Scenari, stampa e odio diffuso

1 luglio 2011 07:579 commentiViews: 31

impiccatoPoche storie, gli scenari sono i seguenti.
Se ci saranno le elezioni politiche, facile che si faccia una riformina elettorale che tolga il premio di maggioranza (lo vogliono la Lega, D’Alema e Casini, e fra un po’ non tarderà Berlusconi a dir di sì). In questo caso, tutti i partiti correrebbero con l’ambizione di arrivare sopra il 4% e i governi si riformerebbero in Aula. Ovviamente, si andrà a votare senza preferenze e i partiti a consenso molto territorializzato (impossibilitati a raggiungere il 4% nazionale italiano) saranno penalizzati (per non dire esclusi).
La legislatura regionale andrà avanti stentatamente fino alla fine. Il Pd si troverà di fronte alla richiesta di Renato Soru di essere ricandidato; i partiti centristi si troveranno costretti a scegliere: o con Soru o all’opposizione. SeL gli contrapporrà un candidato.
Le uniche alternative liberali e solidali e con nuovi programmi a questi scenari sono, da un lato, il Partito dei sardi, ma io faccio paura e quindi non si fa; dall’altro l’accordo di SeL con la nostra area indipendentista, ma a sinistra non si ha il coraggio di sostenere un leader indipendentista.
Passiamo ad altro.
Noto che la rassegna stampa delle televisioni private sarde non contemplano Sardegna Quotidiano, il nuovo giornale. Forse perché Sardegna Quotidiano non si alimenta alla pubblicità istituzionale come loro? Non so. Ma lo dico perché i pochi che leggono questo sito sappiano come si usa fare in Sardegna quando nasce qualcosa di nuovo: prima ammazzare, poi ragionare. E allora sapete che cosa deve fare il nuovo quotidiano? Deve diventare free, così imparano gli edicolanti che nascondono il giornale perché glielo dice qualcuno e imparano anche gli editori di ‘Regione’, non di ‘stato’ , che si riempono la bocca di mercato ma poi odiano la concorrenza. Rifletta Renato Soru su ciò che gli dicevamo la scorsa legislarura sulle notizie confezionate dalla Giunta con Novas: guardi adesso a che cosa serve Novas. Il nuovo giornale non prende un euro di contribuzione pubblica e mi auguro non ne prenderà neanche in futuro.
Anche oggi un giornale parla dei privilegi dei politici e tra questi cita i contributi previdenziali per gli assessori tecnici. Come ho già scritto, si tratta di una materia complicata da l fatto che il dirigente regionale competente ha usato due pesi e due misure: a un Assessore ha pagato i contributi, agli altri no. Di tutto questo sul giornale di oggi non c’è traccia. Però si parla dei privilegi della casta, che ci sono e si possono combattere e eliminare (io sto lavorando a un testo di legge organico), ma nel caso specifico la questione è più di uguglianza di fronte alla legge e di interpretazione delle norme che di privilegio. In più, alcuni colleghi, parlano di eliminazione del vitalizio, su cui io sono d’accordo, ma, dicono loro, dalla prossima legislatura, come fa Tremonti. E perché non da questa? Tecnicamente è possibile, basta volerlo.  In verità, dietro tutto questo, ed è di questo che voglio parlare, c’è tanta buona fede ma anche tanta indulgenza verso lo spirito di piazza attuale a dare al politico del ‘coglione parassita’, a prescindere da quanto lavora, da ciò che fa e da ciò che dice. E allora, dai, mettiamoci tutti a gridare “Coglione! Parassita!”. Manca poco ad invocare l’uomo forte che raddrizza le gambe a i cani e fa rigare dritti tutti quanti. La piccola borghesia italica (quella duramente e profondamente criticata da Gramsci), educata al qualunquismo fin dai suoi esordi da quel gran qualunquista che fu Massimo D’azeglio (che ovviamente era un aristocratico ricchissimo e annoiato), ogni tanto ha bisogno di una forca da cui veder penzolare un po’ di vittime e ha bisogno di un uomo forte che non discuta tanto, non vada tanto per il sottile, che sia di destra o di sinistra poco importa, l’importante è che sia forte e molli schiaffi ai bambini che ‘sanno di meritarli e così tornano contenti a casa’. Andate, su, bambini, dietro l’agognato pifferaio. Io me ne vado su un monte lontano da voi; io non mi sento di appartenere a questa sottocultura barbara del sottobosco qualunquista italiano.

9 Commenti

  • Paolo Maninchedda

    Caro Nino, il sarcasmo talvolta aiuta. Tal altra, quando si è in battaglia vera ha un che di acido che, francamente, forse soddisfa la lingua ma non il cuore.

  • Dirigente regionale reprobo (smorfia), scenari tanti ma nessuno praticabile, piazza ingrata e forcaiola, conclusione: Aventino! Che porta sfiga, chiama l’uomo forte e ‘a nuttata sarà lunga da passa’.
    Si è reincarnato Leopardi?

  • Stefano Melis

    Vergognosa l’incompletezza della rassegna stampa di Videolina.
    Mostrano la prima pagina di Avvenire, di Italia Oggi e addirittura quella di MF, ma non quella di Sardegna Quotidiano. E nemmeno quella dell’altro giornale in edicola da oggi Sardegna 24.
    Che anche lei scorda di citare.

  • Bene…. Andiamo tutti al Monte di Sant’Antonio ci facciamo un bello spuntino e lasciamo fare la Politica a chi ha quatto palmi di peli sullo stomaco.
    Tanto per i comuni mortali poco cambia, Presente precario e Futuro Incerto…

    Saludos Caros, Amigos Caros

  • Benvenuto nel Club! :-)

    ps.

    Perchè, nella rassegna stampa pubblicata nel sito della Regione (per non parlare di quelle di altre amministrazioni pubbliche locali) è stato inserito Sardegna Quotidiano? E di cosa ti sorprendi?

  • Sono d’accordo, penso anch’io che l’attuale quadro politico proseguirà a tentoni ancora per qualche tempo. Altro che PNS…

    I nuovi giornali, come tutte le novità, vengono sempre accolte con freddezza e possibilmente emarginazione. È il primo riflesso spontaneo della conservazione…

  • Gianni Maestrale

    Caro Paolo,
    su quel monte lontano saremo sicuramente in tanti al tuo seguito.
    Dobbiamo però stare molto vigili perchè, alla guida di una qualche banda,non venga qualcuno che voglia salutarti con…un bacio!

  • Gian Piero Zolo

    Penso che saremo in tanti a salire su un monte…ma un giorno ne scendermo tutti insieme…

  • Ettore Boi

    Chiamalo come ti pare basta che lo faccia!

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