Con quale modello organizzativo la presidente Todde ha affrontato l’emergenza sanità in Sardegna?
Con uno schema semplice: assessore esterno alla Sardegna, Direttore generale sardo.
È nato così il binomio Bartolazzi – Oppo.
Si può onestamente ritenere che la responsabilità dell’insuccesso sia da addebitare a queste due persone?
Onestamente no, perché c’è sempre stato un terzo incomodo, il Movimento Cinquestelle e la forte azione politica (specie sul Brotzu) svolta dal capo di gabinetto della Todde, il noto Caschili.
Bartolazzi divenne assessore per un bisogno dei Cinquestelle romani, interpretato politicamente da Conte e soddisfatto dalla Todde. La follia persecutoria sui vecchi Dg del tempo di Solinas (cioè l’incapacità di saperli gestire fino alla fine del contratto o di mandarli via per giusta causa (per esempio sulla mancata presentazione dei bilanci o altre cose del genere, se ve ne erano), la predilezione devastatrice sul Brotzu (non ci siamo dimenticati della follia del black out), la scelta dei commissari, la tensione col Pd, gli sconfinamenti clientelari delle politiche del lavoro nelle politiche sanitarie, sono tutte stigmate grilline, Bartolazzi e Oppo non c’entrano niente.
Adesso la Todde cambia gioco, applicando una tattica tipica di chi viene dal mondo dell’impresa (invero, senza molti e documentabili successi): decapitazione del management, come se la colpa sia dei nominati e non di chi li ha nominati e condizionati in modo asfissiante, cioè lei e i suoi. Nelle aziende quotate in borsa, le proprietà che sbagliano il management pagano dazio con la diminuzione del valore delle loro azioni. Nella politica italiana, di cui quella sarda è la riproduzione scimmiesca, si paga pegno solo alle elezioni, perché nessuno ha più quel profondo senso dell’onore che ha indotto, nel passato, tanti a assumersi le responsabilità morali derivanti da scelte sbagliate. Oggi il mandato politico è inteso come una zona franca quinquennale dell’onore e della dignità, un lustro di faccia di cartone.
Ovviamente a Oppo (che ha meno colpe di quelle che gli vengono attribuite, ma ha sommamente quella di aver sottovalutato la follia dei grillini) è stato offerto ciò che viene offerto, ormai, da qualche mese, a tutti i dirigenti in odore di contenzioso: la direzione generale dell’Ersu, per la quale il Cda ha già formulato la propria proposta, che evidentemente non è gradita alla Giunta, che in perfetto stile sovietico, ordinerà al Cda dell’Ersu quale nome riproporre. Una sfacciataggine copronima.
Tuttavia, quando la proprietà ripete un modello perdente, la sua attività appare fondata sul rifiuto di capire, su un’attitudine da conca ‘e nappa, come si dice in sardo.
Ora la Todde pensa di imitare Leonardo o Galileo invertendo l’ordine dei fattori: assessore sardo e direttore generale esterno. ‘Azz che genialata, nessuno sarebbe mai riuscito a produrre questa innovazione strategica, dalle fave e lardo al lardo e fave. Wunderbar, come disse il dottor King Schultz all’arrivo del Marshall!
L’Unione Sarda ci dice anche il nome del nuovo Dg, il dottor Thomas Schael e qui, però, potrebbe darsi il levarsi fastidiosissimo in volo della Musca gonadiphaga, noto insetto che ronza in ambito scrotale come il peggiore dei fastidi. Perché sembrerebbe che ancora a dicembre il dottor Schael sia stato convocato per partecipare a gruppi di lavoro dell’Assessorato della Sanità in qualità di consulente. Se fosse vero, la Musca gonadiphaga si metterebbe a ingaglioffirsi in voli puntuti volti per divenire la sua parente stretta Fractrix testiculorum, perché il Decreto Legislativo 39/2013, all’art. 4, comma 1, impedisce che chi sia stato consulente di una Pubblica Amministrazione nell’anno precedente alla nomina possa ricoprire «a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali; b) gli incarichi di amministratore di ente pubblico, di livello nazionale, regionale e locale; c) gli incarichi dirigenziali esterni, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici che siano relativi allo specifico settore o ufficio dell’amministrazione che esercita i poteri di regolazione e finanziamento». In più, l’ANAC ha chiarito (si veda, ad esempio, l’Orientamento n. 11/2015 e diverse delibere su casi specifici) che l’incarico di Direttore Generale è inconferibile a chi, nell’anno precedente, abbia svolto incarichi di consulenza o collaborazione professionale presso la stessa amministrazione. Per inciso, a noi non risulta vero ciò che oggi La Nuova Sardegna scrive nel titolo, e cioè che Tidore aveva chiesto la Direzione generale dell’assessorato assegnata, con mosca vagante, a Schael. Tidore non ha chiesto nulla se non tornare la suo posto, cioè l’Asl 8, e non per esigenze di denaro, ma per onore barbaricino, e barbaricinamente la Todde, per stizza politica, gli ha offerto tutto meno la Asl 8 e il Brotzu. Siamo interamente dentro Il giorno del giudizio.
Io ho combattuto la musca gonadiphaga nel mio paese fino all’estirpazione (infatti i macomeresi non si grattano mai i gemelli), ma mi pare che il difetto arrogante di comprensione della realtà, abbia allevato una colonia di questi terribili insetti nell’assessorato alla sanità.

Lettura interessante
Schael, l’ex direttore della Asl di Chieti rimosso anche a Torino dopo appena 6 mesi | Il Centro https://share.google/8ClqG8brcrreu4D1p
Illustre Professore, se lo scenario che descrive corrispondesse al vero la Todde decreterebbe, senza passare dal via, la sua fine catastrofica se ve ne fosse ulteriore necessità di conferma. Ma si è informato su chi sia l’Austro Torinese? Una sciagura da toccare ferro solo a pronunciare il nome. Povera Sardegna poveri malati…
Se si và vedere cosa ha combinato schael alla cittadella salute (inclusa condanna per comportamento antisindacale) ne vedremo delle belle
Esco a comprare i popcorn
… beh, o Ginick, unu cossizu si tiat poder dare a propósitu de «sfiga»: bastat a che li bogare sa essa (isperendhe chi no siat figu mascru, ca custu est crabione chi ndhe ruet chentza lòmpere, e semus sempre cue!)
Desiré santa subito……… Cesssss….. aiutoooo
secondo me c’è una lotta interna al M5S tra la Presidente e un Assessora che vuole diventare assessore alla Sanità e vedrete che ci riesce
Magari fosse “solo” alla sanità!
Purtroppo la “formula perdente” è applicata in tutti i comparti a portata di “tentacoli” dei “nostri” scappati di casa: trasporti, acqua, energia, lavoro, demanio e patrimonio, servizi al cittadino, etc.
Egr. Prof.
E così dopo Slain( scrivo come parlo) dovremmo avere lo Sciael ( in tempi di profonda crisi iraniana sta tornando di moda). Ma l”innominabile non vuol farsi mancare niente rispetto ai compagni di ventura PD, anche lei vuole lo straniero a dirigere qualcosa! E così tutto rimane immobile: niente assessore ,niente DG come apprendo dalla sua nota odierna, niente ristabilire lo status quo ante nei direttori ASL ai quali vorrebbe offrire nuove funzioni pur di non ammettere la bruciante sconfitta che svela la sua profonda ignoranza in materia e che aveva portato alla loro irregolarissima sostituzione! Che fare? Si chiede la miracolata.. Niente, si risponde, tanto qualunque cosa io faccia porta sfiga! Da quì la nomea che si diffonde per terra, mare e cielo
( come proclamava un cartello pubblicitario della Fiat che svettava nel vecchio stadio Amsicora ai tempi dello scudetto) che sia meglio evitare di pronunciarne solo il nome!!!¹ E noi che non crediamo alla jella( anche se non costa nulla crederci) ma al detto molto più realistico: chi è causa del suo mal, pianga se stesso, vorremmo. anche x il suo bene, che abbandonasse il barchino sul quale da circa due anni è approdata in Sardegna, spinta dai marosi perta stars, e dal quale non è mai stata in grado di scendere per dare la possibilità alla netta maggioranza di sardi di confermare le scelte politiche fatte due anni fà, con un condottiero che per 3mila preferenze ed una legge elettorale che, alla luce dei fatti del biennio appena trascorso, mostra tutti i suoi limiti. Mi riesce difficile capire perché dopo tante periodiche modifiche, nessuno “veda” la necessità di una nuova (o forse vecchia) legge elettorale che consenta, come anni fa, di nominare un presidente che in caso di scelta errata,sia possibile sostituire senza far naufragare il consiglio regolarmente eletto dai cittadini. È una nuova normativa che ha fallito proprio nella possibilità del voto disgiunto, del macroscopico premio di maggioranza e dell’elevata soglia di sbarramento che forse solo in presenza di eccezionali figure politiche avrebbe potuto funzionare. Personaggi al di sopra degli schieramenti che come ogni grande condottiero con la sua personalità e capacità operativa avrebbe saputo condurre la sua comunità verso le scelte migliori e più vantaggiose. E, non dimentichiamolo, ne abbuamo avuto!
Del resto dice il saggio:errare è umano, perseverare è diabolico!
Nello scusarmi per essere finito fuori tema, porgo cordiali saluti.
Nel passaggio sugli sconfinamenti clientelari, corretto, fra lavoro e sanità, manca una premessa fondamentale: la disintermediazione. L’Assessora Taumaturga non fa programmazione nel suo campo – le politiche per il lavoro sono un settore complesso e che richiede visione di lungo periodo -, preferisce invece il rapporto uno a uno con la proprio platea: foto con il disabile grave, foto con Lei alla mensa dei poveri, foto a favore del malcapitato di turno soccorso dall’Assessora che cura e protegge. Nessuno dei beneficiari, e della platea, si rende conto che è usato dall’Assessora Taumaturga, a suo esclusivo vantaggio.
Il Decreto Legislativo 39/2013, all’art. 4, comma 1, impedisce di nominare etc, etc, etc . Ma non impedisce che la giunta lo prenda e ci avvolga i carciofi.
Lo impedirà, come al solito, un giudice.