Primo capitolo sul sardismo e il sinistrese: per noi chi fa impresa non è un ladro o uno speculatore

12 maggio 2011 06:5921 commentiViews: 7

963In molti mi chiedono di fare chiarezza sui miei rapporti col Centro sinistra. Rispondo subito: dialettici e amichevoli. Altri mi chiedono di aprire un confronto culturale sulle abitudini ideologiche della sinistra che determinano contrasto tra noi sardisti e loro. Mi pare una giusta richiesta.
Avrei voluto iniziare col tema delle libertà individuali, perché io vedo una Sinistra italiana e sarda che ha paura della libertà dell’uomo ed è tendenzialmente portata a diffidarne. Ma il tema è complesso e voglio tornarci con calma.
Oggi si può partire dal tema della Sinistra e la libertà dell’impresa. In Sardegna, più per un riflesso condizionato che per un ragionamento vero e proprio, chi investe il suo denaro o utilizza gli incentivi garantiti dalla legge è tendenzialmente non una persona da valorizzare e difendere perché produce ricchezza, ma uno speculatore. Se poi fa case, è certamente un cementificatore. La vox populi diventa poi vox judicum e tutto si trasferisce nelle aule di giustizia.
La conseguenza è che l’unico lavoro legittimato socialmente diviene quello dell’impiegato e ciò spiega la forma mentis di molti sardi rispetto alla visione del futuro. Ma spiega anche perché la burocrazia regionale e statale tendenzialmente partano dal presupposto che chi rivolge un’istanza alla Regione o allo Stato li voglia fregare entrambi. Ne consegue un clima di sospetto che fa durare le istruttorie tanto a lungo che gli imprenditori onesti sono portati a rinunciare a qualsiasi rapporto con la Pubblica Amministrazione.
Per noi sardisti questa sub-cultura inquisitorial-statalista è una malattia che uccide e sta uccidendo un ceto, quello imprenditoriale, vitale per la rinascita della Sardegna. È evidente che contrastare questa nostra posizione dicendo che la storia è piena di imbroglioni è un’obiezione molto debole, perché equivarrebbe a dire che siccome ci sono stati nella storia molti assassini è giusto sospettare tutti di omicidio.
Noi contrastiamo questa posizione anche perché è quella che ha favorito l’ipertrofia dei sistemi burocratici e di controllo (polizia, magistratura ecc.) rispetto ai sistemi del fare e del produrre, senza i quali non c’è futuro. E a noi interessa il futuro. (Continua…)

21 Commenti

  • Nino, è vero ho dato numeri. Di occupati e buste paga. Invitandola a fare altrettanto. Ma lei insiste col fiele. Io la chiudo qui, ma la leggerò volentieri se vorrà riportarmi, lei, i suoi di numeri, quelli veri, su altri imprenditori e sulle tasse che pagano in Sardegna. Lei è tra quelli che a Soru non ha creduto, sicuramente né la prima né la seconda volta. Probabilmente ha creduto in Cappellacci. E ho detto tutto, direbbe de Filippo…

  • Non odio (e perchè mai) ma diritto del cittadino di conoscere tutto di chi si propone al governo della cosa pubblica. E Soru ha governato per 4,5 anni, rompendo prima della scadenza naturale per mettere all’angolo i suoi rivali interni. Non ha mantenuto la promessa di farsi da parte dopo la prima legislatura, il gioco evidentemente gli piace.Sta ai cittadini credere o meno ai suoi miracoli. La seconda volta non gli hanno creduto. Sicuramente ci crede ancora, più di Chico Porcu, Pasquino. L’innamoramento è tale che va a farfalle e da i numeri. Buon pro! Marco ammette che non è “vox……” e tanto mi basta. Ma posto che i fatti sono veri come è possibile che serbi “astio” solo io e non anche tu che di quei fatti hai preso atto? O tutti e due o nessuno.
    Altra considerazione: la bolla della new economy è ormai finita ed il mercato ha fatto la sua selezione. Dopo 13 anni (Tiscali nasce nel 1998) non si può parlare di stat-up, status che caratterizza i primi due/tre esercizi e non oltre. Non amo i funerali, neanche quelli delle aziende, in specie per le conseguenze che ricadono sui dipendenti, ignari e non responsabili della gestione aziendale. Soprattutto per questo motivo l’augurio è che si riprenda. Staremo a vedere.

  • Caro Nino, nelle tue missive mi sembra di scorgere tanto astio nei confronti di un uomo che (per chi ci crede) ha dato tanto alla sardegna, sia a livello politico che imprenditoriale. Non ti sembra che la personna abbia subito abbastanza, pagando oltre il lecito per le sue idee e il suo coraggio nelle scelte politiche!? per quanto riguarda tiscali, hai ragione, è una società che non ha mai fatto utili, però è da considerarsi ancora in fase di start-up in un settore, quello delle new eco ancora in fase di sviluppo. D’altronde nell’imprenditoria non si puo barare, se son rose fioriranno altrimenti mesto sarà il suo futuro. Per ora teniamoci queste 400 buste paga, con la speranza che gli utili arrivino e la società si consolidi, con tuo sommo gaudio (spero).

  • Nino, le perdite da capogiro sono quelle del bilancio della Regione. Quelle mi interessano di più. Stai diventando anche violento e molesto con questa fissazione su Soru. Io so che ha dato lavoro a centinaia, se non a migliaia, di disoccupati. Senza rubare un soldo pubblico. Se anche Tiscali chiudesse oggi le buste paghe che ha dato lo rendono benemerito. Trovami un altro imprenditore sardo che abbia investito in Sardegna, con sede legale in Sardegna e assumendo sardi in quelle proporzioni. Ma tu certamente non ti occupi di altri, come Zuncheddu per esempio. Tu ti occupi solo di Soru, è la tua mission. Cuntentu tui…

  • Marco, continui a copiare la citazione latina da Maninchedda senza il buon gusto delle virgole. Dì qualcosa di tuo! E soprattutto inoltrati nei bilanci di Tiscali (se puoi) e dimostra il contrario di quanto già detto a Pasquino, altrimenti le tue/le vostre sono solo ciance.

  • per Nino sempre più vox populi – vox judicum
    non inoltrarti in discorsi piu grandi di te (NOI).

  • Pasquino, vatti a leggere i bilanci di Tiscali dalla nascita a tutto il 2010. Tutti, e dico tutti, chiudono con perdite da capogiro. Dimostra il contrario. Ed il maggiore azionista non è povero. Spiega l’arcano a chi legge. E a quanti credono, in buona fede, nel messia del terzo millennio. Poi vediamo a chi attribuire la petente di maniaco, di disinformato e si bea di far prendere aria ai denti.

  • Capisco sugli statalisti, avevo letto male.
    Ma non mi pare corretto collegare le distorsioni a un piano politico. Ribadisco che molti dirigenti che hanno il potere, quello vero, di dettare i tempi e i modi, li avete messi voi e molti li aveva messi e assunti (senza concorso) la precedente esperienza di governo regionale del centrodestra. Partiamo anche da qui, senza riandare per forza ai democristiani e ai comunisti. Anche perché molti di quel periodo sono andati in pensione, altri oggi sono assessori (magari al Personale o fino a poco fa all’Urbanistica).

  • No gentile Castori, non quel Moro. Un altro.
    Stavolta la realtà non conferma la filosofia.

  • Nino, il fatto che chiami verità la mania su Soru è sintomatico. Così come lo è che ti occupi di Soru ma rifiuti prontamente qualsiasi interrogativo su Cappellacci… Io non propino verità, e non ne nascondo. Coltivo passioni. Senza odio e invidia.

  • Federico Castori

    Lo stesso Mario Moro che dal 1° maggio si occupa dell’Ufficio Relazioni Media della Provincia di Nuoro? La realtà conferma la filosofia!

  • Antonello Gregorini

    http://forumcivico.blog.tiscali.it/2011/05/12/cagliari-e-futuro/

    LIBERAMENTE TRATTO DA “La civiltà dell’empatia”
    Rifkin Jeremy
    FELTRINELLI

    La bibliografia del programma scritto per Cagliari

  • Antonello Gregorini

    http://forumcivico.blog.tiscali.it/2011/05/12/la-citta-impresa-2/

    LIBERAMENTE TRATTO DA “Tra Dedalo e Icaro. La nuova domanda di città”
    Autore Amendola Giandomenico
    Editore Laterza

  • Chi è per voi uno che fa impresa?
    Considerato che non è un ladro e uno speculatore?

    Concordo sui tempi biblici della Regione.
    Erogano le risorse quando le imprese sono già morte.

    Come deve essere una amministrazione regionale efficiente?
    Come deve essere una pubblica amministrazione efficace?

    Sergio

  • È notorio che la verità pizzica, ma è la verità. Le rimostranze irate senza smentita sono una doppia conferma.
    Pasquino con orgoglio annuncia la sua fissazione. Non mi sarei meravigliato neanche del contrario e forse è un’altra verità che vorrebbe tenere segreta. Gli interrogativi su Cappellacci non li rivolga a me, sbaglia indirizzo.

  • Paolo Maninchedda

    Mario, io non parlo di stalinisti, ma di statalisti, molti dei quali vengono da una vulgata culturale o ex comunista o ex democristiana che o egemonizzano lo Stato contro il cittadino o lo usano contro il cittadino. Il mio ragionamento non è per censurare la sinistra, ma per poterci dialogare, rimuovendo gli ostacoli culturali. È normale secondo te che per un VIA passino quattro anni? Io penso di no. È normale che tra lo stanziamento in bilancio delle somme per le imprese e la loro erogazione passino, se va bene, due anni? Io penso di no. Poi, i funzionari corrotti e gli imprenditori imbroglioni certamente esistono; ma dobbiamo fare le leggi sui loro vizi o sulle virtù di molti?

  • Come volevasi dimostrare il sig Nino prende la palla al balzo per fare la solita frecciatina su Soru. È evidente che non faccia parte (Soru) di quella sinistra che l’On Maninchedda illustra, il sig Nino è la prova provata che anche dalle vostre parti c’è qualcuno che ragiona alla stessa maniera (buon sangue non mente) nel senso di vox populi – vox judicum.

  • Come al solito Nino non perde occasione per vomitare veleno su Soru. Io sono monomaniacale sulla gnocca, lui su Soru. Questione di gusti, valli a capì! Perché Nino non si informa su quanti soldi direttamente o indirettamente Soru ha preso dal sistema pubblico e quanti invece gli imprenditori che reggono il moccolo a Cappellacci? Vada Nino a Olbia e si informi, per esempio. O guardi quanto fa la somma della pubblicità pagata a Unione e Nuova (dove se ne pubblica comunque meno) sul referendum truffa che non decide nulla. O pensa che a Suelli Cappellacci e la P3 si riunissero per parlare di quanto è cattiva la sinistra e Soru con gli imprenditori?
    Nino, io rimango sulla mia mania. Lei continui così.

  • E dire che il loro dominus è un abile finanziere ed un imprenditore specializzato in perdite. Valli a capi’!

  • Una sola obiezione. Forse sembrerà debole anche questa, ma mi viene spontanea. La burocrazia in Sardegna non si è formata mica solo con la sinistra? Abbiamo in regione dirigenti e burocrati, molti dei quali giovani, scelti dalle amministrazioni di centrodestra. Alcuni senza concorso e con una bella carriera già alle spalle. Alcuni parenti non proprio di esponenti stalinisti. Sono stalinisti? Dove nasce questa sub-cultura? Forse nasce spontanea, ma che c’entra la sinistra? Son convinto che il burocrate su cui sta indagando la magistratura a proposito di eolico e P3 non fosse così imbevuto di tale sub-cultura. Eppure con gli imprenditori aveva a che fare, eccome. Insomma, qualcosa di vero nell’analisi la vedo ma non mi convince del tutto. Non capisco che c’azzecchi con gli scenari politici. Intanto la politica inizi a farci sapere quali sono stati gli imprenditori imbroglioni, ci dia le liste, gli elenchi, le somme. L’importante è che non sia un riflesso condizionato anche la critica alla burocrazia sinistrorsa che suona tanto Brunetta…

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