Elezioni, Politica

Primarias: sulla Nazione voteranno i sedicenni

Nelle prossime Primarias – Primarie Nazionali della Sardegna del 16 dicembre ci saranno due schede.
I media sardi non hanno raccontato con chiarezza che una riguarderà il candidato alla presidenza, ma l’altra sarà un voto storico sulla percezione che i sardi hanno di sé. Come dice Franciscu Sedda: «Secondo noi la coscienza di essere Nazione, di essere una collettività portatrice di diritti e interessi singolari, non sacrificabili o subordinabili ad altro, che vanno difesi e affermati davanti allo Stato italiano e all’Europa, è il passo avanti collettivo che ci deve unire. Tuttavia, a differenza di altri che si intestano strumentalmente la conoscenza dei desideri della propria gente, noi vogliamo che siano i sardi a dirci cosa sentono, credono, vogliono. Questo è un vero indipendentismo rivoluzionario: quello che come in Scozia e in Catalogna non ha paura di mettersi in ascolto e a disposizione. Quello che chiede alle persone di esprimersi sui grandi temi, le grandi visioni, i grandi diritti collettivi, per farsene protagonisti, per tracciare il senso della storia».
Nessuno ha mai chiesto alla Sardegna di dire che cosa pensa di sé. Questa volta sarà possibile farlo. Gli elettori potranno dire se la società sarda è una Nazione, cioè una comunità di valori e interessi condivisi che richiede i poteri necessari a interpretarli, oppure no.
Per questa consultazione potranno votare anche coloro cha hanno compiuto il sedicesimo anno di età.
È una iniziativa importante per la Sardegna: coinvolge circa 70.000 persone.
Stiamo diventando un’isola di vecchi anche perché non diamo vera responsabilità ai giovani. Noi lo faremo, come sempre con coraggio e trasparenza.