Premio regionale del paesaggio 2009 a Sebastiano Gaias

31 gennaio 2010 08:231 commentoViews: 47

257di Gianfranco Congiu
Istituito dalla Regione Autonoma della Sardegna nel 2006, il Concorso mira a promuovere i migliori interventi di qualità paesaggistica e di sostenibilità ambientale realizzati in spazi aperti all’interno di aree urbane e periurbane del territorio sardo in un periodo ricompreso tra il 2004 e il 2009.
Per il terzo anno consecutivo l’ambìto e prestigioso riconoscimento è andato ad un architetto macomerese: Sebastiano Gaias per la realizzazione del Museo Nivola, sintesi di un organico recupero, riqualificazione e reintepretazione degli antichi spazi interni ed esterni un tempo destinati a Lavatoio pubblico in quel di Orani
Nato in Australia nel 1961, si laurea a Roma con Francesco Cellini, attualmente preside della Facoltà di Architettura di Roma Tre; nel 1996 vince il concorso per la sistemazione dell’area esterna del museo etnografico di Nuoro; dal 1997 sviluppa diversi progetti nel settore delle opere pubbliche tra cui: il Centro Servizi della città fenicio-punica di Tharros (Cabras) , il Centro Servizi del Museo del Vino di Modolo, il Museo dei Sand Cast ad Orani per la Fondazione Nivola, il Museo d’Arte di Ghilarza e i Musei Urbani del Parco Paleobotanico dell’Anglona.
Ha esposto progetti alla Triennale di Milano del 2005 e in diverse città italiane.
Dal 2000 al 2005 ha svolto attività di collaborazione con le Università degli Studi di Cagliari e di Palermo.
Attualmente collabora con la facoltà di architettura di Alghero.
Ha pubblicato interventi e progetti su diversi cataloghi e riviste specializzate di architettura.
Alcune sue opere sono state già premiate con il Premio Regionale del Paesaggio nelle edizioni del 2007 e 2008: l’Acquario di Cala Gonone a Dorgali realizzato in collaborazione con l’architetto statunitense Peter Chermayeff e il Museo dell’arte e struttura di servizio della Torre Aragonese nel Comune di Ghilarza realizzato in collaborazione con l’ing. Gianni Mura (Macomer).
La motivazione dell’ultimo premio riassume lo spirito dell’opera, dell’intervento e l’animo dell’architetto:
“L’intervento risulta corretto sotto il profilo delle scelte dei materiali e della coerenza del linguaggio in riferimento al tema culturale di fondo. E’ curato nei particolari, suscita interesse nel fruitore e coglie appieno lo spirito divulgativo della qualità paesaggistica degli interventi; propone una nuova interpretazione dei segni tipici locali secondo una rielaborazione controllata e misurata. La sua correttezza formale si rende evidente rispetto al contesto urbano con cui si relaziona.”
L’opera premiata, voluta fortemente sia dalla Fondazione intestata al compianto artista oranese che dal Comune di Orani, rappresenta la sintesi di un complessivo e organico momento di reintepretazione degli spazi un tempo destinati a lavatoio comunale con l’ambizione di renderli fruibili non solo internamente, ma anche esternamente integrando e recuperando anche gli spazi terrazzati in un ottica di inclusione e di avvicinamento dell’area al perimetro urbano del paese di Orani.
Collocato sulla collina frontistante il paese, il Museo interpreta oggi perfettamente lo spirito originario collocando non solo gli spazi interni ma soprattutto quelli esterni, in una dimensione di fruibilità tale che dota l’intero complesso di quell’eclettismo e poliedricità difficilmente ottenibili se il progettista non avesse così enfatizzato l’ambiente circostante.
Parlando con Sammy (così è conosciuto dagli amici) ti rendi subito conto che proprio il recupero ambientale paesaggistico è stato il leit motiv con il quale ha giocato nella sua esplicazione progettuale, giungendo al punto addirittura di recuperare gli spazi che una volta erano destinati agli “orti paesani” per restituirli alla comunità nello stato e con la funzione che hanno sempre avuto; uno spazio che, affidato alle cure degli anziani e alle persone del paese, farà rivivere una tradizione contadina ormai perduta, testimone di una cultura semplice e profondamente intensa, in una ideale relazione/prosecuzione di quella stessa semplicità e profondità che ritroviamo nelle opere di Costantino Nivola.

1 Commento

  • Complimenti all’architetto Sebastiano Gaias!
    E’ un piacere leggere notizie di questo tipo. Anche il nostro territorio, in questo caso con l’aggiunta di esperinze formative e professionali “continentali” ed estere, è in grado di esprimere professionalità eccellenti…

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