Ricetta Macomer

28 maggio 2013 06:3919 commentiViews: 59

A Macomer si è vinto:
1) perché si è capito che lo scenario politico cambia velocemente e bisogna saperlo interpretare;
2) perché si è fatto un programma nuovo, chiaro, aggiornato e aggiornabile;
3) perché si è privilegiato il progetto di governo rispetto alle appartenenze ideologiche;
4) perché si è realizzata, di fatto, la prima esperienza di qualcosa di simile al Partito dei sardi;
5) perché si sono fatte le primarie in modo serio, trasparente e partecipato;
6) perché le primarie hanno consentito di selezionare nuovi dirigenti politici senza inventarseli a tavolino;
7) perché è stata proposta una leadership col senso della squadra piuttosto che una leadership carismatica;
8) perché si è fatta una campagna elettorale fondata sui rapporti sociali veri piuttosto che sui rapporti polemici virtuali;
9) perché si è investito seriamente sulle donne;
10) perché non si è caduti nel trappolone degli insulti e dei rinfacci;
11) perché si è lavorato moltissimo sul sovranismo, cioè sulla responsabilità dell’autogoverno.
Una cosa è certa: facebook è uscito sconfitto dalle elezioni; è stato sconfitto l’anonimato volgare; è stata sconfitta la maldicenza virtuale; è stato sconfitto il pettegolezzo gratuito; è stato sconfitto il pettegolezzo politico insinuante; è stato sconfitto il settarismo militante, che ogni volta che si arriva alle elezioni rivela quanto sia inversamene proporzionale il rapporto tra il clamore delle sue posizioni e la consistenza del suo prestigio sociale. Il cosiddetto centrosinistra rifletta sull sua costante tentazione di convincere i radicali piuttosto che premiare i riformisti.
Oggi esiste un luogo di sovranità democratica e sarda: Macomer.

19 Commenti

  • La vittoria di Macomer la si può interpretare in molti modi, ma resta una limpida vittoria (forse una delle più limpide), bisogna riconoscerlo, attorno al perimetro sardista.
    Perché si è rusciti a vincere con un Psdaz egemone rispetto alle altre componenti. Mentre in altri casi il Partito Sardo era l’alleato, spesso minoritario o una componente. Unidos o renziani si sono accordati (così leggo dai giornali) intorno a una proposta (seria e di governo, quindi non populista) sovranitaria. Dove il candidato sindaco non è un indipendente (o marginale alla politica o il solito senza tessera), bensì il segretario provinciale del Partito Sardo (cosa molto importante, perché riconosce il frutto del lavoro di una classe dirigente e riconosce questo al Partito Sardo).
    Come interpretarlo per le regionali 2014? Si può costruire una piattaforma di questo genere dove le istanze sovranitario-sardiste non siano in subordine?
    E’ possibile sventrare i due poli italianisti? E’ possibile per costoro una resistenza alle sirene romane (come più volte successo in Sicilia)?
    E’ possibile porre sul fatto compiuto una dirigenza del Psdaz che insegue il miglior offerente senza avere un briciolo di progettualità politica (col rischio di un’avventura solitaria, ben accetto dai vertici che gattopardescamente sopravviverebbero al loro stesso disastro) e che vede parte anche importante del Partito totalmente imbambolata dai vari contrabbandieri della Zona franca che scorrazzano (cosa di estrema gravità poiché il partito ha depositato una sua proposta di Zona franca!)?
    E’ possibile un raccordo con le migliori menti dell’indipendentismo, quello serio e non estremista, quello che ragiona, realista e non contrabbanda sogni buoni per le loro incapacità?

  • Una replica mi sembra doverosa. Non sono stizzito per il risultato elettorale, anzi colgo l’occasione per fare i migliori auguri di buon governo alla Giunta che si sta insediando a Macomer. Credo solamente che non siano tutte “rose e fiori”. Le sfide sono tante e su argomenti molto delicati.
    In questo concordo con Franco Cappai, quando parla di “anni di grande e impegnativo lavoro che li attende, non sono sicuramente tempi facili”.
    In risposta a Caterina,anche io lavoro a Macomer,anche se da precario. Non rinuncio neanche ad un giorno di lavoro, non una settimana, e non discrimino alcun lavoro, compreso il lavoro nei campi senza l’ausilio di mezzi meccanici (con la zappa in mano per intenderci). Cio vuol dire che sono abituato a lavorare sodo e a non lamentarmi, ed a mangiare i prodotti dell’orto. Forse sono stato frainteso, ma non voglio passare da disfattista.
    Se si parla di ricetta politica, può darsi che vi sia un modello da esportare, ma se ci si riferisce ad un metodo di lavoro che ha determinato un qualche cambiamento…..beh, io sinceramente questo cambiamento non l’ho ancora visto. Credo che si debba analizzare il risultato in maniera più approfondita e si capirà che in realtà non si può usare il termine “cambiamento” se la vecchia giunta viene riconfermata quasi in toto. Le conferme sono arrivate anche per la restante parte della vecchia giunta che però ahimè è arrivata seconda al rush finale. Quale cambiamento si intendeva? Ah, forse ora ho capito. Le nuove facce…..

  • Salvatore è tanto stizzito da non rendersi conto che non si tratta del fatto che Macomer è meglio, peggio o uguale ad altro.
    Si tratta di analizzare un metodo di lavoro che ha dato per risultato un cambiamento di cui la gente si è sentita protagonista.
    Già il non aver avuto il collasso di partecipazione al voto rilevato nel resto d’Italia è indicativo.
    Aver avuto 80 candidati a consigliere vuol dire che perlomeno queste persone, per almeno due mesi, avranno pensato e vissuto in funzione di una proposta, di un futuro e di un’idea di miglioramento della situazione.
    Si auspica che continuino a farlo e si lascino coinvolgere nel tentativo di crescere o almeno bloccare il declino, perchè non ci sarà nessun sindaco, coalizione, partito o gruppo politico che attiverà cambiamento senza che tutti i cittadini ne siano protagonisti, a cominciare dalla vita individuale di tutti i giorni.

  • Salvatore, hai il tono stizzito o di chi è stato sconfitto (e ci sta), o di chi è stato fregato da qualcuno che gli aveva raccontato che avrebbe vinto (e ci sta) o di chi è sempre incazzato ma non sa dire bene perché. Io vivo a Macomer. Lavoro mediamente nove mesi all’anno; mi faccio un mazzo così; ho una figlia; non mi lamento, ma se mi chiamano a lavorare una settimana, non rinuncio. Ho un diploma che uso solo saltuariamente, ma nel frattempo mi sono fatta anche un corso di inglese on line che mi è servito molto. Ho vissuto in altri paesei e Macomer è migliore di altre realtà. Basta con questo lamento continuo che impedisce di vedere anche le mille cose buone che ci sono. Basta. Se avete qualcosa che non va nella vostra vita, perché ve la prendete sempre con gli altri? Basta. Io non sopporto chi si lamenta sempre e comunque.

  • Si,trasferitevi tutti a Macomer. Aria sana e genuina. Tanto lavoro nelle fabbriche. Crescono funghi dappertutto, anche addosso alla gente. Venite presto. Io speriamo che me la cavo

  • Forza Macomer! Forza Sardegna!

  • Renato Orrù orsimomossa

    …. e Io ci passo a Macomer… ci lavoro a Macomer… ci bevo birra con Amici a Macomer… e non da oggi, ma da anni… ne conosco in parte le difficoltà e le possibilità …e mi ha fatto molto piacere passarci anche Lunedì, rientrando dal sassarese… non sapevo come stesse andando lo spoglio, ma ci speravo… : A MACOMER hanno vinto perchè hanno lavorato… hanno lavorato molto più degli altri, molto meglio degli altri, con idee ed obiettivi migliori… e i Macomeresi hanno saputo rispondere al meglio. Adesso bisogna esportare questo sistema, apportando modifiche se serve, con responsabilità e competenza… ADESSO BISOGNA LAVORARE…. FORTZA PARIS MACOMER.

  • Ottimo lavoro a Macomer, complimenti. Per il futuro prossimo ci possiamo interrogare ed ispirare guardando ad altri esperimenti che funzionano su scala regionale

    http://elezioni.regione.vda.it/Mobile/Seggi.aspx?idele=113&L=I&ord=1&setcar=n

  • I miei complimenti
    Ad Antonio Onorato Succu

  • Franco Cappai

    A prescindere da ogni logica disfattista, in Sardegna ci siamo purtroppo abituati, il risultato di ieri, se vogliamo dirla tutta, è l’ulteriore conferma che il lavoro di gruppo alla fine premia sempre. Non ci rimane che augurare sia ad Antonio che alla sua nuova squadra, un forte in bocca al lupo per gli anni di grande e impegnativo lavoro che li attende, non sono sicuramente tempi facili, ma in cuor mio sono convinto che riusciranno nel loro intento.

    Fortza Paris

    Franco Cappai Borore

  • A Carlo.
    A Macomer non va tutto bene, anzi.
    Mi indichi un paese della Sardegna dove invece va tutto bene, cosi potremo prendere ulteriori spunti per migliorare quanto fatto in questo paese con l’esperimento di cui, Paolo Maninchedda è stato un lucido attore protagonista.

    La “Ricetta Macomer” è stata molto semplice: primarie cristalline, programma elettorale chiaro che privilegia la costruzione di un progetto fattibile e credibilità di chi lo ha esposto.
    Un modo serio di proporre una offerta politica a cui la gente ha creduto, perché ha partecipato alla costruzione del progetto stesso.

    Una svecchiata anche per il partito sardo, che nelle ultime nazionali non ha certo offerto la migliore prova di se.

    P.s. Passate tutti a Macomer, vi aspettiamo, ma con una t sola….

  • Carlo, in qualunque paese l’incontro peggiore è con gli invidiosi e i disfattisti insoddisfatti come te.

  • Bravo Carlo F..
    Ci traferiamo tutti a Macomer.
    Li va tutto bene, isola felice, come la pubblicita’.
    Ma ci siete mai passatti?
    E bho!!

  • Da sardista devo riconoscere che è la più fulgida vittoria sardista degli ultimi anni, perché è….l’unica fatta con mentalità sardista!
    Il resto, fare la gamba zoppa a Pd e Pdl o concepire improbabili poli indipendentisti alla Irs o Progres, sono chiacchere.
    Auguri a Antonio e a Giovanni Porcu.

  • Evelina Pinna

    Congratulazioni. Si è affermata la forza del diritto locale, la volontà di rappresentare e difendere in modo univoco il diritto di autogovernarsi, preparando il terreno per un percorso di prosperità e mobilità verso l’alto, per l’estensione a tutta l’isola di uno status nazionale esclusivo.

    Da qui alle elezioni regionali mi auguro che guadagni slancio la relazione imprescindibile che dev’esserci tra potenza della rappresentatività popolare e capacità di governare. Il libero consenso della gente può essere la fonte di tutto il potere politico necessario.

    Le elezioni di Macomer confermano l’esistenza di una sovranità popolare ‘latente ma disponibile’ e questa condizione va amplificata per iniziare un processo che vada solo in una precisa direzione.

    Sarebbe ottimo convocare al più presto una riunione in cui si parli di ‘primarie e sovranità’. Solo delle primarie fatte secondo schemi trasparenti possono riempire il ‘deficit democratico sardo’. Ci piacerà condividere che “il segno distintivo dello spirito di democrazia che animerà la sovranità sarda, sarà quello che abbraccia il rispetto delle diverse posizioni ideologiche, promuovendo le idee più concrete”.

  • Auguri al nuovo sindaco!

  • Cari saluti a Silvia Sanna!

  • Complimenti

  • La sinistra continua a scimmiottare gli Stati Uniti, Obama, “we can” ecc. Non ci sono reali programmi fondati sulle persone e sulle cose ma solo proclami sbandierati alla stregua della panacea. E la solita presunzione di essere sempre nel giusto perchè depositari della cultura.
    Comunque, un conto è lavorare su Macomer, un conto è lavorare sulla Sardegna intera: cosa fare, ora, Onorevole?

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