Sardegna 24 ha chiuso. È un vulnus per tutta la Sardegna

29 gennaio 2012 18:168 commentiViews: 10

s24Oggi il direttore Bellu ha annunciato la chiusura di Sardegna 24, un giornale che ha scritto molte e pazzesche sciocchezze  su di me, ma comunque un giornale di opposizione. Opposizione a chi? Questa è la parte della vicenda che mi ha più interessato. Sardegna 24 nasce contro la Giunta Cappellacci e in generale contro il centrodestra. E ce n’era bisogno, perché il centrodestra è, in Italia come in Sardegna, una realtà più ampia di quella rappresentata a livello parlamentare: più ampia nel senso di più trasversale. Quale è stato il perimetro ideologico iniziale? In qualche misura il sorismo: il giornale ereditava anche fisicamente amici e avversari della politica della precedente Giunta, con in aggiunta un po’ di sessantottismo e di radicalismo più del linguaggio che della sostanza. Insomma, molti sermoni per educare il popolo e dettare la linea e poche notizie. Cammin facendo, che cosa è accaduto? È accaduto che la realtà, la verità, per un giornalista che si rispetti, è un amore vero e non può essere tradita, almeno non troppo. E così i giornalisti, raccontando giorno dopo giorno la realtà della Sardegna hanno cominciato a trovare insufficiente sia il radicalismo, sia il sessantottismo, sia il sorismo, sia il predicazionismo. La realtà è complessa e, soprattutto, il confine tra riformisti e conservatori, nell’Isola, passa altrove rispetto alla linea su cui il dogmatismo della divisione ufficiale tra destra e Sinistra lo fa passare. In più, per quel che riguarda noi sardisti, la sinistra e la destra italiane hanno in comune più cose di quelle che dichiarano ufficialmente (Monti lo sa bene). Inoltre, l’idea madre dei succedanei del sorismo, e cioè che occorrerebbe ripetere tutti i giorni che l’operato della Giunta Soru era il futuro dell’Isola, si è rivelata ogni giorno sempre più insufficiente a rappresentare una nuova proposta di governo: è apparsa ogni giorno di più, più celebrativa che efficace. Così questo giornale, piano piano, ha perso la famiglia di origine e si è avventurato nel mare aperto della costruzione di un’altra famiglia, quella di chi non accetta gli schieramenti preconfezionati, di chi non accetta di raccontare sempre la solita solfa, di esaltare sempre le solite cose e di avere gli occhi chiusi su tutto il nuovo che avanza. A me cominciavano ad essere simpatici perché deboli, un po’ culturalmente confusi e anarchici ma con l’ambizione vera del rischio della libertà. Questo giornale è nato snob e stava diventando normale, libero dalla puzzetta sotto il naso dei salotti dove siedono quelli che pensano di essere gli unici colti e gli unici democratici (sono i salottini rosa), disponibile, al contrario, a vedere la realtà senza maschere e trincee. Proprio adesso me lo chiudono. Allora, noi, tutti noi sardi, quando succedono queste cose, dobbiamo trovare il modo di continuare a dare voce a queste realtà, perché il loro destino anticipa quello di tutte le minoranze in questo mondo darwinista che dà ragione non a chi ce l’ha, ma a chi vince, perché se ha vinto vuol dire che aveva ragione (quindi anche Hitler, finché ha vinto, aveva ragione). Sebbene io abbia avuto forti delusioni dal mondo dell’informazione, continuo a dire che ciò che occorre fare è una public company federativa, che metta insieme diverse e bellissime realtà indipendenti (una di queste è anche Sardegna Quotidiano di cui non so più niente), e le organizzi in un network plurale. Io sono disponibile a continuare a pensare e lavorare per non rassegnarci a morire manipolati. Cerco solo persone non schematiche, chiare e leali (anche nella contrapposizione): purtroppo ho compiuto cinquant’anni e se nei primi minuti di una conversazione mi accorgo che ho a che fare con le solite persone che parlano nel solito modo e che cercano solo una nuova tribù per attaccare la tribù vicina, me ne vado. Io ho le tasche piene delle guerre, soprattutto di quelle inutili. Cerco interlocutori senza schemi preordinati, disposti a correggersi, disinteressati ai pettegolezzi e alle gogne, insomma persone normali e libere cui dare una mano e con cui fare una bella informazione.

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8 Commenti

  • Quoto Venere…

  • Franco Cappai

    Cunfida in tottusu, et fidadi de pagoso….
    custu narada su diciu Sardu,
    ed este arrivada s’ora de lu ponnere bene in mente!
    Saludos e sempre Fortza Paris
    Franco Cappai

  • Sardegna 24, interpellata sul perchè dall’aldilà, risponde parafrasando Pia de’ Tolomei: Soru mi fè, disfecemi Tiscali. E attenzione: non è l’Unità la nuova fiamma! Poi, siccome da cosa nasce cosa ecco la traccia per un nuovo lavoro di Michela Murgia.
    E la Sardegna? Non gliene fotte un beato ozzac.

  • Egregio anonimo Andrea, cosa vuoi? Io sto facendo tutto quello che ho detto che avrei fatto, comprese le azioni nelle sedi opportune che, se sono tali, non sono sui giornali. Sull’industria nella Sardegna centrale sto continuando a fare tutto il possibile e a breve se ne vedranno le conseguenze. Io sono in battaglia come prima, ma grido soltanto un po’ di meno perché gridare non serve, serve fare. E io sto lavorando. Per un certo verso è vero che sono cambiato: sono meno settario, meno sicuro del mio giudizio sugli altri, ma, ti sembrerà strano, mi sento un pizzico più giusto.

  • Che bello sarebbe avere in Sardegna un giornale libero, forte e indipendente, su base cooperativistica oppure con azionariato diffuso. Senza padroni. Un giornale che riporti notizie vere e soprattutto difenda gli interessi della Sardegna, promuovendo l’orgoglio della nostra Terra anziché l’appartenenza agli schieramenti nazionali.

  • Condivido la nota di Paolo.
    Peccato per Sardegna 24… certo che “il sole 24” non ha gli stessi problemi…
    Ps riflettendo sul post di Biolchini: Michela Murgia, purtroppo, mi ricorda quei sardi che, vergognandosi di essere tali, preferiscono confondersi e diluirsi negli italiani…

  • Io, La vorrei come Presidente della Giunta. E con me, tantissimi altri.
    Cominci ad abituarsi all’idea.
    Con immutata stima,
    Venere.

  • Mi scusi lo sfogo.
    Ora Basta! Si risvegli pure lei da questo torpore politico in cui si è ficcato.
    Caro Onorevole sono stato attirato da questo blog perche si occupava, e preciso ”si Occupava” di cose serie, non era il solito blog di un politico che cita i temi e li analizza senza occuparsene.
    Lei, si proprio lei, sino a poco tempo fa si occupava di noi poveri cristi, mi ricordo i suoi interventi sull’industria del centro Sardegna, sulla sanità nuorese dei baroni, mi ricordo il suo impegno per creare occasioni di sviluppo e aumentare l’occupazione e mi ricordo bene la figura meschina fatta dal vecchio assessore Prato che lei ha sputtanandolo a mezzo stampa aprendo gli occhi a tutto il mondo agropastorale sardo.
    Ora, ahimè non la capisco più e mi creda non sono solo.
    Molte cose proposte non si sono concretizzate, vedi asl Nuoro da dove siete scappati a gambe levate dopo aver abbaiato ai quattro venti scoop giudiziari ecc, e gli OSS attendono giustizia, vedi la desertificazione industriale del centro Sardegna ecc.
    In tutti i casi non si può dire che non ci abbia messo la faccia e tanto impegno. Ed è proprio per questo che ero e rimango uno dei tanti che la seguono con piacere perche, è stato concreto nel proporre e fare e non certamente di quelli che non ci mettono la faccia.
    Merita rispetto, però un po’ di tempo è cambiato, perche?
    Il mio solo auspicio e che torni quello che era una volta e la cosa triste sarebbe per me, diventare uno dei tanti che domani si sentirà dire dagli amici con cui ha discusso per difendere le sue tesi e idee fatte mie,: hai visto! Era come tutti gli altri..
    Adderetta S’ischina e pesa!!

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