Presentata la mozione per la tutela dei fornitori di appaltatori pubblici regionali

10 aprile 2012 08:238 commentiViews: 244

fornitoriIl gioco mi venne spiegato bene durante una riunione della Confindustria del Marghine ed è il seguente. Un’azienda, generalmente continentale, vince un appalto in Sardegna. Ovviamente non ha in loco né macchine né uomini, per cui subappalta. Il subappaltatore, nella totalità dei casi, sardo, è comunque tutelato dalal legge e può, nel caso, essere liquidato anche dalal stazione appaltante. Viceversa, il fornitore, che magari ha fornito ghiaia, ferro, macchine o altro, può incassare solo dall’appaltatore. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: tendenzialmente l’appaltatore riceve il saldo dell’appalto e non pga i fornitori o li paga dopo contenzioso.
Si è cercato di rimediare a questo squilibrio della normativa italiana, inserendo un emendamento in Finanziaria, il quale però venne dichiarato inammissibile. Inoltre, gli uffici del Consiglio regionale hanno  messo in evidenza che un intervento normativo rischiava di essere impugnato dall’occhiuta Corte Costituzionale. Gli uffici, invece, hanno suggerito la strada della Mozione in modo da vincolare la regione ad inserire clausole di tutela dei fornitori nei capitolati di gara e nei contratti successivamente stipulati con le imprese vincitrici. Si è proceduto secondo queste indicazioni e si è presentata la mozione che segue, la quale sarà, una volta discussa e approvata, una delle poche mozioni ad avere un immediato effetto pratico, perché inciderà sulla formulazione delle gare.
Le firme, come si vede, sono trasversali e, a mio avviso, riflettono l’ampia possibilità di lavorare sugli interessi nazionali dei sardi al di là di schieramenti sempre più da sottoporre ad opportuna verifica di attualità.

MOZIONE

8 Commenti

  • Giuseppe Bellu

    Fondamentalmente succede che ditte che debbono riciclare danaro sporco possono permettersi ribassi assurdi, oppure che aziende con un giro di affari importante lavorino in pareggio o leggera perdita per tenere gli operai, i macchinari e la struttura in funzione. Altri ormai giocano d’azzardo e sparano cifre (sanno che si vince tra i 35 e i 45 punti di ribasso e tentano la fortuna), cercando poi appunto di rifarsi su cottimisti, fornitori etc., da qui il problema sollevato nell’articolo

  • Quinto moro: il problema si risolverebbe in molti casi con procedure che valutano l’offerta economicamente più vantaggiosa.

    Esempio pratico.
    Il mese scorso con la mia azienda abbiamo partecipato ad una gara di appalto in Regione, per erogazione di servizi di consulenza direzionale dove la discriminante dovrebbe essere costituita da curricula e referenze.
    Tre imprese imprese sarde (di cui due importanti e ultraqualificate) la mia “mezzosangue”, e un manipolo di aziende provenienti dallo stivale.

    Vincitore: una ditta ovviamente non sarda con il 49,5% di ribasso. Conclusione: o sbaglia la stazione appaltante o la ditta che propone l’offerta.

    E non servono certificazioni, personale con due lauree e curriculum referenziato, clienti multinazionali quando le procedure che valutano il solo ribasso sulla base d’asta di fatto aprono il campo a chiunque…

    Non mi lamento perchè ha vinto una azienda non sarda (anche la mia ha sede principale a Milano), w il libero mercato, ma mi altero perchè le gare dovrebbero valorizzare le competenze e solo in mimina parte i ribassi.
    Ribassi che di fatto sono la causa di lavori fatti male, subappaltatori strozzati e servizi offerti alla stazione appaltante di qualità infima.

    Sarebbe bello, come fanno in Emilia, leggere quei bei bandi di gara dove trovi spesso vincoli legati alla territorialità del soggetto proponente (vedi sede Legale o unità produttiva, o dettagli apparentemente insignificanti che però non ti fanno entrare se non sei legato al territorio o hai stretto alleanze da quelle parti).

    Sarebbe bello che le stazioni appaltanti capissero che la qualità è il primo fattore di valutazione e che non bisogna cercare gli scienziati solo a Roccaraso o a Molfetta visto che ne abbiamo anche a Santulussurgiu e a Selargius.

    Sarebbe bello fare qualcosa per questo cacchio di territorio.

  • Quinto moro

    A proposito di lavori pubblici: qualcuno mi vuole spiegare com’è possibile che esistano imprese che offrono ribassi così esagerati(38/40%) pur di aggiudicarsi gli appalti(vedasi l’ultimo aggiudicato per un lotto della Sassari-Olbia)? Dove sta il trucco? Poichè non conosco aziende “benefattrici” penso già alle difficoltà che incontrerà quell’opera pubblica per venire realizzata. Oppure vige ancora l’andazzo solito….tanto in corso d’opera sarà possibile richiedere aumenti… se no blocco dei lavori… Infatti siamo la nazione che in materia ha il record delle “incompiute”(triste primato). A questo poi aggiungasi tutto il resto compresa la consueta fregatura dei fornitori sardi che finiscono per “finanziare” le opere.Quindi ben venga tutto ciò che può servire per… cambiare rotta.
    Fortza paris

  • Enrico Cadeddu

    caro Salcan, sinceramente non comprendo l’acredine della sua risposta. Nessuna volontà da parte mia di salire in cattedra, tantomeno nei confronti dell’autore dell’articolo. Cerco di spiegarmi. Io mi stavo riferendo alla tutela apprestata dal comma 3 al subappaltatore O al cottimista, che è fgigura appunto diversa dal supappaltatore. Il cottimo può avere ad oggetto anche forniture. Mi sembra che se nella norma vi è scritto subappaltatore o cottimista evidentemente le due figure sono diverse ed evidentemente si è voluta estendere la tutela data al subappaltatore anche ad un soggetto diverso appunto anche al cottimista. Ecco io mi riferivo alla tutela apprestata al cottimista quale soggetto diverso dal subappaltatore. Per quello non ho inserito il comma 11, sia perchè definisce il supappalto (ma ripeto io volevo riferirmi al cottimista), sia perchè nella mozione vi è scritto chiaramente che vi è già la tutela per il subappaltatore. Se poi tra i cottimi non rientrano le forniture o io mi sono sbagliato completamente chiedo scusa ma sinceramente non capisco il tono della sua risposta. Saluti

  • Immagino la soddisfazione che avrà avuto il signor Cadeddu nello… sbugiardare il nostro “saccente” professore, salendo in cattedra e ricordando che la norma esiste già, e perciò dando dell’ignorante al novello proponente.

    Peccato che il signor Cadeddu abbia preso una solenne cantonata: quando si vuole affermare qualcosa, prima di tutto è buona regola INFORMARSI sull’argomento, e non ho dubbi che il nostro prof l’abbia fatto, anche perché il consiglio regionale ha funzionari preparatissimi su leggi e norme, e sicuramente sono stati consultati e coinvolti nella stesura della mozione in parola.

    Dato che lavoravo nel campo della pubblica amministrazione, ho plaudito immediatamente e direi d’istinto all’annuncio della mozione in oggetto.
    perciò, quando ho letto il commento del signor Cadeddu, mi sono dapprima stupito, poi sono andato a leggere la norma sui subappalti, anche per aggiornarmi e colmare una mia eventuale lacuna.

    In effetti una delle più importanti novità del cosidetto codice degli appalti è il fatto di avere riunito normativamente i lavori, i servizi e le forniture.
    a tale proposito riporto la definizione di subappalto che è data al comma 11 dello stesso articolo 118 citato dal signor Cadeddu, che però si è fermato al comma 7:

    11. Ai fini del presente articolo é considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedono l’impiego di manodopera, quali le FORNITURE CON POSA IN OPERA e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell’importo delle prestazioni affidate o di importo superiore a 100.000 euro e QUALORA L’INCIDENZA DEL COSTO DELLA MANODOPERA E DEL PERSONALE SIA SUPERIORE AL 50 PER CENTO DELL’IMPORTO DEL CONTRATTO DA AFFIDARE.

    è del tutto evidente, almeno per chi lavora nel campo dei lavori pubblici, come siano pochissime le forniture (non me ne viene in mente nessuna) nelle quali il costo della manodopera sia superiore al 50% del valore della fornitura medesima, essendo l’incidenza dei materiali ben superiore.
    pertanto possiamo senz’altro affermare che le forniture non costituiscono subappalto.

    perciò plaudo ancora più convinto all’iniziativa.
    FORZA PARIS

  • Mario Pudhu

    Mi ndhe allegro! E pesso chi si a fundhamentu, iscopu e critériu de sa política, si ponet su torracontu de sa Sardigna (e no su torracontu de su segamigasu personale) si podet fàghere cussu e meda de prus e a donzi modu sa netzessària unidade de sos Sardos.

  • Enrico Cadeddu

    La norma c’è già, in tutto o in parte uguale. La differenza è la parte riguardante la premialità in sede di aggiudicazione. Per il resto il codice dei contratti prevede già l’obbligo d’inserimento di clausole a tutela dei subappaltatori. Quelli sotto sono i commi dal 3° in poi dell’art 118 del D.lgs 163/2006. Come si vede vi sono anche norme a tutela dei lavoratori. Il problema, come spesso accade, non è il fatto che la norma vi sia ma il farla rispettare. Sostanzialmente il controllo da parte dell’Ente finanziatore dell’operato della stazione appaltante quale ente finanziato. Ma questo è un altro problema che si inteccia con tante cose non da ultimo la volontà e la voglia di effettuarlo seriamente quel controllo, semmai si possa fare. con tutte le conseguenze che questo comporta. Saluti

    3. Nel bando di gara la stazione appaltante indica che provvederà a corrispondere direttamente al subappaltatore
    o al cottimista l’importo dovuto per le prestazioni dagli stessi eseguite o, in alternativa, che è fatto obbligo agli affidatari di trasmettere, entro venti giorni dalla data di ciascun pagamento effettuato nei loro confronti, copia delle fatture quietanzate relative ai pagamenti da essi affidatari corrisposti al subappaltatore o cottimista, con l’indicazione delle ritenute di garanzia effettuate. Qualora gli affidatari non trasmettano le fatture quietanziate del subappaltatore o del cottimista entro il predetto termine, la stazione appaltante sospende il successivo pa-gamento a favore degli affidatari. Nel caso di pagamento diretto, gli affidatari comunicano alla stazione appal-tante la parte delle prestazioni eseguite dal subappaltatore o dal cottimista, con la specificazione del relativo importo e con proposta motivata di pagamento. (comma modificato dall’art. 2, comma 1, lettera bb), d.lgs. n. 113 del 2007)
    4. L’affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall’aggiudicazione, con ribasso non superiore al venti per cento. L’affidatario corrisponde gli oneri della sicu-rezza, relativi alle prestazioni affidate in subappalto, alle imprese subappaltatrici senza alcun ribasso; la stazio-ne appaltante, sentito il direttore dei lavori, il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, ovvero il diret-tore dell’esecuzione, provvede alla verifica dell’effettiva applicazione della presente disposizione. L’affidatario è solidalmente responsabile con il subappaltatore degli adempimenti, da parte di questo ultimo, degli obblighi di sicurezza previsti dalla normativa vigente. (comma modificato dall’art. 3, comma 1, lettera h), d.lgs. n. 113 del 2007)
    5. Per i lavori, nei cartelli esposti all’esterno del cantiere devono essere indicati anche i nominativi di tutte le imprese subappaltatrici, nonché i dati di cui al comma 2, n. 3).
    6. L’affidatario è tenuto ad osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni; è, altresì, responsabile in solido dell’osservanza delle norme anzidette da parte dei subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto. L’affidatario e, per suo tramite, i subappalta-tori, trasmettono alla stazione appaltante prima dell’inizio dei lavori la documentazione di avvenuta denunzia agli enti previdenziali, inclusa la Cassa edile, assicurativi e antinfortunistici, nonché copia del piano di cui al comma 7. Ai fini del pagamento degli stati di avanzamento dei lavori o dello stato finale dei lavori, l’affidatario e, suo tramite, i subappaltatori trasmettono all’amministrazione o ente committente il documento unico di rego-larità contributiva. (comma modificato dall’art. 3, comma 1, lettera h), d.lgs. n. 113 del 2007 e poi dall’art. 2, comma 1, lettera aa), d.lgs. n. 152 del 2008)
    6-bis. Al fine di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso ed irregolare, il documento unico di regolarità contributiva è comprensivo della verifica della congruità della incidenza della mano d’opera relativa allo speci-fico contratto affidato. Tale congruità, per i lavori è verificata dalla Cassa Edile in base all’accordo assunto a livello nazionale tra le parti sociali firmatarie del contratto collettivo nazionale comparativamente più rappre-sentative per l’ambito del settore edile ed il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. (comma sostituito dall’art. 2, comma 1, lettera aa), d.lgs. n. 152 del 2008)
    7. I piani di sicurezza di cui all’articolo 131 sono messi a disposizione delle autorità competenti preposte alle verifiche ispettive di controllo dei cantieri. L’affidatario è tenuto a curare il coordinamento di tutti i subappalta-tori operanti nel cantiere, al fine di rendere gli specifici piani redatti sai singoli subappaltatori compatibili tra loro e coerenti con il piano presentato dall’affidatario. Nell’ipotesi di raggruppamento temporaneo o di consor-zio, detto obbligo incombe al mandatario. Il direttore tecnico di cantiere è responsabile del rispetto del piano da parte di tutte le imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori.
    8. L’affidatario che si avvale del subappalto o del cottimo deve allegare alla copia autentica del contratto la di-chiarazione circa la sussistenza o meno di eventuali forme di controllo o di collegamento a norma dell’articolo 2359 del codice civile con il titolare del subappalto o del cottimo. Analoga dichiarazione deve essere effettuata da ciascuno dei soggetti partecipanti nel caso di raggruppamento temporaneo, società o consorzio. La stazione

  • BRAVI, BRAVI, BRAVI.
    ottima iniziativa.
    complimenti ai proponenti.
    mi auguro che si traduca RAPIDAMENTE in atti.

    e per il PATTO DI STABILITA non si può fare niente?
    molti sindaci (vedi torino) hanno assunto iniziative che stanno dando i loro frutti.
    non è pensabile di continuare a finanziare i lavori pubblici con i soldi delle imprese.
    il patto sta strozzando imprese e comuni, alcuni dei quali sono entrati in patto già da marzo.

    BUON LAVORO E FORZA PARIS

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