Sessanta consiglieri regionali: adesso il problema è la legge elettorale e il conflitto di interessi

22 gennaio 2013 21:413 commentiViews: 404

Dopo mesi dormienti, il Parlamento italiano ha approvato la legge di riduzione del numero dei consiglieri regionali a sessanta.
Immediatamente in Consiglio regionale si è avvertita la necessità di rimettere mano alla legge elettorale. Non so che cosa ne verrà fuori. Non so che cosa sarà salvato dell’importante lavoro fatto per fare una legge elettorale organica e completa. Trovate i testi  qui (elettorale statutaria) e qui (elettorale procedimentale).
La fretta può portare a decapitare la legge della prima parte (organi e equilibrio dei poteri) e dell’ultima (incompatibilità e conflitto di interessi). Per cui, siccome nei prossimi giorni è possibile che si faccia una legge solo di protezione dei numeri ma non di riequilibrio dei poteri e del conflitto di interessi, riporto qui sotto il lavoro egregio che proprio in tema di incompatibilità/ineleggibilità e di conflitto di interessi la mia Commissione  ha fatto . Lo faccio perché ne resti memoria: in Italia non è stata scritta ancora un legge così completa nel definire i rapporti tra i ricchi e il potere politico. Noi lo abbiamo fatto.

Capo III

Ineleggibilità e incompatibilità

Art. 38

Ineleggibilità alla carica

di Presidente della Regione

1. Non possono essere eletti Presidente della Regione:

a) il Presidente del Consiglio dei ministri, i ministri, i vice-ministri e i sottosegretari di Stato;

b) i dirigenti generali dello Stato e i responsabili delle strutture di vertice dell’Amministrazione regionale, i direttori generali di agenzie dello Stato e della Regione;

c) i presidenti e i direttori generali di enti, istituti, consorzi, aziende regionali e i commissari nominati in loro vece;

d) i presidenti, gli amministratori delegati, i direttori generali e i rappresentanti legali di società controllate dalla Regione;

e) i presidenti, gli amministratori, i legali rappresentanti di società, enti, istituti anche di credito, aziende la cui nomina o designazione sia di competenza della Regione o di enti regionali;

f) i dirigenti e gli ufficiali generali delle forze di polizia; i dirigenti e gli ufficiali superiori delle forze di polizia che operano in Sardegna;

g) i prefetti della Repubblica che operano in Sardegna;

h) gli ufficiali generali delle forze armate che operano in Sardegna;

i) i magistrati addetti alle corti di appello, ai tribunali ed al Tribunale amministrativo regionale con competenza sulla Sardegna;

l) i presidenti, gli amministratori, i direttori generali e i rappresentanti legali di imprese o società con un volume d’affari annuo superiore a cinque milioni di euro calcolato sulla media degli ultimi tre bilanci approvati.

 

2. Le cause di ineleggibilità previste dal comma 1 non hanno effetto se l’interessato cessa dalle funzioni per dimissioni, trasferimento, revoca dell’incarico o del comando, collocamento in aspettativa, non oltre centottanta giorni prima della data di scadenza della legislatura regionale, intendendosi per tale, il termine di cinque anni dalla data delle ultime elezioni.

 

3. In caso di cessazione anticipata della legislatura, che intervenga prima dei centottanta giorni antecedenti la scadenza naturale, le cause di ineleggibilità non hanno effetto se le funzioni siano cessate entro i sette giorni successivi alla data del provvedimento di scioglimento del Consiglio regionale.

 

4. La pubblica amministrazione adotta i provvedimenti di cui al comma 2 entro cinque giorni dalla richiesta. Ove l’amministrazione non provveda, la domanda di dimissioni o aspettativa, accompagnata dalla effettiva cessazione delle funzioni, ha effetto dal quinto giorno successivo alla presentazione.

 

5. La cessazione delle funzioni comporta la effettiva astensione da ogni atto inerente all’ufficio rivestito.

Art. 39

Ineleggibilità alla carica di consigliere regionale

 

1. Non possono essere eletti consiglieri regionali:

a) il Presidente del Consiglio dei ministri, i ministri, i vice-ministri e i sottosegretari di Stato;

b) i presidenti delle province e i sindaci dei comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore ai quindicimila abitanti;

c) i dirigenti generali dello Stato e i responsabili delle strutture di vertice dell’Amministrazione regionale, i direttori generali di agenzie dello Stato e della Regione;

d) i presidenti e i direttori generali di enti, istituti, consorzi, aziende regionali e i commissari nominati in loro vece;

e) i presidenti, gli amministratori delegati, i direttori generali e i rappresentanti legali di società controllate dalla Regione;

f) i presidenti, gli amministratori, i legali rappresentanti di società, enti, istituti anche di credito, aziende la cui nomina o designazione sia di competenza della Regione o di enti regionali;

g) i dirigenti e gli ufficiali generali delle forze di polizia; i dirigenti e gli ufficiali superiori delle forze di polizia che operano in Sardegna; i dirigenti, i funzionari e gli ufficiali delle forze di polizia nei collegi elettorali nei quali sia ricompreso in tutto o in parte il territorio di competenza;

h) i prefetti della Repubblica e i vice prefetti che operano in Sardegna;

i) gli ufficiali generali delle forze armate che operano in Sardegna;

l) i magistrati addetti alle corti di appello, ai tribunali ed al Tribunale amministrativo regionale con competenza sulla Sardegna; i magistrati delle sezioni e dell’ufficio del Pubblico ministero della Corte dei conti con competenza sulla Sardegna; i magistrati onorari nei collegi elettorali nei quali sia ricompresa in tutto o in parte la giurisdizione di competenza;

m) i direttori generali, i direttori amministrativi e i direttori sanitari delle aziende sanitarie nei collegi elettorali nei quali sia ricompreso in tutto o in parte il territorio dell’azienda presso la quale esercitano le loro funzioni; per le aziende ospedaliere e ospedaliere universitarie, nei collegi elettorali in cui ha sede legale l’azienda; i commissari nominati in loro vece.

 

2. Le cause di ineleggibilità di cui al comma 1, non hanno effetto se l’interessato cessa dalle funzioni per dimissioni, trasferimento, revoca dell’incarico o del comando, collocamento in aspettativa almeno centottanta giorni prima della data di scadenza della legislatura regionale, intendendosi per tale, il termine di cinque anni dalla data delle ultime elezioni.

 

3. In caso di cessazione anticipata della legislatura, che intervenga prima dei centottanta giorni antecedenti la scadenza naturale, le cause di ineleggibilità non hanno effetto se le funzioni siano cessate entro i sette giorni successivi alla data del provvedimento di scioglimento del Consiglio regionale.

 

4. Si applicano i commi 4 e 5 dell’articolo 38.

 

 Art. 40

Incompatibilità con la carica di Presidente della Regione e di assessore regionale

 

1. In attuazione dell’articolo 39 dello Statuto speciale per la Sardegna, la carica di Presidente della Regione e di assessore regionale è incompatibile con:

a) ogni ufficio o carica pubblica, ivi compresa quella di amministratore locale ai sensi del comma 2 dell’articolo 77 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali);

b) cariche, uffici o funzioni comunque denominate in enti, istituti, aziende, agenzie, consorzi e società a partecipazione pubblica;

c) cariche, uffici o funzioni comunque denominate in società aventi fini di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale;

d) attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di cui al comma 1, di qualsiasi natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati; cariche, uffici, altre funzioni comunque denominate o attività di gestione in associazioni o società tra professionisti;

e) qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico;

f) qualsiasi tipo di impiego o lavoro privato.

 

2. Gli incarichi e le funzioni indicati al comma 1 cessano dalla data del giuramento; da essi non può derivare, per tutta la durata della carica, alcuna forma di retribuzione e proventi, fatta eccezione per quelli derivanti da prestazioni svolte prima dell’assunzione della carica, o di vantaggio per il titolare.

 

3. In caso di incompatibilità sopravvenuta l’assessore ha dieci giorni di tempo per cessare dagli incarichi e dalle funzioni incompatibili a pena di decadenza dalla carica.

 

4. Il Presidente della Regione comunica immediatamente al Presidente del Consiglio regionale l’avvenuta decadenza; successivamente riferisce ai sensi dell’articolo 13, comma 3.

 

5. Costituisce condizione di incompatibilità con la carica di assessore regionale la causa di ineleggibilità prevista dall’articolo 42; l’interessato trasferisce i propri diritti o stipula il negozio fiduciario di cui all’articolo 43, entro i trenta giorni successivi alla data del giuramento.

 

6. Il Presidente della Regione vigila sull’osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo.

 

Art. 41

Incompatibilità con la carica di consigliere regionale

 

1. Non possono rivestire la carica di consigliere regionale:

a) gli assessori di province, i sindaci e gli assessori dei comuni al di sopra dei diecimila abitanti;

b) i componenti le commissioni tributarie, i giudici di pace e i giudici onorari che esercitino le loro funzioni in Sardegna;

c) coloro che esercitano il patrocinio professionale o prestano assistenza o consulenza, in qualsiasi forma, a imprese, enti ed associazioni nei loro rapporti contrattuali o precontrattuali con la Regione o con enti regionali;

d) coloro che hanno lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con la Regione o con enti, istituti, agenzie, consorzi o aziende regionali; la pendenza di una lite in materia tributaria non determina incompatibilità;

e) coloro che, per fatti compiuti allorché erano amministratori o impiegati della Regione, o componenti degli organi di amministrazione o controllo o dipendenti di ente, istituto, agenzia, azienda, consorzio regionale o società a partecipazione regionale, sono stati, con sentenza passata in giudicato, dichiarati responsabili verso la Regione o verso l’ente, l’istituto, l’agenzia, l’azienda, il consorzio regionale o la società a partecipazione regionale e non hanno ancora estinto il debito;

f) coloro che, avendo un debito liquido ed esigibile verso la Regione ovvero verso ente, istituto, azienda, agenzia, consorzio regionale o società a partecipazione regionale, sono stati legalmente messi in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbiano ricevuto invano notificazione della cartella di pagamento da parte del concessionario della riscossione;

g) coloro che non hanno reso il conto finanziario o di amministrazione di una gestione riguardante la Regione o ente, istituto, agenzia, azienda, consorzio regionale o società a partecipazione regionale;

h) coloro che detengono direttamente o indirettamente la titolarità o il controllo, i presidenti, gli amministratori, i direttori generali e i rappresentanti legali di imprese o società che risultino vincolate direttamente o indirettamente, con la Regione o con enti, istituti, agenzie, aziende o consorzi regionali per contratti di lavori, servizi e forniture.

 

2. Le ipotesi di cui alle lettere d) e g) del comma 1 non si applicano quando riguardano un fatto connesso con l’esercizio del mandato regionale o di amministratore locale.

 

3. Le cause di incompatibilità, sia che esistano al momento dell’elezione sia che sopravvengano ad essa, e le cause di ineleggibilità sopravvenute alle elezioni, importano la decadenza dalla carica secondo il procedimento indicato nei commi seguenti.

 

4. Quando esistano al momento dell’elezione, o si verifichino successivamente, cause di incompatibilità o quando sopravvengano cause di ineleggibilità, sono immediatamente contestate al Presidente della Regione o al consigliere regionale dal Consiglio regionale.

 

5. L’interessato ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per rimuovere le cause di incompatibilità o ineleggibilità sopravvenuta.

 

6. Entro i dieci giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 5, il Consiglio regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di incompatibilità o di ineleggibilità sopravvenuta, invita l’interessato a rimuoverla o a esprimere l’opzione per la carica che intende conservare.

 

7. Qualora l’interessato non vi provveda nei successivi dieci giorni, il Consiglio regionale lo dichiara decaduto; contro la deliberazione da esso adottata è ammesso ricorso giurisdizionale.

 

8. La deliberazione deve essere, nel giorno successivo, depositata nella segreteria del Consiglio regionale e notificata, entro i cinque giorni successivi, a colui che sia stato dichiarato decaduto.

 

9. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate d’ufficio o su istanza di qualsiasi elettore.

 

10. Nel caso in cui venga proposta azione di accertamento in sede giurisdizionale, il termine di dieci giorni previsto dal comma 5 decorre dalla data di notificazione del ricorso.
 Art. 42

Ineleggibilità per attività d’impresa

 

1. Oltre ai casi previsti dall’articolo 38, non può essere eletto Presidente della Regione colui che esercita attività d’impresa o detiene direttamente o indirettamente il controllo di società, se l’impresa o la società ha realizzato un volume d’affari annuo superiore a cinque milioni di euro calcolato sulla media degli ultimi tre bilanci approvati.

 

2. La causa di ineleggibilità prevista dal comma 1 non ha effetto se l’interessato trasferisce i propri diritti o stipula un negozio fiduciario con le caratteristiche di cui all’articolo 43, non oltre centottanta giorni prima della data di scadenza della legislatura regionale, intendendosi per tale, il termine di cinque anni dalla data delle ultime elezioni.

 

3. In caso di cessazione anticipata della legislatura, che intervenga prima dei centottanta giorni antecedenti la scadenza naturale, la causa di ineleggibilità non ha effetto se l’interessato trasferisce i propri diritti o stipula un negozio fiduciario entro i trenta giorni successivi alla data del provvedimento di scioglimento del Consiglio regionale.
Art. 43

Negozio fiduciario

 

1. Il negozio fiduciario è stipulato con un soggetto, d’ora in poi “fiduciario”, scelto da colui che si trova nella condizione di cui all’articolo 42, comma 1, d’ora in poi “stipulante”, su una rosa di tre soggetti con competenze adeguate indicata da un collegio composto da tre magistrati amministrativi.

 

2. A tal fine il Presidente del Consiglio regionale, entro tre mesi dalla sua elezione, chiede al Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa di indicare i tre magistrati che comporranno il collegio e, tra questi, chi lo presiede.

 

3. Il negozio fiduciario deve necessariamente prevedere:

a) il trasferimento dei beni e diritti dello stipulante al fiduciario almeno per la durata della carica, eventualmente anche con il divieto di procedere ad alienazione, divisione, ipoteca, o modifica sostanziale dei beni e diritti trasferiti;

b) il divieto per il fiduciario di richiedere allo stipulante o di ricevere da lui consigli, direttive o istruzioni;

c) il divieto per il fiduciario di rivelare allo stipulante informazioni relative all’esercizio dei diritti e alla gestione dei beni, salva la possibilità di consultare il collegio di cui al comma 1, al verificarsi di un evento straordinario in grado di pregiudicare gravemente l’integrità degli stessi.

4. Nella vigenza del negozio fiduciario l’impresa o la società di cui all’articolo 42, comma 1, non può stipulare nuovi contratti o accordi con la Regione o con enti, istituti, agenzie, aziende, consorzi regionali o società a partecipazione regionale né prorogare quelli in essere.

 

Art. 44

Doveri di trasparenza

 

1. La legge stabilisce le modalità con cui il Presidente, i consiglieri, gli assessori regionali, comunicano al Consiglio regionale, per la successiva pubblicazione, i diritti di proprietà, i redditi, le eventuali partecipazioni e le cariche in società, le associazioni di qualsiasi natura delle quali fanno parte e ogni informazione attinente alle cause di ineleggibilità e incompatibilità.
 Art. 45

Conflitto d’interessi

 

1. Si ha conflitto di interessi in tutti i casi in cui esiste un conflitto tra i doveri pubblici di Presidente della Regione, di assessore o di consigliere regionale e un interesse privato e/o personale proprio, del coniuge o dei parenti entro il secondo grado, per il quale il soggetto possa conseguire, per effetto della funzione pubblica, un vantaggio specifico rispetto ad ogni altro componente della Giunta regionale o del Consiglio regionale.

 

2. Il Presidente della Regione, gli assessori e i consiglieri regionali non possono esprimere il proprio voto su una proposta di legge, di regolamento, di deliberazione amministrativa, rispetto alla quale sappiano o debbano sapere di essere in conflitto di interessi.

3 Commenti

  • Quinto moro

    Ottima proposta che, sono certo, avrà grosse difficoltà ad essere approvata (visto che a votarla saranno sempre “i soliti addetti ai lavori).A proposito delle due legislature (ottima proposta): anche nei partiti (oramai tutti i partiti-Psdaz compreso)sono previste le due legislature per le candidature, salvo,poi, con le Deroghe (approvate,sic!, dal consiglio nazionale), si presentano sempre i “soliti boss” ,buoni per tutte le stagioni e per Tutte le candidature.Però, che vuoi? questa è la democrazia bellezza!Fortza (si fa per dire) paris.

  • Caro Gianni, sulla qualità dei rappresentanti credo che tu sappia che è un problema antichissimo, se ne occuparono Socrate e Aristotele. La qualità della classe dirigente sarda è oggettivamente bassa. Quanto alle indennità: quando entrai in Consiglio regionale percepivo un’indennità sugli 11.000 euro; oggi ne percepisco una di poco superiore ai 6.000 compresa l’indennità di commissione; non mi pare che non si sia intervenuti con decisione sul tema. Quanto alle due legislature, io sono d’accordo, ma ti assicuro che è un criterio di salvaguardia dalle cristallizzazioni di potere, non certo un criterio che assicura la qualità.

  • PAOLO, il vero problema, per la gente comune, non era il numero dei consiglieri (garanzia di democrazia), ma le loro qualità, oltreché le indennità percepite. Occorreva equipararle allo stipendio di un Direttore Generale di un assessorato. Si sarebbe ottenuto un maggiore e più equo risultato. Il tutto a vantaggio della rappresentanza dei territori. Credo che il limite di due legislature per presidente, consiglieri, assessori, sia una previsione normativa, necessaria, morale ed etica, che ripristinerebbe il principio della politica di servizio e non di professione.

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