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Referendum: i numeri e le parole del potere

Posted on 6 Marzo 20266 Marzo 2026 By Paolo Maninchedda 10 commenti su Referendum: i numeri e le parole del potere

Giacché io ho consumato totalmente la mia credibilità sondaggistica durante le elezioni regionali, essendomi fidato di un sondaggio troppo ottimista che dava Soru competitivo, adesso ogni volta che racconto ciò che leggo, i compagni fasciodogmatici del progressismo comodo (non hanno mai digerito la tesi di De Felice del fascismo come eresia di Sinistra) mi rinfacciano di non essere credibile.
Allora ho pensato che sarebbe stato giusto allegare le fonti di ciò che dico da giorni: se vanno a votare in pochi vince il No, se vanno a votare in molti vince il Sì.
Adesso lo dice, e molto bene, anche il Corriere della Sera, che, a leggere l’articolo di Pagnoncelli non afferma esattamente ciò che viene riportato nel titolo.
In soldoni: se la percentuale dei votanti sarà vicino al 40% vincerà sonoramente il No; se sarà intorno al 45% sarà partita aperta e vittoria sul filo di lana; se sarà vicino al 50% (alle ultime politiche ha votato il 63,9% ma Pagnoncelli ha registrato una forte  flessione dell’interesse al voto nelle ultime settimane) vincerà il Sì. Nel Centrosinistra sono tutti ipermobilitati, nel Centrodestra la pancia centrista si sta grattando la pancia, Forza Italia in testa.  La quota di elettori del Centrosinistra che voterà Sì è ciò che deciderà il referendum, all’interno del perimetro descritto delle percentuali dei votanti. Ciò spiega perché gli ayatollah di sinistra stanno ogni giorno pronunciando fatwe contro gli eretici, i quali, a loro volta, se le stanno tutte appendendo nel chiodo de su commodu.

Sui contenuti dello scontro politico, oggi che è una giornata nella quale i due quotidiani sardi avrebbero fatto bella figura a non uscire per quanto sono vuoti e vacui, può essere interessante recuperare un commento dell’ex consigliere regionale Pd e, soprattutto, ex bravissimo manager sanitario (è ancora il pronto soccorso virtuale di tanti) Nazareno Pacifico, uno che scrive pochissimo e che se ha scritto vuol dire che ne ha veramente le tasche piene di mistificazioni e perdite di memoria a comando, il quale è intervenuto su Facebook a difesa dell’avvocato Jacopo Fiori, già segretario provinciale del Pd, colpevole, a leggere alcuni post, di votare per il Sì.
Questo l’intervento di Nazareno:
“Ammirevole la tua onestà intellettuale, meno ammirevole la contraddizione del tuo partito (nel quale mi sono riconosciuto anni fa), a memoria, se ben ricordo le posizioni portate avanti nelle campagne elettorali e nei programmi di PDS,DS e poi PD:
​1997–1998: Bicamerale, D’Alema
​La Commissione Bicamerale per le Riforme presieduta da Massimo D’Alema propone la separazione costituzionale delle carriere.
​La proposta: “Due distinti ruoli: giudicante e requirente, con due diversi CSM” al fine di garantire terzietà firmata anche Violante e Bassanini.
​2001: nel Programma dell’Ulivo (Rutelli premier)
Si pone l’obiettivo della ​Riforma della giustizia con la separazione delle funzioni tra giudici e PM, con percorsi di carriera distinti. Per modernizzare la giustizia, ridurre conflitti di ruolo, mi pare che il primo firmatario della proposta fosse Fassino.
​2006–2008: Governo Prodi II
​Il ministro della Giustizia Clemente Mastella presenta un ddl costituzionale per la separazione delle carriere sostenuto da Fassino e Violante oltre a Rutelli (allora Margherita)
​Il ddl PASSA alla Camera (2007), ma, guarda caso, cade il governo Prodi e non se ne fa nulla. Nel suo intervento Violante afferma che la separazione delle carriere è un obiettivo storico della sinistra riformista.
​2014: Riforma Orlando (Governo Renzi)
​Il ministro Andrea Orlando (PD) introduce il divieto di passaggio PM → giudice, lo stesso dichiara “Abbiamo realizzato una separazione funzionale. La separazione delle carriere è il passo successivo”.
Durante il governo Renzi il Premier dichiarò che ​“Serve separare PM e giudici, come in Europa, poi arrivò l’avviso di garanzia ai genitori e sappiamo come è finita a distanza di anni.
​2019: vince il congresso PD la mozione Martina che affermava “La separazione delle carriere è ineludibile per garantire la terzietà del giudice”.
​Firmatari: Martina, Serracchiani, la stessa dichiara che: “Non possiamo più difendere l’unità della toga come dogma”.
​2021: Riforma Cartabia (Governo Draghi)
​Il PD sostiene la riforma Cartabia che rafforza la separazione funzionale, allora il segretario PD (​Enrico Letta) afferma: “È un passo verso la separazione. Serve ora il coraggio di completarla” e il ministro ​Orlando dichiara: “Abbiamo separato le funzioni, ora serve separare le carriere”.
​2022: nel Programma elettorale del PD (Letta segretario): ​”Completare la separazione delle funzioni con percorsi di carriera distinti”.
Non aggiungo altro“.

Le parole del potere

Mentre noi tutti siamo preoccupati per i destini del pianeta, il proprietario della Nuova Sardegna, noto progressista, sta acquistando La Stampa con una cordata, tutta sarda, fatta con Banco di Sardegna e, senti un po’, Federtennis, la quale, da federazione sportiva sta trasformandosi, sotto la guida di Binaghi e Appendino, in player finanziario. Questa è la Cagliari formato esportazione di cui molti continuano a non capir niente e che a breve si mangerà anche gli aeroporti, nonché tutto il commercio dell’area vasta di Cagliari. Viva i progressisti, viva le eccezioni progressiste alla distinzione dei ruoli e delle carriere, viva gli intrecci più stretti che si può! Viva i giornali con le pagine vendute a Comuni e commercianti.
Salutiamo con le lacrime la dipartita dell’informazione libera e indipendente su cui i fasciodogmatici progressisti si guardano bene dall’intervenire.
Ite cacatum.

Referendum, Vetrina

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Comments (10) on “Referendum: i numeri e le parole del potere”

  1. luca ha detto:
    9 Marzo 2026 alle 19:39

    Non so, sentendo loro mi sembra molto chiaro. Ansa 35 mn fa: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che è pilot…sono plotoni di esecuzione. Plotoni di esecuzione”.
    Capo di Gabinetto del Ministro Nordio durante un confronto con Ilaria Cucchi.
    Non riesco a capire perchè ogni volta che questi parlano dimostrano di volere cose diverse rispetto al nobile intento di riformare la giustizia.

  2. Ariovisto ha detto:
    6 Marzo 2026 alle 20:20

    Ci salverà il “popolino”, quello che, a differenza dell’upper class, guarda prima di attraversare la strada (e che, non credendo al morbo, non indossava le mascherine in pieno periodo covid). Nel profondo dell’animo, gli umili senteno, difatti, la “giustezza” di questa riforma. Grand parte dell’inutile intellighenzia voterà invece per il NO, gli spazzini, le eroiche donne delle pulizie sottopagate, le commesse, le cassiere, gli operai, gli umiliati ed offesi con buste paga da fame voteranno per il SI.

  3. Marco Casu ha detto:
    6 Marzo 2026 alle 14:02

    Ah si si Nordio, la Costituzioni, i Maga, il fascismo..e dulcis in fundo COMANDARE!

    Eh, mi pare che il menu sia ben assortito. E va bene, scegliamo il Piatto “Comandare” giusto perche’ mi sembrato ricordare cose di casa; si di Sardegna.
    E difatti, noi abbiamo il “privilegio” , da anni, di una legge elettorale Formidabile , che favorisce gli aggregati, noti, eppoi la possibilita’ del voto disgiunto per la Presidenza eppoi ciliegina nella torta il terzo aggregato che non raggiunge il dieci per Centro e che in passato ha ottenuto , grosso modo ora non ricordo, circa 90 mila voti che determina per molti la Sardi non essere rappresentati in Regione.
    Non e’ dunque STRANO che l’inquilino di Villa Devoto , con tutto quel “ben di Dio” COMANDI eccome no?! .. altro che Maga e Maghetti, infatti comanda a bacchetta e se ne infischia di sentenze del Collegio elettorale, del Partito di Maggioranza nella Coalizione, .. qui siamo alla Apoetosi, di sentenze della Corte Costituzionale.

    Eh, essere tutti , come , Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff ! Avere tempo per divenire tali.

  4. Antonio ha detto:
    6 Marzo 2026 alle 13:57

    Un amico ogliastrino, il problema è che i Magistrati applicano la legge a loro piacimento, prof. il quesito del referendum l’ha spiegato benissimo il Dottor Leonardo Filippi ieri a radar su Videolina la Riforma riguarda l’ordinamento e la Carriera dei Magistrati e non il processo penale

  5. Alessandro ha detto:
    6 Marzo 2026 alle 12:07

    Mary aver ascoltato ieri mattina il confronto tra Parodi e Di Pietro a SKyTG24 ha ugualmente fugato ogni dubbio sulla necessità di votare Sì. Imbarazzante è stato Parodi che ha candidamente ammesso che era lì per difendere i magistrati.

  6. Alfio ha detto:
    6 Marzo 2026 alle 09:12

    Sarà bello vedere i Kompagni votare per mantenere una legge frutto del Codice Rocco di epoca fascista, per la serie: non è tutto sbagliato ciò che arriva dal ventennio, beata coerenza.

  7. Paolo Maninchedda ha detto:
    6 Marzo 2026 alle 08:58

    Carissimo Amico Ogliastrino,
    ognuno ha le sue pene e se Lei mi rinfaccia le gaffe di Nordio, io potrei citare le affermazioni di molti giudici, alcuni nemici della sintassi e della morfologia dell’italiano, che hanno certificato in pensieri, omissioni e opere, l’assoluta invadenza della magistratura nella vita e nella libertà dei cittadini, nonché l’inesistenza del giusto processo in Italia. Le segnalo, poi, la fervida militanza partitica di metà del Palazzo di Giustizia cagliaritano, in prima fila nelle manifestazioni di Pd, Sinistra italiana e Avs. Ho paura ad entrare nel Palazzaccio e ad essere giudicato da questo plotone di militanti, che per lei immagino sia invece rassicurante. Argomentiamo ciascuno le proprie scelte con le proprie ragioni e lasciamo i mostri nei bestiari delle faziosità italiche.
    La saluto con la solita forte distinzione affettiva

  8. Un amico ogliastrino ha detto:
    6 Marzo 2026 alle 08:31

    Caro professore, lei che è un attento osservatore e un ottimo filologo, le chiedo cortesemente di spiegare il significato di questa frase:” LA RIFORMA COSTITUZIONALE DELLA GIUSTIZIA E LA RIFORMA DELLA CORTE DEI CONTI SONO LA RISPOSTA PIÙ ADEGUATA ALL’INSOPPORTABILE INVADENZA DEI GIUDICI”
    Non le sfuggirà che a pronunciare questo avvertimento dal chiaro sapore intimidatorio sono stati Meloni e Nordio.
    A parte che non si tratta chiaramente di una riforma della Giustizia ma della magistratura ( precisazione onesta dello stesso Nordio ) , non le sembra che queste parole abbiano un solo significato: il governo vuole cancellare
    ( usando altre parole ) l’equilibrio dei poteri, principio fondamentale di ogni democrazia. Insomma chi vince le elezioni comanda ( non governa ) e i giudici non devono applicare la legge ma il volere del governo. Mi pare che siamo oltre la cultura Maga. Sarebbe un ritorno ai tempi bui che hanno preceduto la nostra bella Costituzione, con buona pace di chi si aspetta, votando Si a questa riforma, una giustizia più rapida e mai più errori giudiziari.
    La saluto professore, alla prossima.
    Un amico ogliastrino

  9. Mary ha detto:
    6 Marzo 2026 alle 07:41

    Aver ascoltato ieri sera i ragionamenti del PM Woodcock nel corso della trasmissione “Piazza Pulita” su la 7, a mio modesto avviso ha fugato qualsiasi dubbio sulla necessità di votare SI. Il confronto con On. Mulè è stato imbarazzante, sopratutto per il conduttore.

  10. Paolo ha detto:
    6 Marzo 2026 alle 07:39

    Buongiorno, il problema maggiore di questo referendum a mio avviso sono i partiti, che non vogliono far passare il vero messaggio ma ne vogliono fare un cappio espiatorio. La destra vuole far capire che la Meloni ha la situazione in pugno e marcare il proprio territorio, fregandosene dell’effettivo valore del referendum. La sinistra, dimentica che diversi anni fa i suoi leader ne hanno chiesto proprio loro la separazione delle carriere, ora non vogliono che questa riforma venga proposta da questo governo e ne fanno un colore politico, opss ci sono comunicati stampa, articoli giornali, interviste, post, importante negare il tutto. Appare una situazione di basso profilo che induce solo i cittadini a non credere più nei partiti.

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