Ragioniamo di tasse e di Entrate: diminuisce il gettito Iva, aumenta quello dell’Irpef grazie all’aumento delle trattenute alla fonte sui lavoratori dipendenti

14 giugno 2013 08:507 commentiViews: 157

Come sapete, ho una posizione articolata sulla Zona Franca e, soprattutto, non ho accettato la trasformazione di questo argomento in un feticcio ideologico di cui tutti si appropriano, lo stravolgono e lo manipolano a fini elettorali, lo utilizzano per mentire e alla fine lo rendono irrealizzabile. Sapete anche che non condivido la proposta di legge presentata dal Psd’az. Oggi, alla luce dei dati divulgati dall’Agenzia delle Entrate si può ragionare di una questione un po’ sottovalutata quando si parla di zona franca integrale. L’esenzione o l’abbassamento considerevole per esempio dell’IVA produrrebbe un decremento delle Entrate regionali, per cui occorrerebbe dire, a fronte di un minor gettito dovuto all’esenzione, quali spese si intende tagliare. Stesso problema si pone, visto che già quest’anno la Regione, in virtù della crisi in atto, ha avuto minori entrate per 600 milioni di euro, quando si ha una flessione del gettito dell’imposta per la crisi economica, come sta accadendo nell’anno in corso. Come è noto, il gettito dell’Iva ha registrato nel primo quadrimestre del 2013 una diminuzione del 7,8%, circa 2,3 miliardi in meno di gettito.  Questa diminuzione è stata in parte compensata dal gettito Irpef in incremento del 2% (+1,106 mld) che riflette gli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+4,6%), del settore privato (+0,7%) e dei versamenti in autoliquidazione (+26,3%). In buona sostanza, se anche la Sardegna avrà nel 2014 più o meno le stesse entrate che ha avuto nel 2013 lo dovrà all’incremento della pressione fiscale sui lavoratori dipendenti. Si vorrebbe fare così anche nel caso della zona franca integrale? Le scelte sono obbligate: se si vorrà lo stesso gettito con cui si paga attualmente la sanità e il funzionamento della Regione (5,8 miliardi di euro in totale), a fronte delle auspicate esenzioni alle imprese, non rimarrà che aumentare la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti; oppure si dovrà procedere a fare quei tagli che nessuno vuol fare: chiusura delle società partecipate con tutela dei lavoratori; chiusura dei piccoli ospedali con tutela dei lavoratori; obbligatorietà della gestione associata delle funzioni per un numero di comuni più alto di quello derivante dalle norme già esistenti; semplificazione degli enti regionali (per esempio in agricoltura oggi abbiamo 4 direzioni generali: Assessorato, Argea, Laore e Agris, a che servono? A che serve il Consiglio di Amministrazione e la Direzione generale di Area? A che serve il Comitato Tecnico di Gestione di Sardegna Ricerche? A che serve il Cda del CRS4? ecc. ecc.). Si è pronti a queste scelte che sono, a mio avviso, comunque necessarie?

7 Commenti

  • Silvia Lidia Fancello

    Chiedo scusa professore,
    ma solo ora mi sono resa conto che da giorni nel banner della Home Page di queso magazine al posto dei quattro mori listati di nero, compare l’icona spezzata che simboleggia un’immagine impossibile da vedere per motivi tecnici, magari è il mio Mac che non ha gli aggiornamenti necessari. Considerato che ieri a Tramatza non ho avuto il piacere di incontrarla e davvero, le assicuro, scambiare quattro chiacchiere con lei sarebbe stato illuminante per ciò che stiamo tentando di fare ad Olbia, mi viene da pensare che forse l’assenza dei Quattro Mori ha un altro significato.

  • Silvia Lidia Fancello

    Caro professore,
    la sua posizione articolata sulla zona franca è naturale per chi crede davvero che si possa realizzare. Coloro che non si interrogano sulle conseguenze e gli effetti di una diversa fiscalità, ripensata necessariamente intorno a questa nuova condizione, significa che non ci credono o che la percepiscono comunque difficile da realizzarsi lontana nel tempo. Per cui, paradossalmente, chi non ci crede realmente, ne è il più fervente sostenitore, senza se e senza ma.
    Non entro nel merito del progetto PSd’Az., ma sostengo che i punti franchi, quelli per cui esiste già un decreto, dovremmo realizzarli da subito. Non entro neanche nel merito del discorso riguardante il gettito fiscale, ovviamente diminuito con l’azzerarsi o abbassarsi dell’aliquota Iva. Non è la mia materia e qui entro un po’ in contrasto con Edmondo. Non possiamo essere tutti esperti di ogni materia che ci si sottopone, io vorrei ancora potere delegare ad una classe politica “abbastanza” onesta, l’onere di prendere decisioni importanti anche per conto mio. Sono tuttavia d’accordo con Edmondo quando lamenta l’assenza del PSd’Az., al quale va, se vogliamo, la paternità della proposta di Zona Franca, dai tavoli di confronto su questo argomento. È inutile che ci raccontiamo fra di noi quanto di ciò che viene propagandato siano per dirlo come Mario Carboni, delle “bufale”, dobbiamo avere il coraggio di dirlo anche nelle piazze. È paradossale il silenzio di questo partito intorno a temi in cui è stata spesa una vita; sottrarsi al confronto può essere controproducente su molti fronti. Quando “il nemico” ci scippa uno dei nostri cavalli di battaglia, noi che facciamo? In un angolo, sommessamente bisbigliamo a chi ci sta vicino che non è esattamente così e rimaniamo annichiliti di fronte al dispiego di energie e propaganda elettorale degli altri, senza avere la capacità di ribattere. Pare che da ottobre, il partito inizierà a fare più “comunicazione”. Potrebbe essere tardi.
    Saluti

  • Edmondo Costa

    Le considerazioni sono assolutamnte logiche.
    Purtroppo abbiamo troppo spesso l’abitudine di discutere di argomenti che non si conoscono.
    Basta l’affermazione di qualche personaggio di cui si ha fiducia o soggezione per convincersi di qualcosa che non è.
    Oggi discutere e, soprattutto, pretendere la zona franca, è un fatto ricorrente in tantissimi ambienti, non sono politici e le convinzioni sono quasi univoche: la Sardegna, tutta, deve diventare zona franca!
    Trasporti quasi gratuiti, carburanti a meno di un euro, niente IVA, produzione interna di beni a bassissimo costo!
    Finalmente, il paradiso!
    Magari così fosse, sempre ammesso che la zona franca diventasse attuabile.
    Però, dato che vi sono tanti dubbi e considerazini da fare, perché i dirigenti del Partito non organizzano un convegno tecnico e non propagandistico, condotto da veri e non raccogliticci esperti, di posizioni contrastanti, da porre a confronto?
    Possiamo, almeno tra di noi, cercare di chiarire i pro ed i contro, senza posizioni ideologiche, cercando di giungere almeno a conclusioni credibili e condivisibili?
    Sono convinto che, con una perfetta conoscenza delle normative ed il bilancio regionale in mano, non dovrebbe essere difficile raggiungere un chiarimento su una questione così reclamizzata e così sconosciuta ai più, me compreso.

  • Sono d’accordo su tutti i punti ho delle riserve sui tagli alla sanità , per la quale parlerei piu di razionalizzazione o meglio riorganizzazione, ma non tagli. Già la sanità sarda fa acqua da tutte le parti e i sardi si devono rivolgere altrove con sacrifici enormi o addirittura rinunciare a curarsi, cosa che ormai sta avvenendo da tempo. Ribadisco il mio consenso alla soppressione Argea ecc.e forse molti altri!!!!

  • Entriamo a piedi giunti nel bilancio regionale muniti di righello e matita rosso/blu. Di quelle all’antica!
    Per la tutela dei lavoratori, che è sacrosanta, ne addebiterei i costi a chi li ha assunti pur sapendo che erano in soprannumero, utili però in occasione degli appuntamenti elettorali.
    La non condivisione della proposta di legge del PSD’AZ sulla zona franca è solo uno dei punti che non possono continuare a restare a bagnomaria.

  • E’ sempre il gioco della coperta corta…copro la testa e scopro i piedi..
    Più che zona franca detta e generalizzata nei termini in cui se ne straparla sarebbe più sana la sovranità fiscale. Avere il potere di continuare a far pagare le imposte dirette ed indirette, nelle percentuali e nei modi a noi più congeniali.
    Del resto per i servizi le economie da qualche parte andranno pur prese.
    Certo è che una riorganizzazione (per non dire cancellazione) di strutture ed enti poco fruttiferi non sarebbe male..
    Salutoni

  • Bravo! Onorevole,
    devo dire che negli ultimi tempi mi sta convincendo…continui cosi!
    Saluti

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