Ragione, solidarietà, pazienza e resistenza

25 febbraio 2013 20:5630 commentiViews: 34

L’Italia e, ahimé, di conseguenza la Sardegna, sta vivendo momenti confusi, nei quali è facile perdersi. In queste fasi, guai a lasciarsi prendere dal panico, dall’emozione o dalla volontà di trovare a tutti i costi il proprio posto nel nuovo ordine con facilità. L’Italia rischia un crack pauroso, una crisi di Stato alla greca e forse peggio. Una cosa è certa: la Sardegna andrà presto a votare. L’idea di tirare a campare si scontrerà con la gente che chiederà di sciogliere il Consiglio perché rappresentativo di una realtà ormai inesistente. Mai temere le elezioni, diversamente ci si scontra con il popolo.
La prima qualità da mettere in campo è la ragione. Calma. La voglia di far tornare subito tutti i conti o l’istinto di dare una spiegazione a tutto sono pessime consigliere. La realtà supera il nostro pensiero. Bisogna essere umili e intelligenti, ma anche tenere fermi i fondamenti etici e culturali delle proprie scelte. Aristotele era attratto dal molteplice e Platone dall’essenziale: la realtà è fatta degli uni e dell’altro, bisogna avere un pensiero che li unisca e noi lo abbiamo.
Seconda raccomandazione: tenersi stretti i propri rapporti sociali, quelli autentici, quelli profondi. Nel disordine, l’unico ordine è quello di chi ha valori comuni. I vincoli culturali e sociali sono una garanzia se difesi nei momenti di confusione. Solidarietà è la parola con cui affrontare la confusione. È da tempo che ripeto che i vincoli politici veri sono anche e soprattutto vincoli sociali. Dobbiamo organizzare solidaristicamente i nostri acquisti, i nostri bisogni di assistenza sanitaria, i nostri bisogni di mobilità, i nostri bisogni di istruzione. Guai a rompere i vincoli profondi nei momenti di confusione: ci si perde.
Terza raccomandazione: pazienza. L’Italia oggi è in balia di ignoranza e personalismi. La scuola facile, la logica del ‘tutto a tutti’ sta producendo una società ostile a ogni ragionamento, a ogni approfondimento. Bisogna tenere la testa sul collo, essere punto di riferimento per chi è più debole in questo momento, non abbandonare nessuno ai rabbiosi e ai prepotenti. Dopo la protesta, la gente cerca chi risolve, chi accoglie, chi non umilia, chi non pretende alcuna subordinazione. La gente, lentamente, ripercorre la strada faticosa della garanzia di libertà e di giustizia. Oggi la cultura di governo, il bene più prezioso di cui l’Italia ha bisogno, è anche il bene meno ricercato.
Quarta raccomandazione: resistere. È il momento in cui non si deve deflettere dalla difesa dei valori della democrazia e della libertà tipici della tradizione occidentale. Da cosa guardarsi? Da due rischi: l’avventurismo e il dispotismo orientaleggiante di Berlusconi (non a caso amico di Putin e di Erdogan), diverso dal liberalismo moderato che in Italia continua ad avere un suo radicamento positivo e che rappresenta un elemento di stabilità sociale,  e il totalitarismo di massa di Grillo (senza escludere che alla fine nasca una collaborazione tra Pd e i grillini alla stregua di ciò che accade in Sicilia). A questi due pericoli si deve resistere senza esasperazioni ma anche senza debolezze. Inoltre, bisogna unirsi. Le differenze esasperate non portano da nessuna parte e portano il Paese a essere tragicamente debole. Quando penso, per la Sardegna, a un’area sovranista, penso a questo: un grande partito laico, di governo, sovranista (cioè che crede nella radice originaria della sovranità sarda, non delegata dallo Stato italiano), riformista (che dunque costruisce lo spazio dell’autogoverno usando al meglio il potere possibile), solidarista (cioè ostile all’idea che la competizione, e non il merito, renda migliore la società), libertario. Nei momenti difficili, bisogna piantarsi per terra, essere amorevoli con chi attraversa momenti difficili e forti nei cuori e nelle menti: guai a disperarsi.

 

30 Commenti

  • Giovanni Piras

    A proposito di congresso itinerante, ancora non ho capito cosa si vuole intendere, lo chiedo a foette, alias Nino, ma preferoisco puntogliu, dolete de prusu. Io tanto tempo fa e precisamente negli anni 1964 – 65 e 66 partecipai ai congressi itineranti assieme al compianto Battista Columbu, Paolo Montaldo, Antonio Simon Mossa, su Mastru Zedde de Ollolai e tanti altri. Ero giovanissimo, avevo 17, 18 anni o poco più, pieno di speranza e con la Sardegna nel cuore. Ebbene si parlava di indipendenza, il moto era: O SARDISTI O SERVI; DA UNA MADRE INGISTA I FIFLI SI SEPARANO, ma cosa c’entra tutto questo con Prato, la lega e gli scapestrati che sono al timone di un partito senza rota, che mandano in televisione personaggi oscuri a commentare addirittura il successo del partito in quest’ultima tornata elettorale?
    Trimpeddu esci allo scoperto, rispondi in questo blog tanto lo leggi, non nasconderti, abbi il coraggio di uscire e di vergognarti dimettendoti da presidente perchè nessuno ti ha eletto, ti sei nominato.
    Pecato non poter partecipare al consiglio nazionale, non ne faccio parte, non posso prendere la parola.
    Este mancata sa passenzia!
    Bi cherete buttones e tostos, ispero chi los ammustrene, so sicuri chi semus in metas.
    Forza Paris.

  • Norberto Bobbio (Futuro della democrazia) scriveva: “il governo delle leggi celebra oggi il proprio trionfo della democrazia” Che cos’è la democrazia se non un insieme di regole (le cosidette regole del gioco) per la soluzione dei conflitti senza spargimento di sangue? E in che cosa consiste il buongoverno democratico se non, anzitutto, nel rigoroso rispetto di queste regole?”. Ecco,uno dei padri riconosciuto della Patria,già d’allora “non si fidava degli uomini” ma si affidava “alle regole” scritte e valide per tutti.Ma, come sempre, le regole scritte negli Statuti (vds. art. 10 di quello del Psdaz)sono valide “solo per gli altri”, non per chi “comanda” che le stravolge tutte le volte che vuole a piacimento.Ma vedo che anche su questo blog l’argomento non interessa nessuno. E così si assiste, da anni, a “deroghe continue” fatte votare dai capi-bastone di turno che si garantiscono “il governo a vita nei partiti”e finiscono, ripeto, per far diventare gli stessi dei “club privè”. Auguri e..andiamo avanti così. Ci meritiamo… questo ed altro. Però, poi, non serve lamentarsi.

  • Caro Michele Pinna, mettere in discussione “questo sistema politico” non significa esserne convinti noi due ( e lo siamo) ma far maturare la stessa convinzione nel popolo sardo. Che si è convinto del cambiamento grillino ed il nostro è molto diverso. E per farlo bisogna andare in mezzo alla gente. Ergo il “congresso itinerante” che non è una passeggiata di semplice ossigenazione.
    Quanto all’invito a Tullio Saba, che non conosco mentre lui conosce me per avermi sentito in Federazione ed in Consiglio Nazionale, è finalizzato a colmare la lacuna della conoscenza fisica e non solo. Mi faccio male? Non credo e comunque non ne ho paura.
    Sos abigeatarios (che preferisco agli abusivi troppo metropolitano) sono un male endemico nel Partito. Che si inseriscono nel dilemma : aprire o chiudere? Fare politica è anche amministrare rischi, l’obiettivo è correrne il meno possibile. E se chiudi?
    Preferisco sas bottas alle pantofole, e ne ho consumate e continuo a consumarne spassionatamente.
    Un saluto Nino Loi

  • ANALISI …RAGIONE….CALMA… PAZIENZA…RESISTENZA….GUAI A DISPERARSI….forse sarebbe il caso di rileggere il Post di Paolo ( e magari anche i commenti ) altrimenti si potrebbe pensare che non ve ne freghi nulla di quello che Paolo scrive…anche perché, se da un punto di vista resta una corretta analisi della situazione politica itaGliana ( e di conseguenza Sarda ) a me pare che possa essere anche letta come un’ analisi sul ns partito, o meglio sui tesserati/e… E i punti sopra evidenziati dovrebbero entrare nella testa e nel cuore di NOI TUTTI …inoltre credo che chi ci ospita, sarà anche molto paziente, ma non mi sembra corretto utilizzare gli spazi messi a disposizione per sparare ad alzo zero contro tizio o caio. Questo spazio non è nato per questo…per queste cose esistono le sedi opportune del partito : nuclei, sezioni , federazioni consigli nazionali… le opportune persone dedicate … Se non vi piacciono sostituitele…MA SMETTETE DI CONSIDERARE PAOLO IL ” MESSIA” …e questo Post come un Palco Mediatico …. Fate solo danni … Distruggere è facile e veloce … Il difficile è costruire … E proposte di costruzione ne ho lette poche.

  • Capitan marc

    Dimissioni immediate della classe dirigente del psdaz. Avanti ad una nuova genererazione forte con linguaggio semplice, comprnsibile, solidale , non autoreferenziale. Avanti i veri sardisti nel cuore e non nel portafoglio. Paolo vai avanti che siamo in tanti a pensarla come te

  • Scusate ma vi chiedete come mai il Psdaz non abbia il consenso popolare e riceva i voti praticamente dai soli iscritti? Mi sembra che la lezione Grillo qua non l’abbia capita ancora nessuno. Basta chiudersi nei palazzi e nei salotti televisivi, bisogna scendere in piazza e riprendere il contatto con la gente. Oggi siete nella maggioranza in Regione e avete in mano il cosiddetto santo Graal. Potete riconquistare la fiducia della gente e avete un treno che non passa tutti i giorni, parlo della Zona Franca. Dalle ultime informazioni Cappellacci sembra che non voglia intimare alle Dogane di applicare la delibera del 7 di febbraio sul regime doganale di zona franca esteso a tutto il territorio regionale. Battetevi per questo e non fatelo per soli motivi elettorali ma fatelo per il popolo sardo, che in questo momento storico eccezionale ha necessità di una guida indipendente dai poteri forti Italiani che gli dia un diritto negato da troppo tempo.

  • Michele Pinna

    Avrei voluto scrivere sotto uno pseudonimo ma alla fine non ci sono riuscito. Non sono riuscito a trovarne uno che potesse rappresentarmi. “Foette”? Be non mi sento una frusta. “Tullio Saba” non sono così anarchico come il personaggio atzeniano. Così per il bene e per il male ho deciso di restare Michele Pinna; mi sembra già tanto, in tempi in cui conservare un’identità sembra difficile. Ci troviamo dinanzi ad un cambiamento epocale:ce ne rendiamo conto? Che l’alleanzismo è finito ce ne rendiamo conto? Che le istituzioni rapresentative vanno ripensate sulla capacità dei rappresentanti d’introdurre temi, proposte e leggi che la gente riconosca, l’abbiamo capito? Queste ed altre questioni vitali ha posto nello scenario politico il risultato elettorale ultimo scorso: lo abbiamo capito?. Congressi itineranti potremo farne quanti se ne vogliono ma se non diamo segno di essere una forza politica in grado di mettere in discussione questo sistema meglio starsene in pantofole a casa caro Foette a fare seghe mentali. La gente non la devi sfidare a venire in federazione o in consiglio nazionale, ti faresti troppo male. Certo Tullio Saba potrebbe essere uno dei tanti che sale e che scende sull’autobus a noleggio del PSd’Az ma non è ai passageri che devi darne la responsabilità ma al conducente che lo consente e al bigliettaio. Ma in un partito che fa il pieno da sè qualche passegero abusivo in più o in meno sarebbe anche una cosa risibile; diventa però tragico quando con questi abusivi pensiamo di fare il carico del viaggio.

  • Il PSd’Az accolga tra i suoi simboli anche la bandiera dell’albero deradicato, un gesto simbolico per imboccare senza indugi la strada di un indipendentismo moderno e europeo senza se e senza ma: la forza dei giovani indipendentisti dentro l’esperienza di un partito secolare… e forse così potrà diventare quello che per la Scozia è lo Scottish National Party!

  • Mi chiedo: bisognava, ancora una volta, attendere l’esito elettorale per comprendere in mano a chi è, purtroppo da tanti anni, il Psdaz? Scherziamo? Nessuno ha la pretesa (magari come me.. ha solo un sogno) che il “partito dei sardi” per antonomasia raggiunga percentuali ben più consistenti di quelle conseguite in questi anni.Certo è che ,da troppo tempo, è diventato una sorta di “club privè” dove chi non è allineato al “pensiero unico” del capo non ha diritto alla tessera.Tra l’altro sarebbe interessante sapere come vengono spesi i soldi degli iscritti, o no? Ma forse anche questa legittima richiesta farebbe la fine di quella che avanzai,in solitudine, quando ad Ala Birdi al 30° congresso nazionale(2-3 dicembre 2006) chiesi, in solitudine, che venisse applicato l’art. 10 dello Statuto che recita ” l’adesione ad altre formazioni politiche o l’appoggio a liste contrappopste a quelle del partito comporta l’ESCLUSIONE DI DIRITTO DEL PARTITO…”.Risultato: l’autore venne eletto presidente!

  • Evelina Pinna

    E’ difficile oggi capire se ad essere ingovernabile sia il paese, che pur un voto l’ha espresso, o il governo stesso che alla fin fine non governa solo perché non trova ‘il suo’ accordo ideale. C’è ingovernabilità solo se si perde il consenso popolare, diversamente il termine ingovernabilità è un non senso e analiticamente non convince fino in fondo. Siamo passati dalla politica schizofrenica, iperfaccendiera, logorroica, oscura, vorace, alla politica iperdescrittiva ma depressa, in apnea di risoluzioni, all’antimateria oscura di ogni tipo di decisione, forse per mancanza stessa di soluzioni. Una riflessione. Sta emergendo ciò che da molto doveva venire a galla e per questo ci aspettiamo una rivoluzione istituzionale. Il vero governo è quello dei sindaci e delle regioni. La macrolegislazione/il macrogoverno dello stato… non ce la fa più; le macroistituzioni non sono più in grado di governare. Lo stato ha perso quasi ovunque le efferenze con i livelli periferici di comando. Le dimensioni e la diversità sono tali in Italia che non c’è quasi più nessuna istituzione in grado di governare efficacemente in periferia, perché nessuna nel frattempo ha appoggiato e razionalizzato il cambiamento locale. Chi vince le politiche ora batte alla cieca, non vede dove colpire la testa del chiodo e quando colpisce non sa dove affonda la punta del chiodo. Il governo centrale non distingue che ‘ciò che può essere governato’ non è identico a ‘ciò che dovrebbe essere governato’. Servono regole per un’economia più libera che dia opportunità di lavoro a tutti. Più che una minaccia d’ingovernabilità oggi si tratta di un’ammissione d’inefficacia della governabilità presunta, triste prospettiva di un governo pienamente cosciente dei suoi limiti. I cittadini presto dovranno imparare a fare affidamento su altre importanti istituzioni della società, diverse dalla politica, per provvedere alle loro necessità. Non saprei dire su cosa dovranno contare, ma sicuramente vanno riaggregate quelle forze economiche e culturali che raccolgono e meritano autorevolezza; dovremo darci nuove regole, riappropriarci di nuovi stimoli e concederci fiducia a vicenda. Per governare bene, i leader politici dovranno conoscere l’esatta natura e consistenza delle loro competenze, i loro committenti sociali, i limiti dei loro mandati. Oggi torna utile mantenere un dibattito aperto sulla natura del malgoverno passato, o della disgovernance come si usa dire. La ricerca dell’ordine nel disordine, della coerenza nella contraddizione. Il decisore politico deve produrre il senso del buon governo, l’amoralità delle decisioni non è più ammissibile laddove la politica deve tornare ad essere cosa buona e giusta. Un primo passo da compiere? Snellire l’accumulo storico delle istituzioni governative, che hanno solo aumentato i costi del coordinamento, perdendo in efficienza ed efficacia, con l’adozione di obiettivi spesso contradditori o estremi rispetto ai mezzi e alle finalità pubbliche. Serve una politica meno descrittiva e più prescrittiva.

  • grande è il mio sconcerto nel leggere i risultati finali.

    passi per grillo, che è stato veramente uno tzunami, ma come è possibile che un partito con quasi 100 anni di storia alle spalle venga superato dalla lista INGROIA nata l’altro giorno:

    alla camera ci ha superato di 7270 voti, al senato di 762 voti.

    credo che la dirigenza abbia il dovere di farsi un bell’esame di coscienza e di darsi urgentemente delle risposte e sopratutto individuare soluzioni.

    a maggio ci sono le amministrative, anche di comuni importanti, assemini. iglesias, macomer, cabras (35 in tutto), e le regionali sono alle porte, sempre che si arrivi a fine legislatura

  • ” Vare, Vare redde mihi legiones”.
    Salude e libertade

  • Tullio Saba presentati in Federazione ed in Consiglio Nazionale, perchè voglio sentire se hai altro da dire oltre all’essere insolente.
    Sono un sostenitore da sempre del “congresso itinerante” proprio perchè non credo nelle comparsate televisive o nella politica che rimane arroccata nei palazzi. Personalmente me ne fotto degli strumenti elettorali perchè comunque bisogna prendere i voti.
    I vostri insulti basati sul nulla non mi inpressionano manco un po’.
    Io continuo ad essere sardista libero, voi da dove arrivate e quale sarà il prossimo treno?

  • Per Foette alias…
    Basta non ne possiamo più delle tue perle di saggezza! Ma dove hai la testa nell’iperuranio? Quando intervieni in federazione e in consiglio nazionale mi chiedo: ma in quale partito milita? O non si rende conto o è in mala fede! La gente ha dato un segnale chiaro! Giacomo Sanna vattene! La politica si fa tra la gente, dando risposte concrete ai problemi reali. E non menarla ancora col fatto che la legge elettorale è iniqua e non andiamo in televisione: e per fortuna! Perchè quando Giacomo va nei dibattiti televisivi e spara le sciocchezze consigliateglii da te a da i suoi cortigiani il consenso crolla. Ti do un dato: alle scorse provinciali, a Nuoro, quando maninchedda ci ha messo la faccia ed il partito ha investito su persone serie e credibili, il psd’az ha raggiunto il 12%, ed è diventato il secondo partito della provincia. Tu invece continui a farti pippe mentali mentre a sassari, la città del presidente, prendiamo a malapena 1500 voti. Vergogna! Tu, Giacomo e i suoi sgherri avete assassinato un partito. Vergogna!

  • Gianpiero Zolo

    SICCOME NON SONO UN CONSIGLIERE NAZIONLE, ERGO SONO PRIVATO DEL DONO DELL’ELOQUENZA, IN MERITO AL SEGUENTE ARTICOLO (apparso su sardinia Post): Nuova stagione politica anche per il Psd’Az “che si è confrontato in una lotta impari con gli schieramenti italiani di centrodestra e centrosinistra. I risultati scaturiti dalle urne sono un segno di resistenza e di non rassegnazione”. Così il presidente sardista, Giacomo Sanna, il giorno dopo l’appuntamento elettorale. Risultati che rappresentano “il primo mattone di una nuova stagione politica che dovrà vedere il Psd’Az diventare il partito di tutti quei sardi di buona volontà che mettono la Sardegna al primo posto nel loro agire politico”. Sanna ribadisce l’indisponibilità ad una futura candidatura in Consiglio regionale e ritiene “oltremodo positiva la collaborazione politica e elettorale con gli amici del movimento Quinto Moro, perché – spiega – rappresenta la prima di una serie di intese che verranno in vista delle prossime elezioni regionali. Sono quelle le nostre parlamentari – sottolinea il leader sardista – ed è quello l’appuntamento che prepariamo con impegno e passione per far crescere il tasso di sardità e sardismo nella nostra Regione”. POSSO SOLO RISPONDERE CON UN SOLENNE VAFFANCULO!!!! Poi bos contades!!!!!!

  • Il Partito Sardo d’Azione, mi sa, sta per esalare gli ultimi attimi di idealità. Forse esisterà come sigla per altri anni, ma per il resto di contenuto sardista, di quella storia non avrà più nulla.
    E va bene, mi si stringe il cuore ma è così.
    Vedere Andrea Prato che parla ora in tv a nome del glorioso Psd’Az è un insulto a Bellieni, Puggioni, Simon Mossa e Melis. Ma anche di tutti gli onesti militanti di ieri e di oggi.
    Rimarranno le analisi risibili di tromboni come Foette o chi per lui; gente che se riesce a far votare la moglie per il partito è già troppo.
    Scusate l’amarezza, maa da vecchio militante, questo è troppo.

  • Onorevole Maninchedda, resto in attesa di conoscere le iniziative che vorrà intraprendere.
    Non abbia timore di andare avnti e non si curi dei nemici interni…

  • Silvia Lidia Fancello

    Onorevole Maninchedda, con uno scudiero come Roberto, può andare in capo al mondo, è bella la sua passione. Non sono in grado di analizzare i dati elettorali 2008/2013, magari ha ragione lui, in parte ed in parte ci sono sicuramente altre variabili di cui tenere conto.
    Riflettevo sul concetto di rivoluzione da applicare subito che auspica Foette, mi sembra un po’ artificioso e comunque noi l’obbiettivo lo abbiamo già, o mi ricordo male?
    Certo che l’assenza “ingombrante” del nostro rappresentante Psd’Az al dopo elezioni è quantomeno discutibile. Ci perdonerà Paolo Maninchedda, ma questo blog è sinceramente più invitante, intrigante e intelligente di qualsiasi altro blog dedicato ai temi che ci sono cari.
    Ah, per la cronaca Wikipedia sostiene che l’ideologia del partito (quella ufficiale) sia “il nazionalismo sardo”, quelle secondarie “autonomismo”, ”separatismo”, ”socialdemocrazia”, ”liberalismo sociale”. A parte le ultime due condivisibili nel senso più lato, ma mi chiedevo non era l’indipendentismo il nostro collante. Il nazionalismo assume già un connotato negativo nei miei valori. Che dire poi dell’autonomismo e del separatismo? Forse ho sbagliato partito!
    Saluti

  • Per quanto concerne le candidature, l’opinione della base del PSdAz non è stata minimamente presa in considerazione.
    E ci si ritrova un Prato a fare da portavoce senza che abbia mai espresso alcunchè di sardista ed indipendentista…
    Condivido i concetti espressi da Giovanni Piras e AC Macomer.

  • Roberto ovvero il carico da 90. Gratuito.
    Ho voluto semplicemente indicare che il dato di oggi con 5 consiglieri regionali è pari a quello del 2008 con due.Per non voler andare ancora indietro nel tempo, che ho pure richiamato riferendomi alla lunga vita del PSD’AZ. E che pertanto non c’è da stracciarsi le vesti. Il risultato, ieri come oggi, non è da addebitare ai candidati, che ci mettono la faccia, ma a tutto il partito. Di Maninchedda come di tutti i sardisti ho semplicemente stima.La perfidia e la malvagità è tutta tua. Te ne sei andato, fai pure buon viaggio. Il rancore ed il livore che trasudano dalle tue parole sono un sintomo preoccupante. Occupatene.

  • Giovanni Piras

    Provo a fare un semplice ragionamento, il Partito Sardo è ormai da troppo tempo che non dice nulla sulla scena politica, (Paolo non parlo di Te), esiste solo quando si tratta di organizzare la campagna elettorale con i compagni di viaggio che a scelto il presidente, la lega, Prato e altri figuri che non sto quì a ricordare. Il segretario che a sua volta è stato nominato dal presidente padrone, infatti, non parla, non interferisce, è muto ed è meglio che non parli, non può parlare di queste cose, non gli è consentito.
    Il partito deve rimanere piccolo a misura del presidente che ce l’ha in ostaggio, organizza i congressi in prossimità delle elezioni, commissaria sezioni e distretti, nomina i suoi sgherri in qualche presidenza di ente, una vera e propria disgrazia per il partito, non per i sardisti, che sono dei combattenti e ne hanno visto di tutti i colori e non lo temono, infatti non gliele nandano a dire.
    Io dico che adesso basta, creiamo un movimento dentro il partito e mettiamolo in sonno, termine a lui molto caro, Giacomo dimettiti da segretario-presidente, non ti stima nessuno ormai, io è già da bel pò, da quando ti sei candidato con la lega di nascosto e hai cercato di espellermi dal partito nel quale milito da sempre, ci sono nato.
    Lunga vita al Partito Sardo d’Azione.

  • Egregio Foette,
    io non capisco perché il professore, nonostante la tua evidente perfidia, continua a pubblicare i tuoi commenti. Vuoi far notare che nel 2008, candidato Maninchedda, il Psd’az ha preso 3.000 voti in meno del 2013?
    Certo, è vero, ma non ve ne potete vantare e io quella campagna l’ho fatta qui a Sassari e ho conosciuto la vostra perfidia. Parlano i fatti della diversa nobiltà d’animo tra Maninchedda e voi. Guarda qui.
    2008 SASSARI : 1,6% NUORO: 3,9%
    2013 SASSARI : 3,3% NUORO: 3,1
    Ti è chiaro il concetto? Quando nel 2008 era candidato lui, col partito con due consiglieri regionali e senza struttura peggio di oggi, Sassari ha registrato una flessione rispetto alla provincia del candidato capolista al Senato del 2,3. Nel 2013, oggi, avete fatto una lista prevalentemente sassarese e lealmente il nuorese vi ha sostenuto, con una flessione, rispetto a Sassari, di solo 0,2. Chi è stato più leale, voi nel 2008 o Maninchedda nel 2013? Maninchedda a Macomer vi ha portato il 6%, gli stessi voti della Camera 2008 e ha dato al Psd’az al Senato gli stessi voti di Angelo Carta a Dorgali senza avere un candidato locale. Ma di che parli? Sai leggere i fatti? Sai leggere la generosità?
    Caro Foette, meritate che Maninchedda vi mandi al diavolo. Siete perfidi, cercate alibi per non mettervi in discussione. Io vi ho mandati a quel paese da tempo. Avete una perla che vi divertite a inzozzare. Ma non reggerà molto, state tranquillo. Meritate di restare con Prato.
    Ma hai visto i risultati di Sassari città, la città del capolista? 2,3%……..
    La percentuale è salita a Castelsardo per merito di Palmas e in altri paesi per merito di Cardin. Di che vi vantate? E queste persone, chi ve le ha portate? Maninchedda. Io ho conosciuto Maninchedda a una loro cena, proprio nel 2008. Quel gruppo che lui vi ha portato ha fatto la vostra differenza di oggi e tu gli rinfacci che cosa? Tu, con questo post, hai dimostrato quanto sei squallido, perché hai voluto insinuare che con o senza Maninchedda il Psd’az c’è. Certamente ci sarà, ma con meno lealtà, con meno generosità, con meno competenza, con meno serietà. Uno come lui, con gente come te non dovrebbe neanche scambiare una parola.

  • Giampiero Meloni

    Potete farci sapere il luogo e l’ora in cui verrà convocato il consiglio nazionale ?

    Io, stavolta, non ho votato il partito ne alla camera ne al senato e così farò ogni qualvolta si faranno accordi di questo tipo e con persone del genere…

    Bella fine amor fattu !!!

  • Ultima bella notizia, stasera su Videolina ci saranno i rappresentanti di tutti i partiti per analizzare il voto di ieri. Il rappresentante del Psd’az sarà Andra Prato. Ma vaffanculo

  • Il PSD’Az, nella sua lunga vita, ha vissuto molti momenti difficili e da questi ha avuto sempre la forza di risorgere togliendosi anche qualche soddisfazione. Questo è l’ultimo in ordine di tempo.
    Bi cheret passenzia e culu firmu!
    Per non ritornare molto indietro riporto i dati delle politiche 2008. Camera: 14.860; Senato: 15.292.
    Risultati 2013: Camera 18.585; Senato 18.602.
    Contento? Manco per niente. La rivoluzione da attuare subito è che si elabori un progetto politico economico a breve/medio termine, condensato in pochi punti, di facile comprensione da portare in giro per la Sardegna da parte di chi ha passione spassionata. Perchè a breve ci saranno le elezioni regionali e nuovamente le politiche.
    Il voto di ieri non allevia certo le sofferenze della Sardegna.

  • Caro Paolo, io e tantissimi altri riusciamo grazie alla gentilissima disponibilità di questo blog, ad esprimere liberamente le nostre opinioni e ritengo che l’Onorevole Giacomo Sanna possa risponderci tranquillamente, anche lui può degnarci della sua presenza su internet ( credo che se anche non partecipa,uno sguardo giornaliero lo dia sicuramente).
    Sabato non posso partecipare al consiglio nazionale del partito, ma anche se non avessi avuto impegni non ci sarei andato ugualmente.
    Credo che in tutti i partiti , se un iscritto non è d’accordo con il vertice , non va a lamentarsi nelle varie riunioni di vertice, ma si lamenterà nella propria sezione,si lamenterà con i vari delegati provinciali o regionali ( nel nostro caso nazionali) .
    Nel mio caso, io parlo a titolo personale, nella prossima riunione della mia sezione porrò il problema all’attenzione di tutti e se non sarò il solo a pensarla così chiederò al mio segretario una richiesta ufficiale di dimissioni del consiglio nazionale. Se invece sarò in minoranza, mi atterrò sicuramente alle decisioni e continuerò a fare le mie personalissime critiche.
    Ritengo però che,anche alla luce dell’esito elettorale delle politiche, sia arrivato il momento di una seria riflessione. Il grosso malcontento della gente era palpabile da tantissimi mesi e andava via via aumentando senza che nessun partito (compreso il nostro) se ne volesse rendere conto.
    Cosa farà Grillo non lo so proprio, ma so di sicuro che alcune cose che hanno enunciato in questi mesi hanno trovato un terzo degli italiani (sardi compresi) assolutamente favorevoli.
    Il ricambio della classe politica è auspicato da tutti e ritengo anche dalla base sardista, allora iniziamo anche noi a portarci avanti in questo senso.
    Non esiste nessun medico che ha prescritto a nessuno incarichi politici a vita, ne a Presidenti o segretari di partito, ne a deputati o senatori e nemmeno a sindaci o consiglieri provinciali o comunali.
    Cominciamo anche nel nostro partito a dimostrare segnali di cambiamento delle persone, in tutti i livelli, preparandoci in tal senso anche alle prossime amministrative e alle prossime regionali, Sardisti giovani e preparati ne esistono, sfruttiamoli.
    Quali proposte programmatiche ha enunciato il nostro Presidente in questi mesi? La gente non si è accorta di nulla.
    Ci servono poche proposte chiare semplici su tasse,lavoro,trasporti e ambiente.
    Non è possibile che arrivi un comico da genova a far eleggere con il 30% diversi deputati e senatori sardi, non persone note in ambito politico, ma giovani con una cultura sopra la media ( tutti laureati) giovani che mi auguro portino avanti le istanze dei sardi. Non sono per niente preoccupato della vittoria di Grillo, anzi mi auguro che sia l’imput che mancava.
    Sono preoccupato invece dal fatto che un partito come il nostro non riesca a coinvolgere tantissimi giovani sardi, che non riesca ad arrivare al 30-40% dei voti per far si che possano andare avanti le nostre istanze.
    Con chi me la devo prendere se non si riesce ad avere consenso, se non con il vertice del partito?
    Anche io nel mio piccolo avrò delle responsabilità, ma sicuramente infinitesimali rispetto a chi ci dovrebbe guidare.
    Apro la riflessione, vediamo se sono il solo a pensarla così.
    FORTZA PARIS

  • Chiederei a tutti, se hanno critiche da fare a Giacomo, di andarle a fare al Consiglio Nazionale di sabato. Qui lui non può difendersi. Dal canto mio, ho un disegno in testa un po’ più grande dei nostri litigi……

  • Silvia Lidia Fancello

    Per ac Macomer.
    Secondo me si sono resi conto di tutto. Il problema è: avranno l’umiltà e l’onestà di ammetterlo? Quelli che li sostengono avranno ancora la faccia di c… di dire che al vertice vanno bene loro? Certo che è ora di aprire un dibattito serio, ma ho l’impressione che la capacità di resistere di questo partito non sia dovuta alla forza delle ideee, ma alla caparbietà inscritta nel suo DNA e di chi ha lo scrannetto sotto le chiappe e non lo molla per niente al mondo, neanche di fronte alla disfatta. E noi? Boh! Cerchiamo davvero di mantenere la direzione, i nostri valori, parliamo di indipendenza, va bene tutto, ma quanto è difficile remare su una barca dove chi pesa un quintale non muove neanche un dito!
    Saluti

  • Giovanni Piras

    Convochiamo la basa del partito, facciamo l’analisi del voto, chiediamo le dimissioni di segreteria e presidenza, basta con la prepotenza.
    Non mi pento di aver votato sardista.
    Via Prato;
    Via Trimpeddu;
    Via tutto l’apparato;
    Riprendiamoci il partito e facciamo pulizia.
    Este prezisu ventulare, a foras però

  • Caro Paolo, forse non è ancora il momento,forse tu non sarai d’accordo e forse non lo sarà nemmeno qualcun altro, ma permettimi di fare alcune riflessioni.
    Il voto che si sta prospettando, ci porterà ad un Italia ingovernabile e ancora più matrigna con la Sardegna.
    Berlusconi prende ancora molti voti, Bersani bene o male si salva, Monti galleggia: e il Psd’az? Forse arriviamo al 2.5-3 %. Cosa ne pensa il nostro caro Presidente Giacomo Sanna? Cosa ne pensano i vertici del nostro partito?
    Si sono resi conto che stanno fallendo ulteriormente?
    Si sono resi conto che è il momento di fare le valige?
    Si sono resi conto che è ora di far sedere in quelle poltrone nuovi sardisti?
    Si son resi conto che il malcontento che ha raccolto Grillo, con una politica seria e competente l’avremo dovuto raccogliere noi?
    E’ uscito il nostro Presidente fra la gente a chiedere voti e a tastare l’umore della gente?
    E’ uscito in giro il nostro Presidente a chiedere i pareri della base sul coinvolgimento dell’ex Assessore Prato nelle nostre liste? Ho molti dubbi.
    Non sarebbe ora di aprire un dibattito serio nel partito e di coinvolgere la base in tutte le decisioni importanti?
    p.s. Nonostante la campagna elettorale pro-voto utile,nonostante il nostro poco spazio nei mass-media e nonostante il boom di Grillo, se il partito avesse preso almeno le percentuali ( anche se non esaltanti) di Macomer, forse avremo mandato il nostro ben amato Presidente al Senato.

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