Provincialismi politici e chiacchiere in libertà

7 maggio 2013 07:192 commentiViews: 15

Cos’è il provincialismo? È la replica scimmiottata di ciò che si ritiene essere di successo. Per la versione sarda di questo vizio, la migliore critica venne da Antonio Pigliaru, quando censurò l’esterofilia di alcuni intellettuali isolani che non appena leggevano un libro o un articolo di successo ne facevano la nuova bibbia in Sardegna, con loro, ovviamente, nel ruolo di nuovi Mosè.
Durante la giunta Soru, il provincialismo politico, col suo corredo di snobismo socio-eno-gastro-culturale, fu uno dei motivi della separazione tra me e il cerchio magico del Presidente e, di conseguenza, col Presidente in carica. Non si poteva partecipare a una chiacchierata senza una citazione; non si poteva bere una bicchiere di vino senza illustrare una scheda analitica delle proprietà di ciò che si beveva; non si poteva proporre un punto di vista originale, perché tutto doveva essere internazionalmente griffato e necessariamente corroborato da una bibliografia aggiornatissima. La montagna di chiacchere inutili che quell’incipriamento para-rivoluzionario produsse è sotto gli occhi di tutti.
In questi giorni, in queste ore, giornali e partiti parlano di problemi che non ci riguardano, mentre tacciono su fatti molto importanti. Ne cito alcuni:
1) come volevasi dimostrare, il plafond da 5 miliardi messo immediatamente a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni per pagare i loro debiti verso le imprese è esaurito. Ciò significa che anche per la Sardegna questa misura del governo nazionale sarà una goccetta nel mare. Vi ricordo che l’Anci aveva stimato il fabbisogno pari a 10 miliardi, il doppio di quello messo a disposizione dal governo;
2) Il numero dei Comuni italiani senza liquidità in cassa che hanno fatto domanda alla Cassa Depositi e Prestiti per pagare i loro debiti è a dir poco enorme; ciò significa che anche i comuni sardi che hanno tentato questa strada andranno incontro a un momento di grave difficoltà;
3) il nodo della capitalizzazione di Abbanoa è sempre lì, grande come un macigno. È inutile stare a protestare ogni volta che si rompe un tubo: il tema è che la Regione non ha mai capitalizzato adeguatamente la società e la società ha debiti verso il sistema delle imprese della Sardegna;
4) le banche stanno tenendo in cassa in Italia una montagna di denaro inattivo. Si calcola che sia pari a circa 800 miliardi. Quindi, banche gonfie e imprese senza credito o con credito a tassi penalizzanti. Ieri, il Sole 24ore rivelava che un’impresa italiana ormai ha patisce tassi passivi più o meno doppi a quelli che ottiene una sua concorrente tedesca.
5) ancora non è stato trovato il miliardo e mezzo per pagare la Cassa Integrazione in deroga. Quando lo troveranno, alla Sardegna mancheranno ancora almeno 100 milioni di euro per pagare mobilità e cassa integrazione. Ancora l’Inps non ha rinnovato la convenzione con la Regione Sardegna per consentire alla Sfirs di anticipare almeno la Cigs. La Sfirs ha 5 milioni di euro fermi e pronti in cassa.
In questo quadro, in Sardegna parliamo di Andreotti, di zone franche a bischero sciolto, lavori pubblici non si capisce bene da realizzare come con questo patto di stabilità,  esenzioni fiscali su un punto percentuale che ragionevolmente potranno essere applicate solo dal 2014. Che dire? Meglio votare.

2 Commenti

  • Gufetto sovranista

    … in Sardegna parliamo di Andreotti, di zone franche a bischero sciolto, lavori pubblici non si capisce bene da realizzare come con questo patto di stabilità, esenzioni fiscali su un punto percentuale che ragionevolmente potranno essere applicate solo dal 2014. Che dire? Meglio votare.” si votare con legge elettorale nuova!!
    A sentire i giornali ieri a Lanusei è successo qualcosa da “circo Zanfretta”. Chi la sparava più grande fra Cappellacci e Soru: Zona Franca!! sia zona franca; via l’IRAP!! e via l’IRAP; via le Accise!! e via le Accise; mancava solo di dire via l’IRPEF!! e via l’IRPEF.
    Ite! dannu!! ma i manicomi per nostra fortuna sono stati aboliti, ma questo è uno dei casi da ricovero per tutti e due. Povera Sardinna ite ti toccada a biere!!Fate la legge elettorale e subito al voto! sos maccos suni liberos!!!
    adiosu

  • E la causa di tutto ciò (cassa vuota) sono, in ordine alfabetico: i corruttori, i dissipatori, gli evaSori. Per il loro bene!
    Ai cittadini la soddisfazione di andare a votare per sopportare meglio l’inculata.
    Lo so che la via d’uscita democratica è il voto.Però si può almeno dire che ne abbiamo i santissimi pieni? Ed oggi come oggi quale potrebbe essere il risultato?
    Quanta voglia di azzerare tutto!
    Se poi vengono a mancare i fondi per pagare gli stipendi dei regionali, il refrain che circola da qualche mese, proviamo ad immaginarci la risposta, in coro, di 1.580.000 Sardi.
    Buona giornata.

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