Referendum: quattro sì per dire no a Berlusconi-tassatore-vampiro e sì allo sviluppo

3 giugno 2011 07:3926 commentiViews: 11

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Ecco di seguito i quattro quesiti. Sul nucleare c’è poco da spiegare, se non da ricordare che quando i sardisti dissero no al nucleare inserendolo nei punti programmatici dell’accordo per la nuova giunta regionale, alcuni (a sinistra) dissero che era un punto retorico ed equivoco, altri, a destra, che se ne sarebbero allegramente fregati. La nostra posizione venne ignorata quando impazzava il ministro Scaiola. Poi, caduto in disgrazia il ministro e, soprattutto, dopo la crisi di Fukushima, la nostra posizione è divenuta sostenibile. Ad alcuni piace vincere facile, usurpando il copyright quattro mori.
È sul legittimo impedimento che ci si deve pronunciare con chiarezza. Io voterò sì (sempre a titolo personale) perché se è vero che la magistratura è l’ultimo vero potere forte largamente indifferente delle libertà individuali del cittadino, è oggi più importante affermare che vincere le elezioni non può significare avere il diritto di farsi fare le leggi ad personam dalla propria maggioranza. La maggioranza non è un bancomat dell’impunità. Sarò curioso di vedere come dichiareranno di votare alcuni autorevoli rappresentanti del Pdl.
Sull’acqua i quesiti sono due: il primo rallenta in modo significativo la corsa alla privatizzazione del 40% del capitale delle 64 Ato italiane che ancora non hanno messo a gara questa quota per l’ingresso dei privati. Votare Sì significa realizzare una moratoria, riflettere di più sul ruolo dei privati senza la mannaia del dicembre 2011.
Il secondo è più rilevante del primo: impedisce di caricare sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio. Votare Sì significa impedire che l’acqua sia esclusivamente un prodotto finanziario ad alta redditività, e non un diritto sociale con un complesso processo industriale che va gestito in modo trasparente (e la gestione del passato, soprattutto a Cagliari, lascia molto a desiderare) e socialmente compatibile.

Legittimo impedimento
“Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”

Nucleare
Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?”

Acqua 1
“Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.

Acqua 2
Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”.

26 Commenti

  • Piero Atzori

    Credo che se i nostri politici si occupassero del nuovo Statuto, potrebbero scriverci che l’acqua pubblica in Sardegna ce la gestiamo noi come cavolo ci pare. Così non perderemo tempo a discutere sui referemdum italiani che ci intorbidano l’acqua. A noi, forse, che discendiamo da chi dell’acqua aveva un culto particolare considerandola sacra, gli italiani non hanno niente da dire su come va gestita l’acqua.

    Se non è auspicabile la vittoria dei No, che ci consegnerebbe all’illusione che l’obiettivo del profitto sia sufficiente ad assicurare comportamenti virtuosi , non lo è neppure la vittoria dei Sì, perché consacrerebbe la difesa delle rendite politiche parassitarie. Pertanto è doveroso astenersi.

  • Antonio Delitala

    Dai commenti emerge chiaramente che tutti considerate i quattro referendum come come un nostro problema perchè ragionate da italiani . Tante energie sprecate per parlare di problemi che in fin dei conti non ci riguardano e che hanno importanza solo per gli abitanti dello Scarpone.
    Per il nucleare ci siamo già espressi in termini bulgari tra l’altro non abbiamo bisogno di energia prodotta col nucleare, impensabile produrla per regalarla agli altri e tantomeno accogliere il pattume nucleare . Se le vogliono se le facciano in casa loro.
    Per l’acqua abbiamo già deciso con l’istituzione di Abbanoa, società pubblica e unico gestore, in quanto con la centralizzazione della gestione e l’affermazione implicita di “acqua bene pubblico”, abbiamo già superato il referendum, manca solo il non recepimento della legge italiana e conseguentemente riaffermerne il principio di “bene pubblico”. Se poi Abbanoa ha problemi di debiti e di mal gestione, questi vanno affrontati in termini di efficienza aziendale con amministratori all’altezza e evitando di farne un parcheggio clientelare con macro assunzioni ed esuberi di organico e certamente non smantellandola. Ma questo è un discorso da affrontare a parte, Paolo Manichedda sta chiedendo ragioni al Presidente della situazione e dei conti della Società ma in tutti i casi non va smantellata, anzi poichè è l’unica società pubblica di un bene servizio esclusivamente sardo, va curata e resa gioiello di efficienza e di buon funzionamento. Saremo capaci?
    Gli altri referendum sono problemi italiani, dobbiamo pensare da sardi e ragionare sui nostri problemi. Ho la nausea di tutto questa contraposizione politica di potere italiano che sta impegnando risorse e l’attenzione di tutti distraendoci dai gravissimi problemi della nostra isola senza progetti senza futuro. Vedo solo iniziative tampone e non risolutive paragonabili a quando non avendo i soldi per comprare un abito ce lo si faceva risvoltare dal sarto. Purtroppo il nostro abito ovvero la nostra economia è stata già risvoltata troppe volte e da questa crisi non ci si schioda se non ci sono progetti e condizioni che diano speranza alla gente nostra.
    Altro che spaccarsi e perdere tempo sui Referendum!!
    Antonio Delitala

  • L’idiozia di avere dato un significato politico al referendum sull’acqua.
    Se Atzori non ne ha compreso l’importanza oggettiva purtroppo non è colpa sua ma è anche vero che gli è stato spiegato che secondo la 152/06 la gestione dell’acqua deve passare in mano al privato anche per quanto concerne la depurazione e la redistribuzione dell’acqua da depurazione. Questo in palese disaccordo con chi vorrebbe affermare che la proprietà dell’acqua resta in mano pubblica.
    Io sono favorevole ad un aumento della bolletta dell’acqua potabile da 1,3 euro mc a 3-4 euro per mc come in Germania a patto che approvvigionamento, trattamento, distribuzione e depurazione restino pubbliche.
    Perchè ingrassare le multinazionali come Suez, Veolia, Acciona?
    Balbum melius balbi verba cognoscere…

  • ANDARE A VOTARE PER I REFERENDUM
    È UN DIRITTO-DOVERE DI TUTTI
    La Confederazione Sindacale Sarda invita tutti ad andare a votare i referendum del 12 e 13 giugno 2011. È un preciso diritto-dovere di noi tutti che dobbiamo essere fieri di poter esercitare la libera espressione del nostro voto. Soprattutto noi sardi, dopo il risultato sorprendente del 15 e 16 maggio scorso che ha superato ogni previsione raggiungendo il 98% dei SI contro le centrali e i siti di stoccaggio delle scorie nucleari, il nostro impegno è di confermare questo dato perché è necessario votare SI anche il 12 e 13 giugno per abrogare l’articolo di Legge che riapre in Italia ed in Sardegna la possibilità delle installazioni di centrali nucleari.
    La Confederazione Sindacale Sarda si schiera per il SI a tutti i quattro quesiti referendari perché hanno come denominatore la difesa del BENE COMUNE che trova espressione nella difesa della salute, dell’aria e dell’ambiente (3° quesito contro le centrali nucleari-scheda di colore grigio), nella difesa dell’acqua come bene pubblico primario che non deve essere privatizzato (1° quesito referendario-scheda di colore rosso), nella difesa del principio che sul bene acqua nessuno deve speculare e guadagnare (2° quesito referendario-scheda di colore giallo), nell’affermazione che davanti alla Legge tutti siamo uguali ad iniziare dai nostri governanti siano essi Presidente del Consiglio e Ministri (4° quesito referendario sul legittimo impedimento-scheda di coloro verde chiaro).
    La Confederazione Sindacale Sarda invita tutti a votare per il SI superando ogni divisione e resistenza, seguendo il risveglio di partecipazione civile e democratica che ci hanno visto protagonisti in questo ultimo anno.
    Facciamo in modo che il vento liberatore ridia forza ai valori democratici di partecipazione e di cambiamento. L’augurio è per tutti una nuova primavera di giustizia e libertà.

    Cagliari, 07 Giugno 2011
    Il Segretario Generale della CSS
    Dr Giacomo Meloni

  • Salvatore C

    le fonti di san leonardo a santu lussurgiu sono in mano alla san giorgio, quelle di siliqua sono in mano a … , quelle di zinnigas sono in mano alla sandalia, quelle di … sono in mano a …., e tutto grazie alle concessioni che vengono assegnate con un meccanismo tale per cui i comuni “proprietari” o “produttori” della risorsa non possono neanche esprimere un parere!
    chiedo scusa per i puntini, ma il fatto che non ricordi i nomi delle ditte private titolari delle concessioni non deve togliere nulla alla osservazione, e cioè che L’ACQUA E’ DEI CITTADINI, E NON PUO’ ESSERE OGGETTO DI MERCIFICAZIONE O PEGGIO DI LUCRO DA PARTE DEI SOLITI NOTI!
    per chi volesse approfondire sono disponibile a raccontare tutto su ESAF, EAF, ABBANOA ecc

  • Piero Atzori

    Errata corrige: non fonti di sant’Antonio, ma di Sant’Antioco di Scano Montiferro, portata 150 litri al secondo.

  • Paolo Leone Biancu

    LA BUFFONATA DEL REFERENDUM PER L’ACQUA:

    Questo non é il referendum dello scontro fra due ragioni che non sono ne di destra ne di sinistra ma é solo lo scontro tra le Ragioni dei Partiti e le Ragioni di grandi imprese.

    Mi chiedo perché si continuino a dire cose che niente hanno a che fare con la questione dell’acqua. CREDO, invece, e lo dico molto chiaramente, che il discorso sia quello di separare due questioni:
    (A) la questione della proprietà dell’acqua che non può che essere PUBBLICA;
    (B) il discorso sulla gestione, distribuzione e usi dell’ acqua Pubblica.

    Se si considera il problema (A) come risolto, proviamo a vedere come si potrebbe risolvere il problema (B). SOTTOLINEO subito, in modo chiaro e netto, che i due grandi contendenti – I PARTITI che difendono “certa gestione pubblica” e le IMPRESE, che intendono proporsi a gestire – si interessano a obiettivi e risultati,a loro favore, molto simili.

    Al fine di Poter Risolvere la questione dovrebbero dimostrare, però, di essere bravi GESTORI, capaci cioé di rispondere alle esigenze della collettività, che sono due:
    (1)avere acqua da bere di buona qualità, non inquinata;
    (2)pagare il giusto prezzo.

    CIO’ che NOI, collettività sarda, non dovremmo accettare é che gli investimenti, per migliorare la distribuzione dell’acqua, non ci vengan fatti pagare 2 volte, quindi senza pagare altre nuove imposte, oltre a quelle della Fiscalità generale, per i servizi indispensabili.

    Detto questo, se già si paga il servizio con la fiscalità generale, per quali motivi (fino ad oggi) i denari, per migliorare gli impianti di trattamento e distribuzione dell’acqua, mancano?

    Come mai i fautori dei 2 schieramenti sono solo interessati a che vinca il SI’ o il NO ?

    DI NOI CITTADINI non importa niente a nessuno. Vorrei che questo fosse chiaro a tutti.

    ***Ciò che interessa ai Partiti é (come sempre é stata) la possibilità di gestire ” Posti di lavoro e lauti stipendi ” per i propri affiliati, amici e parenti vari.

    ***CIO’ che interessa alle GRANDI SOCIETA’ di gestione é di lucrare il massimo possibile, facendo meno investimenti di quelli che si potrebbero promettere, considerando l’acqua come un bene economico uguale agli altri e non un “bene necessario alla vita”.

    SPERO di aver spiegato le 2 direzioni che si dipartono dal “bivio referendario” a cui ci chiedono di votare.

    L’ UNICA SOLUZIONE AL PROBLEMA dell’acqua é trovare un Gestore di Sistemi, da pagare con una parte fissa di stipendio, non tanto elevata + una parte in percentuale relativa a possibili e eventuali buoni risultati di gestione. Il controllo dovrebbe farsi attraverso un organismo di tre persone, ogni anno diverse, che rappresentassero un organo Statale (Corte dei Conti), un organo Politico e la Collettività dei Cittadini.

  • Piero Atzori

    I comportamenti intolleranti che si manifestano con insulti e che non rispondono nel merito sono una riprova dell’invasamento ideologico che li caratterizza (anche per questo tendono a rimanere anonimi).
    Nel mondo è vero che ci sono multinazionali che tendono a sottrarre l’acqua da bere alle persone. Ma qui per fortuna siamo in Europa e ciò non può avvenire così facilmente. Visto che se n’è fatto generico riferimento, chiedo: quali multinazionali si stanno impossessando dell’acqua dei sardi? Perché non lo si dice ai sardi? Forse si teme che un giorno, approfittando dei codicilli sottoposti a referendum, le multinazionali ci sottraggano la nostra acqua da bere?
    Chiedo ancora, sinceramente preoccupato, quali delle nostre fonti, già tutte ampiamente censite, sono già in mano delle multinazionali? Ad esempio le più generose, quelle di Sant’Antonio di Scano Montiferro, sono forse a mia insaputa in mano della Coca Cola, della Nestlè o di quale multinazionale?
    Con tutti i problemi concreti che abbiamo, il lavoro che scarseggia e l’acqua che non tutti possono pagarsi, devo forse pormi problemi oggi inesistenti? Devo forse considerarmi abitante di Cochabamba in Bolivia?
    A me interessa pagare tutta l’acqua che consumo in bolletta. Non voglio che mi si faccia il gioco delle carte diminuendo l’entità dell’importo della mia bolletta idrica per poi fottermi con l’aumento dell’irpef senza rendiconto. Mi dichiaro refrattario alla propaganda di chi vuole attraverso il tema dell’acqua raggiungere altri scopi. Oggi Eugenio Scalfari ha detto che il berlusconismo è finito. Lo penso anch’io. Ecco non c’è più bisogno i parlare di acqua senza costrutto.

  • Angelo Piras

    Marianna all’inizio della discussione ho già detto che voterò SI a tutti e quattro referendum, ma ribadisco che i soldi spesi per i referendum avrebbero fatto meglio a utilizzarli per dare lavoro a giovani e meno giovani.
    A me da più speranza e forza il voto del referendum consultivo sardo. Credo che l’impegno dei sardi manifestato con il 97% dei consensi rappresenti un impegno d’onore che ci vedrà tutti impegnati in difesa del nostro territorio.
    Non nascondo che un referendum abrogativo sul nucleare a dimensione europea mi avrebbe intrigato di più. La chiusura di decine di centrali presenti nella maggior parte degli stati europei sarebbe stato un obiettivo nobile e importante.
    Peccato che l’istituto referendario il parlamento europeo non l’abbia ancora previsto!
    Dopo il 13 giugno faremmo assieme tutte le nostre valutazioni…………

  • Per Angelo
    e tu, per paura che i referendum abrogativi italiani possano “sbiadire” il referendum consultivo, non li sostieni?
    Scusa, ma per me è una posizione incomprensibile. Stiamo trattando di temi che sono di vitale importanza, votare in un referendum abrogativo contro il nucleare vuol dire scongiurare questo pericolo anche per noi sardi, ma io voterei anche se avesse valenza europea e voterò si a tutti e 4. I sardi si sono sempre contraddistinti per la loro solidarietà.

  • Angelo Piras

    Ma perché i comportamenti tolleranti non devono prevalere sulle sterili provocazioni? Cara Gilla perché hai bisogno di usare termini come, “vi invito a guardare al di la del vostro naso”, che vuol dire? Perché dobbiamo omologarci, non pensi che la diversità sia una valore prezioso?
    A Marianna voglio dire che a me è ben chiaro che siamo di fronte ad un referendum abrogativo.
    Il valore politico acquisito dal popolo sardo e solo dal popolo sardo con il referendum consultivo sul rifiuto netto del nucleare (97%) ha per tutti noi un valore politico immenso che dovremmo gestire bene negli anni a venire.
    Ho paura che i risultati dei nuovi referendum italiani possano sbiadire questo risultato. Solo questa la mia preoccupazione.
    Forza paris

  • Battoros, naro! battoros eias su 12 e su 13 pro ‘aghere unu pacu de indipendentzia.
    fortza paris

  • per Piero Atzori:
    a leggere ciò che lei scrive mi sembra di vedere il tizio che venderebbe sua madre per un piatto di lenticchie.
    Ovviamente lei non si rende conto della posta in gioco.
    Che non è solo far fuori quel berlusconi o quel bersani.
    Significa far fuori le prossime generazioni e renderle schiave delle multinazionali. Schiave anche per bere…

  • Giovanni Porcu

    4 volte si . E mi verrebbe da dire mille volte si rispetto ai temi trattati.Temo che l’eventuale non raggiungimento del quorum possa essere interpretato quale disinteresse legittimando il Governo a riproporre il Nucleare , a fare colpi di mano sull’acqua che deve restare pubblica ( nonostante Abbanoa ) e anche a pensare di poter continuare a gestire la giustizia e la sua pur necessaria riforma ad uso e consumo di qualcuno. Forza Paris a sos seggios

  • Piero Atzori

    Invito tutti a informarsi sui rischi che si stanno profilando a Porto Torres a proposito della cosiddetta “CHIMICA VERDE”. Capiranno che come sardi dovremmo concentrarci sul nostro problema più urgente che è quello di anticipare le fregature. Secoli fa riuscivamo a respingere i saraceni, oggi i nuovi mori ci fregano sempre, sia quelli che si mettono la bandana sia gli altri che sanno dissimulare meglio.

  • Piero Atzori

    Non siamo a Parigi, dove la decisione di ridare l’acqua alla gestione pubblica ottiene un risparmio in bolletta per i cittadini dell’8%. Disponiamo invece di uno scassatissimo sistema clientelare che i costi dei servizi come l’acqua, lo smaltimento dei rifiuti tenderà sempre più ad aumentarli per sopravvivere e accrescersi (a prescindere da Berlusconi). E’ su quello che occorre agire soprattutto. Riduciamo i costi della politica. Da Bersani ho saputo che l’Emilia Romagna ha abolito le pensioni dei consiglieri regionali. Come mai non si prende esempio? Perché i cosiglieri comunali di Sassari sono 40 come quelli di Cagliari. Bastano 20. Scacciato Berlusconi, siamo pronti a scacciare anche gli antiberlusconi e a pensare di intraprendere una strada nostra, a dotarci di un nuovo Statuto che ci eviti i continui insulti che stanno arrivando dal continente: cricche varie e mafie (preesistenti a Berlusconi)che la fanno da padrone, eolico selvaggio, radar che non servono al modico prezzo di oltre 5 milioni di euro, inquinamento, inceneritori per bruciare mondezza? Servono risorse per il lavoro? Allora non sprechiamole nella cattiva politica e nei privilegi di pochi. Se uno o due codicilli sull’acqua verranno o no abrogati poco importa alla Sardegna.

    Aggiungerei che qualunque azione tendente a introdurre e incrementare la sovranità sarda in Sardegna mi trova d’accordo. Ma le ragioni di questi referendum sono altre. Tre referendum sono stati associati a quello sul legittimo impedimento per raggiungere il quorum, dato che lo strumento era ormai morente. Sono sicuro che i si vinceranno anche senza il mio. Quando parleremo di Sardegna riunirò le mie forze alle vostre.

  • Danzatore delle stelle

    @ Sig. Angelo Piras:

    Perchè dobbiamo tornare a votare?

    Per usare un linguaggio consono a chi governa potrei semplicemente ricordarle che siamo in finale e, finiti i tempi supplementari, abbiamo quattro palloni sul dischetto che aspettano solo di essere messi dentro, magari seguiti dall’unto dal Signore…

    Per la strutturata stagione rieducativa sull’uso delle risorse a disposizione, siano esse vitali come l’acqua o energetiche, non posso che essere d’accordo con lei.

    E’ solo una questione di priorità. Abbiamo l’occasione per dare un altro segnale di vita intellettiva, indipendentemente dalle prime donne che ci invitano al pro o al contro.

    Dopo aver ribadito ai signori degli appalti -perchè di questo si tratta- che sul futuro non si può mercanteggiare, possiamo parlare di tutto quello che ha descritto nel suo intervento, ma prima, l’infame di arcore come lo chiama Lei, dovrà essere messo nelle condizioni di non nuocere (legalmente si intende).

    Da amante della musica d’autore, la saluto invitandoLa a: “non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore.
    Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismi e dalla fantasia…”

    Cordialmente Forza Paris (4 volte)

  • Non concordo affatto con chi afferma che i referendum non servono a niente e per di più confonde un referendum consultivo ( quello che c’e già stato in Sardegna ) con il referendum abrogativo che e’ quello che andremo a votare 12 e 13 giugno. Vorrei sottolineare che se non ci fosse stata la sentenza della cassazione i quesiti referendari ,sul nucleare, erano diversi e nessuno aveva capito l’ inganno. Con. Il decreto 1000 proroghe hanno di fatto cercato di manipolare il referendum sul nucleare che secondo i vecchi quesiti si sarebbe potuto rimettere in discussione fra un anno per volontà del presidente del consiglio. Ritengo tutto ciò gravissimo e non degno di un paese democratico. Per quanto riguarda il legittimo impedimento ,credo che la legge debba essere uguale per tutti , almeno sulla carta,e sottrarre i vertici dello stato , che hanno commesso reati comuni ,ad un processo e’ a dir poco assurdo . Voterò si anche per gli altri 2 quesiti sull’acqua e spero che il partito ,prenda una posizione ben precisa ,con indicazioni di voto su questo referendum .non si può sempre latitare!!

  • Per i sig. Piras ed Atzori: non bisogna necessariamente dare un connotato politico alla consultazione referendaria.
    I quesiti posti sull’acqua sono ostativi al raggiungimento delle condizioni sufficienti per garantire al privato di assumere un ruolo decisionale prevalente sulla gestione dell’acqua.
    Forse si dimentica (o non si sa) che l’acqua dolce non raggiunge il 3% di tutta l’acqua presente sul pianeta e che il corpo umano è costituito da acqua per percentuali variabili – a seconda dell’età – dal 60 all’80%.
    L’acqua è pertanto non solo l’unico vero volano di sviluppo socio economico, bensì il primo e più importante elemento costituente l’essere umano.
    Dare in mano la gestionde ll’acqua significa iniziare a privatizzare il diritto alla vita di ciascuno di noi.
    Per ora l’acqua esce dai rubinetti, è gestita forse male e malamente ma in ogni caso garantita, e nessuno se ne accorge: bene o male l’acqua c’è sempre!
    Provate ad immaginare se la gestione fosse data in mano al privato; quali considerazioni fareste dopo un periodo di dieci anni?
    Il privato ha un rischio di impresa e deve produrre profitto anche in periodo di siccità: maggiore spesa = maggiore bolletta.
    Il privato deve risparmiare su tutto, anche sui controlli di qualità: minore spesa gestione = minore qualità.
    Il privato gestisce l’impianto di depurazione fognaria che ha il sistema terziario per il riutilizzo delle acque trattate: darà quest’acqua a chi la paga di più e non a chi necessiterà maggiormente di essa ma potrà offrire di meno.
    In poche parole, cari sig.i Piras ed Atzori, vi invito a guardare al di la del vostro naso, a pretendere un servizio migliore ma non cadere nella trappola tesa artatamente da chi ha creato mostri come Abbanoa, nata già menomata per farla fallire e cedere gratuitamente la risorsa al privato “amico”.
    L’introito della privatizzazione nella gestione fa si che la multinazionale che si aggiudica il servizio, al netto dello stipendio dei dipendenti locali, utilizza i profitti al di fuori della Sardegna reinvestendo in altre iniziative: una logica contrastante con chi enuncia di volere uno Stato indipendente nelle decisioni ma completamente privo di potere decisionale sulle proprie risorse naturali.

  • Ac Macomer

    Allora! 4 si sicuramente. Certamente anche io a titolo personale innanzitutto, ma mi auguro che chi “sonnechia” si esprima chiaramente e senza se o ma per 4 si del Psd’az.
    Chi vivrà vedrà.

  • Mario Pudhu

    Cundivido in prenu sos motivos pro totas bàtoro chistiones. Semus Bator Moros, bàtoro sos referendum e bàtoro “eja”, antzis SI, rispondhimus.

  • Angelo Piras

    Se devo essere sincero a me pare che il lenzuolone referendario rischia di diventare un’occasione per eleggere delle prime donne piuttosto che riorientare la strategia politica.
    Mi spiego meglio:
    Referendum sul nucleare: ma in Sardegna abbiamo già detto la nostra, perché dobbiamo tornare a votare?
    Non sarebbe più utile attivare una strutturata stagione educativa o meglio rieducativa del cittadino, rispetto al buon uso dell’energia? Sono sicuramente contro al nucleare, ma vi devo dire che anche le schifezze che si celano dietro l’eolico (vedi gli affari della cricca!)e fotovoltaico (finanziato dai soldi pubblici)non mi sconvolgono.
    Penso allora che dovremmo lavorare per creare una cultura di buon uso energetico a partire dal risparmio che potremmo fare nelle nostre case, gli impianti di illuminazione pubblica, utilizzando in maniera intelligente le automobili ecc.
    Penso inoltre che dovremmo trovare forme energetiche eco-compatibili che non degradino la nostra terra. Alcune soluzioni si stanno sperimentando, ma ripeto prima di tutto buona educazione.
    Referendum su legittimo impedimento. Quanto è condizionato il quesito referendario dalla presenza sulla scena politica italiana dell’infame di Arcore?
    I Referendum sulla gestione dell’acqua. Chi ci dice che la presenza di una gestione privatistica sia il male peggiore? Vedere Abbanoa e le bollette che ci vengono recapitate.
    Concludendo vi dico che se non ho di meglio da fare andrò a mettere quattro SI sulle schede, ma se devo essere sincero penso che i soldi spesi per i referendum avrebbero fatto meglio a utilizzarli per dare lavoro a giovani e meno giovani.

  • Piero Atzori

    Francamente non nutro grandi aspettative da questi referendum, soprattutto quelli sull’acqua. Mi è piaciuto di più quello sardo contro il nucleare. Ripeterei ad ogni tornata elettorale referendum consultivi sardi sui temi più urgenti. Acqua pubblica/acqua privata è uno slogan ideologico. A me, cittadino sardo interessa pagare un prezzo equo per l’acqua che consumo. Sappiamo bene che se la gestione partitica dell’acqua, oltre che con bolletta, ci fa pagare l’acqua con l’irpef, il gioco è truccato. I rapinatori possono essere privati, ma anche pubblici. In questo momento la notizia più rilevante per il sassarese mi pare sia costituita dalle fregature che si nascondono dietro la cosiddetta “chimica verde”, dove “verde” è per chi si disfa della propria mondezza mandandola in Sardegna. Occorre che facciamo un certo lavaggio di cervello ai fratellini italiani. In modo che capiscano che qui comandiamo noi. E smettiamola di confidare troppo nei referendum italiani, soprattutto se assemblati con l’unico scopo di mandar via Berlusconi. Passerà il berlusconismo e anche l’anti. Percorriamo la nostra strada.

  • Battaglia unitaria e battaglia di popolo!
    quattro SI! Affossiamo, e questa volta per sempre, con quattro voti la proposta del nucleare e le leggi per privatizzare la gestione dell’acqua, veri furti legalizzati, e per ultimo il leggitimo impedimento. Di fronte alla legge dovremmo essere tutti uguali anche B.
    fortza paris!

  • Invito gli utenti a prendere in reale considerazione l’importanza del referendum sulla privatizzazione dei servizi ed in particolari sulla gestione del servizio di potabilizzazione, distribuzione, depurazione dell’acqua.
    Le aziende multinazionali del settore sono estremamente interessate ad acquisire le gestioni dell’acqua per solo profitto e non hanno alcuno scrupolo di fronte ai fondamentali economici dei contesti che vanno a gestire: l’acqua non viene più considerato un bene collettivo ma un prodotto la cui disponibilità per gli uomini è decisa da un CdA o un CEO.
    Inoltre, dopo un periodo di buona pratica, è ormai cosa nota che le multinazionali dispongano di limitare i controlli di qualità sulla pelle degli utenti.
    Votare SI per arginare l’assalto dei rapaci.

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