Primo vademecum per la finanziaria regionale: Giunta e maggioranza si fermino prima di fare fesserie

5 aprile 2013 07:193 commentiViews: 14

Dedicherò alla finanziaria articoli più approfonditi nei prossimi giorni. Oggi dico l’essenziale. Il Patto di stabilità stabilisce un tetto per pagamenti e impegni che è di 2,520 miliardi. Le spese fisse sono crica 2,6 miliardi senza considerare le quote regionali per gli APQ. La Giunta lo sa, cioè sa perfettamente che le spese fisse sono superiori al tetto dei pagamenti. Non riesce – e questo è un problema politico per tutti i partiti, perché è un vero problema di sovranità – a dar corso alle sentenze della Corte Costituzionale che hanno dato torto al Governo italiano rispetto al computo e alla gestione del nuovo regime delle entrate, nonché rispetto al mancato adeguamento dei tetti del Patto di stabilità al nuovo regime delle entrate.
La Giunta sa tutto questo. Sa anche che, per non avere mai avviato una seria spending review e per aver continuato a programmare su risorse non spendibili, si trova adesso una montagna di residui da smaltire. Questi residui, si badi bene, sono prevalentemente crediti vantati verso la Regione da Comuni e da privati (imprese, associazioni, privati cittadini). Per cui, che cosa fa la Giunta? Prevede una norma che dispone di non effettuare nuovi pagamenti prima che siano onorati gli impegni assunti prima del 1 gennaio 2013. La norma in sé è un modo per smaltire residui e fare uscire soldi, ma non tiene conto di due fatti:
1) essendo le spese fisse spese quasi totalmente obbligatorie ed essendo esse pari al tetto dei pagamenti, non vi è alcuna possibilità di onorare, per esempio gli impegmi assunti da Regione e Enti locali per le opere pubbliche, se non al prezzo di non pagare i costi, per esempio, di un ente regionale. Mi spiego meglio. L’Ente foreste costa mediamente 170 milioni di euro l’anno, prevalentemente destinati agli stipendi. Poniamo che questi si voglia destinare 170 milioni di euro di pagamenti ad abbattere il miliardo di residui che incombe sull’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione. Necessariamente non si dovranno trasferire 170 milioni di euro all’Ente Foreste. La cosa è più grave di quel che sembra, perché dentro il Patto di stabilità rientrano anche i circa 700 milioni dell’assistenza sociale, i quali finanziano anche programmi destinati a persone in gravi difficoltà sanitarie e civili per le quali non è facile immaginare di non dover o ptere provvedere. In sostanza, l’incombere delle spese fisse, impedirà lo smaltimento dei residui. La spesa è bloccata.
2) verso giugno-luglio, cominceranno a farsi sentire i problemi di cassa, perché, tra l’altro, la differenza tra il tetto di spesa per la sanità stabilito dal Cipe e il costo reale (differenza che ammonta più o meno a trecento milioni) deve essere coperto dalal regione sui trasferimenti delle compartecipazioni destinati al funzionamento e allo sviluppo. In sostanza, succede questo: lo Stato, padrone della cassa della Regione con la tesoreria unica, trasferisce mese per mese le risorse del fabbisogno regionale calcolato sulle richieste del mese precedente. A parte, trasferisce i fondi della sanità (che sono fondi nostri, sia chiaro, non graziose concessioni, ma sono fondi detenuti dallo Stato per le ragioni centralistico-giolittian-fasciste di questo Stato marcio). Quando i trasferimenti della Sanità arrivano al tetto stabilito dal Cipe, lo Stato smette di versare e la Regione deve coprire la differenza attingendo alla cassa delle altre voci del bilancio.
In questo quadro drammatico si inserisce la fuga dello Stato dal welfare: sempre più dobbiamo pagarci noi la cassa integrazione, la mobilità, ecc. ecc. A oggi i fondi a bilancio sono incredibilmente insufficienti per almeno un centinaio di milioni.
Ultima aggiunta: io sono convinto che o si aumenta il fondo unico per i Comuni o i Comuni dovranno aumentare l’Imu per non fallire.
Stando così le cose, forse sarebbe opportuno fermarsi,riflettere, fare cose serie, dure ma utili; meglio un severo giudizio elettorale che un severissimo giudizio della storia.  Diversamente, da qui a qualche mese sarà evidente non tanto e solo la protesta, ma anche ed evidentemente il crack dei redditi e dei consumi, il crollo dei mutui, l’aumento vertiginoso delle sofferenze bancarie, l’aumento dell’odio sociale.

3 Commenti

  • Io lavoro, con scienza e coscienza, in un certo sistema, non strumentale alla Regione ma quasi (Soru ha cercato di smembrarlo, depotenziarlo, distrueggerlo, ha fatto più casino che altro e i costi per la collettività sono solo aumentati). So che l’onorevole Maninchedda non ha grande simpatia per questo sistema, ma forse bisognerebbe distinguere il soggetto in se, dall’uso improprio che ne é stato fatto. La Regione spende in Sardegna cifre importanti (35Ml€ per tutto il comparto oltre ai finanziamenti per nuove opere o manutenzioni straordinarie). Nel mio Ente ormai la sofferenza di cassa sta divenendo patologica nonostante una gestione virtuosa (uno scoperto di circa 3Ml€ contro crediti vantati verso i fruitori del servizio offerto e Regione per cifre molto più importanti). Quello che sta accadendo é che ogni anno la RAS stanzia fior di quattrini (dal 2009 sempre oltre 30Ml€/anno su scala regionale) per abbattere costi che diversamente andrebbero a carico di uno dei settori economici strategici per la Sardegna, e queste poste in bilancio coprono spese che vengono comunque sostenute, e per assurdo non possono essere coperte con altri introiti, ma non vengono mai saldate: insomma, fatto cento il nostro bilancio, la RAS ci finanzia 70, il resto sono tasse di vario tipo, senonché poi la RAS liquida 30, e ogni anno si accumula uno scoperto di 40). Ogni giorno ci poniamo il problema di individuare soluzioni per slegare la nostra sopravvivenza da trasferimenti sempre più incerti da parte della RAS, ma ogni iniziativa viene boicottata dalla stessa Regione, che pare goda (qualcuno nel sistema che gode c’é di sicuro), nel tenere per le palle il sistema (posti di lavoro e commesse di vario genere passano per questo sistema)…Ovviamente la nostra gestione virtuosa non é premiata in nessun modo, anzi! Chi fa più casino becca più quattrini…fino a quanto potrà durare?

  • Corrado Putzu

    In tutto questo continua ad essere salva la questione FITQ, le sembra giusto? Quanto è costata alle casse regionali nel 2011 e 2012, quanto si prospetta per il 2013? Lei ci ha pure provato, ma alla fine prevale il silenzio.

  • Paolo, quando comincerai a calcare le piazze?
    Quando vorrai darci una mano fondando un vero partito dei sardi?
    Onesta’ non vuol dire stupidità, bensì schiena dritta.
    Tu sei uomo con la schiena dritta: non ci mollare!

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