Prima la mozione sull’indipendenza poi la trattativa sul fisco

31 marzo 2010 06:2117 commentiViews: 3

lamaddalena9Come avevo previsto, oggi Tremonti e Berlusconi dichiarano che faranno subito la riforma fiscale e la riforma della Giustizia.
La Giunta regionale della Sardegna ha recentemente approvato le Norme di attuazione dell’accordo Soru e avanzato le proprie proposte per modificare il Patto di stabilità. Insomma, ha fatto diligentemente la sua parte, dopo aver detto da un anno che intende in primo luogo portare a compimento l’accordo Soru e poi aprire il confronto sul Federalismo fiscale. Io ho un’opinione un po’ diversa e l’ho sempre detto.
A mio avviso (e basta leggere ciò che la Lega scrive nel suo giornale, nelle riviste fiancheggiatrici e nei convegni) il federalismo verrà realizzato, per le regioni a statuto ordinario (cioè per Lombardia, Piemonte, Veneto ecc. ecc.) in una forma molto prossima alla secessione, cioè orientando il Nord a trasformarsi in una macro-area sempre più indipendente e in competizione negli standard di ricchezza con la Svizzera. Il resto della finanza nazionale sarà subordinata a ciò che è ritenuto essere il motore produttivo (e quindi morale) dell’Italia. Tuttavia, non si andrà verso uno schema “ognun per sé Dio per tutti”, ma verso uno schema di subordinazione del resto del Paese all’area ritenuta legittimamente egemone ( il Nord, insomma, vuole mantenersi la possibilità di utilizzare per le proprie infrastrutture  i fondi Fas).
In questo quadro, pensare di gestire questa partita in modo burocratico, affidando la nostra rappresentanza alla sola Commissione paritetica, formata da due funzionari regionali (peraltro non esperti di Fisco) e da due funzionari ministeriali, sarebbe un grave errore.
Come sarebbe un gravissimo errore accettare l’impostazione presente in alcuni settori del Pd (il Pdl non ha una posizione su questi temi) che affermano che a noi converrebbe il regime delle ragioni a statuto ordinario. Ho verificato la base statistica di questi ragionamenti: si tratta di elaborazioni non verificate fondate su numeri ministeriali e su un approccio anch’esso ministeriale e astratto, che assimila Cuneo e Nuoro solo per il fatto che sono entrambe in Italia. Inoltre, questa impostazione, ha il vizio della subordinazione funzionarial-ministeriale: in una parola non valuta né apprezza il ruolo che il sostegno politico esplicito e forte gioca in partite come questa. La Sardegna che andasse a trattare col governo accettando pedissequamente l’impostazione del governo per cui la sovranità è dello Stato unitario come pure la fiscalità, lavorerebbe per se stessa con una mano legata dietro la schiena.
Serve creare un presupposto politico forte perché la rattativa con lo Stato abbia come punto di partenza l’interesse della Sardegna piuttosto che il rispetto sempre e comunque delle prerogative dello stato.
Questo atto politico è il voto favorevole del Consiglio regionale sulla mozione per l’indipendenza. Se il Consiglio si pronunciasse in questo senso, l’Italia, per la prima volta nella storia, si troverebbe di fronte all’eventualità che, se il sistema istituzionale non risulatsse alla fine del processo federalista, realmente inclusivo e giusto per tutti, l’assetto tradizionale dello Stato verrebbe rotto. In questo quadro, per la prima volta, l’Italia ragionerebbe rispettando la Sardegna, la quale, dal canto suo, farebbe bene a cominciare a reclutare i migliori avvocati, tributaristi e costituzionalisti europei disponibili sulla piazza (non si può afrontare questa partita con tre funzionari che fanno mille cose al giorno e dedicano a questi temi un’ora al mese).
P.S. Dal 1 aprile partirà la prima campagna di comunicazione indipendentista mai realizzata. sarà limitata al Nuorese, per ragioni finanziarie. Temi: indipendenza, sviluppo, tasse, cultura e libertà.

17 Commenti

  • … Quello che più mi rende felice è il fatto che tanta, tanta gente inizia a rendersi conto che un miglioramento su tutti i fronti per la Sardegna non è più rimandabile. Ciò che più mi rattrista, è il fatto che non ci siano le volontà (o che non si voglia crearle)di sedersi ad un tavolo TUTTI INSIEME. Il lavoro che il Psd’Az ha svolto da quando siede tra i banchi della maggioranza a Cagliari, è a dir poco lodevole.
    Lodevoli sono anche le proteste e tutte le attività di IRS; Essenziale “l’apporto Sardista” dei RossoMori nel Centrosinistra; e spezzo anche una lancia in favore degli attivisti di Malu Entu, che cn la loro visione romantica, ma efficace, sono spesso spunto di riflessione (nel bene o nel male).
    Tutto questo pluralismo non deve dividere, ma al contrario dev’essere motivo di confronto “TABULA RASA” su tutti i temi. Nei giochi di squadra, ogni componente ha il suo ruolo, ed esprime il meglio di se quando gioca con compagni che perseguono lo stesso obiettivo.
    Senza voler snaturare l’identità di ogni componente Sardista, ritengo che si debba lavorare per un Polo Nazionalitario, che potrà e dovrà scrollarsi di dosso il peso della Politica Italiana, che male si sposa con le caratteristiche della nostra Terra.
    Sono consapevole del fatto che non sarà semplice, ma se ci poniamo uno o più obiettivi comuni, insieme potremo coronare il sogno di una Nazione Sarda, libera, indipendente, pulita, solidale.

  • Forse se la Sardegna diventasse indipendente avremo una marea di problemi, come le pensioni, la lingua e un economia a pezzi; ma la questione principale è che comunque sia siamo sardi e non italiani. Quindi dobbiamo solo lavorare per far nascere una nazione e risolvere i problemi causati dall’Italia. Abbiamo un economia al collasso, le imprese sarde non sono competitive, la maggior parte della ricchezza va in continente in quanto le nostre risorse sono sfruttate dalle imprese italiane, vedi energia vedi turismo e questione ancor più grave importiamo l’ 87% dei prodotti.
    in poche parole ogni anno dalla sardigna escono più soldi di quanti ne entrano per questo l’ economia sarda è al collasso e con questo sistema si va solo verso il collasso.
    Riprendiamoci la nostra terra e la nostra ricchezza.

  • Luca Gadoni

    Comunico a chi mi ha chiesto informazioni al riguardo, che il Luca del post precedente non è la mia persona.
    Saluti.

  • A mio parere la sardegna deve puntare tutto,da un punto di vista economico,sul turismo e sulle risorse che la nostra terra può offrire.
    Nessuno dei qui presenti,per quanto informato sia,smuoverà il sottoscritto sui temi che riguardano la grande industria.Essa ha portato la fine dei nostri valori e dei mestieri che i nostri padri ci hanno tramandato.Essa ha portato la fine della nostra meravigliosa lingua.Essa ha portato i giovani a non credere nel lavoro,a credere che sia tutto facile e che i soldi siano tutto.Zone economicamente valide per la pastorizia e l’agricoltura dovevano modernizzarsi in quel settore,e le fabbriche,qualunque esse siano,alcoa saras o cazzi vari….devono andarsene fuori dalle palle(ve lo dico in modo chiaro).
    Noi possiamo vivere di un turismo distribuito in maniera capillare ai cittadini tramite la concessione in deroga dei terreni comunali ai cittadini.Mi spiego meglio,se anzichè costruire un mega villaggio il quale viene dato ad una sola persona,lo si dà ad una moltitudine di proprietari e imprenditori piccoli e medi,si distribuisce la ricchezza,e soprattutto rimane qui non va a milano o in svizzera.Il piccolo vuole sempre migliorarsi,e punta alla qualità ed è questa la carta per allungare la stagione turistica a 6-8 mesi,tramite anche un turismo della terza età simile al modello della Florida.A questo volevo aggingere che i sardisti devono mettersi bene in testa che la nostra isola è la prima per numero di pensionati in percentuale alla popolazione(in ogni caso ci sono molti più vecchi di giovani),come credete di pagare tutte queste pensioni?Inoltre,noi parliamo italiano ora,e fare un dialetto unico non è e non sarà possibile,io non getto il mio dialetto per uno imposto dall’altro,e molti come me la pensano,soprattutto nel nuorese.Ogni cosa a suo tempo,non è il momento ora di fare l’indipendenza,lo era 50 anni fa sicuramente quando eravamo africa,ma la propaganda dc e i mass media ci hanno lavato il cervello e non abbiamo più un’identità tale da fare una nazione.
    P.S.non concorderò mai di principio con una coalizione che sbeffeggia l’italia e vuole la secessione,e voi sardisti come loro(leghisti) ne siete colpevoli perchè li aiutate.

  • Renato Orrù or Simon Mossa

    Egregio sig. Boi,…..in merito a :”…(finora sconosciuta alle passate classi dirigenti del Suo Partito )….”…aggiungo: per l’ennesima volta, anche Lei, CI rimprovera con facilità, ma non si prende la briga di verificare il NOSTRO percorso sui temi TUTTI. Memorandum: si compri qualche libro (o se lo faccia prestare )… avrebbe evitato un figurone. Nel frattempo ci parli delle… rivendicazioni indipendentistiche del suo Partito. Comunque almeno Lei si identifica , e questo è sicuramente apprezzabile ,mentre non lo è Mister Sardu Fillu che pone sempre molte domande non sempre comprensibili spesso poco apprezzabili e quasi mai una proposta …NON SEI OBBLIGATO A PARTECIPARE .
    Per i convegni nel Nuorese (posso partire da Sassari o da Oristano ) basta avere le date ed i luoghi, partecipare attivamente ,e magari riproporre nei propri territori in date diverse,(potrebbe essere un modo per limitare le spese ) cosi non siamo tutti costretti ad andare a Cagliari per ogni cosa…..forse andando tutti meno a Cagliari i Cagliaritani DOC ed Acquisiti si muoveranno un pò di più…..in tutti i sensi.
    In amicizia, R.

  • Mi è parso di capire he si attende lo sfascio istituzionale post federalismo Italiano per avere le carte in regola per costruire una repubblica sarda. Per me così non ci siamo per nulla. Probabilmente sarà una situazione favorevole, sempre che vada a finire esattamente in quella maniera. Troppi se e troppi ma, è un po’ come indebitarsi per migliaia di euro confidando in una vincita al lotto. Fatti, ne abbiamo bisogno. Buona giornata e buona Pasqua a tutti voi.

    Annis Winston

  • Paolo Maninchedda

    Egregio sig. Boi,
    per l’ennesima volta, anche lei, mi rimprovera con facilità, ma non si prende la briga di verificare il mio percorso sui temi energetici. Memorandum: il testo della legge regionale che blocca l’eolico a mare è a firma sardista (non di Pili, nonostante l’Unione); ottenere un polo energetico a Ottana, è stato un obiettivo da me dichairato in campagna elettorale e ora realizzato; seguire Galsi e sorvegliare che Snam non si disimpegnasse è stato un mio impegno; combattere l’egemonia Saras è un obiettivo costante di tutti i sardisti; rendere vantaggioso per tutta la Sardegna e non solo per l’Alcoa il decreto Grandi isole sull’energia, è stato un risultato non marginale del mio impegno; puntare a un’energia pulita è un nostro impegno; puntare a usare il conto energia per integrare il reddito degli agricoltori è un altro nostro obiettivo. Per favore, seguiamoci nei lavori che facciamo. poi, sulle cose fatte, ovviamente le critiche sono gradite, ma negare tutto o ignorarlo non è giusto.

  • antonio boi

    egr. onorevole Manichedda
    Non posso che leggere positivamente, il crescente Manifestarsi da parte Sua di una determinazione ( finora sconosciuta alle passate classi dirigenti del Suo Partito )sempre più forte verso le rivendicazioni indipendentistiche del popolo sardo, però mi se mi permette vorrei invitarla ad agire anche su altri fronti, e non solo a vigilare su una attuazione del federalismo fiscale che non sia ulteriormente dannosa per la nostra terra….Vada per le campagne stampa indipendentistiche e altre iniziative simili…ma non pensa che sarebbe anche utile, per iniziare ad influire concretamente sullo sviluppo economico della Sardegna, approffitare della sua posizione nella attuale maggioranza che governa la Sardegna,per dare il via ad una lotta seria cancellare la sudditanza della sardegna in campo energetico???? perchè non si attiva per dare finalmente concreta attuazione alla realizzazione di centrali con impianti termodinamici, in modo da poter finalmente prendere a calci in culo ( Ributtandoli a mare ) quei petrolieri che oggi speculano in modo miserabile sui loro prodotti che vengono uttilizzati in sardegna per mandare avanti le 14 centrali termoelettriche…??? questo si che sarebbe davvero una vera campagna indipendentistica che avrebbe un effetto devastante per certe lobby Italiane…. cordiali saluti

  • Per Francesco Nieddu: concordo con te, da mesi non faccio altro che manifestare anch’io lo stesso concetto.
    Il centro del potere di tutta la Sardegna passa per Cagliari perchè Cagliari è una città di sardi e non di “cagliaritani”: su 450.000 persone dell’area metropolitana i cagliaritani veri sono solo 30.000; tutti gli altri, Paolo ed io compresi, siamo di centri della Sardegna più o meno distanti da Cagliari.
    Paolo: concentrati su Cagliari e troverai il bandolo della matassa dei problemi della Sardegna.

  • L’effetto simbolico della bandiera dei quattro mori (è sempre saldamente in mano al PSD’AZ, checchè ne pensino i detrattori) accanto ad un “pezzo” sulla mozione Indipendentista presentata in Consilgio Regionale è di primordine. Esposta poi da un baldo giovine coniuga bene l’attualità nel terzo millennio di una idea nata agli albori del secolo scorso.
    Non v’è dubbio che solo un fatto politico può capovolgere a favore della Sardegna una debolezza che sta prima di tutto nei numeri. E per essere nudi e crudi si pensi quanto può valere il consenso che PD e PDL raccolgono in Sardegna raffrontato a quello lombardo o laziale.Lasciata da parte la retorica questa è l’unità di misura che ci viene applicata. Di quì la inutilità peggio la dannosità, perchè ci condanna a soccombere in eterno, del voto dato ai due partiti italiani.Questo il messaggio ( e non solo) che bisogna far passare in questi due mesi di campagna elettorale.Ed il fatto politico potrebbe arrivare già da subito, capace di imporre la discussione della mozione sull’indipendenza e di portarci al tavolo del federalismo fiscale con armi appuntite e non con il capo cosparso di cenere.
    Al PSD’AZ cogliere l’opportunità.

  • Vogliamo anche noi la campagna di comunicazione indipendentista.
    Diteci cosa fare e che fondi abbisognano,apriremo una raccolta fondi fra gli iscritti.
    Non lasciateci soli …!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Francesco Nieddu

    P.S. Dal 1 aprile partirà la prima campagna di comunicazione indipendentista mai realizzata. sarà limitata al Nuorese, per ragioni finanziarie. Temi: indipendenza, sviluppo, tasse, cultura e libertà.

    Mi trovo a dissentire con te Paolo, stai gettando via risorse.
    È Cagliari che devi convincere per essere credibile. Anche se il cuore ti dice altro. Che piaccia o no è qui che vive la maggior parte dei sardi e quindi dove si decide.
    Fai breccia su Cagliari e avrai la Sardegna.
    Fai breccia altrove e non avrai fatto altro che spaccare inutilmente.
    I numeri contano

  • Ma sa chistione sarda no bessit pius a campu? Niunu ischit pius ite siat? Semus de aberu parte integrante de sa TERRONIA?
    iRS narat chi sos sardos no che tenzan’ una cussenzia nazionale, su PdL sustenet sa cumbenientzia de unu regime ordinariu po sa Sardigna e su Psd’Az. chi sighit a s’imboligare cun chistiones de tassas e fiscalidade sighinde a si fagher’ bellos cun su nudda.
    Servit unu presuppostu politicu forte comente puntu de partenzia, ma, m’azis a iscusare, no ch’ hat peruna forza (indipendentistica) cun custas politicas debiles. S’hat faeddadu de moralizzazione de sa politica chi semus bidinde, s’est intesu chistionende de “etica”, ma no si risultat a cumprender’ ne su puite e ne su comente. Mi dat s’impressione chi s’ennesima traitorìa siat in s’aria e tenzo s’impressione chi si siat gioghende cun sa cussenzia de sa zente ch’ est ancora in bona fide. Mi paret una brulla, una campagna de comunicazione indipendentista chi partit su 1° de abrile mi dat s’impressione chi si chelzat coglionare s’ateru e, sas rejones finanziarias mi dan’ s’impressione de iscujas de malu pagadore. Sas ideas, po circolare, no tenen’ bisonzu de finanzias (si sun’ ideas bonas), oe mi paret, pius de deris, chi sighemas a restare ancora pius a “s’iscuru”!!!!

  • La Sardegna e i Sardi hanno tutte le caratteristiche per poter diventare un laboratorio di un nuovo modello politico ed economico, ponte fra nord Africa e Europa

  • Concordo con Paolo e aggiungo: prendiamo esempio dalla Lega.
    Manifestiamo la nostra determinazione in tutte le sedi in quanto il federalismo fiscale, così come impostato dal gruppo di potere Nord centrico, non può che penalizzare la nostra terra fino a darle la definitiva connotazione di “ultima Colonia dell’Impero Italiano”.

  • Anche alla luce degli ultimi risultati elettorali, sono d’accordo su tutto. Con la speranza che Lei riesca a fare ciò che ha in “testa” o per meglio dire, che non trovi “stupidi” ostacoli, Le faccio vivissimi complimenti per la lucida analisi. Buona giornata :)

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