Primi vagiti di sovranità energetica

8 agosto 2012 08:553 commentiViews: 6

acquaNella seduta del 2 agosto il Consiglio regionale ha approvato una legge importante alla cui redazione ho concorso con convinzione. Si tratta della leggina sull’Enas che, insieme a una pattuglia sparuta di consiglieri regionali, abbiamo trasformato in una leggina sulla rottura dell’egemonia dell’Enel.
All’art. 2 comma 1 infatti si legge:
“”2 bis. La Regione dispone delle sole acque pubbliche e conserva la titolarità di tutte le concessioni scadute che utilizzino impianti inseriti nel sistema idrico multisettoriale regionale; sono fatti salvi gli eventuali procedimenti per i rinnovi delle domande di concessione scadute e per eventuali proroghe per gli impianti non ricompresi nel sistema idrico multisettoriale regionale, da disporre nel rispetto dei principi sulla concorrenza e nei limiti della disponibilità della risorsa”.
In buona sostanza ci stiamo riprendendo l’idroelettrico strategico. Sicuramente ci saranno reazioni, tentativi di abolizione, correzioni ecc. ma la rotta è segnata: ciò che deriva da risorse naturali nazionali sarde è pubblico, cioè regionale-nazionale nostro.
Inoltre, nel paragrafo successivo, abbiamo previsto l’utilizzo delle energie alternative per i costi degli impianti dell’idroelettrico:
“Nel rispetto dei vincoli previsti dal Piano paesaggistico regionale, al fine di equilibrare il bilancio energetico del sistema di approvvigionamento idrico e ridurre i costi della produzione d’acqua per gli usi primari della Sardegna, l’Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare, previa deliberazione della Giunta regionale su proposta d’intesa degli Assessori regionali dei lavori pubblici e della difesa dell’ambiente, per il tramite del soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale regionale di cui all’articolo 18 della presente legge, impianti eolici e/o ad energia solare nelle aree limitrofe, entro il raggio di un chilometro, delle centrali idroelettriche, delle centrali di sollevamento, delle traverse e degli invasi di detto sistema, dichiarati di competenza regionale ai sensi dell’articolo 30 della presente legge, per uso esclusivo in autoproduzione del citato soggetto gestore”.

3 Commenti

  • Paolo, andat bene,tocat de abbalorire fintzas su mini idroelettricu, bi sunis esempios bonos in ziru in su Nord de s’Italia, bisonzat a si bier e a nde kistionare. Beninde de mancu su gas Algerinu tocat de pessare a tottus sas atteras energias po tenner sa mamma de tottus sas soveranias. Po Aramis, mira ki tottu cust’eolicu bonu solu cando est de manca est propriu su ki no andat bene, si nono tocat a narrer ki andavat bene fintzas su ki est sutzessu in su Casic.
    Salude e libertade

  • Mario Pudhu

    Goi andhat bene. Mi ndhe allegro. Ma si podet fàghere meda de prus.

  • Ottimo.
    Principio peraltro contenuto già nella legge 2/2007 dell’epoca Soru, che Cappellacci e c. si erano affrettati ad abrogare con leggi successive nel periodo delle visite di flavio Carboni in Sardegna.

    La legge del 2007 prevedeva:
    “La Regione può assegnare quote di energia da prodursi con impianti eolici a soggetti che gestiscono servizi pubblici caratterizzati da un elevato fabbisogno energetico al fine di favorire la riduzione dei relativi costi”.

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