Non sono per la coerenza come virtù morale. Anzi penso, con Wilde, che essa sia l’anticamera dell’ipocrisia.
Sto, invece, per la lotta, costante, ferma, continua, per il meglio di noi, per la comprensione costante del bene e per l’impegno a realizzarlo. Come cristiano, penso che ciò sia possibile solo nel rapporto con un Altro, ma come cittadino credo che l’etica liberale laica, un po’ stoica, un po’ kantiana, un po’ pascaliana, sia il presupposto migliore di una seria convivenza civile. Il tema è antichissimo: la mia libertà si realizza al meglio nel considerare la libertà altrui.
La Schlein se ne strafotte di queste premesse. Lei è come la Todde.
Un giorno, un imprenditore che ha avuto l’onore e la sventura di esaminare la nostra presidente in vista di un’assunzione manageriale, mi ha detto: «Si presenta benissimo, ti fa un’ottima impressione e… e basta! Appena superi il muro di parole, accuratamente selezionate in stile politically correct, trovi non il vuoto, trovi il grezzo, il non scolpito, un’antropologia della lotta senza costrutto, uno schema da Odissea nello Spazio: ambizione smisurata e competizione per la competizione. Punto».
La Schlein, ieri, ha detto due cose.
La prima: se vince il No, il Pd non chiederà nuove elezioni.
Non è vero, però, siccome la paura che vinca il Sì è fortissima (i sondaggi sono per il Sì, ma se si riesce a far votare poca gente, può capitare che vinca il NO), la dichiarazione mira a depotenziare il valore politico della competizione.
Non è un’affermazione stupida, anzi, la direi prudente, indirizzata soprattutto a evitare che, se vince il Sì, vi sia chi, legittimamente, chieda alla Schlein di farsi da parte. Riuscirà nell’intento? Difficile a dirsi, perché il sentimento che nasce e si propaga dalle sconfitte è più difficile da governare di quello che origina dalle vittorie. Vedremo.
La seconda dichiarazione, invece, gira proprio i coglioni.
La Schlein ha affermato che il modo per scegliere il candidato del Campo Largo alle prossime elezioni politiche è nientepopodimeno che andare a primarie di coalizione.
Dunque, quando è in gioco il suo sederino (politico, ovviamente) e la sua ambizione, la Schlein riscopre la democrazia, riscopre le elezioni, riscopre la competizione regolata. Quando, invece, si è trattato di scegliere il candidato alla presidenza della Regione Sardegna, il suo metodo è consistito nell’imporre la Todde ai Sardi in nome dell’alleanza con Conte. La democrazia per sé, il ricatto a esito imposto per i Sardi.
Non voterò mai la Schlein e tanto meno per quell’equivoco vivente che è Conte.

Caro Fenu, il problema è proprio che io penso, magari a torto, che quel modo di porsi sia un problema storico per la Sardegna.
Caro Professore,
la ringrazio per aver pubblicato il mio rimprovero. Prendo atto che lei rivendica la sua “battaglia” contro un certo “tipo” di sardo, ma permetta una precisazione: nel suo commento lei non ha colpito un “tipo”, ha colpito una persona concreta, con un nome, che si è presa la briga di scriverle.Il punto non è se esista o no quel sardo iattante e ignorante – può darsi che esista, come esistono politici iattanti e intellettuali iattanti. Il punto è che lei non sa chi sia Geppe, che storia abbia, che competenze abbia, e tuttavia lo arruola d’ufficio in una categoria antropologica negativa. È questo scarto, tra la nobiltà delle intenzioni e la concretezza del gesto, che mi ha colpito.
Lei rivendica il buon uso delle parole: proprio per questo le chiedo se non fosse possibile usare le parole in modo tale da contestare il contenuto di un commento senza trasformare chi lo scrive in un esempio vivente della peggior Sardegna. La “battaglia” contro l’intolleranza e l’ignoranza, se passa per la riduzione dell’altro a tipo umano da disprezzare, rischia di somigliare troppo alle forme che vorrebbe combattere.
Con stima
Paolo Fenu
Egregio Paolo Fenu,
nessuna difficoltà a pubblicare il suo rimprovero ma anche a giudicarlo immeritato. Ho reagito duramente a un commento sprezzante e liquidatorio che ho troppe volte udito nel corso della mia storia e che non sopporto più. Non intendo più chiudere gli occhi su quel “tipo” sardo che valorizza la sua iattanza come merito, la sua ignoranza come giusto decoro e che invita sempre e comunque a dileggiare chi fa buon uso delle parole. Mi tengo il suo rimprovero e la mia battaglia.
Caro Professore,
con la profonda stima che nutro per il suo lavoro, mi meraviglia molto la Sua risposta a Geppe.
Lei lo liquida come «tipico sardo intollerante», da “ammirare” con sarcasmo, senza neppure porsi il problema di chi abbia davanti. Geppe usa consapevolmente anche il dialetto, cioè una lingua e un’appartenenza, ma potrebbe essere chiunque: un operaio, un disoccupato, un insegnante, perfino un letterato.
Lei questo non lo sa, e proprio per questo l’etichetta suona ancora più arrogante.
Nel suo articolo richiama l’etica liberale, la “seria convivenza civile”, la lotta contro l’ipocrisia. Sono richiami importanti e condivisibili. Ma è difficile non vedere una contraddizione tra queste premesse e il modo in cui tratta un lettore che la critica: non come interlocutore, ma come esempio negativo da esibire. Umanamente e politicamente ci si aspetterebbe da Lei un atteggiamento più umile, civile, tollerante e moderato, soprattutto verso chi non ha il suo stesso potere di parola.
Sul merito dell’articolo, il punto che Lei solleva – la candidatura Todde percepita come imposta dall’alto in nome dell’alleanza con Conte, la democrazia riscoperta solo quando è in gioco il “posto” romano – è reale e merita discussione. Il problema è che la forza di questa analisi rischia di indebolirsi quando il bersaglio non sono più Schlein e Conte, ma un semplice lettore trattato dall’alto in basso. Così si finisce per riprodurre, in piccolo, la stessa distanza tra ceto politico e popolo che il suo pezzo denuncia.
Le scrivo queste righe perché La stimo e considero importante il ruolo critico che il suo blog ha avuto e può continuare ad avere in Sardegna. Proprio per questo mi ha colpito leggere, in poche righe, tanta durezza sprezzante rivolta a chi, in fondo, sta solo tentando – magari in modo rude – di dire la sua.
Cari saluti
Paolo Fenu
Mi è proibito ammirare. Se lo accetta posso offrirgli un biscotto che non è del Mulino Bianco
Eccolo qui Geppe, tipico sardo intollerante, che si fa scudo della sua ignoranza e del suo disprezzo. Ammiratelo!
Per
me l’equivoco vivente è paolo maninchedda chi bazzica dae un ala a s’atera chirchende de impressionare sa zente chin sa prosopopea de sa limba. Ma si vuol rendere cosciente che votare si vuol dire sostenere un governo fallimentare in tutto ciò che ha fatto, (niente), vassallo di un pazzo che se ne frega delle regole internazionali e usa solo la prepotenza and so on,
I moi mi son Arroscia de iscrivere, pensabile ene a su chi ti so neanderthal.
Pochi di quelli che andranno a votare capiranno veramente per cosa si vota a causa delle bugie raccontate dall’una e dell’altra parte. Diventerà un voto pro o contro la Meloni, così come il precedente referendum fu un voto pro/contro Renzi. Insomma, è probabile che vinca il no.
io voterò si, soprattutto x il voltagabbana di frattesi e di Matteo e altri.
Egr. Prof.,
tutte le persone con le quali ho avuto modo di affrontare il problema referendum, nessuna, dico zero, mi ha dichiarato: voto No! Chi per un motivo chi per un altro mi hanno tutti detto che finalmente, nel segreto dell’urna, hanno la possibilità di colpire quella classe di persone che nascoste dietro una toga, come se celate dietro un muretto a secco delle nostre campagne, impunemente e senza doverne dare conto a nessuno, colpiscono nelle aule giudiziarie,sovente con molte ipotesi ma senza prova alcuna, tanti cittadini. Perché PM e giudici, compagni di tante merende, frequentatori della stessa carriera giudiziaria e appartenenti a correnti più o meno affini ma con in comune un “volemose ben” , tanto oggi è a te ,domani a me , e, con la certezza di nessuna condanna, si scambiano favori reciproci! Perché affermo tutte queste cose, se non possiedo uno straccio di prova? Ma perché in questi gg mi son riletto il libro scritto a 4 mani da Palamara con Sallusti per rinfrescarmi i mille e poi mille e ancora mille motivi per un SI convinto alla richiesta referendaria !
Buona serata.
Eh niente Professore che dire di più; di fronte a certa cocciutaggine ci si trova davanti a situazioni tipo: “Chie abba in pistone pistada, abba este e abba istada”, ma anche “A samunare sa conca a s’ainu si peldede abba e sabone”. Alla faccia della Coerenza: quando gli attori,che ora si agitano in maniera scomposta, modificarono e brutalizzarono il Titolo V della Costituzione più bella del mondo, generando contenziosi a non finire andava tutto bene? Gli stessi attori nel loro programma prevedevano la separazione delle carriere (giudici da una parte e pm dall’altra), bene? Ma anche no, interviene sempre il worm marxista (Due pesi e due misure) dove se lo fanno loro è cosa buona e giusta, mentre se lo fanno gli altri è una grande schifezza. Quando li sento concionare mi viene un giramento riconducibile e tipico della devastazione genitale. Sarebbe ora che i Cittadini SI sveglino e non SI facciano abbindolare dalla pubblicità farlocca in corso! Il mio è un convinto SI alla separazione delle carriere e spero vivamente che ciò porti alla responsabilità penale del giudice che sbaglia! Cari sinistri, niente da dire sul referendum, seppur vincente ma affogato nella culla, riguardante la responsabilità penale dei giudici, alla pari di qualsiasi altra professione? Speriamo sia la volta buona! Ad maiora!
Per me sarà Si. l’Italia voterà Si, perché ci siamo stufati delle bandiere del No.
Prof. per i tifosi del NO evidentemente va bene che le cose rimangano come sono poi sicuramente saranno i primi a lamentarsi se avranno da fare con la magistratura io voto SI convinto
Applausi prof equivoco vivente ah ah ah ogni tanto bisogna ridere.
No, Arturo, i sondaggi si stanno allineando. Se a votare andrà una pecentuale intorno al 40% è molto probabile che vinca il No. Se, invece, la percentuale si avvicinerà al 50%, vincerà il Sì.
Nel film ” Marrakech Express” di Gabriele Salvatores viene proposta una sapienziale scena in cui un esilarante Abbatantuono, mentre si fa trastullare con massaggi ed unguenti balsamici, si mette a filosofeggiare alla cazzo…e dice…..vedi, a noi ci ha rovinato il cristianesimo !…troppi valori…e questo non si può…e quello è peccato…! Bisogna vivere come viene…lasciarsi andare…
Vedi Paolo, cosa c’è di più coerente che fottersene della coerenza?
Lascia perdere Kant e Pascal….stiamo su quelli seri…quelli che ci hanno visto bene sin da subito…Protagora e Gorgia! (che poi è anche molto macchiavellico).
Per raggiungere il mio obiettivo posso dire tutto,..anche il suo contrario…basta convincere nella contingenza, non importa se con mistificazioni o suggestioni. La verità non è uno strumento del prevalere.
Ma poi…oggi, c’è qualcuno che sanziona l’incoerenza? ….o meglio, premia la coerenza?
purtroppo no! O meglio, chi lo fa non incide o fa la fine del grillo parlante di collodiana memoria.
Altro tema….ma sì. esgeriamo,…diciamo pure drammatico: tu dici che non voterai mai nè la Schlein nè Conte…condivido!
…però una strada bisogna trovarla.
I sondaggi che piaciono a te danno il Si in vantaggio, quelli che piaciono a me danno il No in vantaggio
Schlein rappresentante plasticamente un prodotto di laboratorio, lei e la politica non sono neanche parenti, serviva al PD per dire”anche noi abbiamo leadership femminile”, d’altronde la sua segreteria è postuma a Meloni PdC, che te li dico a fare
Come attivista, transfemminista, sono stanca di queste immaginette, di questo marketing, il problema è l’ assenza totale di visione che c’è qui, in domo nostra, se penso che a Sa Cramada di Alessandra D’Arbarè hanno risposto giovani virgulti mi cadono le braccia, se la compagnitudine Sostiene il NO basandosi su propaganda ANM e simili che ci stiamo a fare noi, qui?
Come tutti i Segretari che l’hanno preceduta e che non sono riusciti ad andare al di la del contigente, di cio’ che e’ strettamente necessario: l’ammistrazione delle alleanze se si conserva la volonta’ di tornare forza di Governo.
Questo e’ l’orizzonte non il paese, il “grande condominio”. Paradossalmente se Conte riuscisse scalarlo ne decreterebbe la MORTE! fa anche un pochino ridere la prospettiva perche’ il PD vive , esattamente, perche’ in esso diverse anime convivono e l’antidoto contro Le Leadership regge. In affanno ma regge.
In fondo il cinismo serve ancora a qualcosa se si ha forza di maneggiare con cura la spazzatura.
Obiettivamente non fa una piega, e so quanto dico, l’unico dubbio è sulla “democrazia” accettata da Schlein. L’ultima volta l’ha voluta perché sapeva benissimo che il marchese del Grillo avrebbe scatenato le sue truppe per votarla e sgambettare il vincente Bonaccini, stavolta (per lo stesso motivo) la “concederà” perché deve far posto al conte del tacco (pugliese).
Riguardo i sondaggi poi anche io penso vincerà il sì, se così non fosse tutti ce ne faremo una ragione, in ogni caso credo (per chi crede ai sondaggi che danno il no vincente) che sono un pò come le statistiche…..cioè come la pelle dei penduli, li puoi tirare nella direzione che preferisci, ma chi decide, fino a prova contraria, sono i cittadini.
Caro Antonio, bugiardo lo dici a tua sorella. Leggo i giornali di Desta e di Sinistra. Danno in vantaggio il Sì. Il No vince se la gente non va a votare.
Egregio Alberto, questa volta i sondaggi sono pubblicati. Li legga. Per il resto, si sveni pure per la casta togata che ci opprime. A ciascuno il suo.
Questa che ci governa? Il grande bluff
Se i sondaggi da lei citati, che darebbero la vittoria al SI, sono come quelli che secondo lei davano vincente Soru alle scorse regionali, allora siamo tranquilli: vincerà il NO. Non so come andrà ma, se cosi fosse, se ne farà una ragione.
👍
…tranquillo Paolo . Non la votano neanche Quelli del PD. Perchè se da un lato nella passata legislatura era sostanzialmente chiaro che avrebbe vinto il CdxDx e, di conseguenza, una Schlein di Opposizione poteva pure essere utile, nel prossimo giro il PD non si sogna neanche nell anticamera dei gemelli penduli (cit.) di candidare a Premier la Elly … con il rischio di ritrovarsela a Palazzo Chigi. Gli preferiranno comunque il buon Bonaccini ….
Gràtzias, Paulu, pro sa craresa: cundivido in prenu sa “impostazione” tua de sa vida.
Po su chi pertocat sa ‘politica’ de su Trenu Italia sunt deghinas de annos chi che l’apo segada.
E, si própriu est responsabbilidade a votare, a su Parlamentu italianu sunt medas sas votatziones chi apo lassadu su certificadu eletorale meu in biancu pro no sighire a mandhare carr-abbusos, alias carra-merdas.
A su referendum de su 23 de custu mese (che àteros referendum), si Deus cheret ponzo unu bellu SI.
La Schlein usa “Due pesi e due misure” perchè? solo ed esclusivamente per salvare il suo fondoschiena, ma ciò che preoccupa e coloro che gli stanno intorno. Se si continua così la Meloni governerà per altri 10 anni.
Paolo non condivido una parola di quanto hai scrito.. E poi dicci anche Buggie sapendolo.. Vince il No.
Non è rimasto che il simulacro della democrazia. Il merito si deve leggere demerito, la pace guerra e così via discorrendo.