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Segnali di fascismo

Posted on 9 Settembre 20269 Settembre 2026 By Paolo Maninchedda 17 commenti su Segnali di fascismo

Il fascismo non arrivò al potere annunciando tutto ciò che avrebbe fatto. Alternò la minaccia alla rassicurazione, la violenza nelle strade alla rispettabilità istituzionale. Nel giugno 1921 Mussolini dichiarò alla Camera di preferire che la battaglia politica si svolgesse «a colpi di scheda e con discorsi». Nel settembre 1922, a Udine, promise uno Stato che rappresentasse l’intera collettività, comprendesse e proteggesse tutti. Pochi anni dopo non esistevano più libere elezioni, libertà di stampa, opposizioni e pluralismo sindacale: esisteva soltanto lo Stato fascista.

La lezione è semplice: gli aspiranti autoritari non vanno giudicati soltanto per le dichiarazioni concilianti, ma per il linguaggio, i simboli, le ossessioni e i nemici che scelgono. Vannacci non si giudica a Cernobbio.

Nell’Italia di oggi il saluto romano e la “chiamata del presente” continuano a essere praticati pubblicamente. La Cassazione li definisce rituali evocativi del disciolto partito fascista, anche se diventano reato soltanto in presenza delle condizioni stabilite dalla legge. Il diritto penale pone una soglia; la politica, fortunatamente, può accorgersi del pericolo prima.

Ricompaiono intanto l’esaltazione della Decima Mas repubblichina, il culto virile del capo, il disprezzo della mediazione, la nazione concepita come corpo etnico, l’avversario trasformato in traditore, la minoranza descritta come contaminazione. Persino dentro le istituzioni si sono visti il segno della X Mas e la rivendicazione della sua simbologia. Non sono folklore né innocenti provocazioni: sono frammenti di un lessico politico che prepara l’assuefazione.

Questo rigurgito è stato favorito anche dal bipolarismo. Per trent’anni ci hanno spiegato che dividere il sistema in due campi avrebbe prodotto stabilità, responsabilità e moderazione. È accaduto anche il contrario: ogni schieramento ha dovuto mobilitare il proprio elettorato rappresentando l’altro non come concorrente, ma come minaccia assoluta. Il maggioritario ha trasformato progressivamente la politica in una guerra d’identità, premiando chi alza il tono, radicalizza il conflitto e disciplina il proprio campo attraverso la paura del nemico.

Come i partiti della Prima Repubblica non previdero il crollo del Muro di Berlino, i maggioritaristi non previdero una conseguenza prevedibilissima della loro riforma: se per vincere bisogna raccogliere tutto contro qualcuno, prima o poi gli estremisti smettono di essere marginali e diventano necessari.

Serve una rete antifascista organizzata e non egemonizzata dai Centri sociali, dai pro pal, da Avs e quant’altro. Come le brigate Garibaldi erano distinte, durante la Resistenza, da quelle di Giustizia e Libertà, così oggi i liberal-democratici devono costruire una rete di resistenza che sappia opporsi ai fascisti veri e non faccia come fa la Sinistra che identifica con i fascisti anche i moderati. Piaccia o non piaccia, l’indebolimento dei moderati per effetto della polarizzazione significa crisi della Costituzione, consumazione dello Stato di diritto, debolezza della democrazia. Servono uomini liberi, non devoti faziosi.

Antifascismo, Vetrina

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Comments (17) on “Segnali di fascismo”

  1. Paolo Maninchedda ha detto:
    12 Settembre 2026 alle 07:42

    Mike, hai scritto un perfetto manifesto della destra dei luoghi comuni. Non mi ci ritrovo neanche un poco.

  2. Mike ha detto:
    11 Settembre 2026 alle 18:15

    Un aneddoto attribuibile a chi sa chi +potrebbe essere Churchill oppure Ammiocugino o il solito saggio cinese di turno e, perché no, l’uomo ragno” dice: “I nuovi fascisti saranno quelli che si autodefiniranno antifascisti”,! Questo continuo gridare al lupo al lupo, quando il lupo non c’è lo trovo piuttosto pericoloso; perché tergiversa dalla analisi dei problemi che invece andrebbero analizzati, senza ricorrere al solito slogan-ztl.. Detto questo, nel dibattito corrente si tende a definire fascista tutto quello che non rientra nei propri desiderata. Al contempo, l’elettore che non rispecchia il punto di vista del pidiota di turno, viene definito ignorante,rozzo,analfabeta, necessitario di Tso urgente/obbligatoria ed estromissione dagli elenchi degli aventi diritto al voto. (Incredibili le esternazioni di certa dirigenza alla Fiesta della salamella di Alghero). La storia non si ripete, acqua passata non macina più. Manca una analisi critica sul perché l’elettore non segue più i desiderata dei sedicenti saggi. Se il cittadino/elettore, si è rotto i coglioni della politica degli arrocatti nelle ZTL nonché della accoglienza indiscriminata ma anche della sicurezza messa in crisi da certe decisioni della magistratura e di quant’altro, vota per la sua presa di visione dei cambiamenti e perciò viene definito fascista ma anche pericoloso? In Italia ci lamentiamo delle percentuali elettorali minime, senza approfondire il motivo vero di ciò. In Germania (Sassonia) la percentuale è stata intorno al 80% e qualche sedicente GURU alias PARAGURU sedicente saccente nonché sedicente studiato è riuscito a dire che i votanti del partito vincitore sono tutti analfabeti e ignoranti e che non capiscono una cippa di quello che hanno votato, quindi sono fascisti nonché neo nazisti. Che dire, ma è possibile che i votanti della salamella di Alghero di cui sopra siano il nonplusultra e che solo loro abbiano il patentino del voto intelligente? Fascismo/Sassonia/Europa! Dal mio punto di vista sono queste le cose (collegate tra loro) da analizzare e capire! Perché un referendum recente di adesione alla UE è stato rigettato di brutto?; Il partito della salamella di Alghero di cui sopra dice che i votanti non hanno capito una cippa del quesito (discriminando ancora una volta la volontà popolare) e del resto sono tutti analfabeti e, dulcis in fundo, pure fascisti. Mi chiedo: ma la UE è veramente una Nazione delle Nazioni, (ovvero una Federazione) oppure è diventata una accozzaglia di burocrati che, piuttosto che gestire al meglio le esigenze dei cittadini,scassano le palle a chiunque gli venga a tiro? Il dissentire dei cittadini, da parte dei burocrati europei, viene classificato come onda nera fascista, senza analizzare il motivo per cui ciò succeda. Bene, inviterei i burocrati europei a guardarsi allo specchio e ad agire di conseguenza,! Ad maiora!

  3. Ariovisto ha detto:
    10 Settembre 2026 alle 14:12

    Dispiace aver fatto andare il boccone di traverso a molti compagni. Lo spirito dell’antifascismo può albergare solamente all’interno di forze realmente democratiche. Certa sinistra non ha questa patente. Basta sentire gli slogan pro Hamas nelle manifestazioni anti semite.

  4. Frank Mallocci ha detto:
    10 Settembre 2026 alle 13:45

    Caro Professore, la Sua analisi non la condivido stavolta. Non c’è nessun fascismo alle porte come ha evidenziato con grande lucidità (ancora una volta) un grande intellettuale di sinistra come Massimo Cacciari. Ci sono nuove istanze determinate dalla situazione di fatto. Il ceto medio che tutt’ora è l’asse portante dell’Italia non ce la fa più. Bruxelles è morta come idea ma resta l’apparato stritolatore della Commissione e l’Ucraina è insostenibile economicamente. Vedrete le bollette in autunno. Se poi vi fa piacere girate la notte nei contri storici, ma evitate di farvi accompagnare dalle fidanzate.

  5. Enrico ha detto:
    10 Settembre 2026 alle 11:30

    Vannacci è un format appositamente pompato da Repubblica &Co. per erodere il consenso della Meloni o comunque indebolire il CDX. Sapendo che Schlein e Conte perderanno, usano in generale per cercare di farli vincere. Quanto al pericolo fascismo, direi che è insussustente in quanto siamo in un periodo storico completamente diverso, mentre Vannacci, come tutti gli utili idioti, sarà fatto fuori dalla sinistra (grazie a lui, ritornata a Palazzo Chigi) o forse riceverà un incarico dal PD…

  6. Fermaglio ha detto:
    10 Settembre 2026 alle 09:50

    Dai commenti di varie persone – tra quelle, peraltro, che scrivono frequentemente – risulta evidente che il credo vannacciano sta sempre più drammaticamente facendo breccia.
    Molte tra queste persone preferiscono ricordare gli orrori delle carneficine del comunismo piuttosto che guardare il momento attuale. È grave. Vannacci, come AfD e tutto il circuito ESN non ha un programma attuabile: ci penserà “dopo”.

  7. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Settembre 2026 alle 06:23

    Non sono d’accordo pressoché su nulla.

  8. Ariovisto ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 21:07

    Dottore, buonasera. First off all: la reazione fascista della piccola e grande borghesia è risposta alla violenza di sinistra, non, come si racconta, del contrario. Il manifesto del partito fascista fu rivoluzionario e radicale, non lo fu, di certo, Benito Mussolini. E poi, e mi scusi ancora, il fascismo ed il nazismo prosperarono, ed arrivarono al potere, grazie, soprattutto ai tradimenti del partito comunista. E l’ausilio dei comunisti alla campagna di Francia, dove la mettiamo? Ed i materiali ed il munizionamento forniti ai tedeschi, dove li mettiamo. Ed il progetto di spartirsi l’Europa dove lo mettiamo? Detto questo, non si comprende, dunque, e su questo c’è da fare un plauso al suo intervento, come l’ex sinistra massimalista “piccina” italiana possa essere antifascista. L’antifascismo deve essere la bandiera dei democratici, e loro mai lo furono. Se poi facessimo un giorno pace con il nostro passato, con quella storia fantastica della resistenza liberatrice del suolo italiano, dove tra morti e feriti gli alleati perdettero 330000 mila uomini, sarebbe meglio.

  9. giuseppe maria mulas ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 19:49

    Più che dal bipolarismo, è stato rianimato dalla pochezza delle idee e dalla miseria dei politici degli ultimi trent’anni.

  10. Antonio ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 14:09

    in Germania è stato un voto di protesta per le decisioni che prendono Bruxelles le case automobilistiche stanno licenziando e anche in Italia si sente questa cosa, licenziamenti a nastro in nome del Green adesso molti comuni vogliono bloccare la circolazione delle auto non crede che la gente sia stufa anche per questo le destre vincono

  11. Alessandro ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 13:44

    In questo post a mio avviso ci sono due grosse verità.
    Devo riconosce, mio malgrado essendone stato un sostenitore, che il bipolarismo ed il maggioritario hanno favorito la lotta (non il confronto) politica, termine usato e abusato dimenticando ciò che insegnava Carlo Levi riguardo il lessico ed il suo utilizzo.
    Al contempo mi ritrovo sulle parole di Antonio Pili che analizza con lucidità ciò che è appena accaduto in Germania e che, se vogliamo, è accaduto qualche anno fa con i necessari distinguo negli USA.

  12. Stefano Locci ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 13:25

    Egregio, non voglio entrare nel merito di quanto da Lei affermato perché ci vorrebbero spazi non sufficienti su questo blog. Lei attribuisce lo spostamento verso destra al bipolarismo. Io ritengo che il fenomeno (RN in Francia, Vox in Spagna, FN in Italia, AFD in Germania (tutte nazioni dove, tranne che nel nostro Paese, il bipolarismo non esiste) sia riconducibile invece alla immensa delusione che un’Europa, ben diversamente prospettata , ha causato. Maastricht ha devastato il nostro, e non solo il nostro, walfare (istruzione, sanità, PA) affinché entrassimo nel club che di politico non ha nulla, una accozzaglia di facendieri e speculatori, una assurdità che ha preteso di stabilire il diametro della pizza e la lunghezza della zucchina. Che pretende il green deal in 8 anni regalando una intera industria automobilistica alla Cina. I tedeschi sono incazzati perché improvvisamente impoveriti, i francesi sono furiosi, gli spagnoli e gli italiani pure. Si stanno incazzando persino nei paesi scandinavi. Le politiche socialdemocratiche/verdi imbottite di ideologia populistica sono la genesi del rigurgito verso questo ritorno agli estremismi. Rompere il termometro non servirà a nulla se non si capisce che si deve studiare la malattia. E, temo, ne vedremo di peggio nei prossimi 2/3 anni (pregasi vedere il calendario elettorale europeo). Saluti.

  13. aldo ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 13:01

    Sono cattolico, sono per l’equità sociale (sto bene nella misura in cui stanno bene tutti), sono contro gli sbarchi incontrollati, l’ incertezza della pena, la magistratura-spettacolo, l’adozione per le coppie omosessuali e financo il loro “matrimonio” (ma sono d’accordo per le unioni civili con diritti e doveri)
    E sono pure contro i ladri, di qualunque parte siano, banalmente anche contro le guerre e pure anti-sionista
    Questo dove mi colloca? A dx o a sinistra?
    O nel trito qualunquismo?

  14. Antonio Pili ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 09:35

    Paolo, tu, tra le tue righe, per argomentare questi segnali di fascismo evochi l’utilizzo di simboli, di nemici, di ossessioni, di linguaggi ecc.
    Non sono del tutto convinto. Questa così detta destra estrema (contesto e trovo improprio il termine “estremo” quando va a votare l’80% degli elettori e quasi uno su due li vota) è guidata con una forte ed autorevole leadership da Alice Weidel. Soffermiamoci. Può una destra “estrema” riconoscersi in una lesbica sposata con una immigrata srilankese, che vive ed è residente in Svizzera dove paga le tasse, che ha adottato due figli con la moglie (qui non sarebbe consentito dai nostri bigotissimi governi troppo condizionati dal Vaticano)? Lei rappresenta l’opposto della destra identitaria. Che pensare di Vannacci esultante che dice che le tante Egonu del nostro sport non sono “normalmente”italiane? i vari On. Zan paladino dei matrimoni omosessuali ed i tanti militanti LGBTQ+ non potrebbero sognare un leader più rappresentativo. Eppure no. Questa è il fascismo che ritorna. Non sono convinto. Questi elettori hanno prima votato in massa la Merkel, poi la socialdemocrazia tedesca…e son sempre loro…non si sono fascistizzati in poche stagioni. Però vedono che la Volkswagen licenzia 100.000 persone, l’immigrazione è fuori controllo, il dumping di stato cinese soffoca la loro economia, non c’è più il gas russo a straccu barattu…e allora…allora si reagisce, si protesta si cerca di dire basta. Poi si dice…ma così distruggiamo l’Europa…si, va bè…ma se l’Europa è diventata questo niente politico non è perchè esiste la destra radicale…semmai il contrario….esiste questa destra radicale proprio perchè questa Europa è un niente politico.

  15. Paolo Maninchedda ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 08:16

    Egregio A.,
    non vedo oggi una formazione politica che inneggi al marxismoleninismo, mentre vedo Vannacci che invita a mettere un X (decima) sulla scheda. Molti comunisti europei non furono stalinisti e pagarono per questo e Berlinguer non fu stalinista. Stiamo al punto: alle prossime elezioni non c’è un pericolo comunista. A Sinistra c’è il pericolo casinista, ma a destra della Meloni c’è seriamente il pericolo fascista.

  16. A ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 07:46

    Ma per quale motivo nessuno abiura il COMUNISMO? Eppure dove ha governato ha oppresso i cittadini, negato i diritti civili, sterminato oppositori e deportato intere popolazioni. Provate a fare una manifestazione spontanea a Piazza Tienanmen e vedete che cazzo vi fanno anche nel 2026.
    Si stima che il comunismo abbia causato la morte di circa 162 milioni di persone contro i 16 milioni del ventennio nazi-fascista però i comunisti continuano a esporre falce e martello come se niente fosse anzi c’è qualche cretino che in Italia insossa la maglietta con la faccia di Che Guevara noto cone “El Carnicero” – “Il macellaio” (a Cuba non se lo caga nessuno) che sterminò oppositori, gay, lesbiche e disabili istituendo i primii campi di concentramento e rieducazione.
    È possibile tutto questo? Non lo capirò mai.

  17. Paolo1 ha detto:
    9 Settembre 2026 alle 07:43

    Io credo, come scrive lei, professore, che il fascismo sia stato favorito anche dal bipolarismo. Per circa trent’anni abbiamo utilizzato un sistema politico diviso in due grandi campi, ma questa contrapposizione avrebbe progressivamente prodotto instabilità e radicalizzazione del confronto. Il sistema maggioritario ha infatti trasformato la politica sempre più in una sorta di guerra identitaria, premiando spesso chi alza maggiormente i toni, radicalizza il conflitto e riesce a disciplinare il proprio schieramento attraverso la paura dell’avversario. Si è così arrivati a una contrapposizione nella quale le due fazioni si accusano reciprocamente di essere fasciste o comuniste. Come ben sappiamo, però, gli estremisti, sia di destra sia di sinistra, dovrebbero essere isolati e democraticamente tenuti ai margini, prendendo chiaramente le distanze dalle loro posizioni. Il problema nasce soprattutto nel periodo elettorale, quando le diverse componenti politiche tendono ad accavallarsi e a creare alleanze e compromessi, talvolta anche difficilmente conciliabili, con l’unico obiettivo di vincere le elezioni.
    Tutti sanno, però, che una coalizione costruita anche grazie alla presenza di frange estremiste può diventare molto difficile da governare una volta raggiunto il potere. Il rischio è quindi che la necessità di vincere a tutti i costi finisca per prevalere sulla costruzione di una maggioranza realmente coesa e capace di governare.

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