C’è un momento, nella vita della pubblica amministrazione, in cui smetti di chiederti “ma davvero?” e inizi a chiederti “con che coraggio?”. Quel momento arriva quando leggi perle come questa:
In sede di manifestazione di interesse, il candidato non è tenuto a presentare la dichiarazione di assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità…
Ed eccoci qui. Con la solita, meravigliosa invenzione italiana: rispettare la legge senza rispettarla. Come dichiararsi vegetariani mentre si addenta una fiorentina, però con “impegno a valutare in futuro l’opportunità di non mangiare carne, qualora richiesto”.
Ieri, appena noi abbiamo segnalato che il candidato più accreditato a divenire Direttore generale poteva trovarsi in una condizione di inconferibilità, la Direzione generale del personale della Ras ha emesso questa circolare esplicativa che annulla ogni intenzione di controllo e si affida solo alle dichiarazioni del candidato.
L’escamotage: non sei innocente, sei solo “promissivamente innocente”
L’idea è semplice e geniale nella sua sfacciataggine: anziché chiedere subito al candidato la dichiarazione di assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità – cioè quello che ha senso chiedere se vuoi evitare di nominare persone che non puoi nominare – si inventa un sostituto più elegante:
– non un controllo preventivo;
– non una verifica;
– ma una dichiarazione di impegno a dichiarare.
Cioè: un’anti-dichiarazione. Un “te lo dico dopo”, detto con la solennità di chi pensa che la normativa sia un fastidio opzionale, tipo musca ‘e culu.
Presentare a semplice richiesta
Il candidato si impegna a presentare la dichiarazione “a semplice richiesta dell’amministrazione”.
Bellissimo. Perché in effetti il problema non è l’inconferibilità: è che la PA possa improvvisamente essere stanca di chiedere le cose, si svegli e domandi il necessario. È come mettere un cartello all’ingresso di un aeroporto:
È vietato portare esplosivi. Tuttavia non siete tenuti a dirlo. Se ve lo chiediamo, magari rispondete.
Il tutto con quel tono rassicurante che suona molto come: non vi preoccupate, nessuno vi chiederà niente.
Garantire l’assenza di cause
Qui l’autore si supera: il candidato “garantisce” che al momento dell’eventuale conferimento non ci saranno cause di inconferibilità.
E come lo garantisce? Con una stretta di mano? Un giuramento? Una seduta spiritica?
Perché “garantire” non significa nulla se non c’è verifica. È la stessa logica del:
Garantisco che sono in regola con le tasse. Non serve controllare. Fidati, fratello.
Questa è la nuova frontiera del diritto amministrativo: l’autocertificazione come atto di fede.
Rimozione tempestiva delle incompatibilità
E poi arriva il gran finale: se ci sono incompatibilità, il candidato garantisce la “tempestiva rimozione”.
Meraviglioso anche questo: non solo si ammette implicitamente che potrebbe esserci incompatibilità… ma si dice pure: Entriamo lo stesso, poi sistemiamo.
È la filosofia del matrimonio celebrato mentre uno è ancora sposato: Tranquilli, poi divorziamo tempestivamente. Una gestione della legalità in modalità “post-produzione”.
Il capolavoro vero: trasformare una norma di prevenzione in una norma di speranza
Il decreto legislativo 39/2013 nasce con un’idea piuttosto semplice (e insospettabilmente ragionevole): evitare che vengano assegnati incarichi a chi non può riceverli. Invece in Sardegna è stato reinterpretato così: Vediamo intanto chi ci piace. Se poi non si può nominare… pazienza, lo scopriamo dopo.
Che è come usare la normativa anticorruzione come si usa l’ombrello: se piove lo apri, se non piove lo lasci chiuso e se non lo trovi, fa niente, tanto ti asciughi dopo.
Il vero messaggio del testo
Dietro questa prosa apparentemente neutra e burocratica c’è un messaggio chiarissimo, scolpito tra le righe: Non vogliamo che qualcuno ci rompa le scatole prima di decidere. E soprattutto: Non vogliamo che la norma faccia la norma.”
L’etica come optional e la legge come decorazione
Questo testo non è una semplice formulazione infelice. È un piccolo monumento alla furbizia che si traveste da procedura, è la scorciatoia che si atteggia a prudenza. È l’idea che la legalità sia una formalità da gestire dopo, come il collaudo di un ponte già inaugurato: Per ora inauguriamo. Poi, a semplice richiesta, garantiamo che regga. E la cosa più comica – se non fosse tragica – è che tutto viene scritto con tono serio, istituzionale, composto. Come se fosse normalissimo dire: “Non serve dichiarare l’assenza di cause ostative… basta promettere di non averle.” Un capolavoro di stile. Da incorniciare.
E da portare come prova materiale del fatto che, in certe stanze, non si aggira la legge per violarla… ma per non doverla neanche guardare in faccia.

Caro Professore, per la prima volta vado controcorrente per la sua “tesi” sulla circolare della Direzione Generale della Ras, che “in sede di manifestazione di interesse il candidato non è tenuto a presentare la dichiarazione di assenza delle cause di inconferibilità e incompatibilità” per ricoprire la carica di Direttore Generale nella sanità.” Non credo che tale precisazione possa essere considerata illegittima considerato che l’art. 20 del D.Lgvo 8 aprile 2013, n. 39 (disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni) prevede che: 1. All’atto di conferimento dell’incarico l’interessato presenta una dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di inconferibilità e incompatibilità di cui al presente decreto”. Vale a dire che l’obbligatorietà di tale dichiarazione diventa obbligatoria solo al momento del “conferimento” e non prima, vale a dire nella domanda di selezione. Profitto di questo intervento, al contrario, per segnalare un autentica violazione di legge, sempre nella sanità, in particolare, nel Brotzu per l’incarico triennale di Direttore amministrativo, attribuito ad un pensionato, ex Dirigente della Guardia di Finanza, Dr. Antonio Guerrieri, in violazione dell,art. 5, comma 9 del D.L. n. 95 del 6 luglio 2012, convertito con modificazioni, dalla L. n. 135 del 7 agosto 2012 che dice che è vietato per le pubbliche amministrazioni di “conferire incarichi di studio o di consulenza a soggetti già lavoratori iprivati o pubblici collocati in quiescenza. Alle suddette amministrazioni è altresì fatto divieto di conferire incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo nelle amministrazioni… Gli incarichi, le cariche e le collaborazioni di cui ai periodi precedenti sono comunque consentiti a titolo gratuito, Per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuità, la durata non può essere superiore ad un anno, non prorogabile né rinnovabile presso ciascuna amministrazione”. Pertanto, significando “annualità e gratuità” e non triennalità e a pagamento.
Notizia dell’ultimo momento, 150 medici degli Ascot non pagati da tre mesi, dichiarano lo sciopero ad oltranza minacciando anche le dimissioni. Inviterei la Presidente Todde, attuale assessore alla sanita, invece di presenziare nelle citta a guida grillina e sfilare, di mettersi al lavoro, sarebbe ora di finire la continua campagna elettorale e iniziare a fare politica se ha le p….e, sa solo criticare e distorcere lo sguardo su altri problemi.
Ogni giorno la sanità prende uno schiaffo e loro a fare solo campagne elettorali.
Siete una vera vergogna.
Egregio, articolo SUCCULENTO quest’oggi!
Ci sarebbero da precisare un po’ di cose.
L’artefice (almeno formale) di questa bella foglia di fico è esattamente il Responsabile della Prevenzione della Corruzione della regione Sardegna.
Trattasi di Dirigente interno della regione nominato, al fine di prevenire o contrastare fenomeni corruttivi, dagli stessi soggetti che possono, almeno in linea teorica, subire o generare la corruzione che pure si vorrebbe contrastare o prevenire!
Come a dire, giocando a guardia e ladri: ingaggio come vigilantes un figlio del (potenziale) ladro. Il dubbio che la guardia incaricata possa non essere esattamente in una condizione di libertà tale da svolgere efficacemente il proprio lavoro, c’è!
Ma tant’è: questa è l’ipocrisia dei nostri Amministratori quando calzano i panni dei Legislatori!
Continuando, è di tutta evidenza pure la incongruità, da una parte, nell’ accettare una omissione di dichiarazione all’atto della candidatura per l’affidamento di un Ufficio, dall’altra, nel riservarsi di verificare dichiarazioni che però non sono state preventivamente rese!!!
Come anche dire: per non farti rendere false dichiarazioni, levo l’obbligo di fartele rendere piuttosto che imporre la obbligatoria verifica!
A questi Signori occorrerebbe servire un patè di olive confezionato senza indicazione di scadenza e con la dicitura: ti prometto che è esente da botulino MA lo scoprirai SOLO dopo averlo CONSUMATO”!
Tutto questo per un OMISSIS cacciato a pedate da tutto l’arco costituzionale piemontese con eccezione parziale grillina. Arriverà come ovunque, ha fatto il giro d’italia con zainetto e farfallino e fama di spaccaossa, sempre esule dopo un po’ perché incompreso per il suo rigore bieco e cieco. Una fama costruita su risultati inesistenti ma solo autoreferenziali. Una iattura chiedete ovunque sia stato da nord a sud. Che vergogna
Professore,
è incredibile quanto rappresentato ed è ancor più incredibile che si stia portando in Sardegna con la solita arroganza della Todde un Direttore Generale dell’Assessorato OMISSIS da tutto l’arco costituzionale Piemontese, con astensione grillina ovviamente. È una sciagura vera, un arrogante con zainetto e farfallino.
E poi si criticano gli Elettori Sardi che non vanno più a votare perché schifati, o che cambiano schieramento regionale ogni 5 anni! Lo fanno perché cercano disperatamente una coalizione che finalmente possa far crescere l’Isola. Ma purtroppo, arrivano solo cocenti delusioni. E dalla Giunta Todde sta giungendo una delusione ancora più cocente. Da far cadere le braccia…
…dai …. dobbiamo resistere solo TRE ANNI …. poi ci serviranno DIECI ANNI per rimettere a posto le cose . Ma solo se serve …. e se ce lo chiedono !
Sono arrivati “quelli bravi”.
Se quanto riportato corrisponde al vero (e non abbiamo dubbi) chi centra veramente il punto è Antonio quando chiede “la minoranza dov’è?”
Perché il problema non è tanto presentare un esposto, anche perché sappiamo come funziona (nella maggior parte dei casi) la magistratura, si veda per esempio quanto riporta il “simpatico” Sallusti oggi a proposito di un procedimento nei suoi confronti.
Per farla breve, si trova ad essere giudicato da un magistrato condannato per un reato (omise di comunicare alla difesa prove che scagionavano l’imputato -ulteriore conferma che la separazione delle carriere è necessaria-) relativo al suo ufficio in primo e secondo grado, un pò come far continuare a svolgere la professione ad un chirurgo che notoriamente ammazza i pazienti in sala operatoria e viene condannato in primo e secondo grado di giudizio.
Qui il problema è l’assenza della politica! (l’arte del governo della polis) manca totalmente l’interesse al bene comune, che si sia maggioranza o minoranza; in questo caso sicuramente è assurdo che l’opposizione non si faccia sentire.
Attendiamo fiduciosi in un “cambio di passo” (espressione ormai nauseabonda).
Nei concorsi pubblici esiste l’autocertificazione: non produrre titoli subito in fase di domanda, dichiarali e poi, se vincitore e assunto, li verifichiamo. In caso di “dichiarazioni mendaci” si entra nel campo del codice penale.
Al di là della sensatezza di tale sistema (il controllo dovrebbe avvenire subito, non dopo anni, come è successo di recente per 2 insegnanti che avevano dichiarato titoli inesistenti ma necessari per il loro lavoro, come il diploma e la laurea, e che ora dovranno restituire gli stipendi percepiti nel tempo), perché tali procedure valgono per alcuni ma per altri (che abitano o frequentano piani più alti) no?
… Balla, balla, fossis no ischiant ite inue e comente fit e coment’est sa Sardigna e semus postos sos Sardos, però ischint e ischiant sas “margianerias”.
A doni modu a donzunu sa… virtude sua.
E… fata sa leze TOTU EST LEGALE!!! Mancat ebbia sa «nota esplicativa» ca sinono un u si perde e morissime innantis de cumprèndhere sas bruscerias de sos majarzos onorados.
A boll’ammentades su disastru de sa diossina in Piemonte? E ant fatu sa leze pro dichiarare normale prus artu su “livellu” de diossina. Totu normale, cioè «a norma», comente est normale chi si morit.
A boll’ammentades s’incuinamentu «da uranio impoverito» isperimentèndhelu in su poligunu de gherra in su sartu de Quirra in su Sàrrabbus de Sardigna? (pro dare «lavoro e difesa»!) Fint sos annos de su Guvernu Renzi. E custu cun drecretu “legislativo” at artziadu su livellu ‘normale’ de inquinamento iscrindhe chi depiat èssere cussideradu normale cussu prus artu in sas indùstrias, si no irballo! Tzertu, nois no tenimus indùstrias e duncas nos poinent sos polìgonos de gherra. E isparéssiu s’incuinamentu. Fata sa leze est totu legale. Podimus mòrrere o campare a tilipendhe trancuillos. Chie morit morit e chie campat campat.
Prus ‘pacificu’ su «DECRETO LEGISLATIVO 8 aprile 2013, n. 39.», s’annu chi fit Presidente il Cavaliere e currindhe su «spread» che cadhu macu atzopiendi s’Italia .
Rutu o betadu Il Cavaliere ponent su MONTI mannu, pro fàghere cùrrere l’Italia e ti faghet in prus de s’àteru su ««DECRETO LEGISLATIVO 8 aprile 2013, n. 39.» «Dato a Roma, addì 8 aprile 2013 NAPOLITANO,
MONTI, Presidente del Consiglio dei Ministri,
PATRONI GRIFFI, Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione». Totu semplice!
E cherimus chi sa sa “maggiomini” ‘maggioranza’ a campu larghista grillotalpa che cherzat fàghere cùrrere sa Sardigna e cùrrere sos Sardos?!
Ajó, nessi a cùcuru ficadu depimus cùrrere, si no macos che cadhos nessi che ainos domados abbituados a totu sas domaduras.
Lasciatemi indovinare: chi c’è a capo della direzione del personale, OMISSIS?
In quasi due anni di potere assoluto questa Giunta ha superato le peggiori amministrazioni della storia dell’autonomia, tra leggi approvate e cassate, poltronificio più ricco della storia, contributi senza bando ad amici e conoscenti per centinaia di milioni e, soprattutto, un’incapacità totale a risolvere qualsiasi problema, sanità, trasporti, energia…
A ogni nuova manfrina di questi fenomeni mi chiedo COME SI SENTIRANNO LE SARDE E I SARDI CHE LI HANNO VOTATI IN BUONAFEDE, credendo ingenuamente alle frottole raccontate da Alessandra Todde e compagnia cantante in campagna elettorale? COME SI SENTIRANNO GLI ELETTORI DEL PD, che assecondano qualsiasi porcata pur di rimanere in sella.
Io sarei molto arrabbiato, mi sentirei tradito, e credo anche molti dei loro elettori capaci di intendere e di volere.
Tuttavia, escludendo l’esercito delle sarde e dei sardi che stanno mangiando a quattro ganasce grazie alle prebende degli honesti, penso che ci sia ancora una parte dei loro elettori che continua a credere alle frottole del fido Gasparetti. Povera Sardegna!
Egregio, è del tutto evidente che il solco sul quale si muove questa inqualificabile reggenza politica poggia sul pensiero del Marchese del Grillo (io so’ io e voi non siete un caxxo).
La domanda è sempre la stessa: la magistratura (di ogni tipo) fino a quando continuerà a voltare la faccia dall’altra parte?Saluti.
Siamo davanti alla famosa gag del Tombolao di Frassica e Arbore a indietro tutta:scrivete sei numeri su un foglio di carta prima che io li estraggaaaaaa,ci fidiamooo……e Arbore: non fate che li scrivete dopo che li abbiamo estratti, se no è vero che vincete i milioni, ma non vi divertite!!!!
..ormai non c è limite all’indecenza, la libera interpretazione delle norme, studiate all’università delle zucchine..
Buongiorno Prof ma la minoranza dov’è è difficile fare un esposto alle autorità competenti non credo che sia normale tutto quello che lei ha descritto
Egr. Professore, se come dice Lei, “la Direzione generale del personale della Ras ha emesso la circolare esplicativa che annulla ogni intenzione di controllo e si affida solo alle dichiarazioni del candidato”, io mi domando, non abbiamo nessun controllo preventivo? Ma ciò che preoccupa di più, una volta nominati, magari anche sapendo che molti non hanno i requisiti, non vi è un ente di controllo che sanziona candidati e coloro che li hanno nominati? Situazioni inverosimili, fuori da ogni regola, però poi qualcuno si domanda da dove deriva tutto questo malumore e disinteresse alla politica.
Bisognerebbe ricondizionare il mondo. Oramai è rotto, senza regole oramai non funziona più.
Ormai sono senza vergogna.
Quella famosa scatoletta di tonno volevano aprirla per mangiarsela a quattro ganasce.