Oggi L’Unione Sarda affida l’articolo di fondo a Franco Meloni, l’unico che sulle colonne del giornale cagliaritano sfugga alla melassa di Franco Siddi (il quale non è un uomo, è un’agenda, dalla quale non si cancella e non si urta manco un nome), per commentare il documento del Pd sulla sanità sarda, che descrive un sistema al collasso; secondo Franco, il vero bersaglio politico del testo non sarebbe, però, la crisi sanitaria, bensì la presidente Todde, indicata implicitamente come responsabile del fallimento.
Ai precisini del Pd sta proprio bene che Franco si sia messo con la matita rossa a segnare i loro errori (clamoroso quello di parlare di miliardi del PNRR al posto di milioni), in particolare nel presentare come una grande presa in giro l’emendamento piddino dei 100 milioni in finanziaria.
Poi, però, Franco, dopo aver bullizzato il partitone, si rifà il trucco e dice di stupirsi di dover esser lui a difendere la Todde. Qui viene nascosta una pulsione bellicista, perché in realtà, nell’articolo la Todde è solo il pretesto per dare un sonoro calcio nei penduli ai compagni. È una captatio benevolentiae rovesciata, un elogio obliquo con componenti antifrastiche.
Io invece vorrei difendere non i compagni (divenuti l’igienizzante di Solinas), ma il senso del documento del Pd. Quindi, non difendo l’uso sgangherato del testo da parte di chi non crede più in nulla e sopravvive politicamente con riflessi pavloviani di azione e reazione, ma il contenuto stesso, perché l’elaborato del Pd sulla sanità fotografa, e Franco lo riconosce, impietosamente la realtà.
Questo è sempre il punto: la verità.
La caratteristica politica di due anni e mezzo del governo Todde è la sostituzione della narrazione di potere al vero.
Noi abbiamo una presidente che non soffrirà mai della sindrome dell’impostore perché si identifica con la maschera di sé che ogni giorno costruisce per impedire la valutazione della sua azione di governo attraverso l’esame del mutamento efficace della realtà.
Ci siamo dimenticati che chi governa deve saperlo fare e non deve pasticciare?
Ci siamo dimenticati, per esempio, questa sequenza temporale:
16 dicembre 2024: Vertice sulla sanità, la Giunta rilancia e Todde annuncia: «Avanti con i commissariamenti delle Asl»
30 aprile 2025: Sanità, il Governo impugna la legge. Todde: «Decisione ingiusta, andiamo avanti»
23 dicembre 2025: La Corte costituzionale boccia il commissariamento delle Asl sarde: terremoto nella sanità?
Questa è la Todde: uso del potere per confermare il suo potere, non per cambiare la realtà. E il Pd, su questa carrellata di errori grossolani, gravi e magniloquenti, ha sempre manifestato la propria distanza, ma ha anche dovuto difendersi dall’accerchiamento cui lo ha sottoposto la Todde, remunerando i partitini-cespuglio della coalizione per schierarli dalla propria parte.
La stagione Todde è, per molti, tra cui io, una grande sospensione del diritto durante la quale si sono potuti assegnare importi milionari senza gara, si si sono potuti presentare rendiconti elettorali fasulli, si si sono potute fare nomine di persone prive di titolo, si è potuto adottare leggi incostituzionali sapendo che lo erano ecc. ecc. C’è una cappa di complicità nell’alterazione della realtà che io non ricordo, a memoria, si sia mai realizzata nella storia dell’autonomia (e leggere le cronache di ieri su Sa Die mi conferma che i sardi sono ancora fermi alle cinque domande, cioè alla parte più retriva della Rivoluzione sarda del Settecento).
In questo quadro, il bagno di realtà del documento del Pd sulla sanità è, per gente come me, aria fresca, è verità in un clima di menzogne tutelato e protetto dalle autorità che dovrebbero vigilare sul rispetto del diritto. Quando il Pd, con tutte le sue paturmie, dice la verità, io lo difendo.

Professore Franco è sempre lucido e acuto, ma mi pare che si continui con il libro dei lo avevo detto stando un pochino troppo in una zona comoda anche se di giusta critica. Ma è possibile che per un disastro come quello della sanità in Sardegna, disastro che dura da almeno 30 anni in un precipizio progressivo vertiginoso non vi sia una rivolta di popolo? Altro che Pratobello ….
Caro Paolo, son d’accordo su tutto ma sul capoverso delle tue conclusioni no…Proprio no!!! Tu scrivi…..quando il Pd, con tutte le sue paturmie, dice la verità, io lo difendo….. Mi ricordo la domanda di Verdone …ma in che senso’?…
Quale verità? Ti prego, per l’ammirazione che ho per te, non farti intortare dalla spregiudicatezza di Roberto Deriu. Rifletti. Dieci giorni fa, piu o meno, in Consiglio Regionale è stata posta la questione della crisi della sanità con apposito OdG da parte delle opposizioni. Tutte lancia in resta…baionette sguainate contro la Todde assessore ad interim. Accuse ed addebiti…analisi e disastri…di tutto e di più dal cdx. Per la maggioranza il solito intervento da chirichetto da Giuseppe Frau ed un intervento di SOSTEGNO del capogruppo PD Deriu. Niente di appassionato, compitino da cartellino timbrato ma, ovviamente…sostegno all’azione della giunta…
Dieci giorni dopo lo stesso Deriu recita l’apocalisse…sistema al collasso…dati drammatici ecc ecc…
In confronto le accuse del cdx erano barzellette.
Ti chiedo…ma qual’è la verità del PD…quella che sostiene la Todde in aula…o l’Armageddon di Deriu in conferenza stampa?
Poi, Paolo, siccome so che hai tanta memoria, ricorda che tal Roberto Deriu, circa trent’anni fa, mentre si lavorava per eleggerti segretario del PPI con Franco Marini e tanti amici (giuda compreso), trescava con Tore Lado per eleggere Gianvalerio Sanna….
E tu sei così nobile da parlare di verita°?
un abbraccio
Oggi in TV, la testimonianza di una signora Sarda, adagiata nella barella per giorni e giorni, nel corridoio di un reparto ospedaliero di un ospedale di Sassari. Per poterle eseguire una visita cardiologica, in cui viene scoperto anche il seno, la signora ha riferito di essere stata denudata, davanti agli altri pazienti, a cui è stato chiesto di voltarsi. Continuare così è da sardi morti. Ben ci sta’. Sagre ne abbiamo…
Il signor Franco Meloni nel suo intervento sull’unione Sarda dal titolo ” Arrivati Da Marte ” criticando la proposta del PD conclude ” mai avrei pensato di dover difendere Alessandra Todde .Proprio io “
Partita persa. la situazione questa è e questa resterà fino alle prossime elezioni regionali. L’unico vero antidoto è cacciare per sempre i Ms5 dal palcoscenico nazionale e vedrete che tutto si risolverà. Aspettiamo il 2027.
Oggi ho chiamato il CUP per una colonscopia. Appuntamento il 30 marzo 2028 a Nuoro. Conviene pagarne una e prendere ora l’appuntamento per la prossima. Magari più tardi ma a Cagliari
Egregio, nel rispetto della suo diritto alla difesa del PD nella circostanza in questione, mi permetto definire il documento piddino …. fuffa, nient’altro che fuffa.
L’attuale governo regionale, nato quale esperimento di campo largo ideato da Schlein e Conte e realizzato dalla sciagurata coppia Licheri Comandini, è nato principalmente sulle inefficienze del SSR. Costoro altro non hanno fatto che continuare lungo la china di chi li ha preceduti. Con una, a parer mio, aggravante: in qualunque paese appena normale le magistrature di qualsivoglia ambito avrebbero dovuto scatenare una raffica di accuse per la vergognosa inosservanza di ripetute sentenze costituzionali. Ed invece nulla. I Sardi (popolo notoriamente incline alla posizione ad angolo retto) ha ricordato la cacciata dei piemontesi. La barbara colonizzazione attuale, viceversa, non merita alcuna ribellione evidentemente. Continuo a sostenere che ce la meritiamo tutta. Saluti.
Non c’è contrasto e i suoi oppositori, di qualunque colore siano, alleati e perdenti alle ultime elezioni. Le molte facce le mettono su tutti, dimenticandosi di quello che hanno detto e fatto. Credo che si dimentichino anche la verità tante volte hanno mentito. Hanno perso completamente così … la faccia. Stupirsi perché non si va a votare? Perché non si vogliano neanche sentire i nomi dei vecchi politici? Il re è nudo!
Egregio professore, il PD ormai si è accasciato alla Todde, ogni tanto alza la voce, protesta, dà una “testata giornalistica”, ma immediatamente si ricolloca al fianco della presidente, dimostrando così la complicità a questo sistema che molto spesso gira intorno a nomine poco chiare, leggi incostituzionali, e altro. Il PD ha la capacità in questo momento, qualora volesse farlo, di mandare a casa la Todde, ridimensionarla, toglierle l’assessorato alla sanità, richiedere un nuovo riposizionamento in Giunta, insomma potrebbe dare una svolta alla legislatura, ma ritiene di accasciarsi sulla regina; ne trarrà sicuramente le conclusioni alle prossime elezioni. E io sinceramente aria fresca ne vedo poca, ma solo piccola e sgradevole minestra riscaldata. Arrivare a rimpiangere il Solinas, non credo sia cosa da poco.