Primarie modello Macomer

6 novembre 2012 07:269 commentiViews: 7

Si fa un gran parlare di primarie, soprattutto in relazione a quanto accade nel Pd. È però paradossale che il più grande partito della sinistra italiana riesca a egemonizzare il mondo dell’informazione per la consultazione per scegliere il suo leader e poi candidarlo alla guida dell’Italia, mentre assiste in silenzio (o con una parte attiva che non riesco a comprendere) al lungo lavorio in atto per strappare ai cittadini il diritto di scelta dei parlamentari del parlamento italiano. Perché non dirlo: gli uscenti hanno paura del voto e quindi ecco che si sente ri-parlare di liste bloccate senza preferenze ecc. ecc. Una cosa è certa: il sistema dei collegi uninominali è il sistema migliore per valorizzare il rapporto tra eletto e elettore. Viceversa si sente ri-parlare di collegio unico regionale e di liste bloccate. Un’autentica cultura democratica dovrebbe vedere tutti i partiti schierati a promettere la rivolta elettorale se non dovessero essere ripristinati i collegi. Invece no: sulla legge elettorale Monti non gioca il suo famoso prestigio e Napolitano non va oltre gli appelli. C’è più di qualcosa che non va, c’è un atteggiamento trasversale veramente da casta che non va per niente bene. Su questo sito d’ora in poi mi occuperò con puntualità delle truffe democratiche che si stanno preparando a Roma.
Come è noto, la democrazia è più semplice (come metodo) nelle piccole comunità, che possono permettersi anche esperienze di democrazia diretta. A MAcomer sta maturando un’esperienza significativa. A parte l’Idv locale, tutti gli altri partiti e i movimenti locali stanno ragionando su primarie vere per scegliere non solo il candidato sindaco ma anche i candidati consiglieri. Primarie vere vuol dire primarie non egemonizzate e pilotate. Non dunque partiti o movimenti che si accordano per un candidato scodellato poi alla gente, ma candidati che fanno campagna su programmi compatibili e diversi, a partire da principi e obiettivi condivisi (bandite le coperture ideologico-partitiche a favore della concretezza delle proposte per la città e della credibilità delel persone). La candidatura diventa iniziativa personale e di gruppo, il voto diventa un voto vero, l’indicazione del candidato diventa un’esperienza di democrazia autentica. Che fanno i partiti strutturati, i movimenti e le associazioni? Favoriscono il confronto, ossia creano il contesto ma non ipotecano il risultato. Quindi primarie ‘lunghe’, preparate con calma e con incontri pubblici preparatori; incontri-dibattito e non incontri-comizio; candidature aperte senza preventiva raccolta firme; obbligo di illustrare in pubblico il programma e di rispondere ai cittadini; svolgimento supervisionato da persone di alta garanzia morale; voto pubblico, universale e segreto. L’obiettivo è scovare e responsabilizzare le leadership naturali, le persone stimate realmente dalla gente, quelle capaci di attivare coesione e fiducia. Bene, a  me questo pare un metodo umile e efficace, capace di trasformare gli scontri in confronti e di restituire ai partiti e ai movimenti il ruolo di centrali formative e di proposta politica, e alla gente il sacrosanto diritto di far emergere il meglio dei suoi rappresentanti.

9 Commenti

  • Quinto moro

    Primarie a Macomer. Ben vengano. Ad Olbia alle comunali del 1995 (sembra un secolo)la lista civica denominata “Movimento per il riscatto di Olbia” utilizzò le primarie per la scelta del candidato a sindaco e dei consiglieri.I cittadini oltre che votare potevano anche inserire il loro nominativo tra i candidati da scegliere.Il tutto avvenne “alla luce del sole” e la novità incontrò il favore di diverse persone.La lista ottenne 2.200 voti e fece approdare in consiglio due nominativi. Due anni dopo la maggioranza “sfiduciò” il proprio sindaco (Uggias) e si tornò a votare. Rimase una bella esperienza mai più replicata in città da nessun partito e/o movimento.

  • Rivoluzionario

    Riflessioni sulla manifestazione di oggi: se si vuole costruire un alternativa ci vuole lavoro e ci vogliono contenuti. Urlare sardegna indipendente, dire quattro parolaccie per strappare un applauso e esaltare la gente arrivata li non serve a molto. sicuramente bisogna lavorare nei territori, fare assemblee pubbliche, ma anche studiare. la zona franca affrontata in quel modo da una signora di cui non ricordo il nome disturba e fa tristezza. Il più scalcinato sardista avrebbe fatto meglio, con la formazione acquisita in questi anni di battaglie e di dibattiti. L’ho detto e lo ripeto: il progetto della consulta è bello, ma bisogna dargli gambe e soprattutto corpo. e soprattutto sostanza. e soprattutto persone in grado di portarlo avanti

  • Rivoluzionario

    Consulta rivoluzionaria: un flop. È stata una tristezza vedere i vari bustianu, gavinu et compani urlare sulla grandezza della fiumana oceanica presente alla manifestazione e poi scopriere che si e no c’erano 800 persone. scarsini anche gli interventi.

  • Non mi si dirà che l’ombelico del mondo, anzichè Macomer, è Cagliari o Roma?
    Tutto è relativo: si inizia da Macomer? Benissimo! L’importante è iniziare e cercare di mutuare metodi e modelli dalle esperienze.

  • Mi paiono migliori le pratiche volte al raggiungimento del bene comune, mi sono insopportabili quelle rivolte a fottere. Entrambe le tipologie sono presenti nei partiti, nella società e per sillogismo nelle primarie. E’ il mondo che continua.

  • Per Antioco: tutti abbiamo un ombelico, il problema è praticarlo nel modo giusto.

  • Caro Nino, tutto è imperfetto a questo mondo, ma le primarie in un piccolo centro e i collegi per il parlamento sono comunque strumenti imperfetti per selezionare i candidati. O mi vuoi dire che le praticche di partito ti paiono migliori?

  • Antioco Piseddu

    Macomer ombelico del mondo :-)

  • L’ultimo “zicchirriu” sono le primarie e chi si azzarda ad ostacolarle fascita è. E se fosse semplicemente marketing per ripulire un’anima immonda?
    La democrazia, si dice, è il migliore dei sistemi possibili. Ma anche la democrazia è manipolazione, è in ultima analisi dittatura della maggioranza. Le primarie sono la catarsi? Mi sovviene l’immagine (pubblicità) dell’ultima macchina da caffè per le famiglie. Può darci un caffè con l’utilizzo della cialda oppure con il caffè macinato, come al bar. Il “nuovo” caffè è diverso, migliore rispetto a prima? Io dico oggettivamente no, però il marketing deve valorizzare il NUOVO. Che dovrebbe essere il futuro mentre è già passato.
    Il colleggio uninominale avvicina l’eletto agli elettori, forse anche troppo, ma è assolutamente liberticida. E’ la sublimazione della dittatura democratica.
    Il sistema “più democratico”? Il proporzionale puro con le preferenze. Che significa fatica per trovare il minimo comune denominatore.
    Al cittadino però di tutti questi andarivieni non gli importa un beato futre. Vuole al governo persone serie e capaci di risolvere i problemi reali. Tutto il resto è gazzosa democratica.

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