Quando saltano i nervi a un presidente

12 dicembre 2011 14:2115 commentiViews: 9

154Allora, il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, il dott. on. Cappellacci si è incazzato perché ho raccontato la vicenda dei 340 milioni di euro. Mi dà (in ordine): del Solone, del sedicente intellettuale, del bugiardo e poi dice che sono in malafede. Perché sarei in malafede? Non lo dice. A parte che io non sono un sedicente intellettuale ma un sedicente filologo certificato da concorsi pubblici, e siccome sono un filologo e so come parla e scrive Cappellacci riconosco il lessico e il lessico non è il suo; ne deduco, da sedicente filologo, che nella replica c’è la manina di altri che magari si sono sentiti toccati, ma tant’è. Come rispondo? Rispondo che non ho voglia di rispondere alle stupidaggini nervose e che confermo quello che ho detto. I prossimi mesi riveleranno chi ha ragione. La firma dell’Accordo tra Solinas e Passera non smentisce ma conferma quello che ho detto e scritto. Anzi, per certi versi lo aggrava, ma magari di questo parleremo nei prossimi giorni in sedi pubbliche dov’è possibile un contraddittorio. Per il resto, ho sempre pensato di sorridere quando vedo un uomo sopra le righe, soprattutto se l’uomo è sempre abituato a vivere sotto le righe.

15 Commenti

  • Antonio Satta Tola

    E poi quando qualcuno s’incazza gli si dice di scendere e andare a piedi!

  • Antonio Satta Tola

    Un politico al quale saltano i nervi non può essere certamente un buon politico.

  • Caro Maninchedda, per esperienza personale posso dirti che i limiti di Cappellacci non sono tanto di cultura politica, eppure notevoli, quanto caratteriali. La sua prepotenza e la sua tendenza a vendicarsi di qualsiasi episodio, gli impediscono di esercitare qualsiasi ruolo in un consesso umano, financo l’assessore ad Ortacesus. Una responsabilità immensa grava sui 3 signori del PDL che lo hanno inventato governatore della nostra isola.

  • Non hai bisogno di difesa alcuna: il tuo operato parla per te e ti difende molto bene da attacchi isterici di chi non ha, evidentemente, altri argomenti che “offendere”. Ma se i “tuoi” e i “nostri” nemici sono questi… tanto onore! Dai, Paolo,anche questi sono segnali che la strada intrapresa è quella giusta! Spero solo che nessuno pensi a disperdere una “risorsa importante” come te.

  • O Pà, hai fatto imbufalire Soru, hai fatto incazzare Cappellacci, non parli più con monsignor Mani…
    Ora nell’immaginario collettivo sei addirittura più simpatico!

  • Vogliamo sapere chi è il funzionario e di quale Assessorato è referente.

    Ma sono curioso di conoscere il suo parere su quella specie di opera che è il Galsi.

    Saluti

  • Il presidente Cappellacci, contraddicendo la sua proverbiale flemma che gli deriva dall’autocontrollo acquisito in decenni di pratica di arti marziali, ti ha dato anche del:
    lanciatore di strali,
    bufalo ennesimo,
    annunciatore altisonante,
    migliore sceneggiatore,
    povero sardista,
    gridatore di scandali,
    presuntuoso saccente abbagliato,
    inutilmente angosciato,
    ignaro regionale,
    urlatore alla luna,
    perditore di tempo prezioso.
    Per scaturirgli tutto questo florilegio di appellativi doveva essere proprio incazzato, e tu sei un cattivone.
    Guarda, lo hai fatto sconvolgere, il presidente che non si scompone mai.
    Neanche i problemi della regione autonoma della Sardegna lo sconvolgono, a Scappellacci, ma tu sei proprio un bufalo altisonante e urlatore.
    Se ti trova a karatè non so cosa ti fa.

  • Marcello Simula

    Maralai, guarda che il presidente si sbeffeggia da solo, e gli attuali alleati non hanno doveri di sudditanza nei suoi confronti, oltretutto difenderlo “a prescindere” potrebbe dare, si, un piacere perverso, ma dipende dagli orientamenti masochistici dei consiglieri regionali. Il PSdAZ concordò col presidente un accordo programmatico,e la ragione dello stare in maggioranza sta tutta nel cercare,ove e se possibile, di realizzare tale programma. In quanto al “popolo sovrano”, il giudizio può esprimerlo solo se lealmente e realisticamente informato, ma conosciamo i nostri mass media…..!
    Per Antonio: credo che proprio in momenti come questo sia importante, anzi fondamentale, operare dei distinguo fra buoni e cattivi. La percezione della inadeguatezza dell’attuale classe politica non è solo tua, ma è ben diffusa; ciononostante ripeto che le differenze esistono, macroscopiche, e sono sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono conoscere e capire senza pregiudizi. Questo blog ne è la prova.
    Saluti e Forza Paris!

  • Giuseppe Bellu

    Strepitoso il modo in cui ha dato la notizia La nuova: http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/titolo/5402849… Mi viene solo il magone mentre penso a chi ha una sola fonte di informazione.

  • Non è questione di fare di tutta l’erba un fascio: intendo elementarmente affermare che arrivati a questo punto non ha molta importanza distinguere tra “buoni e cattivi”: per noi qua fuori non cambia niente! Vede, aldilà delle sue nobili intenzioni, qua è sempre tutto uguale! Ovviamente è la mia personale percezione, come tale viziata del mio soggettivismo…

  • Ite isettais a istaccare s`ispina? Bos serbint ateras provas? Sezis propriu masochistas. Custu est pejus de Italo Masala a dolu mannu nostru. Corazzu.

  • finalmente (era ora!) che il presidente della Regione Sardegna s’è deciso a reagire. gli alleati devono non solo avere ma sentire il piacere di difenderlo, non di sbeffeggiarlo; di rafforzarlo in nome della comune solidarietà e della comune azione politica, non di indebolirlo. per i sardi (sono fatti così) è piacevole osservare che gli alleati, seppure nella comune gara, nel comune antagonismo, nella comune sfida si difendono, si proteggono, si stimolano e si presentano lealmente come “noi della maggioranza”, senza distinguo. per capirci. le alleanze perniciose si disfano. e si riaffida al giudizio del Popolo Sovrano.
    mn

  • Devo dire che c’è una certa difficoltà, per noi gente comune, arrivare a conoscere gli errori dei politici. Per questo non smetteremo mai di ringraziarla per la sua onestà intellettuale. Meglio un Ugo quasisi incazzato che un popolo che ignora.

  • Certo, Antonio, ma bisogna sempre saper distinguere chi dà i calci da chi non li dà. Se invece hai voglia di fare di tuttta un’erba un fascio, non posso certo essere io a inibirti questo istinto primordiale.

  • Non ha molta importanza chi ha ragione o meno: fatto sta che in mezzo ai giochi di palazzo ci stiamo noi del popolo e il deretano ci fa male assai

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