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Sanità: il metodo Todde. Raccontarsi anziché governare

Posted on 28 Agosto 202628 Agosto 2026 By Paolo Maninchedda 15 commenti su Sanità: il metodo Todde. Raccontarsi anziché governare

Nell’intervista alla Nuova Sardegna Alessandra Todde dice di essere «orgogliosa» della sanità, rivendica risultati che «stanno arrivando» e annuncia che resterà assessora perché un cambio penalizzerebbe i sardi. Soprattutto celebra il proprio metodo: il confronto quotidiano con i direttori generali, ai quali spiegherebbe obiettivi e direzione.

Peccato che gli atti interni raccontino l’opposto.

La nota del direttore generale della Sanità Thomas Schael, protocollata l’11 agosto, sul Punto nascita del Santissima Trinità di Cagliari è una requisitoria contro il sistema che Todde dirige personalmente. La sospensione dei ricoveri ostetrici e neonatologici non sarebbe dipesa da un evento «imprevisto e imprevedibile», ma dalla mancata programmazione di ASL Cagliari e Ares. Tre medici erano in aspettativa, uno prossimo alla pensione, un’altra in maternità: assenze in larga parte note con mesi d’anticipo. Eppure nessuno avrebbe predisposto per tempo le sostituzioni.

Non basta. La Direzione generale scrive di essere stata posta «quasi davanti al fatto compiuto»; rileva che la criticità non fu comunicata né al tavolo dei direttori generali del 29 luglio né nell’incontro del 7 agosto; indica soluzioni organizzative non tentate; richiama il rischio di interruzione di pubblico servizio e di mancata erogazione dei LEA.

Dov’era, allora, il confronto «quotidiano» vantato dalla presidente? E che cosa spiegava ai direttori generali, se il suo massimo ufficio tecnico denuncia assenza di comunicazione, coordinamento e programmazione?

Qui emerge il narcisismo manipolatorio della comunicazione di Todde. Non una diagnosi psicologica, ma un metodo politico: collocare sempre se stessa al centro del racconto, attribuirsi ogni risultato, trasferire ogni fallimento sul passato, sul Governo o sui dirigenti e presentare come prova di capacità perfino la propria permanenza alla guida del settore che non riesce a governare.

I 120 medici di base recuperati, le case di comunità «attivate», le 1.500 assunzioni annunciate diventano quinte teatrali davanti alle quali la presidente recita la parte della risanatrice. Dietro le quinte, però, i suoi uffici scrivono che un servizio essenziale è stato sospeso per carenze prevedibili e forse evitabili.

La menzogna più insidiosa non consiste nell’inventare un numero. Consiste nel selezionare i numeri utili, tacere gli atti che contraddicono il racconto e trasformare la propaganda in realtà ufficiale. La verità, però, resta lì, inattaccabile, e la Todde è costretta a riaprire i termini per l’iscrizione di nuovi candidati alla lista degli idonei alla carica di DG, perché ne vorrebbe cambiare almeno tre, di quelli scelti poco tempo fa proprio da lei. Si chiama esternalizzazione della colpa, blame shifting, qualcuno lo diagnostichi.

La sanità sarda non ha bisogno di una presidente che si proclami indispensabile. Ha bisogno di qualcuno che, prima di parlare, legga almeno le lettere firmate dal proprio direttore generale.

Giunta Todde, Sanità, Vetrina

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Comments (15) on “Sanità: il metodo Todde. Raccontarsi anziché governare”

  1. Alessandro ha detto:
    29 Agosto 2026 alle 12:46

    In risposta all’articolo e al commento di Emilio Cossu, vorrei aggiungere che — al netto di umani difetti — Franco Meloni è uno dei pochi in Sardegna a capire davvero di sanità: magari non sempre privo di interessi personali, ma sicuramente competente.

    Il problema che affronta è ancestrale nella sanità italiana, ma credo gli manchi un pizzico di obiettività quando individua nelle ultime modifiche alle nomine il vulnus principale. Da sempre i primari (oggi Direttori) vengono scelti per vie più o meno trasversali dalla politica, e Meloni lo sa bene: sa bene come professionisti validi siano stati penalizzati a favore di altri, e viceversa.

    Se è vero che un Direttore Generale dovrebbe scegliere collaboratori capaci e di fiducia, è altrettanto vero che se egli stesso è incatenato a un vincolo di fiducia politica, ciò diventa impossibile. Risultato? Ci ritroviamo Direttori inadeguati, altri mediocri e altri ancora che, pur valenti, vengono emarginati perché non allineati o, per dirla senza filtri, “rompicoglioni”.

    La nostra “beneficiata” ha portato questo meccanismo all’estremo: l’importante non è far funzionare il sistema, ma che il sistema risponda ai suoi comandi. E se qualcosa va storto, la colpa è sempre degli altri: chi c’era prima, il Governo, i DG, il personale e persino i pazienti che non disdicono le visite o non sanno usare il PC.

    In sintesi: lei sbaglia perché umana, tutti gli altri perseverano perché diabolici.

  2. Lady Mary ha detto:
    29 Agosto 2026 alle 11:34

    La Todde crede che i problemi della sanità possano essere risolti con le chat di whatsapp tra direttori generali e il tedesco. Che ormai si debba andare avanti senza alcuna programmazione e considerando le risorse per la sanità infinite è un dato di fatto, quel che disturba di più è che i lavoratori si sbattano ancora tenendoci al proprio lavoro (ma ormai ogni giorno sempre con più fatica e meno motivazione ed energia) e che dall’assessorato non si abbia alcun rispetto del lavoro altrui, credono che urlare ordini insensati vessando il personale sia la soluzione giusta.
    Si cambiano DG, non si ha una visione d’insieme, si continua a toppare su tutto, ma la linea narrativa è sempre completamente staccata dalla realtà; se fosse per la gente che legge i giornali non ci preoccuperemmo (non li legge più nessuno), il problema è che questa modalità di proclami, slides per i social, mance distribuite, consulenze inutili, numeri falsati in ogni contesto o interventi diretti della presidente persino su rimborsi ad personam, rappresentano tante sfaccettature di una propaganda pervasiva tesa solo alla conservazione del potere, come ben dice Lei, caro professore, schiacciando chiunque e sperperando risorse e, pur consapevoli di mandare in briciole tutto il sistema, continueranno a ignorare che il popolo non ha il pane, racconteranno che ci sono le brioches, ma il popolo, accecato da questi annunci, dalle promesse, dalla rappresentazione che vede sul proprio telefono, continuerà a crederci. Perché la presidente può essere chiamata da ciascuno di loro e interverrà direttamente se necessario perché non importa sistemare le cose, importa la clientela e questo che vedono e che dice sui social è più importante di qualsiasi cosa.

  3. Luciano Serra ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 19:18

    Se il confronto con i direttori generali è quotidiano e questo è il “metodo Todde”, allora quotidiana deve essere anche la responsabilità. Non si possono intestare al vertice i risultati e scaricare sui dirigenti, sul passato o sui “detrattori” tutto ciò che non funziona.
    Lo specchio restituisce un’immagine diversa dal racconto: è aumentata la spesa, sono cresciuti gli stanziamenti e si sono moltiplicati piani e annunci, senza un miglioramento proporzionato dei servizi. Restano liste d’attesa, pronto soccorso in affanno, territorio incompleto, problemi di programmazione e un disavanzo provvisorio delle aziende sanitarie per il quale sono stati stanziati ben 318,3 milioni. E troppo spesso il sistema regge sul sacrificio di lavoratori mortificati, non ascoltati, lasciati senza risposte e talvolta persino senza il pagamento delle prestazioni già rese.
    Ora si riaprono gli elenchi dei direttori mentre si attende il Consiglio di Stato, dopo che la Corte costituzionale ha già censurato lo spoils system sanitario.
    Si parla di stabilità. Stabilità per chi, e in nome di cosa? Certamente non per i cittadini o i lavoratori, tantomeno per i servizi e neppure per i conti. Se l’unica cosa che deve restare stabile è chi governa, questa non è stabilità: è conservazione del potere.
    Il tribunale non è composto da chi impartisce paternali. È fatto dagli atti, dai risultati e dall’esperienza quotidiana di cittadini e lavoratori. E quel tribunale sta già pronunciando un giudizio molto diverso dall’autoritratto della presidente.

  4. Mike ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 17:07

    Giuro, quando ho visto i caratteri cubitali di un certo gornale (Miracolata dal voto disgiunto: la sanità migliora…..) ho avuto un travaso di incazzatura tale che dopo la lettura il quotidiano è volato in mille pezzi. La sanità migliora dove, su marte? Ha mai provato illa a verificare di persona le condizioni in cui versano gli ospedali della Sardegna?🤔 Mi piange il cuore vedere persone che, non avendo posto nelle camere vengono sistemate lungo i corridoi dei reparti!😢 Mi commuove vedere sempre e comunque il sorriso negli addetti che, nonostante tutto, affrontano il loro lavoro con professionalità e abnegazione! 👏Mi fa’ un immenso piacere vedere che gli operatori sanitari, nonostante i doppi turni, supportano chi ha bisogno! 👏👏👏Mi girano i coglioni quando sento afflati insensati di gentaglia che forse vive su Marte; meicojoni, è vero su Marte la sanità funziona alla grande (zero ricoveri, zero malattie, zero liste d’attesa, zero file al pronto soccorso)🤬🤬🤬 Poi ci imbattiamo in afflati insipidi del tutto simili alla flatulenza che pretendono di raccontare una realtà surreale. Dove caspita sono finite le folle urlanti e belanti nonché raglianti “onestah onestahh onestahhh abbiamo la soluzione ai trasporti…(non c’entra un cazzo,.. così per dire) volevo dire sanità ma ci fa’ il paio! Ad maiora!

  5. Masaniello ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 16:33

    Aspettavo un suo commento alla trionfante intervista della presidente /assessora. Direi che non c’è più limite al peggio e che non serve neanche perdere tempo a confutare quanto dichiarato, ci pensa la realtà a riportare le cose al loro posto.
    Quello che però mi scandalizza di più è che voglia insistere a mantenere il doppio ruolo, stante che ciascuno dei due, anche in persone dotate di qualità che lei non ha dimostrato di avere, richiederebbe impegno quasi disumano.

  6. Ariovisto ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 14:46

    Racconto “fantastico” della Todde, che pare ricordare Mussolini prima della guerra. L’Italia fascista pre bellica propagandava i numerosi record di velocità dei suoi aviogetti. Subito dopo l’entrata in guerra si corse ai ripari: dal Brennero arrivarono i DB 601 e i DB 605 Mercedes, poi costruiti su licenza, per motorizzare i nostri aerei con gravi deficit di potenza: la propaganda fascista difatti, nei duelli aerei, non incrementava le prestazioni velocistiche. Le interviste della Todde idem: non tagliano le liste (oramai a 24 mesi) d’attesa.

  7. Melania Fadda ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 14:35

    Il metodo Todde sembra ormai avere un protocollo chiarissimo: i successi sono suoi, i fallimenti di chi c’era prima e, quando non basta, dei dirigenti scelti da lei. Governare la sanità è complicato; raccontare di averlo fatto, evidentemente, molto meno.
    Il vero capolavoro è trasformare ogni criticità in comunicazione e ogni responsabilità in un problema altrui. Nel frattempo resta una curiosità: se persino i suoi uffici lamentano carenze di programmazione e coordinamento, nel famoso confronto quotidiano con i direttori, di cosa si parla?
    Peccato che liste d’attesa e LEA non leggano le interviste.

  8. Antonio ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 12:31

    la presidente Todde in campagna elettorale insieme alla grande Desirè Manca e a Luca Pizzuto non perdevano occasione di dichiarare che loro avevano la soluzione per risolvere i problemi Solinas era incapace , Pizzuto non occupa più i pronto Soccorso di Iglesias e Carbonia forse perchè funzionano a meraviglia, l’ufficio dell’Assessora al lavoro riceve sempre il SUO POPOLO per risolvere le questioni delle liste d’attesa , il M5S e la sinistra sono grandi manipolatori delle cose , conservo un articolo dell’unione sarda del 22 gennaio 2012 intervista al signor Francesco Bergamo che spiega come si manipola un popolo MI MERAVIGLIA CHI CONTINUA A DIFENDERE QUESTA GIUNTA REGIONALE

  9. Stefano Locci ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 12:08

    Egregio, ormai non c’è più limite alle affermazioni demenziali in perfetto stile contiano (abbiamo abolito la povertà, i non abbienti potranno adeguare al green deal gratis il loro immobile, siamo prontissimi ad affrontare la imminente pandemia ed altre oscenità ed amenità). Martedì mattina ore 09.45 5° piano, Oncologia Medica Businco, sono in attesa di essere chiamato per la settimanale infusione chemio. Nella zona di attesa il clima non funziona, gradi
    rilevati dai sensori 38,1°, I fancoil distrutti, i pazienti (almeno 15 al momento) sin troppo tolleranti (bisogna provare il senso di beffa che monta in quei momenti). Non voglio arrivare ad augurare male a nessuno ma è arrivato il momento di dire chiaro e tondo che siamo governati (eufemismo!) da una cialtrona. E non vado oltre. Segnalo, peraltro, che il nuovo blocco operatorio in costruzione con fine lavori previsti per il 30 giugno u.s. è ancora in erigendo al grezzo. Per cortesia che qualcuno ci levi dai piedi questa piaga politica Saluti.

  10. Paolo1 ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 11:45

    Io vi invito a leggere quest’articolo,
    https://www.cronachenuoresi.it/2026/08/28/nuoro-chiamate-i-giornali-la-resa-del-personale-al-pronto-soccorso/
    forse non è proprio come descrive la presidente.

  11. Massimo ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 11:35

    Secondo me il problema è che oltre al narcisismo della Todde, ci sia una classe dirigente non in grado di prendere decisioni e in particolare modo ci sono 180 persone all’assessorato, a detta di rombo di tuono, che non sono in grado di capire un tubo, Giustamente mi chiedo se andava male con Solinas oggi va verso il baratro, serve capire la pianta organica di dottori, infermieri e oss che lavorano negli ospedali, pediatri, medici di medicina generale, se non si conoscono i numeri o si fa finta di non conoscerli non ci può essere programmazione e chi ne pagherà le conseguenze siamo noi cittadini.

  12. Cassandra Casagrande ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 11:10

    https://www.facebook.com/share/p/1DVTFMZToQ/
    Non è auto citazione, ieri mattina ho pubblicato un post avendo accortezza di limitare commenti a contatti consolidati, evitando così la claque toddiana, vi invito a leggere cosa pensano le persone , fra loro molto elettorato campolarghista

  13. mauro canu ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 08:48

    Il raccontarsi è l’attività principe di questa giunta. Questa che ci governa è la protagonista indiscussa. Altri cinque anni al cesso.

  14. Emilio Cossu ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 07:53

    Oggi però editoriale lunare dell’ottimo Franco Meloni sulle nomine dei primari negli ospedali. Conosco bene un noto ospedale cagliaritano e non mi risulta che, nonostante la presunta commissione “terza”, già da prima del concorso non si abbia spesso una chiara idea di chi sarà il prescelto.

  15. Paolo1 ha detto:
    28 Agosto 2026 alle 07:36

    Che l’attività politica della presidente Todde e di tutto il suo staff sia ormai un continuo susseguirsi di comunicati stampa nei quali si rivendicano risultati e successi è cosa nota. Un po’ meno condivisibile è il suo autoproclamarsi, di fatto, come la persona che sta risolvendo i problemi della sanità sarda. Non più tardi di ieri, L’Unione Sarda raccontava del Policlinico di Cagliari: «Ancora ambulanze bloccate: undici ferme e niente aria condizionata». Ecco, sinceramente, non mi sembra esattamente la fotografia di un problema risolto. Adesso, però, sembra che una parte della responsabilità venga scaricata sui cittadini, accusati di rivolgersi ai pronto soccorso anche per problemi di lieve entità. Ma prima di puntare il dito contro i cittadini bisognerebbe chiedersi perché tante persone arrivano al pronto soccorso.
    Forse perché non riescono a trovare un medico di medicina generale? Forse perché le Case della Comunità, tanto sbandierate, in molti casi sono ancora lontane dall’essere un servizio realmente disponibile e funzionante? Forse perché le guardie mediche sono spesso disponibili con orari limitati o, in alcuni territori, sono rimaste più un progetto sulla carta che una risposta concreta ai bisogni delle persone? Chi si presenta al pronto soccorso non lo fa necessariamente per comodità o per un capriccio. Spesso lo fa perché non trova un’alternativa accessibile, tempestiva e concreta. La sanità sarda non è arrivata a questo punto in pochi mesi o anni. È un sistema che da circa vent’anni mostra criticità sempre più profonde, tra carenza di personale, liste d’attesa, pronto soccorso sotto pressione, servizi territoriali insufficienti e strutture che faticano persino a garantire condizioni operative adeguate. Per questo trovo francamente difficile accettare la narrazione secondo cui «i numeri stanno dando ragione» a chi governa, quando basta avere la sfortuna di dover accompagnare un familiare in un pronto soccorso per vedere con i propri occhi cosa sta succedendo. I numeri possono raccontare una parte della realtà. Ma la sanità si misura anche con quello che vive concretamente un cittadino quando ha bisogno di essere curato. Inviterei la presidente Todde, una volta, a presentarsi personalmente in un pronto soccorso di Nuoro, Sassari o Cagliari, magari alle ore 20, e a vedere direttamente determinate situazioni che, a volte, arrivano al limite del surreale. Non per fare una passerella politica. Non per cercare un colpevole. Semplicemente per rendersi conto di ciò che accade realmente dall’altra parte dei comunicati stampa. Perché su questi temi non dovrebbe esserci colore politico. Quando parliamo di salute delle persone, la contrapposizione politica dovrebbe lasciare spazio alla responsabilità e alla concretezza.
    Ma allo stesso tempo, proprio perché parliamo di salute, non è nemmeno corretto accreditarsi meriti che la realtà quotidiana dei cittadini non sembra ancora confermare. Se ci sono ancora ambulanze ferme, pronto soccorso congestionati e cittadini che non trovano una risposta alternativa sul territorio, forse prima di rivendicare la soluzione dei problemi sarebbe più serio riconoscere che quei problemi sono ancora lì. Perché nella sanità non bastano i comunicati stampa, le conferenze e i numeri da rivendicare. Servono servizi che funzionano davvero, quando il cittadino ne ha bisogno.

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