Radio Indipendentzia

11 aprile 2010 07:0229 commentiViews: 26

339Allora proviamoci. Ieri, durante il consiglio nazionale sardista (come sempre semplificato e reso innocuo dalla stampa nonostante un dibattito serio e intenso) a momenti non riuscivo a seguire i lavori per le sollecitazioni di molti sardisti a dar vita ad un organo di informazione popolare, di cui io stesso ho parlato: una radio.
Che serva, lo riconoscono tutti. I sardisti hanno bisogno di divulgare le letture della realtà che stanno elaborando, ma, al tempo stesso, hanno bisogno di dar voce alle tante cose taciute in questa regione.
Allora, parliamo di soldi. Una radio con segnale regionale e presenza non web costa dai 700.000 al milione di euro, comprendendo la teccnologia per il digitale. Ha costi di gestione intorno ai 300.000 euro l’anno.
Due le strade: o ci si rivolge a un filantropo impegnato (che so, andiamo da Soros, gli chiediamo di pentirsi per tutti i soldi che ha fatto speculando in borsa e gli chiediamo di regalarci i soldi; oppure chiediamo a un riccone di casa nostra di comprarci la radio, ma questa soluzione ha dei precedenti a me non graditi…) o ci mettiamo la mano in tasca tutti, chi più chi meno. Per verificare le nostre forze proporrei di fare così: chiunque voglia concorrere mandi una mail a info@sardegnaeliberta.it con nome, cognome, indirizzo e indicazione della somma che è disponibile a sottoscrivere. Pubblicheremo l’elenco man mano che si struttura. Vediamo a quanto arriviamo. Se riusciamo a fare numeri ci riuniamo, fondiamo la società e andiamo avanti.
P.S. C’è un editore in Sardegna, con il quale torneremo a confrontarci – contestualmente ad un altro editore – sull’edilizia a Cagliari, che va a dire in giro che io mi vorrei comprare il Giornale di Sardegna. Sbagliato: vorrei comprare una radio, ma non ho i soldi per farlo e li chiedo, in pubblico e al telefono (lo dico per l’ufficiale del Corpo forestale che è costretto ad ascoltarmi ogni giorno) ai miei amici. Il risultato non cambia: la costruzione democratica e legale di un’indipendenza seria e possibile per la Sardegna passa inevitabilmente per la riforma, altrettanto democratica, dell’informazione in Sardegna. Per cui mi aspetto che che la Fatva unionista per reato di lesa maestà venga rinnovata e che la lotta si rinnovi. Resisteremo.

29 Commenti

  • Tempo fa, mentre mi dirigevo in auto verso Nuoro, poco prima di prato ho acceso la radio e, sintonizzatomi sulla frequenza 90.7, ho sentito una sorta di dibattito/tribuna politica dai contenuti strani e polemici; data l’ora, non ricordavo che, sulle frequenze di radio rai ci fosse una trasmissione simile; non riucivo a capire chi stesse parlando, ritmi lentissimi, non da radio;
    dopo qualche minuto rischiavo di finire fuori strada:
    STAVO ASCOLTANDO RADIO PADANIA.

    A voi è capitato sentire a quelle frequenze i padani?

  • Giampiero Meloni

    Bene, i commenti a questa proposta arrivano come sempre puntuali. Qualcuno suggerisce ottime proposte, correzioni ed integrazioni. Ma, arriviamo al dunque: le conferme di vera sottoscrizione si stanno dando oppure ci si limita al solo commento che S&L pubblica ? Voglio dire: all’indirizzo di posta indicato si stà dichiarando la propria disponibilità ed importo da destinare?

    Mi auguro di si….

    ablar poco azer mucho !

    Fortza paris

    saluti a tutti

  • Giancarlo Mameli

    Condivido nella strategia e nel metodo,le proposte di Mario e di Renato Orrù. La public company associata ad una parte del tesseramento mi pare la più semplice operazione finanziaria per far nascere in modo veloce l’iniziativa; magari, incrementando l’importo della tessera annuale.
    Resto altresì convinto che un giornale sia il mezzo più opportuno, per la comunicazione politica.
    La distribuzione anche settimanale, potrebbe essere curata in parte nel territorio dalle sezioni, e sarebbe un buon metodo per riprendere a fare i “Militanti”!!….ribadisco…ad Iglesias…IRS presenta il candidato sindaco….e si sono presentati in 50 per sostenere l’agricoltore che doveva subire il pignoramento bancario a S.Giovanni Suergiu.
    Capisco che la nostra strategia sia l’opposizione interna al governo Regionale; ma un po di scarponi, “cosinzos”, no si iatda fae male finas a nois!
    Inoltre, pare che Iglesias sia una delle poche realtà di questo tipo che presenterà alle comunali, una lista con il simbolo del partito.
    ….mi paret chi bi sietde tabballu metda dae faede ancora!!!
    a mezul bjede e Fortza Paris.

  • Su Casteddaiu de Biddanoa, mirade, no tenet su drotu, su professore s’hat fattu cudda esperientzia passada cun Radio Macomer centrale chi passadas sas eleziones si fud’arenada miseramente.
    No tenet su drotu su Casteddaiu ……, tenidel’in cunsideru, una radio cheret ischida fagher’ funzionare, no funzionat a euros, bastan’ battor microfonos e uos giradischi ma …… finas s’etere tenet unu costu e sas frequenzias no sun’ a chie s’ischidat su manzanu. Puite s’ultima ‘olta su partidu est devidu ricurrer’ a Radio Macomer Centrale po fagher’ “sa radio”? No b’hat logu po sas radios de unu millione de euros, bi cheret …. s’autorizzazione, ma mi paret chi ch’ hepat zente chi paret naschida deris.
    Ohibò, mi chi so’ progetende s’iscoberta istorica de su toffu turritanu ‘e sa cuccagna, si che tenimos zente pronta a si bi ritirare passade ‘oghe chi preparen’ su bagagliu ca semus in puntu de l’aberrer’ primu ‘e sas eleziones (po no fagher’ parte gelosa a poi …..). No est po su toffu in sé chi andamos a lu torrar’ a bogar’ a campu ma in cantu paret chi, a iscadenzias fissas, bi fiorit s’albur’ ‘e sa cuccagna e chie b’imbatit ……., ateru che inghiriare sa zente cun faciles illusiones. No b’andat pius bene, respiro aria pesante, signale de prunfunda delusione, no isco bene si prefelzo a nde ‘ochire sa radio o propriu su computer da fundamentu. Mi paret de esser’ leginde ater’unu imboligu a dannu de sos matessi tesserados. Faghide attenzione a su chi sezis faghinde ca bi cheret giudiziu. Sos milliones de euro los chilcan’ sos chi partin’ a sa ventura, ma, cunsideradu chi su sardu est che s’allumminu, no mi paret chi fetat istrada meda.S’est fattu s’esperimentu, mirade, ite cherides sighire a fagher’ sa beffe de su passadu? No bi cheret tantu po fagher’ una radio e finas unu videogiornale in su web (deo cun nudda so’ faghinde video-web chi no costan’ nudda, m’est bastada sa volontade de mi dare a su “cinema ‘e legger'” e sas autocapacidades digitales chi hap’acquisidu cun frequenzia informatica. De inari no mi nde hat dadu mai niunu e no nd’hapo idu mai. Cun sas busciacas boidas hapo cumpletadu e batidu a termine s’istudiu e sa chilca chi mi fu’ propostu de persighire. Ma faghide cumprender’ mezus a chie leget, it’est chi cherides fagher’ ater’una ‘olta su “radiogiornale”? Custa tenide presente chi andades a chistionare cun sos territorios inue finas sas pedras faeddan’ in sardu!

  • Massimiliano

    Paolo, dovresti mandare la mail dal gruppo sardista a tutti i contatti.

  • Bene Meda Mario,
    Eo depo aker carki contu, ma pesso de poder comporare atziones de sa radiu. Tenzo galu in su coro sa prima (unica) radiu indipendentista de Sardinna : Radiu Supramonte de Nugoro, ki tantu ad fattu po s’indipendentzia de sa Sardinna, ki si manteniad grassias a su bonucoro de sos ascurtadores.
    Salude e libertade

  • Casteddaiu de Biddanoa

    L’idea della radio è ottima. Ma la radio ha solo un difetto: deve essere ascoltata. E per essere ascoltata deve trasmettere messaggi chiari, non pedissequamente condivisi, onesti e possibilmente convincenti. Il nome non è da sottovalutare anche se, non necessariamente, dovrebbe richiamare l’idea di indipendenza come elemento unificante. L’azionariato diffuso potrebbe essere un eccellente strumento di finanziamento a patto che sia regolato da un sistema di controllo rigoroso degli aspetti etici ed economici. Non resta che lanciare un concorso di idee ed una sottoscrizione aperta a tutti gli interessati.

  • Per Renato Orrù: Quante SEG*E mentali…ho solo dato un opinione, non è mia intenzione demolire il vostro entusiasmo….Non commento oltre, siamo in campagna elettorale…

  • Renato Orrù or Simon Mossa

    NOI ci stiamo : 1000 euro ( cinquecento + cinquecento)…. e se tutti i tesserati trovassero il modo di versare lo stesso tanto ci bastano 1000 Sardisti per comprarci una radio senza debiti….. e in più mi metto a disposizione per reperire sponsor pubblicitari per farla correre.(ho provato a scriverlo domenica mattina, ma mi rimandava su facebook (?).
    per cui arrivo tardi, ma mi piace l’idea dell’ azionariato diffuso proposto da Mario, facciamo una PUBBLIC COMPANY e l’ agganciamo anche al tesseramento…… ma possibile che ci sia sempre gente fuori tema, o peggio denigrante e svilente delle idee altrui ?
    per Lucio le radio via web non sono efficaci perchè non si ascoltano in auto,al lavoro,al bar, al parco seduto sulle panchine, al mare….
    per Adriano: a proposito di comunicazione che centra na SEGA con i dettagli che non sono niente se dietro non c’è qualcosa ?
    problemi di comunicazione o di digestione ?
    salludi e trigu

  • tonino sedda

    bravo Mario,io mi compro subito 10 azioni e altre 10 le faccio comprare a mia moglie.

  • Federico Castori

    La mia indennità di consigliere comunale è poca cosa, ma è completamente a disposizione!

  • A proposito di comunicazione, vi racconto un aneddoto di politica commerciale per poi arrivare alla questione politica: Come sapete, il Giappone è uno dei primi produttori mondiali di prodotti per l’intrattenimento, come le famose consoles di videogames. Negli anni ’90 la SEGA Corporation (http://it.wikipedia.org/wiki/SEGA) fallì con la promozione di un prodotto, così, per quello seguente, avviarono una serie di studi della comunicazione per il lanciò del successivo “Dreamcast”. Da tale studio ne risultò che i potenziali utenti erano così risentiti per il pessimo lavoro precente della loro casa produttrice di riferimento al punto che l’azienda pensò di elaborare un nuovo logo, rimuovendo quello dell’azienda stessa e sostituendolo con uno apposito elaborato solo per quel prodotto. Inizialmente la trovata sembrò funzionare. Adesso a me veniva in mente il logo storico del PSD’AZ, famoso e certamente noto, ma è l’unico partito a non risultare nella scheda elettorale col proprio nome. C’è solo il simbolo, non c’è scritto né Partito Sardo d’Azione, né PSD’AZ, né Partidu Sardu, eppure non siamo più negli anni ’50 dove si identificava facilmente l’unico partito territoriale (di un certo livello) esistente. Siccome dubito che il PSD’AZ non abbia volontariamente introdotto il nome nella scheda per paura di perdere qualche voto a causa degli errori fatti dal PSD’AZ nel recente passato, ci sarebbe piuttosto da considerare che quella minoritaria fascia di elettorato che magari si farà convincere (in una piccola percentuale) dalla comunicazione sardista, potrebbe magari non distinguere chiaramente il Partito al momento del voto. Certo, se comunque vota un altro partito nazionalista Sardo è positivo lo stesso. Mi chiedevo tuttavia perché una riorganizzazione della comunicazione sardista non debba passare anche per questi dettagli: I dettagli sono tutto.

  • Massimiliano

    Il nome è l’ultimo dei problemi, l’importante è che come dice Paolo chi più chi meno contribuisca, ma sopratutto chi oggi ma anche ieri ha ricoperto cariche di un certo tipo faccia la propria parte, se tutti assieme allunghiamo il braccio in base alle proprie possibilità questo sogno è una passeggiata, non mi scoraggia la cifra perchè sono ottimista, se vogliamo bene alla Sardegna vogliamo bene anche al Partito, la radio è un importante strumento che contribuirà a rompere il monopolio dell’informazione.

    Fortza Paris

    Tedde Massimiliano
    Assemini

  • Radio Padana arriva in Sardegna! Arriva la Lega, vediamo di che pasta siamo fatti!

  • Mont' 'e prama

    Mi sa che la radio che avete indicato come esistente, non trasmette via etere, ma è soltanto un sito on line. Diversamente prego indicare la frequenza di trasmissione.

  • Francesco Sanfilippo

    Che centra se c’è già? Si sta dicendo che c’è l’esigenza di una radio INDIPENDENTE/ISTA, NOSTRA e LIBERA il nome è un dettaglio o vogliamo arenarci su l’ennesima quisquilia!
    fortza paris

  • Proviamo in questo modo:

    Primo punto: per partire serve un milione di euro;
    Si apre una sottoscrizione, proprio ieri su sky si parlava di una cittadina inglese che ha acquistato la sua squadra del cuore, allo stesso modo si potrebbe costituire una società per azioni che sia la proprietaria della radio, le azioni potrebbero essere acquistate da tutti coloro che abbiano la tessera del Partito Sardo, in questo modo si eviterebbero i pasticci, ed il consiglio nazionale del partito nomina i responsabili della radio.

    Mettiamo che un’azione costi 10 euro, si emettono 100.000 azioni nominali di dieci euro l’una.

    Una volta costituita la radio vive con l’aiuto dei suoi azionisti e della pubblicità che si conquista.

    io ci ho provato…
    che ne pensate??

  • Segnalo che una radio con quel nome esiste già…
    http://www.myspace.com/radioindipendentzia

  • Finalmente! Sostengo da tempo che si debba imitare Radio padania(non è un peccato visto che i leghisti sono stati i primi ad imitarci). Io penso che si possa fare quacosa di più semplice, almeno per iniziare. Messa così la cosa sembra fatta apposta per scoraggiare: con quelle cifre meglio non parlarne, vista la povert del nostro partito e dei suoi adereti. Sarebbe più semplice iniziare con una radio locale per poi continuare… Il costo annuale verrebbe sicuramente abbassato dalla pubblicità.
    p.s. che bello sentire Cappellacci che sceglie il Psd’Az contro tutto e contro tutti| Forza paris, Salvatore

  • Oh … radio indipendentzia esiste gia … http://www.teleindipendentzia.net/radio/

  • Io prima di spendere tutti quei soldi proverei con una radio via web per vedere se contenuti, programmi, CONDUTTORI, reggono la sfida di andare in onda tutto il giorno, tutti i giorni. Fare comunicazione radiofonica non è come contare contos al bar o seduti in una panchina della piazza di chiesa.

  • Sardus, secondo me gli imprenditori Sardi non devono essere visti come avversari ma come potenziali alleati che danno il loro contributo all’economia del territorio. Poi non ci posso fare nulla se certo indipendentismo vuole continuare con la sottile retorica folk-ribellista del “capitalista ladrone contro i poveri proletari”…Le stesse cose venivano dette qualche anno fa anche per i militari Sardi…

  • Bombò, no t’ismentis mai, cussa frase chi ti contat pedinde a sos riccones nostranos mustrat cal’est s’etica politica indipendentista chi realmente ti movet, iscusendemi cun totu su forum, no bales s’abba chi ti buffas, ses unu de cuddos gia dispostos a si calare sos caltzones e a si ‘ender’ po duos giradischi. Su postu tou est siguru in sa Certosa …… bae e trassa.
    Mi piaghen’ sos arrejonos de Massimiliano e Giuseppe, mustran’ sa bona fide tota canta e, leendesi benes de prima necessidade, sun’ dispostos a fagher’ sacrificios po otenner’ unu bene cumone chi servit a s’azione de su Partidu, ma tue …… tue, si bi ses tue, arrividu a intender’ custos arrejonamentos, deo mi fatt’a parte, si puru si bi risulterat a realizzare su progettu ch’ est in sa idea ….. finas sa frequenzia da sa radio nde dia a iscancellare, custos sun’ sos propositos chi han’ semper’ fattu fallire totu sos isforzos de su progettu ‘e su riscattu. No tenes peruna dignidade politica, civile, e finas etica, su chi mi preocupat est chi no tenes mancu umiltade de ti ritirare.

  • Io penso che l’unica opzione (purtroppo) sia quella di correre ancora il rischio e di rivolgersi ai ricconi nostrani, perché la buona volontà dei singoli simpatizzanti autonomisti/indipendentisti non basta per una duratura avventura nel complicato mondo dell’informazione. D’altra parte è anche nel comune interesse di tutti che i nostri imprenditori trovino nella politica territoriale il perimetro entro cui fare affari contribuendo al ciclo economico locale (stipendi, consumi, ecc). Se inoltre si fosse avuto dietro qualcuno dalle spalle larghe, si sarebbe potuto scommettere non solo sulla radio ma anche sul digitale terrestre (video) e sulla classica carta stampata (con tutti i rischi che ne conseguono). Però la fortuna aiuta gli audaci…qualche volta…Ogni tipologia d’organo d’informazione aggiunge il suo piccolo o grande livello di consenso e non conta solo la qualità ma anche la quantità di utenti raggiungibile. Non posso però fare a meno di pensare quanto (ad oggi) anche le poche risorse che la politica identitaria Sarda ha in saccoccia sono frammentate e disperse in diverse sigle…

  • Io inizio ad andare sul concreto..
    Due giornali mi costano 2.20 al giorno, mettiamoci in cafè e pasta da risparmiare al giorno e cosi senza che mi impoverisca più di quello che sono ho risparmiato 120 euro al mese.

    da un piccolo impiegato come me, posso arrivare a sottoscrivere 150 euri al mese su una cosa cui credo.

    Sarebbero 1.800 euro annui…

    Non è uno scherzo…. ditemi dove e quando e io la mia quota la metto.

    La mail l’avete

  • Io proverei a chiedere le risorse ai Moratti e alla SARAS.
    Con il “giocattolo” INTER, in questi anni hanno speso una cifra molto vicina al Miliardo di euro. Pero hanno vinto un po’ di scudetti…
    Pero le emissioni inquinanti a Sarroch sono quello che sono…

  • Massimiliano

    Mi piace, Assemini c’è, oggi stesso sento tutti i sardisti poi mando la mail, la radio è solo un piccolo passo verso l’indipendenza della Sardegna. Fortza Paris

    Partidu Sardu Psdaz Assemini

    Tedde Massimiliano

  • di soldi sono praticamente a zero (fatico come molti a sbarcare il lunario) ma dispongo di un grosso capitale culturale che, messo a frutto potrebbe valere altro che un milione o 700.000 euro; se foste interessati a valutarlo o valorizzarlo ve lo metterei senza dubbio a disposizione (che una radio libera, se libera veramente al giorno d’oggi può essere utile realmente). L’unica condizione che mi sentirei di porre sarebbe la vostra adesione alla campagna di riforma della legge elettorale in cabina elettorale, io resto dell’opinione che le riforme democratiche si facciano con la base e che l’indipendenza (e l’indipendentismo) debba passare giocoforza dalla delegittimazione di questo Stato (di cose) sempre più corrotto e corruttore e la legittimazione del nuovo.
    Se foste interessati fatemi sapere (bo’ l’iscrio in italianu po mor’ ‘e s’ufficialidade, de modu chi calugunu no si potat cuare in iscaramucias de veru o falsu sardu, e po esser’ chiaru in dogni manera).
    Anche l’ultimo custode del tempo ha lasciato detto che “più saranno corrotti i tempi e più l’adesione all’antica legge parrà ribellione o sedizione” nell’ultimo lavoro di Sergio Atzeni raccontato “sotto giuramento”.
    Se foste interessati fatemi sapere, come avete potuto osservare i miei interventi su S&L si stanno diradando sempre più, mi sono stancato dei soliti quaquaraquà e delle posizioni filo xenofobe che si stanno diffondendo in Sardegna, è inutile continuare a discutere inutilmente, qui o si va per la costituente indipendentista o si muore, non è che si chieda molto d’altronde (mi pare), solo un voto libero e responsabile… all’antica maniera sardesca!

  • Era ora!

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