Scoperta una nuova carta sarda medievale in caratteri greci

2 dicembre 2010 21:4513 commentiViews: 52

045E’ con grande commozione e orgoglio che comunico che è stata scoperta una carta (inedita e sconosciuta fino ad oggi) scritta in sardo ma  in caratteri greci, come l’altra, isolata fino ad oggi, conservata a Marsiglia e databile tra il 1081 e il 1089.
La nuova carta, scritta ovviamente su pergamena, è databile tra il 1108 e il 1130.
Autore della scoperta è lo storico sassarese Alessandro Soddu insieme a Paola Crasta.
Il testo e lo studio, l’edizione è curata dal filologo Giovanni Strinna, verranno pubblicati nel prossimo numero, in uscita in queste settimane, del Bollettino di Studi Sardi, la rivista  diretta da me e da Giovanni Lupinu.
Complimenti vivissimi agli autori della scoperta e del lavoro.
Io quando incontro radici della mia patria sprofondo in una gioia infantile.

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13 Commenti

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  • Per Paolo Atzori: io la pochezza la rinvengo in altre circostanze, non ho sfidato nessuno all’arma bianca non sento alcuna urgenza di dimostrare il mio “valore” esibendo i miei dati anagrafici. Sono un semplice cittadino, non un personaggio pubblico che debba render conto di sè, quindi mi sento pienamente libero anche sul piano morale di disporre dei miei dati personali come trovo più opportuno: tanto più in un contesto in cui sarà un’altra persona a decidere quali tra le mie affermazioni resteranno “in bacheca” fissate al mio nome e cognome, e a decidere in concreto la misura del mio diritto di replica o di rettifica.
    Immagino, d’altra parte, che la tua annotazione abbia carattere generale e si riferisca in primo luogo alla grande maggioranza degli utenti di questo sito, perlopiù entusiasti supporters che amano firmarsi con originalissimi nomi da battaglia internettiani (io, meno fantasioso, uso quello di battesimo e metto persino una e-mail autentica).
    A ogni modo, forse sarebbe più costruttivo e rispettoso degli interlocutori cercare di discutere (anche aspramente, ma argomentando) di date, eventi, “persino” interpretazioni; prendersi la briga di dire con chiarezza che cosa è uno strafalcione e perchè, invece di lanciarsi in oscure diagnosi esistenziali-sociologiche, giudizi alla “ti leggo la vita” e anatemi in incertam personam. Ma tant’è, aspettiamo fiduciosi che le nuvole si squarcino, l’ineffabile author si manifesti e con gesto esatto divida i probi dai reprobi. Magari motivando, sarebbe il massimo.

  • Il ritrovamento della Carta greca di Mariano Torchitorio conferma quanto sosteneva Ettore Cau sull’origine delle Carte Volgari Cagliaritane, una teoria che io e Raimondo Pinna riteniamo di aver perfezionato.
    La parte più antica del corpus delle Carte Volgari (secc. XI-XII) doveva essere composta da originali in lingua greca ma, secondo Cau, agli inizi del Duecento vi fu la riscrittura in caratteri latini di questi originali in greco. In questo periodo Cau ha ipotizzato che sia sorto il bisogno di un loro utilizzo in quanto le diverse sedi episcopali depositarie di documentazione antica, nell’impossibilità di gestire documenti in caratteri greci, avrebbero chiesto e ottenuto la riscrittura dei loro documenti mediante l’adozione di caratteri latini.
    Riteniamo condivisibile la teoria di Cau, ma migliorabile: la teoria consegue maggior forza se si individua il regista dell’intera operazione con il vertice della gerarchia ecclesiastica cagliaritana piuttosto che come un’azione nata dalla base, cioè dai singoli vescovi. La eccezionale durata del magistero del vescovo Ricco (1183-1216) rende più che plausibile riconoscere in lui il regista dell’operazione, soprattutto alla luce dell’esito di questa espressamente descritta da Cau: il rifacimento “avrebbe dovuto per forza di cose comportare la demolizione dell’antigrafo del quale sarebbe stato utilizzato soltanto il sigillo”. Una decisione di tale portata, cioè la distruzione di documenti originali, non può essere stata assunta se non per l’esplicita volontà della più alta autorità ecclesiastica cagliaritana.

    Ora, il fatto che una nuova Carta sia stata rinvenuta a Pisa (perché sede di uno o più beneficiari delle disposizioni del documento) e che essa risalga alla prima metà del XII secolo (epoca in cui ancora si utilizzavano Carte in caratteri greci ma lingua sarda), conferma la teoria e rende giustizia a quanto scritto da Cau e mai veramente preso sul serio.

    Ora andrebbe confrontato il documento con gli altri coevi, come la celebre lettera dell’arcivescovo cagliaritano Guglielmo a papa Gelasio II (1118) o i documenti marsigliesi pubblicati da Marténe-Durand o, ancora, i documenti relativi al predecessore di Mariano Torchitorio, il giudice di fatto Turbino (citato anche nel Liber Maiolichinus). A mio parere si può trarre molto dal confronto incrociato fra questa documentazione

  • Piero Atzori

    Io separerei il momento della gioia per una scoperta, che caratterizza questo intervento, dal momento delle miserie umane che già traspaiono in questa vicenda.
    Viviamo in un buio periodo neofeudale in cui si plaude e ci si accoda (soprattutto nel Cs), ma non mi sembra che Maninchedda solleciti questi atteggiamenti. D’altra parte, Enrico, per uscire dall’attuale buio sarebbe meglio manifestarsi apertamente con nome e cognome. Se no si dà l’idea di pochezza. Se fossi in Maninchedda abbandonerei il linguaggio allusivo. I fascisti nell’anima di sn (come quelli di dx) vanno attaccati senza paura.

  • Gentile Maninchedda,

    Perchè non ci spiega, cortesemente, a cosa fa precisamente riferimento nel suo messaggio delle 07:47? E’ dispostoa dialogare con gli ospiti? E inoltre, ammette in questo sito messaggi interrogativi e di civile e libera conversazione o sono ammessi solo quelli plaudenti e adulatori, o magari una breve accurata selezione di non allineati da usare per il tiro a segno e mandare in visibilio la solita claque?

  • Petrucius de Canilia

    Complimenti per la scoperta….l’attestazione dell’impiego dei caratteri greci ancora nel XII sec., benché questa sia riconducibile al giudicato di Cagliari nel quale la tradizione bizantina resistette a lungo alla riforma gregoriana, rappresenta un fondamentale riferimento per la datazione di eventuali consimili testimonianze negli altri giudicati…complimenti ancora….vi sono analogie col ductus delle lettere della pergamena di Marsiglia?

  • Paolo Maninchedda

    A leggere alcuni commenti non posso che convincermi di quanto si sia inabbissata la cultura media della Sardegna. Si orecchiano due cose, si leggono due libri due e ci si sente degli esperti legittimati a sparare fesserie di dimensioni colossali. La Sardegna non merita la cultura media, fasulla, retorica, romantica e per il resto sempre intrisa di un’invidia insopportabile, che sta animando una classe media di intellettuali a mezzo servizio, intimamente fascisti, frustrati e ignoranti, che non possono neanche legare le scarpe agli intellettuali delle aree interne della Sardegna che nel Settecento e nell’Ottocento fecero veramente un grande lavoro di divulgazione della cultura e di formazione di nuova classi dirigenti.

  • Incontrare le radici della propria patria…
    bello Pà…

  • Oh bè..finalmente una notizia su cui posso trovarmi d’accordo. Il giudicato di Calari era l’unico dei giudicati sardi a impiegare lingua e/o caratteri greci. Sempre che sia una carta della cancelleria giudicale e non invece un kontakion di qualche istituzione ecclesiastica. Condivido la gioia, e insieme nutro viva curiosità quanto al contenuto.

  • Complimenti ai due storici e anche al blog che ha comunicato la bella notizia. Ma, mi chiedo, quand’ è che ci si accorgerà dei circa 75 reperti, tra lapidei, fittili e metallici, che hanno consentito, già da alcuni anni, a un ricercatore sardo di scoprire e decifrare il codice di scrittura nuragico? Giovanni

  • Marco Cannas

    Scoberta? No est chi mancai siat stetia “allogada”, comenti’e is gigantis? Deu ndi tengu una scritta in arabu, bisongiat a cumprendi de cali annu est, fortzis de is tempus de is bardanareis de Musetto.

  • Paolo Maninchedda

    Non è assolutamente un falso, diversamente ce ne saremo accorti. Proviene da Cagliari.

  • Complementi! speriamo non sia un falso.. :) si sa a quale cancelleria giudicale è da attribuirsi?

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