Prefettizzazione finanziaria e oligarchismo elettorale

3 marzo 2012 08:345 commentiViews: 10

coperta-cortaScusate. Ogni tanto mi fermo perché ho impegni familiari a cui non voglio sottrarmi.
Riprendiamo il discorso da dove lo abbiamo lasciato.
La continuità delle merci è stata finanziata. Adesso l’Assessore ai Trasporti porterà al più presto in Giunta le norme attuative.
Nel frattempo, il governo Monti sta finanziariamente commissariando tutto il sistema degli enti locali (Comuni e Regioni) della centocinquantenaria consumatissima Italia. Con il Decreto Legge n. 1 del 24 gennaio 2012, art. 35, commi 9 e 10, il Governo ha imposto a tutti gli enti locali (Comuni, Province e Regioni) di trasferire entro ieri il 50% dei loro depositi bancari, ed entro il 16 aprile prossimo il restante 50%, dalle banche dove sono attualmente, alla Banca d’Italia, cioè allo Stato. Si torna al servizio di Tesoreria unica degli anni Ottanta. Ovviamente il provvedimento è sperimentale: solo filo al 2014. Ovviamente, tutti sappiamo che non è sperimentale. Lo Stato si sta mangiando gli 8,6 miliardi di euro (è una stima) rappresentato dai depositi degli enti locali, in modo da ridurre l’ammontare delle aste dei titoli di Stato e indebitarsi di meno. Di fatto controllerà e centellinerà la spesa mensile degli enti locali. Se si unisce questo ripristino della tesoreria unica ai vincoli imposti dal Patto di stabilità, si comprende che si sta andando sostanzialmente al blocco della spesa. Paradossalmente, i primi commi dell’art. 35 sono destinati al pagamento delle imprese che vantano crediti con lo Stato. Il paradosso consiste nel pagare i creditori dello Stato e bloccare quelli degli enti locali: una classica immagine da coperta corta. Dinanzi a questi provvedimenti del Governo, la Finanziaria regionale è già condannata ad essere inefficace, a trasformarsi più che nel passato, in un elenco di auspici. Non solo: è ostacolata seriamente qualsiasi politica di spesa anche del migliore degli locali. Ovviamente il costo, in termini di consenso non lo pagherà Monti, protetto dai giornali nazionali rispetto a qualsiasi forma di dissenso, ma i sindaci, i presidenti di Regione e i consiglieri regionali.
Ma sta accadendo dell’altro. In Parlamento, la Grosse Koalition Pd-Pdl (vero laboratorio della nuova Dc) sta elaborando la nuova legge elettorale. E che cosa sono andati a pensare? Hanno pensato di eleggere il 50% dei parlamentari in grandi collegi uninominali (tipo quelli del Senato), dicendo ufficialmente che non ci sarà premio di maggioranza, ma poi prevedendo lo sbarramento e, udite udite, un vantaggio per i primi due risultati migliori, cioè Pd e Pdl. Fatto questo, e non contenti di averlo fatto, prevedono che il restante 50% venga assegnato su base proporzionale attraverso il voto, senza preferenza, a micro liste di partito bloccate. Per esempio: la Sardegna verrebbe divisa in tre grandi collegi, Nord, Centro e Sud. All’interno di questi, il Pd presenta una lista di tre nomi, e così il Pdl e gli altri partiti. Non credo servano commenti. Se Monti sta prefettizzando lo Stato per salvare le finanze italiane, il Parlamento sta creando un meccanismo per essere riplasmato da Partiti inesistenti nei rapporti sociali, ma fortemente protetti dalle leggi elettorali e dal finanziamento pubblico.

5 Commenti

  • Quinto moro

    Cosa stiamo aspettando a… muoverci? È così difficile incontrarci per capire almeno quanti siamo e se veramente si può dare inizio a quel cambiamento da tutti almeno a parole auspicato nell’interesse unico del bene dei sardi? Oppure preferiamo ancora le “seghe mentali” che ci fanno stare bene con noi stessi, senza rischio alcuno di urtare le varie suscettibilità dei nostri carissimi amici (?)politici che ci hanno condotto a questo disastro economico e morale?

  • Allora cosa aspettiamo, chiedo a Paolo, si può organizzare una raccolta di firme ed indire un referendum sulla zona franca in Sardegna? Io credo che tutte le sezioni s’impegnerebbero oltre il possibile, e sono anche sicuro che il consenso andrebbe ben oltre l’area sardista. Non so se giuridicamente la cosa sia fattibile, ma se oltre la metà dei sardi firmasse una simile richiesta, il governo non potrebbe far finta di niente, e anche i partiti “taliani” in regione avrebbero qualche problema. Saludos e FORTZA PARIS

  • Tutto ciò mi fa pensare a coloro che dicono: “L’indipendenza? E’ un’assurdità! la Sardegna non ce la farà mai da sola. Abbiamo bisogno dell’Italia…” ma po caritade ‘e Deus!

  • Antonello

    Sono i primi vagiti della terza repubblica, pater Mario Monti ** Mater PD-PdL

  • È un ulteriore tassello nella direzione che chi fa per sè fa per tre.

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