Lo chiamano “Reddito di studio”. Ma leggendo la legge regionale n. 8 del 2026 si capisce rapidamente che lo studio è soprattutto il pretesto politico per reintrodurre, in versione sarda, un surrogato del reddito di cittadinanza.
Naturalmente la legge è scritta bene. Anzi, fin troppo bene. Dentro c’è tutto il lessico contemporaneo dell’inclusione: “diritto alla felicità”, “benessere”, “uguaglianza sostanziale”. Ma il cuore del provvedimento resta un sussidio economico mensile destinato a soggetti già individuati attraverso criteri tipici delle politiche assistenziali, gli stessi del REIS. Cambia il nome. Cambia la narrazione. La logica è identica.
Il governo ha impugnato la legge sostenendo che invade competenze statali e altera il sistema nazionale delle prestazioni sociali e del diritto allo studio. E il punto critico è evidente: qui il diritto allo studio viene piegato dentro una misura di sostegno al reddito che usa la frequenza scolastica come pretesto per un premio finanziario.
Certo, gli articoli 3 e 4 introducono elementi più sofisticati di quanto appaia nel dibattito pubblico. Il beneficiario deve frequentare, raggiungere obiettivi intermedi e finali e sottoscrivere un “patto formativo personalizzato” con l’istituzione scolastica. Non è dunque un semplice assegno passivo.
Ma proprio qui emerge il problema culturale della legge.
Il patto formativo personalizzato rischia di trasformarsi in una corsia preferenziale pubblicamente finanziata per il conseguimento del titolo di studio. Non si interviene sulle cause strutturali della dispersione – qualità dell’insegnamento, orientamento, contesto familiare, rapporto col lavoro – bensì si costruisce un accompagnamento speciale remunerato, quasi un tutorato assistito permanente. Non si lavora sulle cause, si lucra politicamente sull’effetto negativo. Da una parte si generano le condizioni dellapovertà, dall’altra la si soccorre col sussidio politico: perfetto stile della sinistra populista parassitaria.
In altre parole: non si rafforza la scuola; si adatta la scuola all’erogazione del sussidio. Il messaggio implicito è chiarissimo: la politica non promette più emancipazione attraverso istituzioni forti, ma attraverso trasferimenti monetari accompagnati da percorsi facilitati. Una pedagogia del sostegno più che del merito: rimanete deboli, la Regione vi aiuterà.
Anche la struttura degli importi tradisce questa impostazione. Le somme previste per i diversi livelli di istruzione non seguono una logica educativa coerente, ma una logica di incentivo sociale crescente: più il percorso è lungo, maggiore il beneficio economico atteso.
Lo studio diventa così un contenitore amministrativo dentro cui collocare una politica redistributiva.
Il punto non è negare la drammaticità della povertà educativa sarda.
Il punto è chiedersi se la risposta debba essere ancora una volta il sussidio.
In Sardegna esiste ormai una tendenza patologica: ogni problema sociale viene tradotto in trasferimento monetario.
Dispersione scolastica? Sussidio.
Disoccupazione? Sussidio.
Fragilità? Sussidio.
Negli Stati Uniti direbbero che questa è “soft politics”: molta empatia pubblica, poca riforma strutturale. In Sardegna la chiamiamo innovazione sociale. Ma spesso è soltanto assistenza con un vocabolario più elegante.

Gent.mo Sebastiano, temo abbia frainteso. Non può aver letto che è il Governo che impugna perchè non l’ho mai scritto. Ho scritto che il problema della scarsa qualità del Governo è che, non ho dubbi, non può dare un contributo rispetto all’impugnazione per mancanza di comprensione delle cose. Prendo l’art. 127 Cost. “Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, PUO’ promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione”. Ecco cosa ho commentato. Il Governo attuale non è in grado di dare alcun contributo, perchè non è capace. E la sua incapacità, oltre che tecnica è anche politica. Questo è il secondo punto. In quattro anni anzichè vedere scappare decine di migliaia di giovani, fare il record di NEET in molte regioni italiane, avrebbe potuto pensare a misure simili a quelle che, se ne faccia una ragione, sono, con grande successo, finanziate da altri Paesi. E invece che fa il Governo? Non promuove nulla di simile e, nell’esercizio di un potere discrezionale (può, non deve, dice l’art 127 Cost), impugna. Spero che ora sia più chiaro.
Egregia Victoria, perdoni ma mi sembra che il sig. Locci abbia colto il punto: non è il governo che cassa le leggi, ma i giudici costituzionali. Se le leggi fossero state scritte bene, avrebbero superato questo scoglio. A prescindere dalla cultura giuridica di chi le ha impugnate.
A voler citare i paesi esteri dove (more solito) tutto funziona meravigliosamente, è come se uno studente, bocciato in Italia, dicesse: “se avessi fatto l’esame in Germania mi avrebbero promosso”. Vabbè, se il naso di Cleopatra etc. etc.
E lasci perdere i paragoni di venditori o di fabbricatori di gazzosa, altrimenti la memoria torna a qualche venditore di bibite, finito a fare il ministro e poi paracadutato in un certa area “calda” (dalla quale sembra totalmente svanito).
Gentile Vittoria, immagino che quando parla di ministri con la terza media si riferisse alla compianta ministra Fedeli, o forse no.
Credo che nel nostro sistema costituzionale il titolo di studio non sia un prerequisito, potrei sbagliarmi, perché se lo fosse anche il voto universale andrebbe rivisto e a questo punto è possibile che le cose migliorerebbero -qualche volta ci penso- anche se non sono così sicuro. E’ indubitabile che viale Trento è abitata da acclarati laureati anche se gli effetti, in quello che è il loro campo specifico, faticano a manifestarsi.
Gent.mo sig. Locci, non tifo per nessuno, Parlo di ministri senza cultura (dato oggettivo), di naturale incapacità di parlare di diritto (impossibile per loro) e di altri Paesi che adottano misure che presentano molte similitudini con il Rest. Il Governo che lei ammira non solo non si sogna di imitare ma pensa ad impugnare. Non sia mai che qualcuno superi la terza media. Sarebbe troppo….
Gentile Victoria, se una classe di governo così da Ella considerata scarsamente colta impugna tante leggi sarde che però vengono poi regolarmente cassate da illuminati giudici costituzionali, non le sorge il dubbio che i campioni per cui tifa non siano neanche in grado di arrostire in giardino? Saluti.
Caro Paolo, al netto del ragionevole dubbio che ho quando penso che ministri come Salvini, Santanchè (ora molto più a suo agio affittando ombrelloni di lusso) o Lollobrigida possano solo immaginare di fare gli esegeti del diritto costituzionale contribuendo a sollevare la questione davanti alla Corte, qui una piccola lista di misure che utilizzano schemi uguali o simili: borse di studio pure, ossia contributo non rimborsabile, spesso calcolate su ISEE/reddito; assegno di mantenimento a studenti per coprire costo della vita, trasporti, libri, affitto;
prestiti agevolati pubblici; premio /incentivo al risultato con contributo collegato a frequenza, crediti, diploma, laurea o rientro in formazione. Tra i Paesi che finanziano queste politiche: Danimarca, Germania, Stati Uniti a altri. L’ultimo esempio è simile al Rest, Tornando sul Governo e sul particolare interesse verso le leggi approvate dal Consiglio regionale della Sardegna (14 sono davvero tante), mi sarei preoccupato se al Governo ci fossero state persone con una cultura media diversa da quella che assicura un istituto alberghiero. Dato che il livello è quello che è e che le misure della Sardegna non prevedono benefici particolari per il loro elettorato (flat tax, rottamazioni, condoni, blocco licenze taxi, no alle gare per le concessioni), la reazione è, dopo le attente analisi in Consiglio dei Ministri, magari con il supporto di chi vendeva bistecche fini a qualche mese fa, di provare a fare un pó di gazzosa.
Mn perche’ allungare il brodo in modo cosi’ bislacco? Lo Chieda al suo Studente , creato dalla sua fervida immaginazione: le rispondera sicuramente SI.
Dalla mia prospettiva , trovo aberrante che si possa solo adombrare una simile possibilita’. Pagare qualcuno per studiare!
P.s.: sto seriamente riconsiderando la Dichiarazione dei diritti dell’uomo perche’ qui con questo “dirittismo’ siamo ben oltre alla frutta non se ne puo’ piu’.
Pensiamo dal punto di vista di uno studente che ama lo studio, ma non può perché non ci sono le possibilità in famiglia. Cosa è per lui questa proposta di legge? Un modo di comprare il suo voto? Un modo per migliorarsi? Chi ha fra di voi la sua prospettiva?
E’ un chiaro sistema che realizza uno scambio politico…sussidi nobilitati da un corso di studi personalizzato in cambio di consenso alle urne. Che ci vuole a capirlo. Ma anche questa legge è di per sè uno scambio tra forze politiche interne al campo-largo di maggioranza: il PD di Cabras si prende trenta milioni per privatizzare gli aeroporti a vantaggio della F2I di cui è vicepresidente….e quelli più a sinistra (Pizzuto ed altri) portano a casa qualche provvedimento populista che porti voti facili e tanta demagogia. Ho letto con attenzione anche i commenti precedenti….vedo che alcuni si scagliano principalmente sui 5S. Giustissimo, ma lettura parziale. Il rilevante peso politico in termini di assunzione di responsabilità del PD è evidente. E’ un modo di declinare il potere spargendo un po’ di risorse pubbliche come fosse del pecorino.
In Realtà i problemi che si evidenziano sono almeno DUE …. 1) L’ assistenzialismo fatto a sistema politico prima di importazione ora anche autoprodotto .
…2) Lo Stato che CASSA le leggi prodotte dalla RAS che è giá fortemente normativamente compressa da uno Statuto più gatto che leone e da un pensiero politico generalizzato itaGlio-centrico che pretende di controllare una Regione Speciale manco fosse autistica , anzichè porsi da PARI nella estensione corretta delle stese leggi .
Poi però quando le Leggi a Uccello di Bau Bau che fugge le fa il Parlamento …. NESSUNO CASSA e i cittadini pagano. Gorse perchè NON SONO SPECIALI ?
“uguaglianza sostanziale”…se naturale, rimontiamo a Ippia
Ci vuole coraggio da parte del governo dire che la legge sarda invade le competenze statali e altera il sistema nazi”onale delle prestazioni sociali e del diritto allo studio”
Aria fritta come al solito; perché non fanno loro una legge almeno simile alla Francia (che se non mi sbaglio è in Europa) con tasse calmierate, praticamente nulle?
Se vogliamo ragazzi formati iniziamo a togliere barriere, non a metterle.
Conosco un sacco di famiglie “povere”(stranamente ancora ci sono!) dove i figli, che spero continuino a procreare, non hanno possibilità di iscriversi e frequentare fuori sede, e non mi si parli per cortesia dei “falsi poveri” per fare benaltrismo.
Lo studio a mio modo di vedere deve essere gratis per chi merita, senza per questo essere tacciato di utopista o estremista.
Per questo ben venga una legge che aiuta logicamente chi merita, e se questa non piace si lavori assieme per farla
Mi hai convinto.
Il problema è anche non sapere legiferare, perchè come riportato dall’Unione Sarda, vengono bocciate 14 leggi solo in questa legislatura. Allora viene anche un dubbio, tutti questi consulenti a cosa servono? Ora Comandini, vecchia volpe di turno, per evitare nuove brutte figure ai 5stelle propone un tavolo confronto Stato-Regione. Ma il problema sta nel fatto che molto probabilmente mancano a molti le competenze e la voglia, perchè non avere numeri in aula o in commissione non è certo cosa da poco. Professore credo sia venuto il tempo che faccia una riflessione e torni in campo, la Sardegna ha bisogno di persone serie e competenti.
Io che sono un po’ rozzo dico invece voto comprato..
Ma è più furbo chi compra il voto oppure senza dignità chi lo vende?
E rimanendo in tema scolastico, chiedo se sono previste altre borse di studio per studenti Ucraini, Iraniani o a scelta di una nazione africana dove c’è perennemente la guerra? Semplice curiosità..
Sarebbe utile concentrarsi sulle spese oramai folli e veramente insostenibili che le famiglie delle aree interne e periferiche, non collegate con Sassari o Cagliari, sostengono per mantenere i figli all’Università.
Tra affitto, bollette sempre più esose, tasse Universitarie, spese per i trasporti, spese per mangiare, libri ecc… non so come si faccia ( poi anche i genitori devono vivere in qualche modo)
E non mi si venga a parlare di premiare il merito o altre idiozie.
Non si capisce difatti per quale ragione il non meritevolissimo, il classico studente che viaggia su voti da 22 24 26 che magari da uno o due esami in meno per x ragioni rispetto alla media, se vive in citta o nelle vicinanze può avere accesso ad Economia, lettere medicina, giurisprudenza e ciò che vi pare, mentre in non meritevolissimo di campagna deve fermarsi per ragioni economiche alla scuola dell’obbligo.
L ho ammetto: mi ha turbato la locuzione “fin troppo bene”. Colta nel contesto della frase e’ addirittura dirompente.
Attenzione! Qui le Parole non sono neutre ma blocchi di basalto (si proprio quello della piana di Abbasanta.. plastico allo sguardo, percettibilmente pesante). Ecco, qui cio’ che e’ designato Assistenza si piega non a una necessita’ ma e’ vocata (intenzionalmente) a una “sottocultura” del consenso a buon mercato ; a scapito di chi? Ecco il punto ! Paradossalmente , a scapito degli stessi Destinatari che in termini esistenziali turbano altrettanto e non poco.
Ripeto la tiritera del “politico” ma qui casca a fagiolo e, l’appunto cade..rotola ..si tradisce ecco , .. sulla compiutezza certificata che gli Operatori elettorali hanno definitavamente abbandonato la prospettiva Sviluppo (autentico) e lavoro. Altro che abbaiare al concetto di complessita’, qui ci troviamo di fronte a una Specie del “pochi maledetti e subito”.. condensato nel: “”rimaniamo cinque anni e facciamo quello che vogliamo NoN quello che possiamo””. Ecco la Rivoluzione 5 stelle targata Discount , non una offerta tra le tante, ma ben si una liquidazione definitiva, Omnicomprensiva, facile facile.
P.s.: mi scappa da ridere, un lapsus giuro. Ho citato Abbasanta ma e’ perche’ e’ il refuso legato a un episodio in cui un Assessora ha deviato in quel paese per fare una visita a ..non ricordo bene , un Centro per disabili. Un ascolto ecco.
Riusciranno mai a NON farsi bocciare una legge questi 4 grillini da strapazzo? 😂😂😂
Ma ci libereremo mai di questa classe dirigente politica populista fallimentare e inetta?