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Scuole chiuse, cervelli ottusi

Posted on 7 Febbraio 20267 Febbraio 2026 By Paolo Maninchedda 8 commenti su Scuole chiuse, cervelli ottusi

Lo smacco subito dalla Regione Sardegna sul dimensionamento scolastico è stato per me un reiterato dolore per l’ottusa incapacità dell’ennesimo assessore alla Pubblica Istruzione che dimostra di capire poco di scuola (ma anche l’ennesima occasione per leggere i testi di alcuni miei colleghi che sembrano più preoccupati di farsi notare che di dire qualcosa di autenticamente intelligente).

Non ho fiducia che le cose possano cambiare, perché il problema attuale è di un decadimento generale dei livelli di cultura e di un parallelo innalzamento di quelli di superbia e di superficialità, tuttavia, ieri mi ha in qualche modo fatto piacere che Roberto Deriu, consigliere regionale del Pd che mi odia profondamente, ma che combatte se stesso, e quindi mi onora di cortesia, mi abbia interpellato sul tema.

Gli ho risposto ricordandogli che io ho scritto una legge, ancora in vigore, vagliata e promossa dalla Corte costituzionale la quale, se fosse stata applicata, avrebbe liberato la Sardegna dal giogo di un modello gestionale della scuola che consente a piccoli ducetti, di cui non faccio il nome, ma che il personale scolastico saprà esattamente individuare, di perpetrare legittimamente le loro malefatte.

Si tratta della Legge Regionale 3/2009, art. 9, commi 3 e 4 (era un collegato alla finanziaria e io ero presidente della Commissione Bilancio). Il testo del comma 4 recita: «Nelle more di una riforma organica della normativa regionale in materia di istruzione, la Giunta regionale, nell’ambito delle dotazioni organiche complessive definite in base alle vigenti disposizioni e tenuto conto delle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, definisce le modalità e i criteri per la distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche. Nel rispetto dei criteri e delle modalità definiti dalla Giunta regionale, la Direzione generale dell’Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, provvede alla distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche».

La Corte costituzionale, con questa sentenza (concordai il testo della legge con l’allora funzionario del Consiglio regionale Danilo Fadda, di cui diffidavo, essendo egli figlio del cacicco Paolo, che mi odia senza cortesia, ma che si rivelò capace) dichiarò: «Questa Corte ha già chiarito che il compito della distribuzione del personale docente tra le istituzioni scolastiche autonome spetta alle Regioni (sentenza n. 13 del 2004). Essa ha più volte ribadito la necessità dell’intervento del legislatore regionale per la disciplina di “situazioni legate a valutazioni coinvolgenti specifiche realtà territoriali delle Regioni, anche sotto il profilo socio-economico”. Ha così riconosciuto all’ambito di pertinenza regionale sia il settore della programmazione scolastica regionale, sia quello al dimensionamento della rete delle istituzioni scolastiche, al quale è intimamente collegata la ripartizione delle correlative risorse di personale (sentenza 200 del 2009)».

C’è poco altro da dire. I Sardi, anche quando hanno potere legittimo, non lo sanno usare, perché non sono educati alla libertà e alla dignità, solo alla ribellione, che fa vittime e non risolve problemi.

 

Scuola, Vetrina

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Comments (8) on “Scuole chiuse, cervelli ottusi”

  1. Marco Razzoli ha detto:
    7 Febbraio 2026 alle 14:45

    I Sardi sono educati alla ribellione, ma sempre o quasi colpendo le persone sbagliate!
    Anche la vicenda della Legge Pratobello cosa ci sta dimostrando? Che sono proprio certi Sardi, da sempre, i VERI nemici dei Sardi. Altro che “i continentali”, come scrivono anche certi intellettualoidi sui quotidiani mainstream della nostra Isola, perché prendersela coi sardi che stanno nei palazzi del potere a prender soldi e basta dal 1948 senza costrutto, non va bene.
    E quindi… paghino more solito i continentali!
    Con questo andazzo non si andrà da nessuna parte.

  2. Antonio ha detto:
    7 Febbraio 2026 alle 13:57

    prof come mai i comitati tutti i comitati che stanno protestando è possibile che non ci sia uno che conosca la legge da lei citata e lo rinfaccino alla signora Presidente ed Assessora

  3. Ginick ha detto:
    7 Febbraio 2026 alle 10:54

    Egr. Prof.
    premesso che nessuna riduzione interessa la scuola, come luogo di insegnamento, ma solo l’accorpamento di plessi con la contrazione del numero delle direzioni amministrative non delle aule o del corpo docente;
    condivise le Sue giuste considerazioni sull’ incapacità gestionale del problema da parte dell’ ignorante attuale assessore che,certamente, non conosceva quanto da Lei proposto sull’autonomia scolastica regionale, ma che ha dormito benché fosse informato sul fatto che il Ministero sollecitasse la presentazione di un piano ,come la stragrande maggioranza delle altre regioni hanno fatto;
    mi soffermo su un solo dato che rende complicato non applicare il processo riduttivo in corso anche in futuro: la mortalità scolastica in Sardegna è di oltre il 17%, a fronte della media nazionale del 10%. Se non si riesce a stimolare i nostri ragazzi (ed i loro genitori) a far intendere che nella conoscenza e lo studio sono racchiusi i successi della società nel suo insieme,al di là della singola posizione che ciascuno deve migliorare per trovare piena e adeguata sistemazione in un mondo ove il progresso conoscitivo la fa da padrone, si andrà incontro ad una regressione a cui non sarà sufficiente né mantenere o ( per assurdo) incrementare gli uffici direzionali per salvare l’isola dalla miseria intellettuale a cui sembra indirizzata!
    Buon week end!

  4. Mario Pudhu ha detto:
    7 Febbraio 2026 alle 09:49

    … bona parte de sos politicantes “regionali sardignoli“ ant ‘cumpresu’ e rapresentadu, e gai sighint a ispómpia manna, a rapresentare custa ‘autonomia’ de sa RAS coment’e “mezzo vuoto a pèrdere”, si ant mai nessi lézidu sa «legge costituzionale n. 3, 26/02/1948». O ite bi fint chirchendhe!
    In conca bi zughent sos votos prus pro afàrios e ‘carriera’ personale o de “tapis roulant” (alias carrozza tricolore) de totu sos colores e un’onore de palleris.
    Semus in su grofu de su VAFFA.

  5. Lidia ha detto:
    7 Febbraio 2026 alle 09:45

    Senza nulla togliere all’efficacia dell’intero articolo, le ultime quattro righe, se permette professore, le faccio mie perché sono una sintesi perfetta.

  6. Lorenzo ha detto:
    7 Febbraio 2026 alle 09:41

    Educati non alla ribellione, ma alla finta ribellione.
    Alla base , come sempre, l’ignoranza: non giustificata nemmeno dall’oppressione buro-cultural-scolastica coloniale italiana

  7. Mm ha detto:
    7 Febbraio 2026 alle 08:59

    Sono felice di sapere che c’ è, ci sarebbe, un modo per combattere e dare agli studenti sardi l’ opportunità di migliorarsi e migliorare la Sardegna.
    Tutto passa attraverso l’ istruzione, un’ istruzione che passi per la fatica, lo sforzo, l’ applicazione, l’ onestà. Se ancora ci sono bravi prof., e io credo ci siano, il successo sarà di tutti, e non si misurerà su questionari ma nell’ evidenza dei fatti

  8. Antonio ha detto:
    7 Febbraio 2026 alle 07:59

    Buongiorno Prof la Regione dovrebbe spiegare perché non ha risposto alla sollecitazioni del Ministero come successo per la Rwm faccio decidere ad altri invece di prendersi le responsabilità poi se non va bene do le colpe al Governo è politica sporca sulla pelle dei Sardi

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