Servitù militari: silenzio stampa. Intanto i membri del Co.Mi.Pa vanno avanti. Prossima settimana incontro con la Lombardo e con i capigruppo

27 maggio 2011 07:336 commentiViews: 68

207Ho capito perché i giornali non parlano dello scontro in atto nel Comitato Misto Paritetico per le attività militari in Sardegna. Non sanno che cos’è e quindi non ne parlano. Ma se ad oggi non sono state autorizzate nuove esercitazioni militari nella Sardegna radarizzata, lo si deve a questo minuto gruppo di persone, nominate dal Consiglio regionale e che stanno sulla punta del naso alla dirigenza del Ministero e, a quanto pare, anche a qualcuno in Regione.
Fatto sta che ieri i membri del Co. Mi. Pa hanno scritto alla Lombardo chiedendole un incontro con i capigruppo. La Lombardo, da me interpellata, mi ha detto che convocherà all’inizio della prossima settimana. Di seguito riporto l’ultimo comunicato dei membrid el Co. Mi. Pa. Se potete, fatelo girare, vista la censura ignorante che colpisce questa gente coraggiosa.

Al presidente del CO.MI.PA.

COMUNICATO

I membri del Comitato Misto Paritetico sulle attività militari in Sardegna, rappresentanti il Consiglio Regionale Sardo, non partecipano alla riunione convocata per il giorno 23 Maggio presso il Comando Marina di Cagliari, per l’esame dei programmi addestrativi del secondo semestre 2011, per i seguenti motivi:
le problematiche che emergono dalle vicende legate alle attività militari in Sardegna sono giunte ad un punto tale che non consentono a nessuno un approccio pilatesco o, peggio ancora, noncurante delle conseguenze, quasi che, approvare i programmi e quindi avallare tutte le operazioni connesse, sia un momento distinto e senza un legame logico e consequenziale con gli effetti che conseguono a queste operazioni.

In diverse circostanze e da troppi anni abbiamo sollevato dubbi, manifestato perplessità e reiterato, inascoltati, la richiesta improcrastinabile di un serio, oggettivo e neutrale monitoraggio ambientale per tutti i poligoni sardi: Quirra, Capo Teulada, Capo Frasca, innanzitutto.
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C’è voluta la magistratura, verrebbe da dire, e un accumulo inusitato di indizi tutt’altro che rassicuranti; non ci sentiamo per questo sminuiti o scavalcati, da qualunque parte venga un approccio serio a queste tematiche ben venga ma soprattutto presto venga!

Il monitoraggio ambientale, quello vero, arriva a Quirra quando forse le situazioni parrebbero assai compromesse; una ragione ulteriore perché si estenda immediatamente l’indagine anche agli altri siti, sperando che corrisponda ai canoni di una ragionevole ed opportuna opera di prevenzione, senza aspettare che si alimenti una nefasta psicosi collettiva, che si produca immediatamente il danno di immagine senza avere alcuna certezza sulla reale situazione oggettiva, senza che sia necessaria la riesumazione delle vittime o la ricerca affannosa di porre riparo all’irreparabile.
Una normale, dovuta attività di prevenzione invece, avendo come obiettivo attività addestrative compatibili con le situazioni reali in cui si va ad incidere, selezionando ed utilizzando tecniche e materiali adeguati a garantire la salute, in prima luogo degli addetti che lavorano e vivono nei poligoni, ma con la dovuta attenzione alle popolazioni civili dei territori più prossimi ai siti militari che, senza averlo scelto, si trovano a subire le conseguenze come se fossero maestranze degli stessi o peggio un complemento qualunque dei luoghi interessati dalle esercitazioni.

Per questi motivi riteniamo che i programmi addestrativi possano essere esaminati, discussi e licenziati solamente in presenza di uno scenario che comprenda impegni concreti di tutti coloro che hanno competenza in materia, per la soluzione dei problemi evidenti a qualunque cittadino consapevole, ancora di più se direttamente investito di una quota di responsabilità rispetto ad essi.
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Per quanto ci riguarda riteniamo che svolgere fino in fondo la nostra funzione significhi sollevare tempestivamente le questioni nelle sedi competenti, lontano dai clamori ma prossimi alle sedi deputate ad assumere le opportune decisioni, come è stato recentissimamente nella sede istituzionale della Presidenza del Consiglio Regionale, direttamente con l’On. Claudia Lombardo, prospettando le questioni e chiedendo cortesemente di farsi tramite nei confronti della competente commissione consiliare per una audizione sull’argomento.
La stessa richiesta invieremo immediatamente all’Assessore Liori e a tutti i gruppi consiliari regionali perche si facciano carico del problema, ad incominciare dallo stanziamento delle risorse necessarie per il monitoraggio ambientale di tutti i poligoni e delle azioni che ne dovessero conseguire.

Inoltre i rappresentanti civili del CO.MI.PA. informano l’Ammiraglio che non sono stati ancora risolti i seguenti argomenti:

1) NON SONO ARRIVATI I CONTRIBUTI PREVISTI DALLA LEGGE 104, RELATIVI AGLI ANNI 2005/ 2009
2) ( CIRCA 15.000.000 DI EURO)
3) NON E’ STATO FIRMATO IL DISCIPLINARE D’USO DEL POLIGONO DI TEULADA, PER IL QUALE DA PARTE DELLA REGIONE SONO STATE INOLTRATE PIU RICHIESTE COMPRESO L’OSSERVATORIO AMBIENTALE.
4) NON SONO ANCORA STATI PREVISTI I DISCIPLINARI PER I POLIGONI DI QUIRRA E CAPO FRASCA.
5) IL COMIPA (PARTE CIVILE) NON E’ STATO INVITATO ALLE RIUNIONI E NON GLI SONO STATI CONSEGNATI I RISULTATI DEL MONITORAGGIO AMBIENTALE NEL POLIGONO DEL P.I.S.Q, GIA GARANTITI NEL MESE DI SETTEMBRE 2010.
6) NON SONO STATI PORTATI ALL’ATTENZIONE DEL CO.MI.PA. i lavori per l’istallazione dei radar : Capo Pecora a Fluminimaggiore, Capo Sperone a Sant’Antioco (sito che in base agli accordi del 2008 deve essere dismesso in favore della Regione Sardegna), Punta Foghe a Tresnuraghes, l’Argentiera nel comune di Sassari, tutte zone di alta valenza ambientale e paesaggistica tutelate dal PPR, argomenti letti nei quotidiani locali.
Aramu, Cherchi, Fiori, Fronterrè, Mocci, Orrù, Tanas.

6 Commenti

  • Piero Atzori

    Per quanto riguarda in particolare i 4 nuovi potenti radar di concezione israeliana che ci vorrebbero imporre, dobbiamo dire NO. A noi servirebbe un solo RADAR, fatto con l’unione delle nostre intelligenze, per respingere i nuovi mori, che hanno pelle bianca più della nostra e che ci sottraggono la terra, mettono a rischio la nostra salute, come a Quirra. Riprendiamoci ogni metro quadrato di territorio, facciamocelo risanare dai veleni, lecchiamoci le ferite e prendiamo in mano il nostro destino. Nessuno può impedircelo, se lo vogliamo.

  • Quinto moro

    Che sia giungendo l’ora che molti sardi (finalmente!) prendono coscienza e conoscenza dei sorprusi e delle angherie che subiscono da troppi anni col silenzio complice dei soliti noti che hanno svenduto la Sardegna ai “padroni continentali” per le loro carriere politiche ed economiche. Riappropiamoci di ciò che ci appartiene e se non è più possibile recuperare tutto, spero almeno nel recupero della dignità che ha sempre contraddistinto il nostro popolo.
    Svegliamoci!

  • Mario Pudhu

    Custas personas de su CoMiPa, custas eja, civilis!, meressint totu s’istima e totu s’agiudu.
    Ma is ‘políticus’, chi podint ispendi prus de is dus fuedhus nostus naus a iscusi, aundi funti? E ita funti, piciochedhus de crobi chi no tenint sa manera de si fai intendi e de fai a brigúngia s’oscurantismu de is mezus de ‘informazioni’? O ant a èssi totus impegnaus a fai calincunu bunga bunga?
    Ita depeus pentzai de is ‘onorèvolis’ chi anti pigau is votus po arrapresentai sa Sardigna e is disastrus de is Sardus? Bivint in sa Luna?

  • Gianuario Fiori

    @PERIC: ti posso assicurare che il laboratorio pubblico che effettuerà alcune analisi (Diossine, Metalli) ha la certificazione Accredia e che non ci saranno manipolazioni di alcun genere

  • Piero Atzori

    I membri civili del CoMiPa per le attività militari in Sardegna e, spero, anche i membri militari che trovassero difficoltà ad esprimersi liberamente, vanno sostenuti e incoraggiati a mantenere ferma la loro posizione in attesa almeno dell’esito dell’inchiesta giudiziaria iniziata per i fatti di Quirra. Aramu, Cherchi, Fiori, Fronterrè, Mocci, Orrù, Tanas, stanno dando una bella lezione alle mezze tacche dei nostri parlamentari.

  • Auspico che il sacrosanto monitoraggio ambientale richiesto a gran voce dal CoMiPa venga affidato ad una struttura qualificata ed indipendente, slegata da giochi politici (il che è molto difficile), ma almeno con le certificazioni Accredia.
    Sarà necessario fare attenzione ai collegamenti fra preposti ai campionamenti, analisti, sviluppatori dei dati e conclusori del processo.
    Fra le altre cose si tenga in considerazione che più è prestigioso il professionista incaricato di tirare le somme, maggiormente potrebbe essere colluso con chi rema per nascondere.
    Film già visti, purtroppo, molte volte.

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