Sardofasciocretinismo: psicopatologia storica dell’assenza di intelligenza

25 luglio 2012 08:168 commentiViews: 26

cretinoIn Consiglio regionale si litiga duramente sulle linee guida del Ppr. Ne vale la pena? È veramente urgente parlare di questo argomento? No. Le norme ci sono, vanno corrette, ma non è certamente il tema paesaggistico il più importante, proprio perché non c’è vacatio; la tutela è garantita, la fascia costiera è un bene paesaggistico e tale deve rimanere; la Spagna sta insegnando a tutti che un’edilizia costiera non è il futuro per nessuna nazione.
Nel frattempo, quel poco di manifatturiero che rimane sta faticando ad andare avanti e lo stop del Galsi sta ponendo in modo drammatico il problema dell’energia.
I lettori di questo blog sanno che io non sono un estimatore di Antonio Pigliaru, perché gentiliano.
Tuttavia, nel lontano 1964 scriveva: “Così mi sembra che, per fare nel complesso i conti col modo dell’esserci delle politiche e delle culture sarde, occorra, innanzi tutto, fare o cercare di fare i conti con quella specie di fascismo “sociologico” che è tipico della borghesia sarda: dunque porre in ipotesi la natura spontaneamente fascista di larga parte delle dirigenze sarde, urbane e rurali”.
Di quale fascismo si tratta? Pigliaru non lo chiarisce bene in questo punto, ma ha un bel lampo di genio quando, poco prima,  scrive che per molti “la politica non può avere che immediati interessi pratici e che infatti non ha obblighi se non verso il potere, poiché non conosce altra prospettiva critica che non sia – praticamente – quelal della conquista, del mantenimento o dell’accrescimento del potere; e così via, sino alla tragica alternativa (tragica anche se, oppure proprio perché falsa) di rivoluzione e verità”.
Il sardofasciocretinismo consiste in questo: como bi so deo e cumando deo.
In questo quadro non conta che è vero che la Sardegna è oppressa, dominata e umiliata da tasse e burocrazia; che ha bisogno di una vera rivoluzione educativa nella scuola e nella formazione professionale; che ha bisogno di contratti collettivi nazionali sardi che aumentino la produzione e la produttività a costi invariati; che ha bisogno di trovare rapidi e efficaci alternative al ritardo del Galsi, che ha bisogno subito di sgonfiare la sanità e investire in lavoro, anche in lavoro di pubblica utilità, ma immediato. Tutto questo non conta. Conta saldare i conti, esibire la forza, mantenere impegni edilizi, credere nella folle chimera dello sviluppo prodotto dagli alberghi sugli scogli o dalle buche dei campi da Golf sull’acqua. Conta dunque l’esercizio del potere per confermare la forza di chi ce l’ha, non per fare ciò che serve: questo è il sardofasciocretinismo la cui evoluzione beffarda è il sardosfasciocretinismo e quella dura e tragica, appunto, della contrapposizione tra potere e verità (tipica anticamera rivoluzionaria).

8 Commenti

  • Marcello Simula

    per Massimo Manca, senza alcun intento polemico: purtroppo fare affari ed allevare sudditi conta dappertutto non solo in Sardegna. Conta dappertutto,dove esiste la diseguaglianza sociale,dove esiste il cammelliere che sotto la palma da datteri ha trovato il petrolio e quindi ci compra,dove la gente che lavora non finisce il mese e quindi si vende al cammelliere di turno(senza offesa,la mia e’ solo una semplificazione didascalica),dove la gente si vende al politicante di turno che in quella tornat elettorale “promette bene”,epotrei continuare all’infinito,lo sappiamo tutti.E allora,che facciamo?Non possiamo cambiare il mondo,ma,come diceva un saggio del quale condivido pochissimo,ogni lungo viaggio comincia con un piccolo passo.Abbiamo la fortuna di avere il mare come confine,siamo tutti qui.Vogliamo contarci,noi sardi,e unirci per il bene nostro e dei nostri figli?

  • Caro Massimo Manca siamo servi in casa nostra! La Sardegna la stiamo svendendo (neanche vendendo!) a quei signori con tanti soldi che vengono da lontano e con tanto di genuflessioni quando arrivano!
    Svegliamoci!

  • Su scomunigau

    Attento Paolo a non criticare la maggioranza ed il Capo del Gran Consiglio. Oggi è il 25 Luglio

  • Onorevole, quindi non parteciperà ai lavori del consiglio? Il partito quale posizione assumerà in merito?

  • Un saluto

  • Massimo Manca

    Certo, in Sardegna “conta saldare i conti, esibire la forza, mantenere impegni edilizi, credere nella folle chimera dello sviluppo prodotto dagli alberghi sugli scogli…”, ma soprattutto fare affari e allevare sudditi

  • sull’esercizio del potere segnalo il sito Prismi…. “il sito di chi vuole pensare”

    http://prismi.wordpress.com/2011/06/24/sul-volto-osceno-del-potere-lineamenti-provvisori/
    Sul volto osceno del potere: lineamenti provvisori di A. Bellan

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