Il segretario nazionale del Partito Sardo d’Azione, Christian Solinas, ha convocato i suoi a Cagliari, sabato scorso, per annunciare la necessità di un nuovo congresso.
Tutti i segretari che lo hanno preceduto e il presidente del partito Antonio Moro, insieme ai loro sostenitori, si sono riuniti invece a Orgosolo, domenica, per dire che non solo serve un congresso straordinario, ma anche un nuovo segretario.
Volendo stare alle cose che uniscono i due schieramenti, bisognerebbe valorizzare la richiesta unanime di un nuovo congresso.
Ma come si fa a indire un congresso se non si ha un tesseramento verificato e verificabile in base al quale convocare gli iscritti?
Mistero.
Però Solinas ha iniziato con le furbizie.
Secondo lui il congresso deve essere celebrato entro il 20 settembre. Quando dovrebbe invece scadere il tesseramento del 2026? Il 30 settembre.
In sostanza Solinas vuole che nuova gente si iscriva al Psd’Az nel 2026, ma non vuole che voti. Vuole incassare i soldi delle tessere, ma non vuole che chi li versa possa votare al congresso. È la nuova frontiera del sardismo partecipativo: pagare per non contare nulla.
E dunque, quale è l’elettorato attivo desiderato da Solinas?
Quello degli iscritti 2025.
Chi conosce il tesseramento del 2025?
Solo Solinas e nessun altro. Non è un elenco iscritti, ma un segreto di famiglia in formato Excel.
Ma anche il più sottile dei piani di egemonia può scontrarsi con le norme dello Statuto e del regolamento.
Chi deve convocare il congresso in base allo Statuto?
Risposta: il presidente del partito, cioè Antonio Moro, quello che Solinas ha attaccato.
E qui Solinas ne fa una delle sue: siccome non può disfarsi di Moro cosa fa?
Una cosa ridicola: cancella dallo Statuto del partito l’articolo che riguarda il presidente.
Se si va al link dello Statuto del Psd’Az si scopre dall’indice che l’articolo 19 è dedicato al Presidente, ma se poi si va a leggere l’articolo, ci si imbatte nella brutta sorpresa del brusco passaggio dall’art. 18 all’art.20.
A questo punto resta solo da capire se il prossimo congresso del Psd’Az sarà celebrato secondo lo Statuto vigente o secondo gli omissis della nuova linea editoriale del partito. Nel dubbio, conviene leggere in fretta: gli articoli potrebbero sparire durante la consultazione.

Su Partito Sardo d’Azione, pro su bene chi li apo chérfidu e chi li cherzo e pro cantu l’apo connotu, apo sempre nadu chi si no bi fit istadu tiat tocare de lu fàghere. Ma bi est dae su 1921.
Deo so nàschidu ‘politicamente’, si gai si poto nàrrere, fora de su PSdAz. chi aia sempre intesu ma mai ischidu ite fit mancu unu partidu, candho apo comintzadu a connòschere su Cìrculu Città-Campagna in Castedhu, a leare parte a su Movimentu de su Pópulu Sardu e comintzadu a iscobèrrere istória e limba de Sardos e Sardigna chi s’iscola italiana assurda, antididàtica e dorta/ingiusta/infame nos at cuadu, e apo istudiadu fintzas s’istória de su PSd’Az. prima de bi intrare pro su chi apo pótidu agatare dae candho l’ant fundhadu.
Bi so intradu apustis de sas regionales de su 1979 (s’alleàntzia PSd’Az.-Su Populu Sardu li aiat frutadu 3 Cussizeris regionales, de nudha chi ndhe teniat in sa legisladura passata) candho “ufficialmente” aiat cambiadu idea a propósitu de sa chistione de sa dipendhéntzia de sa Sardigna e in Santu Giuanni Suérgiu aimus fatu sa Sezione sardista e in Carbónia sa Federazione Sulcis e mi bi so tesseradu fintzas a su 1994.
Ma su Partito Sardo d’Azione nàschidu est sardu-regionalista italianu e gai est créschidu, gai si che fit morindhe, gai at torradu a crèschere e gai est andhadu fintzas a oe sighindhesiche a mòrrere.
“Partidu Sardu” bi l’at sempre nadu sa zente e apustis de sa furriada in sos annos ’80 bi l’ant iscritu puru ma a fiancu o suta de s’uficiale mai cambiadu, e gai Partidu Sardu est istadu mai: su nùmene sou zustu est Partito Sardista, de cudhu chi sa bonànima de Mario Melis naraiat “sardismo diffuso”, gai diffuso chi su Partito Sardo d’Azione at fatu de autostrada a sos sardos in totu sos partidos italianos de sa dipendhéntzia in Costituzione. Un’assurdidade, at coltivadu sos partidos italianos in Sardigna, mai istadu su partidu de sa Natzione sarda, sempre e solu de sa R.A.S. E lassemus de s’idea de Lussu e Bellieni chi nachi sa Sardigna fit «nazione fallita», ma su PSd’Az. est istadu custu, no prus pagu fallidu de Lussu chi si che fit essidu e fintzas emigradu.
E ancora oe su PSd’Az. est bifronte, a duas caras e cariàtide posta a rèzere e muntènnere sa dipendhéntzia in busaca (ma tia nàrrere in culu, si licet) de s’Itàlia.
Pro èssere e abbarrare bios, zente, a fàghere su diritu, su dovere e sa dignidade, libbertade e responsabbilidade de zente in Sardigna cheret chi sos sardistas si fetant a Sardos e lessant de adorare unu PSd’Az. “zombi”, ca oe a intelizéntzia artificiale si faghent mòere e faedhare fintzas sas pantàsimas, si gai nos cherimus.
Pilia, le leggi elettorali decidono se una pratica è democratica e libertaria, oppure no. Fare iscrivere la gente nel 2026 e non farla votare è un’enormità. Quanto ai tecnicismi, è lei che ci si perde, perché le federazioni e le sezioni, a norma di Statuto, possono chiedere il congresso straordinario, ma per il vostro Statuto è sempre il presidente a doverlo indire e convocare. Non tecnicismi, regole. per il resto, la mia parte oggi non ha partito e quindi non me ne attribuisca alcuno.
Mai affermato che lei scriva del Partito Sardo per un qualche oscuro interesse, anzi al contrario ho proprio parlato del suo disinteresse diretto.
Sostenerlo non darebbe merito alla sua più che continua completa narrazione delle vicende partitiche, se non fosse però quella di una sola e ben specifica parte.
Che poi coincida con quella seduta ad Orgosolo è un altro aspetto che poco tange.
Nella sua precisazione, però, gioca a spostare le carte sul tavolo dei tecnicismi.
Non è solo il Presidente a poter convocare il Congresso, quello lo è per l’ordinario, ma anche la base, sia per il tramite delle Federazioni, sia per il tramite delle Sezioni.
È quindi la base del Partito Sardo, nella maggioranza delle sue Sezioni, ad averne deliberato la richiesta di convocazione per il rinnovo delle cariche e degli organismi e averlo comunicato al Segretario Nazionale in occasione dello stesso evento di sabato.
Gli ex Presidenti, ex Segretari, ex Consiglieri Nazionali, ex Assessori ed ex Consulenti uscenti della stessa Giunta Solinas, oggi disconosciuta e attaccata dopo averne fatto parte e averla sostenuta, inclusi i candidati alla Camera sotto il simbolo della Lega, oggi veri e propri dimentichi pentiti, vogliono proporre un “nuovo” Partito Sardo?
È più che legittimo.
Eleggano come da Statuto i propri Delegati e si presentino al Congresso, unico luogo deputato, sempre da Statuto, allo scopo.
Non Orgosolo, non La Nuova Sardegna, non L’Unione Sarda né, tantomeno, Sardegna&Libertà.
Il Congresso Straordinario chiesto dalla maggioranza dei Sardisti iscritti.
Li aspettiamo. Forza paris! F.P.
Egregio Pilia, la sua logica stringente, da purissimo sardista, afferma che se una persona si occupa di qualcosa lo fa per interesse. Questo la dice lunga sul suo modo di approcciare la politica, che non è certamente il mio. Potrei dedurre che lei è sardista per interesse. Il resto del suo ragionamento prosegue nell’irragionevolezza. Il Segretario del partito è andato in tv a dire che serve un nuovo congresso e così pure il presidente. Lo hanno fatto perché lo hanno chiesto le sezioni? Benissimo, ma io non ho dato una notizia errata. Quanto all’elettorato attivo e passivo orientato alla non scalabilità , per cui dovrebbero votare e essere votati solo gli iscritti dell’anno precedente, questo sarebbe una violazione del codice civile e, infatti, lo statuto non nega agli iscritti dell’ultimo tesseramento di votare, ma gli nega l’elettorato passivo, che è cosa diversa. Impedire ai nuovi iscritti di votare è un modo per garantire chi governa, cioè è un modo per chiudersi, per mummificarsi, se mai fosse necessario accelerare il processo.
chiedo ma è obbligatorio pubblicare i nominativi degli iscritti e quanti sono , sempre che sia obbligatorio perchè Moro e compagni non si rivolgono al Tar e dopo a Piazza Repubblica per farsi dare l’elenco degli iscritti
grande Giovanni Piras di Lula….
Gli omissis esistono da molto tempo. Basta ricordare, la negazione del Regolamento per il Congresso Nazionale. I Delegati sono stati” nominati” e non ” eletti” , come invece prevedono le norme. Non esiste Commissione di garanzia e i Distretti viaggiano da anni con i kommissari. Le Sezioni poi, in diversi territori non esistono più.
Solinas ha fatto e disfatto con la delega del Congresso e con l’ appoggio incondizionato di molti sostenitori . Parecchi dei quali gli hanno consegnato il Partito senza opporte alcuna opposizione. Degli ex Segretari, tolto Pilleri e Colli , c’è è poco da fidarsi. Lo stesso richiamo : “mettiamo da parte le divergenze e uniamoci per rinnovare il Partito”; appare sospetto e lascia presagire poco di buono. Per andare avanti bisognerebbe fare tre cose : nominare una commissione di insospettabili; aprire il tesseramento; infine ,convocare i Congressi Distrettuali. Condizione ” sine qua non” che chi ha supportato Solinas e condiviso espulsioni, rifiuto delle iscrizioni, infrazione delle norme statutarie, si metta da parte e non ricopra alcun incarico per il futuro prossimo. In caso contrario, cambia l’ orchestra, ma la musica è sempre la stessa.
Alessandro Gervasi
ex Vice Segretario Nazionale
.
Tra quelli presenti a Cagliari e quelli di Orgosolo non ci sono grandi differenze. Entrambe gli schieramenti hanno ucciso lo spirito sardista e se ne contendono le spoglie. Per come stanno le cose è meglio che il partito si sciolga e diventi una fondazione.
Da tempo mi chiedo” ma è possibile che i veri Sardisti non siano in grado di buttare giù dal suo scranno, quell’individuo OMISSIS per i Sardi e la Sardegna ” ?, hanno paura di cosa, che cadendo faccia troppo rumore e danni ?
Lo Statuto del mio Partito, del quale lei professor Maninchedda scrive ogni due per tre pur non essendone tesserato e quindi in maniera certamente disinteressata, prevede esplicitamente la possibilità di convocazione di Congressi Straordinari richiesti dalla maggioranza delle Federazioni o Sezioni (rif. art. 17). È stata la maggioranza delle Sezioni, e quindi dei Sardisti, ad avere richiesto la convocazione dello stesso per il rinnovo di tutte le cariche apicali e degli organismi previsti dallo stesso Statuto. Non il Segretario Nazionale in carica, non il Presidente in carica. Gli Statuti vanno letti nella loro interezza, le regole ugualmente seguite tutte, non piegate alla narrazione che si conviene. Idem come sopra per quanto riguarda chi abbia diritto a votare allo stesso Congresso e come si individuino i rispettivi Delegati. Non a colpi di tessere, come avviene in tutti gli altri Partiti, cosa che lei dovrebbe ben sapere, ma ancor di più i presunti “sardisti di Orgosolo”. Non le viene il sospetto che il mal di pancia in casa PSd’Az nasca proprio dalla sua impossibilità di scalata con l’ennesimo golpe di qualche Forza italianista…esterna? La cosa preoccupante è, più che altro, che chi dovrebbe essere deputato a proteggere questo Partito da tali infiltrazioni e colpi di mano, giochi invece a indebolirlo prestandosi a questi giochetti, già bloccati nel recentissimo passato, a proprio uso e consumo. Non passeranno.
Il PSd’Az è sempre stato un partito infiltrabile da non sardisti. Non è una novità, già dagli anni settanta a Sassari, qualche mese prima delle elezioni era consueto che seconde e terze file dei partititini centristi come repubblicani e socialdemocratici, sì iscrivessero per poi misteriosamente essere candidati e magari risultare eletti. Tutto questo avveniva a danno di quei militanti sardisti che si erano fatti in quattro per far crescere il partito. In sostanza un partito taxi per essere eletti in consiglio provinciale e regionale. La degenerazione con Solinas parrebbe aver avviato il partito all’autodistruzione. Nella sostanza i principi sardisti sono già spariti da tempo visti i risultati di 5 anni di presidenza PSd’Az in Regione. Speriamo che venga ripristinata la democrazia interna e si manifesti una linea politica chiara e nell’interesse esclusivo della Sardegna attraverso la presenza di volti nuovi.
Silvan Solinas ha fatto un’altra magia
Aspettiamo con ansia anche il miracolo della resurrezione
Però Christian Solinas portat sempri una bella faci!
Sa cualìfica dha lassaus a chie agatat s’agetivu o cumplementu de matéria o calidadi prus rapresentativu.
… mi pare ci siano gli estremi affinchè i Sardisti (cioè quelli presenti ad Orgosolo ) “possano obbligatoriamente portare il PSDAZ” ( quello presente in Fiera ) in tribunale … con il consenso non ufficiale degli Iscritti e il consenso esplicito del Resto dei Sardisti … tesserati e non .
Sardisti e Non riuniti attorno ad un tavolo.
È da un bel po’ che in quel partito si altera lo statuto, per non parlare dei comodi rimandi a un fantomatico regolamento che i miei avvocati hanno verificato essere inesistente, poiché non si trova traccia in alcun archivio istituzionale.
Cristian ha imparato molto bene la lezione e la applica alla perfezione, ma non ha inventato nulla.
Il psd’az è solo un partito che cannibalizza sé stesso e non da ora.
Saluti
Perché non mi stupisce? Ne devo aver visto troppe.