendenza e sovranità. Dobbiamo conquistare gli astensionisti e molti di quelli che votano col naso tappato.

  • E’ interessante la posizione tenuta al convegno sassarese da Giorgio Macciotta, che sostanzialmente, e numeri alla mano, dice che oggi la Sardegna da indipendente non ce la può fare…Ogni tanto c’è qualcuno che scopre l’acqua calda. Deve aver sbagliato convegno: a me pareva di aver capito che si stava abbozzando il discorso della sovranità proprio per potenziare strutturalmente la Sardegna e la sua economia. Perché se stiamo tutti così bene, allora perché diavolo dovremmo parlare di indipendenza e fare dei convegni sulla riforma statutaria? Il mondo è bello perché è vario.

  • bachisio morittu

    Non posso non complimentarmi per l’ottimo risultato raggiunto.Paolo,complimenti e una calorosa stretta di mano.Adesso in aula,dove certamente ci saranno giochi e giochini per vanificare tutto,ma questo lo sai e lo sapete e saprete come fare.Certo che sarebbe interessante registrare le reazioni ad un ordine del giorno,alla fine della discussione,che preveda anche un referendum consultivo di iniziativa consiliare da proporre alla gente di Sardegna sull’indipendenza………….E allora vorrò vedere non solo chi sta all’interno dell’aula,ma anche quanti all’esterno si dichiarano FOLGORATI sulla strada di ……….Damasco.Sono convinto che questo fatto contribuirà a chiarire e a far scoprire le carte di ciascuno,perché non é più tempo di inganni né finzioni.Tando,bene meda e Forza Paris.A cabidanni si podet iscriere su cominzu de unu tempus nou po sa Sardigna e sos sardos tottu.Tempus ‘isadu una vida.

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