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Psd’az: la fine e l’inizio

Posted on 28 Gennaio 202628 Gennaio 2026 By Paolo Maninchedda 15 commenti su Psd’az: la fine e l’inizio

Si è svolto il congresso provinciale del Psd’az di Sassari e, come al solito, ha recitato un ruolo più l’abuso di regolamento congressuale che la politica.
Un congresso durato mesi non appena Solinas si è accorto che a Sassari ne avevano le tasche piene di Acciaro e company. E così, come al solito, sono emerse lentamente le alambiccate regolamentari, per cui se prima si calcolavano i pesi dei voti congressuali delle sezioni sulla base dei voti ricevuti dal partito alle elezioni regionali e alle elezioni nazionali, come stabilito per l’elezione del Consiglio nazionale che ha poi incoronato Solinas, improvvisamente i voti alle nazionali non hanno avuto più valore. Non solo: sono comparse sezioni i cui elenchi degli iscritti non erano nella disponibilità dei partecipanti al congresso, perché al momento della stampa è mancata la carta… E all’obiezione di chi ha fatto notare che la sezione fantasma era di Pattada e che l’elenco degli iscritti era stato stampato fino alle sezioni di Thiesi e di Villanova, è stato risposto che si era inceppata la stampante sulla P.

Il Psd’az di Solinas è diventato questo: furbizie, vacuità e isolamento, perché Solinas non è gradito né a Destra né a Sinistra.

La crisi del Psd’az sta suicidando lo spazio politico, immenso, dell’area sardista.
Se oggi vi fosse chi avesse la forza e la resistenza fisica di convocare il “sardismo disperso” e lo guidasse alla certezza della sua identità originaria (che era azionista e non marxista e oggi sarebbe liberal-democratica, solidarista e federalista) e alla sapienza tattica del posizionamento elettorale in base a programmi e convenienza politica, nascerebbe in Sardegna una forza politica a due cifre. Non sarebbe un’operazione culturalmente semplice, perché il sardismo comune ragiona con gli ideologemi dell’anticolonialismo della sinistra degli anni Settanta, cioè è stato colonizzato da un’ideologia rozzamente di sinistra, però è animato da un orgoglio nazionalistico e da una pulsione elettorale destrorsa, per reazione ai ripetuti attacchi alla sua esistenza e identità della sinistra sarda (quella in crisi sulla visione del mondo, che scimmiotta il sardismo pur di avere un’identità e lo nutre di movimentismo). Il sardismo ha bisogno di un po’ di igiene culturale.

Ma è anche vero che non appena in area sardista nascesse un leader, il popolo sardista verrebbe preso da due pulsioni: usarlo per il potere e mangiarlo per l’invidia. Bisogna che a guidare questo processo sia un leader capace di difendersi dal suo popolo. Mica semplice.

Partiti, Politica, Vetrina

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Comments (15) on “Psd’az: la fine e l’inizio”

  1. Salvatore Angelo Firinu ha detto:
    29 Gennaio 2026 alle 15:49

    Ho letto che i sardisti fuori dal partito sono addormentati ma, chi ci conosce, sa che siamo svegli e vigili e pronti al.rientro quando le condizioni saranno tali in cui sarà ripristinata la democrazia interna
    Da anni in coma, prima vigile, poi profondo, ha comportato che i vecchi ” arnesi” come qualche malassortiu nel.partito ha avuto da dire.
    Personalmente ho ricevuto pa prima tessera da un certo Piero Sotgiu, ghilarzese di nascita e vissuto sempre ad Oristano con fior di studio da penalista.
    Non l’ho avuta da un tirapiedi di Mariolino Floris prima e poi del NAZISTA della lega lumbard Salvinainu che, purtroppo, utilizza ancora il nome del.partito in parlamento italiota.
    Noi vecchi siamo co.e il derelitti cinese che aspetta nella riva del fiume che passi la carcassa del nemico che, stante la situazione che si è venuta a creare, non tarderà ad essere avvistata trascinata dalla corrente.
    Anziché polemizzare credo che sia interesse comune riunire il Consiglio Nazionale per la preparazione del Congresso straordinario e partendo con la riorganizzazione dei territori di modo che venganonricostituite le sezioni e, ove non possibile, almeno un nucleo come tanti anni addietro fece il mai dimenticato Italo Ortu.
    Ma per fare questo ci vogliono palle da SARDISTA e tempo da dedicare per riallacciare i rapporti con la società, persi da quando si regalò la segreteria all’attuale segretario nazionale.
    Fortza Paris

  2. grillotalpa ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 22:24

    Non conosco una persona sotto i 30 (40?) anni che voglia o pensi a votare psdaz
    Altri pochi anni e il posto in bacheca è assicurato (salvo ulteriore aumento di longevità, già notevole, del corpo elettorale)

  3. Ex ESAF ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 19:52

    Sono un tesserato PSdAz da decenni.
    Ogni volta che il Presidente della Sezione presso la quale sono iscritto mi chiede se voglio proseguire, sia lui che io ci tappiamo il naso e paghiamo la nostra quota. Non so, francamente, perchè lo facciamo. È dai tempi della scalata di Solinas che non ci sentiamo rappresentati e non ne condividiamo la linea politica e le scelte decisionali intraprese. Il problema è che lasciare il PSdAz ed il suo intimo significato, equivale ad abbandonare definitivamente quel fine che l’art. 1 del suo Statuto ha sempre rappresentato. Vomitevole.

  4. Antonio ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 14:08

    prof Intanto a Porto Torres, scossone nel Psd’Az: si dimettono segretario e mezza sezione
    https://www.unionesarda.it/news-sardegna/sassari-provincia/porto-torres-scossone-nel-psdaz-si-dimettono-segretario-e-mezza-sezione-v3wtmu8c

  5. Mauro Collu ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 12:20

    Professore, grazie, ottima disamina dello scenario sardista.
    Ma le chiedo: cosa ne pensa del fatto che esistano personaggi che pur di stare a galla continuano a reggersi ricamando accordi politici-elettorali (al ribasso) proprio con il Psd’Az. E’ il caso del Sindaco di Quartu, sostenuto proprio dal partito di Solinas (notizia pubblica) e, guarda caso, da chi, proprio nel Psd’Az, gli è stato avversario nelle scorse comunali di Quartu. Insomma, ci spieghi come funiona questo accordo, questo innamoramento fra Rinascita e i sardisti, e se davvero chi si posiziona come un civico progressita abbia bisogno della medicorità (per non dire altro) di certe figure che oggi rendono inavvicinabile l’ambiente dei sardisti. Inavvicinabile per molti, ma non per il Sindaco di Quartu, che in questo partito (fino a ieri avversario) trova terreno fertile per i suoi fili elettorali. Magari aggiungendo questo tassello (non trascurabile) l’analisi è completa. Grazie.

  6. KGB ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 09:30

    In qualunque forma lo si prenda , non è un partito che può stare nell’alveo del centro destra.. tutta questa spaccatura di ieri io non la vedo .. il partito e’ già spaccato da tempo e molti sardisti neanche protestano più perché aspettano che chi lo gestisce se ne vada via insieme a chi lo appoggia..concordo con la riflessione per la quale il “potenziale” è di un partito a due cifre .. ma deve essere ripulito.. male fecero ad andare con il centro destra tanti anni fa e l’apparentamento con la lega lo ha indebolito del
    Tutto…da quel momento e’ iniziato il declino ed oggi fare congressi come quelli descritti è anche offensivo della storia

  7. Giovanni Piras ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 09:08

    Il P.S.d’Az i Leaders ce li ha in casa e li ha sempre avuti, il problema sono “sos paneris de malu assentu” , a Intra e bessi, che vengono usati, facendoli rientrare ogni volta per adoperarli contro i veri sardisti, killers senza scrupoli e padroni di regolamenti da applicare contro chi non si allinea..
    Io rimango Sardista dentro il P.S.d’Az.

  8. Bruno ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 08:31

    Ormai il popolo sardista ( quello vero che sta fuori dal partito) è “dormiente”.

  9. Renato Orrù ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 08:23

    Ma non è esattamente colpa di Solinas Acciaro Moro Gaspa et Altri della Federazione di Sassari se il PSDAZ è in coma farmacologico. Quando nel PSDAZ DEL 2017/18 di rumoreggiava del Accordo PD PSDAZ poi amazzato dal recalcitrante Cucca che non voleva perdere il seggio senatoriale in favore di Solinas (tutto pagò Cucca ma gli ostacoli li posero Altri Geni per bloccare in primis Soru ) la reazione immediata (ma a Me risulta meditata ..che spesso a Fiumicino ci sono sempre un sacco di sardi che rientrano ad occhi aperti -ndR ) fu quello di appoggiarsi a Lega Salvini . Qursta è storia abbastanza nota. Quello che pochi si chiesero allora era se stare in un discorso di bipolarismo poi risultato psichiatrico avrebbe fatto bene al PSDAZ … In ancor meno rimanemmo a veder gli effetti nefasti che questa doppia scelta negativa avrebbe sicuramente determinato. Ce ne uscimmo e fummo facili profeti. Ma per tornare ai veri colpevoli bisogna cercare tra le fila dei tesserati … tutti i tesserati che ben sapevano di potersi AUTOCONVOCARE … di poter far saltare i commissariamenti ,di poter organizzare congressi straordinari , di far vivere il Partito e dimostrare l’esistenza di una resistenza . Se poi invece si lascia tutto lo spazio agli ultimi arrivati che si sono ELETTI consiglieri regionali poi non ci si può lamentare del fatto che non fossero sardisti . La realtà è che i sardisti non hanno più avuto voglia di essere e fare i Sardisti. E hanno pure soffocato i Giovani Sardisti di cui non si è più saputo nulla . Peccato …. però la speranza resta .

  10. Antonio ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 07:57

    Prof per me Renato Soru è l’unico che può guidare il Psd’az solo che è un po’ decisionista e per questo non piace a molti , Solinas ha dimostrato l’attaccamento al potere

  11. Paolo Maninchedda ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 07:51

    No Antonio, non ho in testa nessuno e non mi pare che Milia abbia questo profilo. Il sindaco di Quartu oggi ha più la sagoma di un leader civico, pragmatico, riformista, trasversale, che non quello di un nuovo interprete dell’azionismo, che gli è estraneo perché lui viene da un’impostazione marxista.

  12. Antonio ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 07:34

    Analisi interessante, ma se scrivi così è fin troppo chiaro che tu il nome di questo leader lo hai ben individuato…..non hai mai fatto mistero di sostenere un cittadino Quartese di cinque lettere…..
    Però sarebbe tempo che uscisse allo scoperto con un progetto politico da proporre a tutti i Sardi e non solo si figli di Sant’ Elena….
    Assisto laicamente a questo scenario…. però allo stato attuale mi sembra…..pur con la sua autonomia e peculiarità….un po’ troppo consustanziale all’ area Cabras… ovvero al potere PD..
    Staremo a vedere

  13. Giuseppe+Aresu ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 07:10

    Mica semplice.

  14. Paolo Maninchedda ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 07:08

    No Stefano, Solinas non si difende dal suo popolo, lo domina riducendone la consistenza con la tirannide del ruolo. È tutto molto penoso.

  15. Stefano ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 06:58

    Ma il Saponetissimo si è dimostrato ben capace di difendersi dal suo popolo: la sua tesi di laurea non è mica saltata fuori.. Oppure sbaglio?

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