Presenze dei consiglieri regionali, banche e le censure della stampa

29 gennaio 2010 08:1910 commentiViews: 13

112Allora: ieri si è svolta la conferenza sul credito. Le banche stanno strozzando le imprese della Sardegna; la pressione fiscale è talmente insostenibile che le cartelle di Equitalia abbondano. Queste cose sono state dette ieri alla Conferenza regionale sul credito. Leggete i giornali. La Nuova ospita la notizia, riportandola correttamente, in un articolo di taglio basso, compresso da un articolone dedicato alle presenze in Aula dei consiglieri regionali; l’Unione riporta la notizia sulla Conferenza del Credito nella pagina dell’Economia, facendo un resoconto edulcorato in cui la colpa delle ristrettezze del credito in Sardegna è riversata, in ultima analisi, sulle imprese sarde. Incredibile, ma vero. La manipolazione è di destra e di sinistra: pensate che sul sito di Sardegna Democratica il signor Tandeddu, ex segretario dell’assessore all’Agricoltura Franco Foddis, raccontando dell’approvazione della legge sui prodotti agricoli, cita come primo disegno di legge presentato quello dei Rossomori (l’ultimo ad essere presentato e solo dopo che la maggioranza per bocca del suo relatore, cioè io, aveva dato la disponibilità a sospendere i lavori per favorire la presentazione del dl dei colleghi rossomoristi). Ovviamente il mitico Tandeddu, erede della tradizione manipolatrice del vecchi Pci, non dice chi è stato il relatore della legge ecc. ecc. Tandeddu non può sopportare che ci sia un po’ di bene in giro che non dipende da lui e dai suoi compagni e quindi mistifica per il popolo.
Il risultato di queste manipolazioni è il seguente: le banche sono innocenti e sante e la Regione spende soldi per beatificarle, il Consiglio regionale è costituto da unu fiottu de mandrones che bisogna sciogliere e se c’è qualcosa di buono è nell’estrema sinistra. In fin dei conti mira allo stesso risultato anche Santoro: ieri, ad ascoltare Annozero si ricavava la sensazione dell’esistenza in Italia di un ceto politico marcio (che esiste) e la necessità di una palingenesi guidata da un capo senza macchia e senza paura che Santoro può attaccarsi al suo vaniloquio. Insomma, la teoria autoritaria di Violante e Quagliarello, teorizzata e praticata nella scorsa legislatura in Sardegna, da Soru, Spissu e compagni, quella teoria che affida il potere legislativo e l’esecutivo al presidente eletto dal popolo, è ormai favorita dai poteri forti, dai giornali e dal sentire comune. Noi sardisti la combattiamo, perché sappiamo che nelle rivoluzioni europee, dalla Francese alla Russa, la crisi dei parlamenti ha sempre aperto la strada alle tragedie sociali e alle svolte autoritarie.
Sulle presenze in Consiglio, una sola considerazione. La pubblicità delle presenze è un buon atto di trasparenza. L’enfasi riposta in questo gesto è una stupidaggine dal sapore tutto qualunquista che alla fine aiuta molto l’estetica della destra delle tre D: Disciplina, Dovere, Decoro. La Destra della faccia pulita e delle mutande sporche, come è sempre stata la destra italiana. Infatti, misurare l’impegno e il lavoro di un consigliere regionale attraverso le presenze è come fare gli scrutini a scuola in base alle presenze degli alunni. Se è vero che senza frequenza non c’è profitto, non è vero che chi frequenta tutte le lezioni è il più bravo, quello che lavora di più per il suo Paese. Se è vero, come dice De Gregori, che un giocatore non si giudica da un calcio di rigore, così un consigliere regionale dovrebbe essere giudicato dal numero dei progetti di legge di cui è primo firmatario, dalle leggi di cui è stato relatore, dagli interventi pubblici sulla stampa, dalle pubblicazioni, dall’attività di comunicazione con i cittadini, dagli eventi che promuove nel suo territorio. Alle scuole elementari il mio mitico maestro Mura non si entusiasmava per quelli che non si assentavano mai, che avevano sempre il grembiule in ordine, che facevano sempre perfettamente i compiti, a cui lui dava 10 in condotta. Lui ammirava i bambini che capivano, che scoprivano, che erano appassionati alla vita più che al regolamento scolastico. Non aveva torto: che cosa se ne farebbero i sardi di consiglieri presentissimi ma tonti e muti? Va benissimo dunque registrare in tempo reale le presenze, ma allora è necessario rendere pubbliche anche le altre materie della pagella attraverso cui i parlamentari possono essere promossi o bocciati dagli elettori. Se invece vale solo la presenza, non esiste più la classe, ma solo il capoclasse o il maestro. Ma forse è questo che si vuole: un capo che faccia arrivare i treni in orario, che bacchetti le mani, e lasci fare alle banche, ai costruttori, alla Saras, all’Enel, all’Alcoa i santissimi fatti loro.

10 Commenti

  • Domenico Fais

    La giustificazione delle assenze mi sa di augol. Con il mio misero stipendio il lavoro è al primo posto della mia vita quotidiana e se mi assento, devo avere una giustificazione valida e anche il numero di assenze annue è limitata pena il decurtamento del già misero stipendio sino alla sua totale trattenuta. E allora di che cosa stiamo parlando? Dei consiglieri che si assentato quando e come vogliono senza giustificazione alcuna e senza riduzione del già lauto stipendio? Dei consiglieri che si assentano perchè impegnati nelle loro attività private? Trattasi di autogol, succede anche alle migliori squadre.

  • Caro Paolo, scrivi: “Che cosa se ne farebbero i sardi di consiglieri presentissimi ma tonti e muti?”. Domanda retorica, risposta scontata. Allora ti faccio io un’altra domanda: Tra dei consiglieri presentissimi ma tonti e muti e dei consiglieri assenti, tonti e muti, chi scegli ? Risposta scontata, scegli il male minore, che almeno, a parità di tontaggine, i primi hanno la diligenza di timbrare il cartellino e partecipare alle votazioni in aula. A questo proposito, e quindi obiettando in parte alle tue considerazioni, vorrei modestamente ricordarti una cosa: lo scorso 2 ottobre, durante la seduta pomeridiana del Consiglio regionale, chi era presente ed ha votato contro l’emendamento n. 355 (ovvero contro l’incremento sino al 10% del volume esistente nei 300 metri dalla linea di battigia)? L’emendamento poi è passato per soli 31 voti favorevoli. Ebbene, che giudizio dobbiamo avere su coloro che erano assenti durante questa votazione (ma potrei fare tanti altri esempi)? No, spiegami un po’ questa cosa… Dai, non voglio fare di tutta l’erba un fascio, per carità, però cerchiamo di non prenderci per i fondelli. O devo pensare che tutti coloro, e sottolineo tutti, che in quella occasione erano assenti e che avrebbero potuto ribaltare l’esito della votazione sono dei grandi e loquaci intelligentoni ? Ma và…

  • Scommetto che alla Conferenza sul Credito erano presenti i dirigenti delle banche operanti in Sardegna…..Scommetto che gli stessi hanno occupato gli scranni delle seconde file per ascoltare gli interventi e prendere appunti per eventuali ritorsioni verso chi ha osato criticare il sistema…
    Scommetto sul fatto che, come al solito, la prima fila è stata occupata dalle autorità civili, militari e religiose.
    Bene! Cosa avete ottenuto? Nulla di che! Vi siete semplicemente parlati addosso!
    Nella vostra conferenza si è parlato della faciloneria bancaria nel mandare al protesto un assegno in assenza di provvista perché il mandato del Comune o della Regione arriva in ritardo?
    Qualcuno vi ha messo al corrente delle condizioni economiche applicate sui conti correnti?
    Vi hanno forse reso partecipi che la banca prima di formalizzare un fido impone al cliente la sottoscrizione di polizze finanziarie- assicurative limitando, di fatto, la liquidità richiesta?
    Qualche imprenditore vi ha informato del fatto che prima di ottenere l’erogazione dell’ultimo Sal di un mutuo abbia dovuto subire l’imposizione di un pegno “ cosiddetto irregolare “ per un importo pari a un terzo dello stesso Sal? Oppure delle difficoltà sopravvenute a seguito della sottoscrizione di derivati sul debito?
    Qualcuno avrà avuto il coraggio di informarvi sulla tempistica delle risposte da parte del sistema bancario?
    Vi hanno informato della gestione personalistica del sistema?
    Vi hanno reso edotti del fatto che la banca del territorio è in sostanza sparita? Che le risposte alla clientela sono affidate a un computer? Che la banca è lontanissima dal territorio? Che in banca nessuno si assume alcuna responsabilità rimandando le decisioni al solito computer?
    Qualcuno vi ha spiegato che le ipoteche legali richieste da Equitalia sono delle pregiudizievoli che impediscono il successivo accesso al credito? Che simili segnalazioni innescano una spirale perversa per cui, in presenza di un atto pregiudizievole, le banche non concedono credito, che senza il sostegno del credito è impossibile far fronte alle esposizioni esattoriali e cosi via di seguito…

    Caro Paolo, io ti consiglio vivamente di organizzare una conferenza sul credito diversa e completamente ribaltata . Immaginala con la platea interamente occupata dalla clientela incazzata e con sulla destra un banco per gli imputati…..Ovviamente riservato ai signori Dirigenti!
    Immagina la prima parte della conferenza dedicata all’elencazione dei soprusi, delle angherie, dei comportamenti illegali, delle condizioni economiche applicate, dei prodotti imposti con sottili ricatti…Immagina la seconda parte dedicata alle risposte delle banche in merito ai quesiti e alle lamentele esposte. Immagina infine la presa d’atto da parte della politica su quanto accade con le conseguenti soluzioni da proporre e le decisioni da prendere.
    Questa è l’unica, vera conferenza che può dar voce a chi soffre e subisce all’insaputa della politica.
    Di fronte a simili problematiche la politica ha il dovere di prendere decisioni. Deve riconquistare la sua centralità e, nel caso particolare, emanare nuove norme che riportino il sistema creditizio alla originaria funzione di volano economico.
    Al momento tale sistema è sfuggito ad ogni controllo; si autoalimenta, si autoreferenzia e si autorappresenta. Esercita un vero potere sull’intera società avendo quasi sfrattato la politica dal ruolo di gestione degli scenari economici.
    È una guerra pericolosa… Spero nel tuo coraggio.

  • Domenico Fais

    Il problema è che spesso sono assenteisti e anche sordi e muti.Ben venga la pubblicazione dei carichi di lavoro di ciascun “eletto”, che cosa hanno prodotto. Sono sicuro che la maggior parte ne uscirebbe con un nulla di fatto e pure assenteista è questo il paradosso. Per ultimo non fa comunque piacere vedere “sempre” nei servizi televisivi delle due emittenti sarde sul consiglio regionale in aula dove il relatote sta parlando e l’aula è “sempre” semideserta e i presenti stanno chiaccherando tra loro, leggendo il giornale o giocando con il portatile, pessima immagine.

  • Carissimo onorevole, la battaglia che sta facendo contro i due quotidiani sardi che puntualmente censurano il suo operato, è giustissima..
    perché tantissimi sanno che è stato il partito sardo d’azione a volere e presentare la prima proposta di legge sui prodotti sardi, e lei è stato il primo firmatario.. una legge attesa da sessanta anni dal popolo sardo..
    poiché ritenga che questa legge sia sardista, spetta a noi militanti del partito sardo d’azione divulgarla… questo è il momento giusto! sono già cominciate le consultazioni per eleggere i nuovi sindaci di molti paesi e città, dove il nostro partito è impegnato a chiudere le alleanze..
    il partito su tutta la regione al primo punto delle trattative deve inserire la legge n 1 2010 cosi ne parleranno tutti e capiranno che e una nostra conquista
    forza paris

  • Carlo Sanna

    CONFERENZA REGIONALE SUL CREDITO

    La giornata di ieri è stata per certi versi molto importante per altri inutile e autoreferenziale. Comunque andava organizzata e il successo è innegabile.

    Premessa: il ruolo della Regione è troppo importante per la nostra fragile economia. Gli attori principali lo sanno bene. Deve essere chiaro però (sempre) che aiutare il mercato a riprendersi non significa sostituirsi ad esso. Il sistema verrebbe soltanto impoverito e reso insicuro.

    Andiamo avanti. Il mondo accademico ha fotografato con i numeri quello che questa regione esprime in termini di volumi. Ha sottolineato sempre più la micro realtà delle imprese sarde che operano prevalentemente nel mercato domestico con enormi difficoltà e che non possono avere futuro senza una seria politica interna di sviluppo e di crescita, non solo in termini di capitale.

    La voglia da parte della Regione di dare impulso, strumenti e energia per favorire la ripresa è netta. E’ suo dovere farlo, lo sta facendo con serietà e con impegno e, bisogna dirlo, con competenza. Le politiche adottate nella finanziaria sono chiare. Straordinari i provvedimenti a sostegno dei Consorzi di garanzia (unico vero strumento che consente alle aziende di accedere al credito con le necessarie garanzie) e le agevolazioni al microcredito per le tante deboli startup che oggi vogliono iniziare a fare impresa.

    Il ruolo dei Confidi è centrale. Chi li frequenta sa che lavorano con professionalità e che stanno colmando lacune ormai croniche del sistema bancario. Bisogna stare attenti che non si crei una sorta di rivalità tra i consorzi e le banche che operano nell’isola. Sarebbe degenerativo per tutti . I personalismi si pagano a caro prezzo e la Sardegna ha già pagato abbastanza. La Regione , in questo senso, deve monitorare costantemente attraverso un osservatorio l’efficienza del sistema. La quantità di danaro messa in campo è enorme, è giusto pretendere professionalità da parte dei protagonisti.

    Ritengo che la banca sia il più profondo conoscitore del mondo imprenditoriale. In Sardegna è stato pagato il denaro più caro d’Italia!! Il sistema sotto questo punto di vista è indifendibile. Un rapporto tra banca e impresa (anche partecipativo) è auspicabile e anche nobile perché in questo modo si vanno a sommare le competenze tecniche dell’imprenditore a quelle finanziarie della banca, una specie di integrazione della finanza col mondo reale. Di questo si deve parlare, si deve con forza chiedere che tanto debito diventi equity e che le imprese con elevato grado di sviluppo vengano accompagnate, sostenute e guidate nella gestione del business. Ragionando in termini macro, poi, non ci si deve vergognare nel dire che una selezione deve essere fatta. Tante imprese non ce la faranno ed è inutile prolungarne l’agonia. E’ solo dispersione di risorse e dannoso per la società.

    Auspico sempre una giornata di lavoro interna per parlare e discutere di queste cose. La via dell’Indipendenza passa necessariamente per questa strada. Senza impresa, senza economia non si và da nessuna parte.

    P.S.
    Sfirs: chi ha seguito i lavori di ieri e ha sentito il prof. Nicolai (Direttore Generale di Finlombarda) ha capito quanto c’è da fare e quanto si può fare. Il ruolo di Sfirs deve essere strategico e le sue competenze di alto livello.

  • Renato for President

  • On. una constatazione, ma vi siete accorti che sul sito ufficiale del Partito Sardo, su in alto a dx, ove uno sceglie la lingua, il link da cliccare, i Mori sono girati a destra…
    Chi l’ha fatto il sito, SORU?

  • Se fossimo nel deserto, mentre i suoi colleghi si stenderebbero al sole ad abbronzarsi, Lei la vedrei a cercare l’acqua con piccone e badile. Ieri sera san toro, forse distratto dal monologo precedente, ha ammesso di non essere giornalista ma uomo di spettacolo. Se si vuole dare più importanza all’essere presenti piuttosto che alla presenza del fare, probabilmente questo è il concetto che si capisce meglio: politico e legislatore sono cosa diversa.

  • Giuanni Loisu

    Semplicente Grande!!!!!

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