Sanità sarda e informazioni sul mio rapporto con la sanità nuorese

17 luglio 2011 15:501 commentoViews: 8

soldi1Credo che sia un momento in cui bisogna avere la testa sul collo. Non si possono usare toni consolatori per la sanità sarda. Dobbiamo ridurre i costi e migliorare i servizi. La Sardegna non può permettersi una sanità che costa intorno ai 3,2 miliardi di euro. Se non vogliamo trovarci in condizioni di tipo greco, dobbiamo chiudere gli ospedali inefficienti, fare un solo ospedale regionale di alta specializzazione e farlo funzionare bene, ottimizzare l’efficienza dei servizi e non avere paura, per farlo, di coinvolgere i privati (se lo stesso servizio fatto da un privato è di migliore qualità ed è più efficiente, non dobbiamo aver paura di optare per il servizio erogato dal privato), controllare molto meglio il sistema delle Rsa e della 162 (la spesa non può crescere in entrambe le voci), reclutare i medici più bravi e non i più vicini e reclutarli quando sono ancora giovani, non quando sono stanchi; spostare personale dagli ospedali inefficienti alla medicina nel territorio; ecc. ecc.
Ancora, in molti non hanno capito un fatto strutturale: dopo l’accordo Soru sulle entrate, la Sardegna non riceve più un euro dallo Stato per la sanità e copre i costi del suo sistema sanitario col suo gettito fiscale. Mentre nelle regioni ricche la sanità è largamente coperta dal gettito Irap, qui da noi la sanità è coperta per soli circa 700 milioni da Irap e addizionale Irpef; il resto è iscritto in larga misura sul gettito Iva. Non a caso la Corte dei Conti ha rilevato che proprio sull’Iva risulta iscritto l’ammonatre della quota del fabbisogno indistinto che precedentemente sarebbe stata a carico del fondo sanitario nazionale. In poche parole, noi ci stiamo giocando sulla sanità le risorse aggiuntive ottenute dal nuovo calcolo dell’Iva. Chi capisce di Entrate e Sviluppo capisce che questo è un dato fortemente negativo, se si tiene conto che, sempre su dati certificati dalla Corte dei conti, l’incidenza della spesa sanitaria sul bilancio regionale è salita di 12 punti percentuali in dieci anni (dal 2000 al 2010). Di questi punti in aumento, attenzione, 11 sono maturati nel 2010 (sul 2009): nel 2009 l’incidenza era attestata al 48,50%; nel 2010 si è attestata sul 59,31%. Una corretta gestione avrebbe dovuto lavorare a riportare la spesa su valori 2009 al netto del pauroso disavanzo elettorale accumulato nel 2009 (265 milioni); invece il disavanzo 2010 è in crescita (300 milioni). Affermare che cresce meno del dato eccezionale del 2009 è veramente paradossale, perché equivale ad assumere come prezzo reale di una merce il più alto prezzo prodotto dal mercato in un momento speculativo e quindi calcolare gli incrementi sul picco e non sul prezzo medio che è ragionevole sia più prossimo al valore reale della merce.
Io credo che oggi governare la Sardegna significhi avere una responsabilità alta e terribile che non consente a nessuno di affermare: “La scuola va male, ma io sono bravo!”. No, oggi chi è bravo deve farsi carico degli asini e portare in salvo tutti. Questo vuol dire fare politica e amare. Per salvarci tutti insieme e salvare i sardi, bisogna fare una riforma strutturale della spesa, dai redditi alti agli sprechi, e bisogna fare riforme strutturali in sanità. Concentriamoci su queste cose piuttosto che sugli effimeri vantaggi della propaganda politica.

Nella Asl di Nuoro, sul concorso degli Oss si sta consumando una vicenda che si concluderà nelle aule giudiziarie, non solo in quelle amministrative; pertanto non intendo parlarne ulteriormente, ma intendo agire contro quelli che mi paiono evidenti soprusi. Anche in questo caso, occorre agire non per rappresentare posizioni politiche, ma per sottoporre alle autorità competenti l’operato di chi esercita un potere.
Per il resto, rimango convinto del fatto che occorra, per affermare un po’ di giustizia a Nuoro, tenere il punto sul project. Ho provveduto ad acquisire ufficialmente ulteriore documentazione e altra ne sto acquisendo con l’accesso agli  atti finalizzato a rendere esplicite la modalità di calcolo del costo cessante dei servizi non commerciali affidate al project, le modalità di calcolo della copertura finanziaria del costo (circa  3,6 milioni di euro anno) del nuovo servizio sperimentale per il rinnovo dei macchinari sanitari (escluso dai costi cessanti perché, appunto, nuovo, ma incluso nel project). Ho in corso un ulteriore approfondimento sul cano di disponibilità. Acquisiti gli atti, provvederò a quanto di conseguenza. Infine, ho proceduto a effettuare un accesso agli atti per ottenere la corrispondenza tra Inso e Asl sulla manutenzione dei macchinari, sull’inventario dei macchinari e sulla riduzione del canone annuale per inadempienze; sulle pretese di Inso di liquidazione del canone del 2009 e del 2010. Stessa richiesta ha riguardato i Servizi informatici in concessione. Infine, ho dato mandato ai miei legali di valutare l’operato di alcune alte cariche istituzionali, reticenti nel fornire risposte ufficiali a domande ufficialmente poste sulle criticità complessive del project; a nessuna autorità è permessa dalla legge la reticenza.

1 Commento

  • Giovanni 70

    Tutto giusto, soprattutto che la Sardegna ha bisogno di un solo grande ospedale di alta specialità e non di 3 o 4 ospedali. Chi dovrebbe valutare le capacità dei medici, i primari semibaroni sensibilissimi al “lecchinaggio” piu’ triste o chi?
    In Sardegna non cambierà mai nulla finche’ non si toccherà davvero il fondo.

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