Rifiuti e furti di Stato alla Maddalena

20 febbraio 2010 08:267 commentiViews: 13

112Era di maggio quando presentai questa interpellanza, ancora oggi senza risposta, sull’utilizzo di 40.000 tonnellate di fanghi derivati dal dragaggio dei fondali della Maddalena. Come per l’iniziativa precedente del Psd’az sul bando vinto dalla Marcegaglia (su cui invito a considerare che l’art.3 del capitolato tecnico – che nessuno legge – del bando, assentito dalla Regione Sardegna, prevedeva che chi avesse vinto la gara avrebbe dovuto versare 40 milioni di euro allo Stato – non alla Regione, dunque – poi destinati alle opere per il G8 . Ora il G8 non c’è più e i 40 se li tiene lo Stato. C’è da chiedersi: perché la Regione ha accettato che la maxi rata del concessionario andasse allo Stato e solo il canone d’affitto alla Regione? Mistero delle testine sarde azzerbinate dinanzi allo Stato. Guardate la data del Bando: 5.02.2009: eravamo in campagna elettorale. ), nessuna forza politica pronunciò verbo. Oggi, ricevo da un amico di Marino Ruzzerenti, di cui lessi il libro L’Italia sotto i rifiuti, Jaca Book, 2004, questa mail

Gentili interlocutori,

ho cercato di segnalare la questione in oggetto, del tutto assente nelle informazioni sulle malefatte di Bertolaso, a Repubblica e Unità, non so con quali risultati.
Come potete agevolmente verificare dalla documentazione allegata, nei siti ex militari per il G8 della Maddalena è stata effettuata la “bonifica” di terre contaminate, probabilmente da IPA, PCB, e altre sostanze tossiche, in deroga alla legislazione vigente, ricollocandole e disperdendole, senza alcuna precauzione in altri luoghi della stessa Sardegna, con prevedibile conseguente disastro ambientale.
Un’inchiesta in loco della stampa nazionale al riguardo sarebbe di grande interesse, anche rispetto alle indagini in corso della Magistratura.
Se avete contatti, cercate di segnalare la faccenda

Cordialità,
Marino Ruzzenenti

7 Commenti

  • Si, i soldi per fare il G8 a La Maddalena li ha messi in gran parte la RAS (all’epoca di Soru), e devi sapere che la MITA resort non ha pagato niente allo stato in quanto con quei soldi (40 mln di €uri) dovrà rimettere a posto l’arsenale, ed adeguarlo alle sue esigenze. L’unica cosa che la regione prenderà (forse) sarà l’affitto annuale di 60.000,00 €. Ma perchè quei soldi non li deve prendere il comune di La Maddalena? Dopotutto (come ben sai perchè ci sei nato) chi ha “subito” da sempre la servitù militare (italiana e straniera) è stata la nostra isoletta, ed oggi a prendere questa piccola elemosina sarà la “matrigna” sardegna. Ti pare giusto?

  • Paolo Maninchedda

    Per doktor. C’è un dettaglio che ti sfugge: i soldi della Maddalena sono della Regione Sardegna, lo Stato non ci ha messo una lira. Basta legger eil Bando. A Ottana, non si chiedono soldi, ma pari opportunità energetiche. Per Alcoa la nostra posizione è la riconversione non la trattativa con l’azienda, ma il percorso con i lavoratori. Mi spiace per te, ma l’idea della Stato mammella è solo tua.

  • Sinceramente non riesco a comprendere. Nell’ambito della questione de la Maddalena si ritiene di avere diritto ai 40 milioni in quanto i lavori si svolgono in Sardegna. Poi però si richiede allo Stato di intervenire per agevolare la ripresa industriale ad Ottana e non ci si accontenta se lo stesso Stato interviene solo per Alcoa. Ma allora questo Stato lo si vuole o no ? Oppure rivendichiamo la Sardità solo quando c’è da prendere e non da dare ? O si è autosufficienti e indipendenti e si rivendicano i soldi de La maddalena, ma allora non si dovrebbero chiedere sussidi, perchè di sussidi si tratta, per Ottana. La realtà a mio parere è che l’indipendenza è una chimera. Senza lo stato qua si muore di fame. Bisogna avere il coraggio di ammatterlo a noi stessi e agli altri senza ipocrisie.

  • Massimo Carboni

    Buongiorno,
    credo che Mariga abbia ragione, perchè non è mai stata fatta una denuncia? Credo che la questione Maddalena sia stata gestita male dall’inizio infatti penso che la Regione dovesse mostrare la sua autonomia e non lasciare che la Banda Italiana facesse quello che voleva nella nostra terra e con i nostri soldi. Ma chi controllava i controllori? Mah!! Capisco che tutto doveva essere secretato (ma in realtà non lo capisco) ma non riesco a non pensare come mai la RAS non si sia posto il problema di verificare i lavori dopo l’interpellanza dell’On Maninchedda a voi i giudizi
    Fortza Paris

  • I soldi sono una cosa, la salute un altra.
    Queste 40.000 tonnellate di fanghi sono state caraterizzate? Sono state smaltite in sicurezza ? Dove? Sono state rispettate le leggi dello stato e quelle europee?
    O forse si è fatto tutto in “deroga”?

  • Salvatore Cantone

    Caro Paolo, hai proprio centrato il punto dolente degli appalti pubblici: il bando ed il capitolato. chi vigila sul loro rispetto? il direttore dei lavori, il responsabile del procedimento, la commissione di collaudo, l’autorità di pagamento.
    Dunque tutti costoro sono i controllori, a livello crescente come li ho indicati: il direttore dei lavori emette lo stato d’avanzamento, contabilizzando quanto eseguito A REGOLA D’ARTE, il responsabile del procedimento (RUP) certifica potersi pagare, l’autorità di pagamento emette il mandato.
    Perciò la prima regola è verificare il rispetto delle clausole contrattuali, altrimenti NON SI DEVE PAGARE perchè NON SI PUO’ PAGARE.
    Non è un fatto politico, ma il rispetto delle clausole contrattuali da parte di chi deve controllare.
    E questo è il punto: chi verifica che chi doveva controllare abbia effettivamente controllato, sopratutto PRIMA DI PAGARE?

  • Non capisco se è interessato ai 40 milioni o a dove sono finiti i fanghi, sempre che li abbiano tolti.
    Anzichè fare interrogazioni forse è il caso di fare qualche denuncia alla magistratura cosi almeno usciamo dall’indefinito e dal gossip.

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